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domenica 19 agosto 2018

The Iran nuclear deal, which was recently ditched by the US, humanitarian efforts in war-ravaged Syria, and the Nord Stream 2 pipeline project… Putin and Merkel hold three-hour talks and are mostly on the same page.....


Iran deal, Syrian crisis & Nord Stream 2: Putin, Merkel find common ground on tough intl issues
The Iran nuclear deal, which was recently ditched by the US, humanitarian efforts in war-ravaged Syria, and the Nord Stream 2 pipeline project… Putin and Merkel hold three-hour talks and are mostly on the same page.
The surprise visit announced earlier this week between German Chancellor Angela Merkel and Russian President Vladimir Putin took place in Meseberg Palace, 65km north of Berlin, on Saturday afternoon. Putin arrived in the 18th-century palace shortly after attending the wedding of Austrian FM Karin Kneissl.
Both Russia and Germany have been affected by US tariffs, while Moscow has also been hit by sanctions. As rifts with Washington grow, the two leaders found some common ground in their detailed three-hour talks.

Purely economic project Nord Stream 2

The €9.5 billion (US$10.8 billion) pipeline project was one of the key talking points at the meeting. During the Saturday media conference, Putin said the Nord Stream 2 is a "purely economic project" and does not mean the transit of gas through Ukraine will stop. "I am aware of the Federal Chancellor's position. All that matters to us is that this transit is economically feasible… and makes economic sense."
During the closed talks, Putin and Merkel discussed the project and the prospects for Russian gas transit through Ukraine. Merkel said that even after the launch of the Nord Stream 2, Ukraine "should play its part in gas transit to Europe."
Merkel and Putin are obviously aware of the backlash from Washington and some Western politicians on the joint project between Gazprom and Western European energy giants. European Council President Donald Tusk has campaigned endlessly for the cancelation of Nord Stream 2 ever since it was announced in 2015. US President Donald Trump has also expressed strong opposition to the project, calling Germany a captive of Russian energy. The US leader has made no secret of American ambitions either, promising during his last whirlwind tour of Europe that Europeans will be buying "vast amounts" of US-produced liquefied natural gas (LNG).

Iran: Merkel, Putin stand for saving nuclear deal recently dumped by US

Both the Russian leader and the German chancellor are in favor of preserving the milestone Joint Comprehensive Plan of Action, also known as the Iran nuclear deal.
Speaking ahead of the meeting, Putin insisted that it is important "to preserve this multilateral agreement" approved by the UN Security Council, which aims at "strengthening regional and global security and the nuclear non-proliferation." Merkel also supports the deal, but noted that Germany is "following Iran's activities with concern, be it the missile program or the situation in Syria."
It has been three months since Donald Trump, a long-standing critic of the Iran deal, pulled out of the agreement, despite the fact that the International Atomic Energy Agency (IAEA) confirmed Tehran's compliance with the deal on numerous occasions. The US president also ignored attempts of world powers, including France and Germany, to talk him out of withdrawing.

Syrian crisis: New talks format & humanitarian issues

The leaders also tackled the crisis in war-ravaged Syria, which is trying to get back on its feet after militants were expelled from large parts of the country. Putin pointed out the intensifying flow of refugees returning home and called on European countries to support the process. Ahead of the meeting, Merkel noted that "we, of course, should first of all, avoid a humanitarian disaster around and in this country [Syria]."
The two sides also discussed the possibility of a four-way meeting on Syria, involving Turkey, Russia, Germany and France, the Russian president's spokesman said. The idea of the format was proposed in late July by Turkish President Recep Tayyip Erdogan, who suggested holding talks on September 7.
On Friday, Merkel said that Germany is looking into the possibility of such a summit: "A meeting between Germany, France, Turkey and Russia could make sense — this must be well-prepared, so there is no date yet."
da "rt.com"

Il Consiglio dei ministri straordinario è finito da poco, i vertici di Autostrade hanno appena fatto mea culpa, promettendo mezzo miliardo per le vittime e la ricostruzione del ponte crollato in 8 mesi. E il leghista Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, regista e mediatore nel governo, non è affatto impressionato: «Quello di Autostrade è un atto dovuto e anche tardivo. E' il minimo che potesse fare, dopo i primi comunicati inverosimili. Sono tornati sulla terra. Ma il governo, con responsabilità e senza fare processi sommari, ha intenzione di verificare se esistono le condizioni per il permanere della concessione. Ciò che è accaduto è impensabile: un tratto autostradale non può e non deve crollare in un Paese come l' Italia. Ciò che ho visto oggi ai funerali, il dolore dei familiari delle vittime, è stato straziante. A maggior ragione bisogna fare giustizia»......





Alberto Gentili per “il Messaggero” 

giancarlo giorgettiGIANCARLO GIORGETTI
Il Consiglio dei ministri straordinario è finito da poco, i vertici di Autostrade hanno appena fatto mea culpa, promettendo mezzo miliardo per le vittime e la ricostruzione del ponte crollato in 8 mesi. E il leghista Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, regista e mediatore nel governo, non è affatto impressionato: «Quello di Autostrade è un atto dovuto e anche tardivo. E' il minimo che potesse fare, dopo i primi comunicati inverosimili.

Sono tornati sulla terra. Ma il governo, con responsabilità e senza fare processi sommari, ha intenzione di verificare se esistono le condizioni per il permanere della concessione. Ciò che è accaduto è impensabile: un tratto autostradale non può e non deve crollare in un Paese come l' Italia. Ciò che ho visto oggi ai funerali, il dolore dei familiari delle vittime, è stato straziante. A maggior ragione bisogna fare giustizia».
PAOLO SAVONA GIANCARLO GIORGETTI GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINIPAOLO SAVONA GIANCARLO GIORGETTI GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

Autostrade chiede che la magistratura accerti le responsabilità. Se si scoprisse che la società non ha colpe fermerete la procedura di revoca della convenzione?
«E' partita da poche ore una lettera del governo in cui abbiamo contestato ad Autostrade la responsabilità del crollo, sta adesso alla società rispondere. Ci saranno tutte le verifiche del caso. C'è un'inchiesta penale, con ipotesi di reato gravissime e i risultati dovranno arrivare al più presto: non possiamo accettare che certe situazioni si protraggono all'infinito e si arrivi a prescrizione come per la strage di Viareggio».

Il ponte lo lascerete costruire ad Autostrade?
DI MAIO CONTE GIORGETTIDI MAIO CONTE GIORGETTI
«La loro disponibilità è doverosa. Ora il governo valuterà se accettare, nella consapevolezza che non basta questo per chiudere la partita».

Non temete penali miliardarie e 19 mila dipendenti di Autostrade senza lavoro?
«Ora la priorità è evitare che ci siano altre vittime. Il governo, ne abbiamo appena parlato in Consiglio dei ministri, è determinato a varare a settembre una grande operazione di messa in sicurezza infrastrutturale del Paese. Un piano che non riguarderà solo la rete autostradale, i ponti, i viadotti, gli acquedotti, ma anche le scuole e le situazioni di rischio causate dal dissesto idrogeologico. Sarà un'operazione di manutenzione senza precedenti, con investimenti ingenti in lavori pubblici. Negli ultimi anni il Paese e le sue strutture sono state trascurate, dimenticate. Si è pensato alle Nuvole, all'arredo urbano. Ora si torna a garantire le strutture di base, l' essenziale».
GIANCARLO GIORGETTI E L AMBASCIATORE USA LEWIS EISENBERG A VILLA TAVERNAGIANCARLO GIORGETTI E L AMBASCIATORE USA LEWIS EISENBERG A VILLA TAVERNA 

Per finanziare questo piano sforerete i vincoli di bilancio?
«Su questo fronte non esistono deficit, Pil, o parametri europei che tengano. Siamo convinti che l' Unione sarà ovviamente benevola. In più snelliremo tutte le procedure, a partire dal codice degli appalti che va totalmente rivisto dato che non permette di arrivare in tempi ragionevoli alla realizzazione degli interventi».

Quanto durerà questo piano e quale mole di investimenti mobiliterete?
«Dobbiamo stabilire i dettagli. C'è anche il problema di dotare la pubblica amministrazione delle strutture tecniche che negli ultimi anni si sono impoverite. Non ci sono più ingegneri, esperti in grado di capire i rischi, progettare ed essere la controparte dei privati. E si deve tornare, per realizzare questa mega operazione di manutenzione, all' afflato degli anni Sessanta che permise di ricostruire in Paese».

Si farà anche la Gronda di ponente, osteggiata negli anni scorsi dai grillini?
giancarlo giorgettiGIANCARLO GIORGETTI
«Penso proprio di sì. Ma prima va ricostruito il ponte, dato che per la Gronda ci vorranno almeno 10 anni».

Il commissario per la ricostruzione sarà il governatore Toti?
«Vedremo se sarà necessario un commissario. Ne discuteremo. Adesso abbiamo dato tutti i fondi richiesti».

Ci sarà una legge speciale per Genova con agevolazioni fiscali e poteri straordinari?
«E' possibile. Il porto deve poter funzionare: è la porta d' ingresso nel Nord Italia e del centro Europa».

Di Maio non ha escluso la gestione diretta da parte dello Stato di asset strategici come la rete autostradale. Condivide o è un eccesso di statalismo?
salvini giorgettiSALVINI GIORGETTI
«Se ne può discutere. Va fatta però prima un' operazione oggettiva e onesta riguardo alla concessioni: quando si vedono i dati di bilancio e i margini di redditività, viene qualche pensiero riguardo al dare e all' avere di queste convenzioni. Una riflessione va fatta».

Tav e Tap verranno realizzate nonostante le perplessità dei 5Stelle?
«Penso che la Tap si farà: è un' opera che ha comportato grandi investimenti e ha coinvolto numerosi Paesi. Mi sembra difficile che possa essere fermata.
Per quanto riguarda la Tav bisogna decidere e decidere presto: ci sono investimenti in corso e altri in fase di appalto. Forse la cosa più ragionevole è un ridimensionamento dell' opera».

Tav ridimensionata quanto?
matteo salvini, giancarlo giorgetti, gian marco centinaioMATTEO SALVINI, GIANCARLO GIORGETTI, GIAN MARCO CENTINAIO
«Nel progetto originario c' è una mega stazione d' ingresso, avveniristica e megagalattica che costa 30-40 milioni di euro. Ecco, possiamo rinunciarci. Come possiamo evitare alcune varianti di percorso che impatterebbero sui centri abitati. Si può fare una Tav più sobria, ma farla».

E l' Ilva? Tra meno di un mese rischia di chiudere e 14mila dipendenti potrebbero perdere il lavoro?
«Di Maio, che giustamente vuole approfondire la questione della gara, parte proprio dalla tutela dei dipendenti e farà la cosa giusta. Nessuno perderà il lavoro».

Torniamo ad Autostrade. E' vero che nel 2006 finanziò la Lega con 150 mila euro?
«Non lo sapevo, il segretario era Bossi. Ma ho letto che in quegli anni, come dicono i documenti ufficiali, Autostrade dette un identico contributo a tutti i partiti. Non ho motivo di ritenere che non sia vero».
MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

In un' intervista ha detto di temere un attacco dei mercati finanziari perché le élite europee temono il contagio populista e vogliono farvi cadere. Conferma?
«Ho detto una cosa di una banalità sconcertante: sta declinando il quantitative easing della Bce, i fondi speculativi fanno il loro mestiere, tocca a noi essere credibili e vincere l'istinto speculativo».

Dunque non c'è un complotto, una trama?
«No. Ma noi, visto il debito pubblico che abbiamo, dobbiamo dimostrare di avere un programma serio e credibile di crescita in grado di ridurlo».
MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

Lei conosce Draghi, pensa che la Bce debba continuare a tutelare i Paesi sotto attacco speculativo continuando ad acquistare titoli di Stato?
«Draghi e la Bce in questi anni hanno svolto una funzione importantissima. Mi auguro che il programma del quantitative easing vada avanti».

Avete cominciato a lavorare alla manovra economica. Il ministro dell' Economia Tria è sotto assedio?
«E' sotto assedio per forza, come ogni ministro del Tesoro quando inizia la sessione di bilancio. Tutti vanno a battere cassa e Tria è costretto a dire di no in ragione delle compatibilità finanziarie. In concreto Lega e 5Stelle chiedono la realizzazione delle loro promesse elettorali: flat tax, reddito di cittadinanza e revisione della Fornero. Tria ha chiesto ai propri uffici di preparare diversi scenari di copertura e di applicazione, a settembre troveremo il modo per finanziare le tre proposte».
toninelli ai funerali per le vittime del crollo del ponte a genovaTONINELLI AI FUNERALI PER LE VITTIME DEL CROLLO DEL PONTE A GENOVA

Per intero? Non è più probabile che ci sia un' applicazione graduale?
«Il governo punta a durare 5 anni. Abbiamo perciò tempo per realizzare le tre riforme e non si faranno tutte e subito. Però si interverrà in modo significativo: non le faremo al 100%, ma neppure al 10%».

Con quali risorse? Lascerete aumentare l' Iva e cancellerete il bonus da 80 euro?
«La clausola di salvaguardia sull' Iva l' hanno messa quelli prima e noi stiamo cercando di sterilizzarla. Per quanto riguarda gli 80 euro verranno inseriti nella riforma complessiva delle aliquote fiscali: non saranno più classificati come spesa, ma come riduzione di tasse».

il crollo del ponte morandi a genovaIL CROLLO DEL PONTE MORANDI A GENOVA 
Per ottenere più margini andrete alla guerra con Bruxelles?
«Nessuno va alla guerra con nessuno. In tanti hanno detto in passato che le regole europee sono stupide, introdurremo un nuovo approccio come siamo riusciti a fare con l' immigrazione. Ad esempio, per noi la flat tax è una riforma strutturale e il reddito di cittadinanza va visto come una parte di un diverso approccio alle diseguaglianze, a maggior ragione dato che Fondo sociale europeo che non ha particolarmente brillato».

MERKEL JUNCKER1MERKEL JUNCKER1
E quanta flessibilità chiederete? E' vero che volete spingere nel 2019 il rapporto deficit-Pil dallo 0,8 programmato, all' 1,6-1,7 per avere circa 15 miliardi in più di spesa?
«Questa è la base di partenza, a maggior ragione dopo l' emergenza infrastrutturale emersa in questi giorni. Meno di questo non si può immaginare. Si possono però ottenere ulteriori margini se ci dimostreremo seri e credibili».

SINTESI : Il comunicato di Autostrade si potrebbe sintetizzare in sei parole: “Scusateci, non l’abbiamo fatto apposta”.







1 - SINTESI
Jena per “la Stampa” Il comunicato di Autostrade si potrebbe sintetizzare in sei parole: “Scusateci, non l’abbiamo fatto apposta”.

2 - IL GIORNO PIÙ LUNGO DI AUTOSTRADE "CI SCUSIAMO MA NON ABBIAMO COLPE"
Massimo Calandri per “la Repubblica”

GIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCI
Eccoli qui, sono stati di parola: ci hanno messo la faccia. E sono volti cupi, tirati. Lo sguardo sempre rivolto verso il basso, tra imbarazzo e tormento. Giovanni Castellucci è l'ad di Autostrade e Atlantia. Fabio Cerchiai è anche il presidente di Edizione, la cassaforte con cui la famiglia Benetton controlla Atlantia e Autostrade. «Una delle giornate più difficili della nostra vita». Prima la presenza discreta ai funerali di Stato, mischiati alle autorità però il più lontano possibile dalla folla che probabilmente non li riconoscerebbe nemmeno. Restano in silenzio, rigidissimi.

Inavvicinabili, circondati dagli uomini della sicurezza. Ci sono, ma vorrebbero non esserci in quel posto. Qualcuno giura di averli visti commuoversi all' arrivo delle bare. Poi l'uscita veloce dal padiglione della Fiera. Si infilano nelle loro macchine blu per andare a preparare l' incontro con i giornalisti dopo troppi giorni di silenzio.

FABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCIFABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCI
A metà pomeriggio conferenza stampa, non nella sede della Regione, come previsto in un primo tempo, ma in un albergo del centro, la hall presidiata dagli uomini della Digos: «Non è semplice trovare le parole», esordisce Cerchiai con un filo di voce. Alla fine parlano per un' ora, 3 minuti e 29 secondi. Quasi uno sfogo liberatorio: presentano il progetto «per alleviare il dolore di Genova», e chiedendo scusa.

Scusa, sì. Ma solo per il silenzio di questi giorni, non per il crollo del viadotto: «C' è un' inchiesta in corso, vedremo di chi sono le colpe». Le gambe intrecciate sotto il tavolo, la gola secca dal disagio nonostante i tanti bicchieri d' acqua bevuti. Si congedano dai giornalisti con una scenetta esemplare di quanto siano frastornati, timorosi: lasciano la sala per un' uscita secondaria e un cameraman urla "Seduti!". L'invito è chiaramente rivolto agli altri cronisti, ci sono le ultime riprese da fare: ma i due, preoccupati, tornano indietro.
FABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCIFABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCI

Ubbidiscono. Poi si rendono conto dell'equivoco, scivolano via con un sorriso amaro.
«Sono arrivato a Genova dalle 4 di martedì pomeriggio. Mettendomi subito a disposizione per capire come fare ad alleviare gli effetti di questa tragedia». Castellucci racconta che le parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco («È uno squarcio nel cuore della città, ma Genova non si arrende») continuano a rimbombargli nelle orecchie. Esprime «vicinanza, compassione per le vittime e i loro parenti». «Uno strazio che porteremo sempre nel cuore».

GIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCI
Scusate, ripete più volte. «Non siamo stati capaci di far sentire la nostra vicinanza alla città. Ma in quel momento stavamo lavorando». Deglutisce, beve un altro bicchiere. «Noi possiamo e dobbiamo dare molto a Genova. Alleviare in maniera concreta gli effetti di quanto è accaduto. Aiutarla a rialzarsi».

I Benetton sono «naturalmente» d'accordo, precisa Cerchiai a chi gli chiede il ruolo della famiglia veneta. Che in una breve nota ha spiegato come il «pranzo organizzato a Cortina a Ferragosto, il giorno dopo la tragedia di Genova, non era una festa ma un incontro per commemorare uno dei fratelli, Carlo, recentemente scomparso». «Siamo pronti a lavorare da lunedì, se ci danno l'autorizzazione».
GIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAIGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI

Il progetto lo spiega Castellucci: che parla di 8 mesi per tirare su un nuovo ponte in acciaio. Poi un fondo sostanzioso per le emergenze immediate e quelli che dovranno lasciare le loro case. Non vorrebbe parlare di cifre per «questioni di sensibilità, visto il momento». Cerchiai gli lancia uno sguardo e allora: «Si arriva velocemente al mezzo miliardo, ma non è questo il punto».

Partono le domande. Un calvario in cui è quasi sempre lui, Castellucci, a reggere la croce. Ad un patto: «Del rapporto tra Autostrade e il governo parleremo un'altra volta». Un giornalista inglese, sbalordito: "Ma davvero non volete scusarvi per il crollo?". «Uno chiede scusa quando si sente responsabile. Lasciamo che sia la magistratura ad accertare la verità».

GIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAIGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI
Ancora un po' d' acqua, prego. «Il ponte Morandi era un 'very specific bridge', un ponte molto particolare: ma 'safe', sicuro». E sicuri sono tutti gli altri ponti delle Autostrade. «Ciò premesso, ho chiesto comunque di fare una serie di analisi e verifiche. È il momento di avere un eccesso di cautela, e di spendere qualcosa in più». Castellucci pare stremato, Cerchiai lo sostiene: «Abbiamo lavorato insieme per 10 anni, conosco bene Giovanni: il nostro interesse è che resti al suo posto». L'altro lo ringrazia con un cenno del capo, sempre più pallido.
GIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAIGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI

BOICOTTIAMO BENETTON - Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana sede di Bologna


gilberto benettonGILBERTO BENETTON
BOICOTTIAMO BENETTON
Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana sede di Bologna

BOICOTTIAMO BENETTON
non è vero che l'ideologia non esiste più. esiste eccome ed il disatro di Genova lo dimostra perfettamente.

da 20 anni un privato - cioè la famiglia Benetton - incassa montagne di miliardi lucrando su di un bene comune - come sono le autostrade pagate con i soldi dei cittadini italiani - anche a discapito della manutenzione e sviluppo della rete autostradale.

PAGARE IL PEDAGGIO AI BENETTON PER MORIRE
autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
questo è stato possibile grazie all'appoggio attivo e complice di partiti politici  che indipendentemente dalla diversa estrazione - destra sinistra-  sono stati guidati nelle scelte dalla ideologia sempre più imperante cioè quella dell'interesse personale, del raggiro ,della furbata, dei FAVORI AGLI AMICI DEGLI AMICI e questi infami per evitare che qualcuno potesse merterci i naso hanno messo il segreto di stato su buona parte dei contratti: cioè le parti piu impresentabili inaccettabili indegne

fratelli benettonFRATELLI BENETTON 
come Cittadini  Italiani , don Milani direbbe Cittadini Sovrani, siamo nauseati da quanto sta emergendo in seguito alla Strage straAnnunciata di Genova siamo stanchi di essere munti e di essere presi per il culo da politici corrotti indifferenti complici di gruppi di affaristi senza scrupoli il senso di impotenza è grande ma possiamo colpire gli interessi dei capitalisti senza scrupoli boicottandone le attività perciò il Centro Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana, sede di Bologna propone il boicottaggio delle proprietà Benetton a cominciare dalle autostrade e dai negozi invitiamo associazioni , simpatizzanti, amici, ad aderire al boicottaggio, a darne diffusione, a promuoverne la realizzazione, ognuno come ritiene più opportuno l'essenziale è non rimanere indifferenti inermi impotenti
fratelli benettonFRATELLI BENETTON 


sabato 18 agosto 2018

More than a dozen senior intelligence officials, including the retired navy admiral who oversaw the raid that killed Osama bin Laden, have heavily criticised Donald Trump, accusing him of trying to stifle free speech in revoking the security clearance of former spy chief John Brennan......

s security clearance removed like John Brennan’s
The White House after sunset
 William H McRaven said Donald Trump had shown few of the qualities of a leader. Photograph: Mandel Ngan/AFP/Getty Images
More than a dozen senior intelligence officials, including the retired navy admiral who oversaw the raid that killed Osama bin Laden, have heavily criticised Donald Trump, accusing him of trying to stifle free speech in revoking the security clearance of former spy chief John Brennan.
Writing in the Washington Post, William H McRaven, who presided over the Bin Laden raid, called Trump’s moves “McCarthy-era tactics” and said he would “consider it an honor” if Trump revoked his clearance as well.
“Like most Americans, I had hoped that when you became president, you would rise to the occasion and become the leader this great nation needs,” he wrote. “A good leader tries to embody the best qualities of his or her organization. A good leader sets the example for others to follow. A good leader always puts the welfare of others before himself or herself.
“Your leadership, however, has shown little of these qualities. Through your actions, you have embarrassed us in the eyes of our children, humiliated us on the world stage and, worst of all, divided us as a nation.”
McRaven also praised Brennan as “a man of unparalleled integrity, whose honesty and character have never been in question, except by those who don’t know him”.
“Director Brennan’s recent statements purport to know as fact that the Trump campaign colluded with a foreign power. If Director Brennan’s statement is based on intelligence he received while leading the CIA, why didn’t he include it in the Intelligence Community Assessment......
It came after Brennan called Trump’s repeated denials that his campaign colluded with Russia during the 2016 election “hogwash” and accused the president of revoking his security clearance as part of a “desperate” attempt to interfere with the special counsel’s investigation.
The criticism was followed later on Thursday by a joint letter from 12 former senior intelligence officials calling Trump’s action “ill-considered and unprecedented”. They said it “has nothing to do with who should and should not hold security clearances – and everything to do with an attempt to stifle free speech”. 
The signatories included six former CIA directors, five former deputy directors and former director of national intelligence James Clapper. Two of them – Clapper and former CIA director Michael Hayden – have appeared on a list of people whose security clearance the White House has publicly threatened to remove.
And late on Thursday night, a 13th name signed on – that of Robert Gates, who served as defense secretary under former presidents George W Bush and Barack Obama and had previously been George HW Bush’s director of the CIA, Slate and CNNreported.
Trump on Wednesday openly tied his decision to strip Brennan of his clearance – and threaten nearly a dozen other former and current officials – to the investigation into Russian election meddling and possible collusion with his campaign. In an interview with the Wall Street Journal, Trump again called the investigation a “rigged witch-hunt” and said: “These people led it!”
“So I think it’s something that had to be done,” he said.
The president’s comments were a swift departure from the official explanation given by the White House earlier on Wednesday that cited the “the risks” posed by Brennan’s alleged “erratic conduct and behavior”.
Michael Morrell, former deputy director of the CIA, wrote on Twitter: “Bill McRaven is among the least partisan, the least political, the most patriotic people I know. His taking a stand on this issue is very significant.”
Harvard law professor Laurence Tribe mocked Trump. “I’m on board with Admiral McRaven. If I had a security clearance Trump could revoke, I’d ask him to revoke it,” he tweeted.
Trump supporters on social media made comments ranging from “anyone who endorses Brennan is a dirty dog” to “please Donald Trump revoke McRaven’s security clearance – he’s literally asking for it”.
Attorneys said the revocation appeared to be within the president’s authority. 
Renato Mariotti, a former federal prosecutor, agreed. “The president is fixated on the Russia investigation, he’s angry about it, and he wants to do everything he can to discourage or slow down the investigation,” he said.
Special counsel Robert Mueller and his team have been looking at Trump’s public statements and tweets as they investigate whether the president could be guilty of obstruction. 
Former CIA directors and other top national security officials are typically allowed to keep their clearances, at least for some period.
The initial White House statement about Brennan’s clearance made no reference to the Russia investigation. Instead, the president said he was fulfilling his “constitutional responsibility to protect the nation’s classified information”, even though he made no suggestion that Brennan was improperly exposing the nation’s secrets.
“Mr Brennan’s lying and recent conduct characterized by increasingly frenzied commentary is wholly inconsistent with access to the nations’ most closely held secrets,” Trump said.
A few hours later his explanation had changed. “You look at any of them and you see the things they’ve done,” Trump told the Journal. “In some cases they’ve lied before Congress. The Hillary Clinton whole investigation was a total sham.”
“I don’t trust many of those people on that list,” he said. “I think that they’re very duplicitous. I think they’re not good people.”

di  per "theguardian.com"