yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: settembre 2009

video

Loading...

mercoledì 30 settembre 2009

ORIANO MATTEI : MICHELE ALTAMURA UN GRANDE AMICO E UN GRANDE GIORNALISTA


30 Settembre 2009

Circola una strana aria nei balcani da qualche mese a questa parte. Sembra quasi che qualcuno di molto potente abbia messo il veto a certi argomenti che fino a pochi mesi passati, erano il sale quotidiano dell'informazione.
Essendo io un attento osservatore di quanto succede nei balcani ed in particolar modo in Montenegro, ho la vaga sensazione che qualcosa stia cambiando.
Gli attacchi a Ratko Knezevic e il silenzio che si cela sulle Sue accuse gravissime mosse nei confronti del Premier Montenegrino Milo Djukanovic e del finanziere Stanko Subotic Cane, non fanno altro che accrescere questo mio dubbio.
Mai come ora, mi ritorna alla mente una lettera che Michele Altamura direttore di Rinascita Balcani e di Etleboro, mi scrisse il 15 Ottobre 2007 ed era una risposta alla Mia lettera aperta al premier Milo Djukanovic.
Qui di seguito, riporto integralmente la lettera inviatami da Michele Altamura .

Caro Oriano,

ho deciso di scriverti pubblicamente perchè non voglio, nella maniera più assoluta, che sorgano dubbi in questa vicenda così delicata, complessa, perchè si gioca su un terreno in cui non hai amici. Molti accusano la Etleboro senza conoscere tante cose, fanno la voce grossa perchè copiano da Internet come pappagalli, mentre in realtà di nascosto vengono manipolati per disinformare e creare confusione tra le persone. Tutti e due, caro Oriano, sappiamo bene che ciò di cui abbiamo parlato e che tu hai apertamente denunciato è vero, e chi doveva capire ha ricevuto pienamente il messaggio. Questo è quanto basta perchè la massa degli "utenti" non potranno mai capire il filo sottile che unisce il crimine alla giustizia, e solo chi ha subito un torto ingiusto, può capire me o te.
Il mio silenzio non vuol dire "tacere" , ma vi sono dei limiti che sono la forza di questo sistema, che garantisce il perpetuarsi dell'ingiustizia.
La guerra nei balcani è una guerra ingiusta , ed io che ho vissuto in tutti questi anni tra questi popoli, oggi mi sento ormai parte di questa gente. Dico "parte" perchè io non sarò mai accettato a tutti gli effetti, proprio come un "extracomunitario" non potrà mai essere accettato in Occidente. Parlano di integrazione, di riforme, ma chi emigra dall'est lava tutti i giorni i piatti e continuerà a farlo come uno schiavo.
Belgrado, Tirana, Pristina, Skopje, Zagabria, sono tutte uguali, unite dallo stesso destino da cui non si va altro. Grandi interessi geopolitici, terre calpestate per il benessere occidentale, per le lobbies : è questo ciò che puoi vedere nei balcani, mentre noi per un pezzo di pane ci ammazziamo tra fratelli. Questi popoli non sono più se stessi, hanno capito che hanno perso tutto, ma non lo diranno mai, a causa di quell'orgoglio che , alla fine, è l'unica cosa che hanno ancora; vi è un limite oltre al quale non si può andare.
Io sono sempre un ospite in questa terra, e lo sarò sempre, sono un giornalista. Quelli come me alla gente non interessano, perchè non rappresento un numero, un bacino di masse e di utenti da controllare e manipolare, bensì una piccola cerchi di individui che lotta e lavora ogni giorno: siamo irriducibili, e allo stesso tempo non siamo nessuno.
La Etleboro è finanziata dalle imprese, che giorno dopo giorno si associano non ad un'organizzazione, un'idea o un partito, ma ad un nuovo sistema di associazionismo che dà loro forza e indipendenza allo stesso tempo. Tutti coloro che all'inizio erano titubanti, oggi ci aiutano e sono accanto a noi perchè hanno capito che non è la massa che può proteggerli , ma è l'intelligenza e la scienza che darà loro una soluzione. Con noi ci sono ex criminali, pentiti, falliti e truffati. Etleboro è tutto questo, e lo dico con orgoglio e a testa alta, perchè chi ieri veniva arrestato e messo ai margini della società, in parte aveva capito la grande truffa della nostra società, e ha cercato di ribellarsi in un certo senso. La gente, la massa li addita e li emargina, ma nessuno ha mai ascoltato la loro verità, che, come tutte le bibbie, ha qualcosa da insegnare.

Caro Oriano, la Etleboro ha pubblicato tutti i tuoi documenti, insieme con le tue interviste, io personalmente mi sono esposto in una terra pericolosa e controversa come quella dei Balcani per portare la tua verità all'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi. Tuttavia, pochi riescono a capire il significato profondo di tale documentazione, e chi capisce manipola, gioca tra il ricatto e la voglia di giustizia, viaggiando su di un filo sottile e pericoloso.
Se alcolti i montenegrini, diranno che lo hanno fatto per la loro indipendenza, se ascolti i serbi, diranno che lo hanno fatto perchè dovevano difendersi, se ascolti gli italiani diranno che hanno salvaguardato gli interessi nazionali, mentre se ascolti i bancari diranno che hanno salvato l'occidente dall'avanzata dei musulmani e dal rischio di islamizzazione, se ascolti i contrabbandieri di Brindisi diranno che cercano di salvaguardare la loro sopravvivenza perchè esiste disoccupazione.
Siamo tutti intrappolati in una grande ragnatela in cui il ragno aspetta la sua preda per poi mostrarla al mondo intero e darlo in pasto alla gente, che deve essere sempre occupata e distratta. La massa deve essere messa in pericolo, per poi costringerla ad accettare scelte difficili per giustificare il loro benessere, e placare le lo coscienze con le campagne umanitarie per salvare i bambini. Nessuno però spiegherà alla massa che per portare il gas nelle loro case e la benzina nelle loro auto, gli eserciti della pace hanno bombardato intere nazioni con uranio impoverito e bombe intelligenti.
Tutti i nuovi rivoluzionari, che da internet organizzano manifestazioni e campagne elettorali, sono i nuovi politici e la rete è divenuta la nuova piazza, quella cui partiranno i nuovi comizi. Diverranno i nuovi luoghi comuni, in cui le persone si riuniranno per vivere di leggende e di fatti contorti senza mai affrontare i veri problemi. Tutto questo non altro che cinema, un imbroglio, lo sappiamo benissimo, ma continuiamo a chiedere giustizia, a volore un colpevole, perchè non crediamo in Dio e forse non abbiamo mai avuto fede.
Io non faccio parte di questa piramide e del ragno che vuole manipolarci, e per tale motivo chiedo a tutti, e anche a te, di unirci alla tela per fondare insieme un diverso sistema di informazione, e dare a tutti la verità che sempre cercano. Chi deve sapere, ormai sa, ha letto tutti i documenti e ha capito che ha perso credibilità dinanzi ai poteri forti. Questo ci basta perchè oltre non si può andare, e non ci è permesso fare un passo in più.
In questi lunghi anni ho capito che dopo la lotta alla disinformazione, c'è la manipolazione della controinformazione, perchè chi è al vertice della piramide lascia che tutto questo accada, sa che nulla è invano e che alla fine le strade e le piazze si costruiranno sempre per riempirle di gente. Le rivoluzioni sono fatte per essere combattute dalla massa, per servire un potere molto più grande del popolo stesso, che agisce in maniera invisibile. Oggi noi siamo piccoli, e affrontiamo titanici nemici con armi sottili, perchè non possiamo combattere con i loro strumenti che riescono a trovare un nemico e un alibi, prim'ancora di commettere un crimine. Tutte le armi di cui gli uomini e la società possono servirsi per colpire il sistema sono state ben collaudate e studiate in modo tale che non possono scalfire l'intera struttura, ma solo deviare le masse dal vero obliettivo. In realtà, solo rimanendo piccoli è possibile minare la stabilità del sistema, considerando che oggi solo i piccoli partiti riescono in qualche modo a raggiungere dei piccoli compromessi con il grande potere.
Intorno alla Etleboro presto confluirà la massa, che rischia anch'essa di essere manipolata se non ha alla base un sistema che garantisce la loro indipendenza : a quel punto tutti noi dovremo accettare il compromesso dettato dal sistema piramidale. Solo riunendoci tutti intorno alla Tela, potremo espanderci e raggiungere in maniera capillare il cuore dell'economia, senza creare centri di potere al nostro interno dai quali potranno manipolarci.
Intorno alla Etleboro presto confluirà la massa, che rischia anch'essa di essere manipolata se non ha alla base un sistema che garantisce la loro indipendenza : a quel punto tutti noi dovremo accettare il compromesso dettato dal sistema piramidale. Solo riunendoci tutti intorno alla Tela, potremo espanderci e raggiungere in maniera capillare il cuore dell'economia, senza creare centri poteri al nostro interno dai quali potranno manipolarci.

Devo ammettere che è stata una lettera molto bella e molto profonda, e ringrazio pubblicamente Michele Altamura di avere concesso al sottoscritto buona parte del suo tempo, dove insieme abbiamo fatto un grande lavoro e in alcuni momenti abbiamo anche sognato di opporci ai grandi poteri forti.
Comunque, io seguirò il tuo consiglio caro Michele e nel mio piccolo continuerò a combattere in favore della verità e della giustizia dei popoli.

Un caro abbraccio dal tuo amico Oriano Mattei

venerdì 25 settembre 2009

ORIANO MATTEI : ARTICOLO DI UN GRANDE GIORNALISTA : UGO GAUDENZI



25 Settembre 2009

Leggendo i vari articoli di quotidiani via internet, Mi sono soffermato su un articolo scritto in maniera impeccabile da un GRANDE GIORNALISTA quale io reputo e che si chiama " UGO GAUDENZI "
UGO GAUDENZI è direttore del quotidiano " RINASCITA " e siccome per la Mia personale opinione, l'articolo fatto da UGO GAUDENZI è un articolo di ottima fattura , dai contenuti molto interessanti, qui di seguito lo riporto nella sua totale originalità.
il titolo dell'articolo è " Il cavallo di Troia " pubblicato Venerdì 04 Settembre 2009su "Rinascita" quotidiano di liberazione nazionale.

Vittorio Feltri è un giornalista. Un giornalista indipendente, un uomo di penna che non lesina critiche e punzecchiature anche ai Suoi datori di lavoro. Di più. E' un giornalista coi fiocchi . Ed è anche un editore con i fiocchi. Nelle sue mani dei pezzi di carta destinati al macero sono volati in alto e continuano a volare grazie al gradimento dei lettori. Rara avis negli ultimi sessant'anni italici di questa professione.
Nella sua cocciuta direzione unilaterale delle inchieste e della linea editoriale dei giornali che dirige, Vittorio Feltri non è certo un santo.
Ma è mille e mille anni più sano dei suoi predecessori candidati al titolo di miglior giornalista dell'Italia post-guerra ( dai Giorgio Bocca agli Indro Montanelli e agli Enzo Biagi ). Non è certo un uomo che rimuova il suo passato ( come Bocca, ispirato autore di contributi per " La difesa della razza " e firmatario delle leggi razziali, quindi diventato stolido e saputello censore di ogni suo collega ), che nasconda i suoi trascorsi, si appropri del lavoro altrui e non sappia far di conto ( come Montanelli, sempre in "Civiltà fascista" e su "La difesa della razza", poi espropriatore di Roberto Gervasio per la "Storia d'Italia" e quindi bancarottiere con "La voce" ), che si dichiari "antifascista", giornalista d'assalto e poliedrico scrittore ( come Biagi, che in piena Rsi veniva retribuito dal governo fascista repubblicano, che nel dopoguerra zampettava da un partito di potere all'altro alla ricerca di una direzione Rai e che aveva fondato Parma una sorta di "industria editoriale" assoldando giornalisti di vaglia per scrivere a suo nome centinaia di opere, dai reportage ai libri di storia per le media...). E vi risparmiamo gli altri tre o quattro minori, tutti con "carriere" - si fa per dire - simili.
Detto questo è anche evidente che il giornalismo di Feltri è lontanissimo dal nostro sentire. Le sue battaglie, in generale, partono a 180 gradi dalle nostre. E un avversario.
Basti pensare al suo mestare nel torbido contro Craxi, diventato da un giorno all'altro l'unico obiettivo da abbattere perchè soggetto di ogni malversazione italiota, al suo americanismo e liberismo sfrenato che lo ha portato ad una campagna in favore della nomina di Oriana Fallaci a senatore a vita. Basti pensare alle volute omissioni sui trascorsi di De Benedetti ( pur obiettivo di un attacco feltriano a tutto tondo, ma sul quale un velo di omertà è stato steso per celare ai lettori il maffiore affaire che lo vedeva coinvolto : la scalata alla Fiat di Agnelli grazie al denaro ed agli uffici dell'avvocato israelita di New York Gardner, poi diventato ambasciatore Usa a Roma, Fiat salvata da Gheddafi). Basti pensare al suo infido arruolamento e contrattualizzazione di ogni sua voce proscritta, da relegare però in un angolino del suo strumento di battaglia per "pre-cauterizzare" possibili attacchi e ferite non gradite. E basti pensare, con una lieve lettura della campagna di questi giorni, all'obbedienza verso il "politicamente corretto": non sottolineare cioè l'anomalo atteggiamento del fronte vittima dei suoi strali (il perchè concreto della difesa a spada tratta vaticanense del giornalista omofilo ieri dimissionario).
Comunque un avversario astuto.
Tanto astuto da aver costruito nel giro di una manciata di giorni una trappola feroce per i moralisti d'attacco che imperversano nella corte e alla periferia dei due Palazzi che si fronteggiano sul Tevere, di averla fatta funzionare e di aver catturato e distrutto vari ostaggi.
Però, attenzione. L'uomo è e rimane un nemico politico. Gli riconosciamo la qualità di punta di diamante: ma del fronte ostile, del regine.

martedì 22 settembre 2009

ORIANO MATTEI : RATKO KNEZEVIC IL CORAGGIO DI PARLARE




22 Settembre 2009

RATKO KNEZEVIC, continua imperterrito la Sua battaglia nei confronti del Premier Montenegrino Milo Djukanovic e dei personaggi coinvolti nella vicenda oramai nota con il nome di " MONTENEGRO CONNECTION ".
Questa volta, non curante delle conseguenze che potrebbero cadergli addosso, ha scritto una lettera direttamente al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nella quale lettera chiede al Presidente americano di prendere una forte posizione nei confronti del Premier Milo Djukanovic, nel prossimo incontroall'ASSEMBLEA delle NAZIONI UNITE, chiedendo di non dare più nessun supporto , fino a quando il Premier Djukanovic, rappresenterà lo Stato del Montenegro.
La cosa buffa in tutta questa storia, è che mentre una Procura si accinge a rinviare a giudizio personaggi Montenegrini molto vicini al Premier Djukanovic,RATKO KNEZEVIC attacca apertamente e accusa pesantemente il Premier Milo Djukanovic ( ricordo a tutti che RATKO KNEZEVIC non è stata una figura di secondo piano in Montenegro negli anni che partono dal 1996 fino ad arrivare alla fine del 2001. KNEZEVIC è stata forse la persona più a contatto con Milo Djukanovic e lo ha rappresentato per anni e ha rappresentato il Montenegro nel Mondo occidentale ), tutta l'Europa ed in particolar modo l'italia, fa finta di niente ed anzi il Nostro caro Premier SILVIO BERLUSCONI ha SPONSORIZZA PERSONALMENTE la candidatura del Montenegro presso la COMUNITA' EUROPEA.
Non che io sia contro l'entrata del Montenegro presso la COMUNITA' EUROPEA, io sono contro al fatto che il Premier Montenegrino Djukanovic, rappresenti il popolo Montenegrino, nonostante ci siano elementi concreti per mettere in dubbio la Sua MORALE e la Sua ONESTA'.
L'operazione migliore che il Premier Montenegrino Milo Djukanovic possa fare, è quella di dimettersi da Primo Ministro e affrontare a viso aperto tutte le accuse che RATKO KNEZEVIC ha fatto sia pubblicamente che presso la Procura di Bari.
Questo signore ha coraggio e si sta assumendo tutte le responsabilità e anche se qualcuno, ventila l'ipotesi che dietro KNEZEVIC ci sia qualche potere forte, beh allora io posso dire che dietro tutti Noi ci sono i poteri forti.
Io ho avuto modo di conoscere la signora DUSANKA JEKNIC è so di che pasta è fatta, anche se non ho mai conosciuto il signor Milo Djukanovic.
Ma ripeto, ho avuto modo di conoscere la signora DUSANKA JEKNIC , e posso dire che la MORALE e la CORRETTEZZA per Lei , sono parole che nel Suo vocabolario non esistono.
Quanto al Premier Milo Djukanovic, io sono anni che tento di avere una risposta alla Mia vicenda, ma tutti i Miei proclami si sono persi nel vento.
Dire che RATKO KNEZEVIC è protetto dai POTERI FORTI, questa io credo sia una grande sciocchezza, perchè allora qualcuno Mi deve spiegare come mai il Premiar Djukanovic, sia ancora al Suo posto da anni, nonostante ci siano PROVE CERTE che i Suoi COLLAORATORI STRETTI siano coinvolti nella più grande OPERAZIONE CRIMINALE che si sia mai vista nei Balcani .
Le intercettazioni telefoniche non sono un'invenzione delle Procure o di Magistrati impazziti .
Perciò lasciamo perdere di insinuare che RATKO KNEZEVIC sia giudato da qualche gruppo di potere e ripeto lasciamo tempo al tempo e soprattutto lasciamo lavorare i Magistrati , senza che nessuno tenti di deviare questo processo.
Alla fine, la giustizia dice sempre la verità e se il Premier Milo Djukanovic risulterà innocente e se le persone Montenegrine anche Loro lo saranno, allora RATKO KNEZEVIC pagherà sempre e solo davanti alla GIUSTIZIA.
Se invece Le PROVE che i PUBBLICI MINISTERI di Bari hanno in mano, risulteranno durante il processo fondate, allora pagheranno gli accusati e forse finalmente si porrà fine a tutta questa triste vicenda.

giovedì 10 settembre 2009

ORIANO MATTEI :Lettera aperta a Milo Djukanovic




10 Settembre 2009

Egregio signor Djukanovic, Le scrivo questa Mia seconda lettera che segue la prima inviata a Lei in data 10 Luglio 2007 attraverso il quotidiano " Rinascita Balcanica ".

Rileggendo quell'articolo e in particolar modo la risposta di Michele Altamura che io trovo a dir poco splendida e piena di verità, al punto tale che quasi sembra la previsione di quanto sta accadendo attualmente nei balcani oggi e nel mondo , e dopo gli ultimi eventi che si sono succeduti ed in primis la chiusura delle indagini da parte della DDA di Bari, è giusto e corretto che venga completata e integrata la prima lettera che Le ho inviato.

E' passato qualche anno dalla Mia prima lettera e nel frattempo sono successe molte cose e qualcosa è cambiato.
Le dichiarazioni del Suo ex amico e compare Ratko Knezevic hanno avuto l'effetto di una bomba atomica , sconvolgendo la situazione politica nel Suo paese e devo dire che le dichiarazioni di Ratko Knezevic hanno stupito anche il sottoscritto, per la loro gravità .

Rileggendomi poi la chisura delle indagini dalla DDA di Bari relative al caso Montenegro Connection  e rileggendo tutte le intercettazioni riguardanti la signora Dusanka Jeknic, Mi sono soffermato sull'intercettazione che rigarda la persona del signor Giancarlo Sironi.

E' strano che la signora Dusanka Jeknic parli del signor Sironi, quasi come non lo conoscesse e nell'intercettazione del 22 Novembre 2001 alle ore 22,03 utenza 335-6341767 la signora Dusanka Jeknic parla con Lei e dice testuali parole : SAI QUELLO NON VORREI NOMINARGLI IL NOME ( SIRONI ) QUELLO BASSO , MINUTO, UN ITALIANO AMICO DI JANKO ( JENKO JEKNIC EX MINISTRO DEGLI ESTERI DEL MONTENEGRO ) CHE ERA IMPLICATO IN QUELLO .....
La signora Dusanka Jeknic, non dice la verità nemmeno a Lei o ha completamente perso la memoria anche Lei , perchè la signora Jeknic conosceva molto ma molto bene il signor Sironi.
Io personalmente conosco la signora Jeknic presso gli uffici in Milano del signor Sironi nell'anno 1996, e tutte le poche volte che l'ho incontrata, l'ho sempre incontrata alla presenza del signor Sironi.
La signora Dusanka Jeknic e il signor Dado Asanovic, erano perfettamente a conoscenza dell'incarico che io avevo ricevuto dall'allora Mandatario del Governo del Montenegro Avvocato Anthony Apap Bologna a ricercare finanziamenti e finanziatori per il Montenegro.

La signora Dusanka Jeknic era perfettamente a conoscenza che l'Avvocato Bologna Mi aveva consegnato N. TRE GARANZIE GOVERNATIVE a firma del Ministro degli Esteri Janko Jeknic con avallo della Podgoricka Banka.
Fu la signora Dusanka Jeknic che nel Febbraio del 1997, inviò il signor Sironi insieme al signor Dado Asanovic da Me per offrirmi la somma di 1.500.000 dollari americani per riavere indietro le GARANZIE che il Governo che lei rappresenta e mi aveva consegnato attraverso il Vostro Fiduciario Anthony Apap Bologna.

Fu la signora Dusanka Jeknic che organizzò attraverso il signor Giancarlo Sironi, incontro in Milano presso l'Hotel Principe di Savoia con Predrag Goranovic e Ratko Knezevic.
Questi sono fatti signor Presidente e sono fatti reali con tanto di testimone e che io ho vissuto in prima persona. Lei dovrebbe oramai conoscere come io mi muovo e come parlo. Io parlo con dati di fatto documentati e verificabili in qualsiasi momento.

La signora Dusanka Jeknic ancora una volta ha dimostrato la Sua totale MALAFEDE, al punto tale che oramai io credo non sia più credibile per nessuno e su nessun argomento.
Io nelle altre Sue faccende, non ci entro in quanto sono a me personalmente sconosciute, ma in quelle che Mi appartengono e di cui io sono stato testimone e protagonista, allora stia tranquillo che io ci sono e ci sarò fino a quando il Suo Governo non chiude il debito contratto nei Miei confronti.

Tutto quello che Voi avete presentato presso il Tribunale civile di Zurigo, è FALSO, come è falsa la Vostra dichiarazione dove Voi dichiaravate che le firme del Ministro degli esteri Janko Jeknic erano firme false.

Tutto è documento e disponibile presso il Mio Avvocato Rinaldo Maderni e se lei lo ritiene, faccia pure contattare da chi vuole il Mio Avvocato, il quale sarà ben lieto di discutere il problema con il Suo o con gli avvocati del Suo Governo.

E' tutto alla luce del sole e tutto è basato su CARTE REALI e VERE. Non c'è nulla di riportato o fantasioso , ma ripeto tutto documentato e CERTIFICATO dai Tribunali Svizzeri.
Pertanto, egregio signor Primo Ministro, la invito ad andare a rileggersi la prima Mia lettera che Le ho inviato e poi rifletta su quanto è successo in questi anni e alla fine tragga Lei Le conclusioni.

Ultima cosa Mi scusi : Io sono sempre a Sua disposizione per chiarire e verificare tutta la documentazione e in attesa di ricevere dal Suo Governo quanto Mi spetta ( ma questa è una vicenda che i Tribunali stabiliranno ) auguro a Lei e soprattutto al popolo Montenegrino sano e innocente buone cose.



                                                                                                ORIANO MATTEI




















martedì 8 settembre 2009

ORIANO MATTEI : Lettera aperta al Presidente del Montenegro Filip Vujanovic



08 Settembre 2009 -
Egregio signor Presidente, chi Le scrive è ORIANO MATTEI e il motivo di questa lettera è il seguente.
Nel mese di Aprile del 1999 , attraverso il Tribunale civile di Zurigo, chiesi il sequestro di FONDI nei confronti della Podgoricka Banka e del Governo del Montenegro per l'ammontare di 10.000.000 di dollari americani.
Sia la Banca che il Governo che Lei rappresenta, fecero opposizione e la causa andò avanti fino alla data del 29 Agosto 2000.
Il 29 Agosto 2000, con una sentenza definitiva il Giudice del Tribunale civile di Zurigo, emise sentenza definitiva di sequestro in Mio favore ( può inviare chi vuole e verificare presso la cancelleria del Tribunale di Zurigo o se lo ritiene rivolgersi al Vostro avvocato Andres Baumgartner ).
Per una serie di circostanze astute e macchiavelliche , i Miei avvocati di allora, Mi fecero scadere i termini di richiesta di pagamento.
I fondi bloccati, erano a detta dei Suoi avvocati, fondi umanitari che erano pervenuti in UBS BANK ZURIGO dalla BANCA RIGGS .
La cosa molto strana è che fondi umanitari , arrivavano in una banca PRIVATA su un conto PRIVATO intestato a PODGORICKA BANKA.
Quei fondi, non sono mai stati incassati dallo scrivente e siccome il signor RATKO KNEZEVIC, rilasciando dichiarazioni presso la Procura di Bari a domanda precisa del Procuratore Giuseppe Scelsi, rispondeva con queste precise parole : In quel momento,so che gli aiuti americani sono stati bloccati sul conto privato della PODGORICKA BANKA presso UBS BANK ZURIGO, perchè il Governo del Montenegro non ha ancora pagato le GARANZIE. Era uno scandalo internazionale. I fondi di aiuto americani sono arrivati al conto di PODGORICKA BANKA in favore del Governo del Montenegro per pagamento pensioni. Il Procuratore Scelsi domanda : Ma non sono state pagate le GARANZIE ? Risposta di Knezevic : Quando sono arrivati questi qua hanno preso i soldi.
Egregio signor Presidente, visto che i soldi io non li ho ricevuti, vorrei sapere se il Suo Governo Li ha ripresi e soprattutto se sono stati poi distribuiti ai pensionati del Montenegro, che ne avevano sicuramente molto bisogno.
Mi rivolgo a Lei per questa cosa, perchè le persone che ne erano e ne sono coinvolte, pensano bene di non rispondere a nessuna Mia comunicazione e Mi riferisco alla signora Dusanka Jeknic , al signor Predrag Goranovic, al signor Miroslav Ivanisevic .
Questi signori sono al corrente di tutto fin dall'inizio della Mia vicenda, ma questa è una cosa che il Tribunale di Parigi valuterà ( Le ricordo che lo Stato del Montenegro è ancora debitore nei Miei cinfronti ).
Quello che Mi preme è che i fondi citati, siano veramente arrivati a destinazione e che siano stati distribuiti ai pensionati Montenegrini.
Questo Mio appello, lo rivolgo anche ai giornali del Montenegro a partire da MONITOR fino ad arrivare a DAN, al fine che anche la stampa libera si interessi di questa vicenda, che non è meno importante di altre vicende che si stanno succedendo in queste settimane in Montenegro.
Spero che con questa Mia lettera, almeno Lei che ricopre una carica istituzionale, si prenda la briga di verificare se 10.000.000 di dollari americani sono andati effettivamente per il pagamento delle pensioni.
Ringraziandola per la Sua attenzione e sperando che questa volta il Mio appello non cada nel vuoto, come succede da anni, Le rinnovo i Miei più sinceri auguri.

ORIANO MATTEI

giovedì 3 settembre 2009

ORIANO MATTEI - RATKO KNEZEVIC L'UOMO DEL GIORNO NEI BALCANI


03 Settembre 2009 -
Ratko Knezevic, l'ex rappresentate della missione in Whascington per conto del Montenegro ed ex grande amico del premier Milo Djukanovic, negli ultimi due mesi è stato sicuramente la persona che più ha scosso creando un terremoto senza precedenti nei Balcani ed in particolar modo in Montenegro.
Il Suo attacco è stato mirato ed i bersagli principali sono stati : Milo Djukanovic Premier del Montenegro e Stanko Subotic Cane.
Queste persone a detta del Knezevic, sarebbero i responsabili principali di traffici criminali avvenuti a partire dalla metà degli anni 90 fino al 2002 nei Balcani.
Sempre a detta del Knezevic, insieme Djucanovic e Subotic, avrebbero gestito CENTINAI di MILIONI di EURO , guadagnando personalmente enormi quantità di denaro illecito.
Sia Djukanovic che Subotic, avrebbero sempre a detta del Knezevic stretto rapporti con esponenti mafiosi molto pericolosi e la chiusura delle indagini da parte della DDA di Bari, confermerebbero il disegno criminale, descritto da Ratko Knezevic.
I giornali nei balcani, hanno scritto di tutto e il contrario di tutto. Hanno disegnato a torto o a ragione la figura di Knezevic, come una figura losca e ambigua e addirittura una figura orchestrata e pilotata da potenze straniere che non avrebbero accettato di buon occhio i nuovi amici di Milo Djukanovic, che con questi ultimi avrebbe stretto rapporti economico/finanziari.
Stranamente come al solito, i giornali italiani ad eccezione di " LIBERO " , non hanno fatto cenno a nulla, nonostante la DDA di Bari abbia chiuso le indagine e queste sono anche state pubblicate da " Rinascita Balcani " e da " Etleboro ".
L'unico giornalista serio e corretto è stato solo Vittorio Feltri che una volta di più ha dimostrato la Sua grande e seria professionalità.
Ma ritorniamo a Ratko Knezevic : La domanda che oramai si pongono politici e non in questi ultimi mesi è : " Perchè Ratko Knezevic alla fine del 2000 decide di indagare sugli affari di Milo Djukanovic &.C. , dopo che per anni ne è stato forse uno dei più grandi amici ? " Cosa è veramente successo fra di Loro, da portare Ratko Knezevic al punto tale da rilasciare dichiarazioni al Procuratore Giuseppe Scelsi, di una gravità forse senza precedenti ? A memoria, nessun capo di stato è mai stato accusato in tale modo per reati gravissimi.Ci domandiamo e Mi domando, come Milo Djukanovic riesca ancora a restare al Suo posto di guida del paese. In qualsiasi altro paese del Mondo civile, il Premier si sarebbe dimesso all'istante.
Qualcosa è veramente successo : Interessi ? Fame di potere ? Una cosa è certa : Fino al 2000 Ratko Knezevic, rappresentava ancora il Governo del Montenegro e questo è dimostrabile da lettere che l'avvocato Andres Baumgartner ( ai tempi e parliamo fino all'anno 2001 , avvocato del Governo del Montenegro, nella causa civile dove vedeva parte lesa ORIANO MATTEI , contro il Governo del Montenegro insieme alla Podgoricka Banka ).
Cosa sia successo dopo l'Aprile 2001, per il momento è un mistero, anche se la signora Dusanka Jeknic , nelle intercettazioni effettuate dalla DDA di Bari, lascia trapelare alcune cose, che solo Lei potrebbe spiegare. Una fra tutte, un certo documento che il Suo defunto marito Janko Jeknic avrebbe consegnato a Milo Djukanovic e che quest'ultimo avrebbe fatto vedere al Knezevic.
Comunque, appena il GIP di Bari, darà autorizzazioni per i rinvii a giudizio, allora da quel momento si conosceranno molte verità, e questi signori montenegrini, dovranno presentarsi e spiegare molte cose, prima fra tutte la sedicente signora in rosso " Dusanka Jeknic ".

mercoledì 2 settembre 2009

ORIANO MATTEI - Montenegro Connection è sbarcata negli Stati Uniti



BARI - La indagine relativa al contrabbando di sigarette condotta dai magistrati baresi ed in primis dal procuratore dr. Giuseppe Scelsi, sbarca negli Stati Uniti. Il lavoro della DDA di Bari, le intercettazioni, gli interrogatori, gli arresti, i casi di omicidio, sono stati raccolti e pubblicati - online ed in inglese dall'influente Associazione noprofir di Washington denominata " Center for Public Integrity ".
Montenegro Connection, si apre con la trascrizione delle conversazioni telefoniche tra Dusanka Pesic Jeknic ex moglie del defunto Ministro degli esteri Janko Jeknic e Milo Djukanovic , ai tempi Presidente della Repubblica del Montenegro.
I due , dal tono delle intercettazioni, pare fossero intimi e la bella e sedicente Dusanka Jeknic, parlava liberamente di ogni cosa : amore, tabacco e crimine. Era il 04 Gennaio 2001 e nessuno poteva immaginare che i telefoni fossero sotto controllo.
I magistrati Baresi Giuseppe Scelsi ed Eugenia Pontassuglia, sostengono senza mezzi termini e con prove schiaccianti, che tra il 1994 ed il 2002, il Montenegro è stato il centro di un autentica TORTUGA dell'adriatico. Un paradiso per tutti i criminali e per tutti i traffici illeciti, oltre ad impunità concessa ai mafiosi che si nascondevano in Montenegro, protetti dagli organi di polizia e governativi. Per anni questi signori indisturbati e protetti, hanno gestito miliardi di dollari e tutto a discapito della Comunità Europea, e mentre Milo Djukanovic era ai vertici di potere in Montenegro, lo stesso era il rifugio per contrabbandieri di due organizzazioni mafiose : Camorra e Sacra Corona Unita.
I documenti giudiziari originariamente coinvolgevano 15 persone. Tra loro : Milo Djukanovic , Dusanka Jeknic, un montenegrino ex ministro delle finanze, dei manager della società montenegrina MTT, noti mafiosi dei balcani e italiani, e un uomo d'affari serbo.
Milo Djukanovic, è attualmente protetto da immunità diplomatica, e la Sua posizione nel processo è accantonata, anche se Djukanovic, si professa innocente e si è anche presentato presso la Procura di Bari ( anche se questo lo ha fatto, quando l'immunità diplomatica lo salvava da qualsiasi complicazione ).
Djukanovic, sta spingendo al massimo la candidatura e l'entrata del Montenegro dentro la Comunità Europea e il Suo sponsor principale è il Premier Silvio Berlusconi ( anche questa è un'altra delle cose strane italiane. Milo Djukanovic è o sarebbe implicato in faccende criminali, e il Nostro Premier fragandosene di quanto i Nostri Magistrati di Bari stanno facendo con un lungo e faticoso lavoro che dura da oltre 15 anni, appoggia tranquillamente la candidatura di Milo Djukanovic ). Per fortuna che sia la Germania che il Belgio, stanno ostacolando giustamente la richiesta di Milo Djukanovic, perchè la logica dice che prima si deve concludere il processo di Bari e poi le sentenze stabiliranno se e chi è responsabile.
Se Milo Djukanovic, vuole veramente il bene del Suo paese, allora si dimetta e attenda l'esito del processo che si farà in Bari.
Se questo non avverrà, come sicuramente non avverrà, il Montenegro e il Suo popolo troveranno sempre varie opposizioni all'entrata nella comunità europea del Loro paese. Milo Djukanovic non si deve lamentare se tutti lo attaccano, ma deve fare solo il Mea Culpa, perchè questa situazione è stata creata ed è arrivata a questo punto, per effetto di anni passati e di situazioni criminali che sono veicolate dal paese, dove Lui in quei tempi era il vero ed unico potere.