yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : NUOVA CORONA DI SPINE PER LELE MORA: Diciassette milioni di euro evasi e un archivio fotografico mai ritrovato -

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venerdì 30 luglio 2010

Oriano Mattei : NUOVA CORONA DI SPINE PER LELE MORA: Diciassette milioni di euro evasi e un archivio fotografico mai ritrovato -




Milano 30 Luglio 2010

Davide Carlucci per "la Repubblica"

Diciassette milioni di euro evasi e un archivio fotografico mai ritrovato. Intorno a questi due aspetti ruota l´indagine che si è chiusa ieri dei pm milanesi Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci a Fabrizio Corona nei confronti di Lele Mora e di altri sei indagati.
E il mancato ritrovamento del "tesoro" del re dei paparazzi riporta a un altro filone d´indagine, quello tuttora in corso - ribattezzato "vallettopoli bis" - del pm Frank Di Maio: una delle ipotesi investigative, infatti, è che Corona sia riuscito a nascondere le immagini con i quali aveva realizzato i suoi fotoricatti facendo in modo che continuino a circolare nel mercato del gossip, dove possono essere utilizzate per nuovi ricatti nei confronti di vittime che hanno già pagato per ritirare le immagini più compromettenti.
Nell´avviso di conclusione delle indagini notificato ieri dalla Guardia di finanza si legge infatti che Corona avrebbe distratto «la somma di 274.800 euro relativa al pagamento di una fattura emessa nel mese di maggio del 2008 dalla Fenice srl - la nuova società costituita dopo il fallimento della Corona´s, ndr - con la casuale "vendita nostro archivio fotografico" ovvero l´archivio fotografico, così valorizzato, che non è stato comunque consegnato al curatore né rinvenuto in luoghi di pertinenza della società fallita».
Al pm Di Maio, invece, era stato il fotografo Fabrizio Pensa a parlare, in un verbale, di un archivio scomparso: «Sfuggirono alla perquisizione una serie di dischetti contenenti file di servizi fotografici ritirati dal mercato perché pubblicati direttamente dall´interessato ritratto in foto, nonché una scatola di cartone con dentro tutto il cartaceo dei servizi ritirati». Pensa tirò in ballo l´imprenditore Massimiliano Fullin, titolare di una società di scommesse on line: «Si vantò di conoscere l´archivio segreto di Fullin», disse al magistrato.
Per Giuseppe Lucibello, l´avvocato difensore di Corona, è tutto un equivoco: «L´archivio è sempre stato messo a disposizione della procura». Lucibello, forte anche della sentenza di assoluzione di Corona dal tribunale di Potenza (a Milano, invece, il manager è stato condannato a tre anni e otto mesi), conta di riuscire a dimostrare l´innocenza del suo assistito dal reato di evasione fiscale e bancarotta che gli viene contestata nell´avviso notificato ieri.
Nell´ambito del fallimento della sua società, secondo i pm Fusco e Carducci, sarebbero stati distratti sei milioni di euro. Nel maggio 2009 i magistrati avevano chiesto una rogatoria alla magistratura di San Marino che aveva portato al sequestro di oltre un milione di euro riconducibili a Corona. Da allora la procura della repubblica del Titano ha aperto un fascicolo per riciclaggio, che vede coinvolte quattro persone.
Nell´indagine milanese, invece, s´ipotizza «un vasto e diffuso sistema di emissione di fatture false per operazioni inesistenti da parte di varie società riconducibili a un imprenditore genovese», Marcello Silvestri: con le sue società, come la Metropolis Models and Actor Management, avrebbe puntato a entrare nel giro di Mora e Corona. Mora, invece, si sarebbe avvalso, nelle sue dichiarazioni dei redditi tra il 2005 e il 2007, di fatture emesse per operazioni inesistenti, per un totale di oltre 4 milioni di euro.

2 - LELE MORA «ALLORA CHIUDETELI TUTTI»
Michele Focarete per "il Corriere della Sera"

Sembra di essere tornati a Vallettopoli. «E' acqua passata, i giudici mi hanno ritenuto estraneo ad ogni fatto e prosciolto. Eppure in questi giorni sono di nuovo sbattuto su tutti i giornali. In quattro anni ne ho subite fin troppe». Lele Mora parla pacatamente, dietro la grande scrivania del suo studio, sulla quale svetta un busto di Mussolini: «Ma non sono un fascista», dice. «Sono solo un mussoliniano convinto».
L'Hollywood? «Ogni domenica sera, per 10 anni. Avevo il mio privé e il mio trono sempre più grande. Ero un imperatore. Gente che veniva per me, per una stretta di mano, una foto. Entravo all'una e uscivo alle 2.30 per andare a dormire. Ma non voglio apparire un moralista. Dico che di droga non ne ho vista, anche se c'era. Se però hanno chiuso l'Hollywood per questo motivo, allora bisognerebbe mettere i sigilli a tutti i locali notturni del mondo».
E ritorna a Vallettopoli: «Distrutti 30 anni di lavoro. Ero l'uomo più potente della tv. All'improvviso mi sono sentito emarginato. Per due anni non ho potuto entrare in Rai. Gli stilisti dai quali mi servivo mi hanno persino tolto il 30 per cento di sconto che mi facevano sui vestiti. Tutti i contratti stralciati.
In questa disgrazia però ho potuto capire chi erano le persone degne della mia amicizia: Sabrina Ferilli, Aida Yespica, Alda D'Eusanio, Elenoire Casalegno, Mara Venier, Christian De Sica». Allora niente coca? «Ad ogni festa ci sono belle donne e divertimento. Oggi per drogarsi ci vuole poco. Basta andare in via Padova o in viale Monza e la cocaina ti viene offerta a 10 euro».


ORIANO MATTEI

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