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lunedì 11 ottobre 2010

Oriano Mattei : I MILITARI USA COMBATTONO DUE GUERRE: UNA CONTRO I TALEBANI E L’ALTRA CONTRO OBAMA .




Milano,11 Ottobre 2010

LE DIMISSIONI DEL GENERALE JONES, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE, SOSTITUITO DA UNA VECCHIA VOLPE ODIATA DAI MILITARI - SI PREPARA UNO SCONTRO CON I VERTICI DELL’ESERCITO SULLA STRATEGIA IN AFGHANISTAN - IL SOSTITUTO DONILON È “UN DISASTRO” PER BOB GATES, SEGRETARIO ALLA DIFESA, CHE POTREBBE MOLLARE OBAMA (PURE LUI) PRIMA DEL PREVISTO...

Il Generale Jim Jones non si è mai adeguato ai ritmi forsennati della Casa Bianca. Ogni giorno, se il presidente non ha proprio bisogno di lui - e il presidente non ha mai davvero bisogno di lui - torna a casa in bicicletta per la pausa pranzo. Anche per questo, tra i colleghi civili e "workaholic" della squadra di Obama, quella divisa carica di stellette è un oggetto misterioso, e assai poco considerato. Ora il Consigliere per la Sicurezza Nazionale più debole degli ultimi anni può finalmente tornare a fare il pensionato.
L'ultimo atto del rimpasto strisciante alla Casa Bianca è innanzitutto una novella sulla Washington obamiana, sulla guerra interna alla più ristretta cerchia presidenziale. Ma la nomina di Tom Donilon al posto del dimissionario Jim Jones potrebbe accelerare un ripensamento della strategia in Afghanistan. È da tempo peraltro che Tom Donilon - uno che ha fatto da suggeritore a tutti i presidenti democrat da Carter in poi - dirige de facto il National Security Council al posto del suo capo Jim Jones. Barack Obama scelse Jones come Consigliere per la Sicurezza Nazionale perché aveva bisogno di qualcuno capace di gestire i rapporti con i militari.
Ma è andata male. Il glorioso curriculum dell'ex Comandante Supremo Alleato in Europa è servito semmai a rastrellare tra i Paesi Nato migliaia di soldati necessari per la "surge". Ma nella partita del potere interna al National Security Team, Jim Jones è stato scavalcato dal vice Tom Donilon e schiacciato dai pesi massimi Bob Gates e Hillary Clinton.
E non è riuscito a mediare il confronto tra Pentagono e Casa Bianca. Jim Jones è il secondo militare di peso, dopo l'Ammiraglio Dennis Blair, ex direttore della National Intelligence fatto fuori dal capo della Cia Leo Panetta, a cadere vittima di un insider democrat. E la promozione di Tom Donilon - inviso al Pentagono - potrebbe accendere lo scontro con i Generali. Il duro confronto sulla strategia da adottare in Afghanistan si è risolto a fine 2009 con un compromesso: sì alla "surge" (come volevano i militari) ma a tempo determinato (come chiedevano i politici).
Clinton, Donilon, James, Biden e Obama
A dicembre si farà il punto. David Petraeus vorrebbe un calendario più flessibile, il Comandante in capo non ci sta. E tra i"civili", crescerà il partito di chi vuole accelerare i tempi dell'exit strategy. Magari attraverso il passaggio dalla controinsorgenza al più snello anti-terrorismo, sostenuto senza fortuna un anno fa da Joe Biden. E dallo stesso Tom Donilon, molto legato al vicepresidente. È presto per misurare con precisione quali saranno i rapporti di forza da qui a pochi mesi.
Tocca aspettare le elezioni, e il completamento del rimpasto presidenziale. Se è vero - come ha scritto Bob Woodward nel suo "Obama's Wars" - che Bob Gates considera l'ipotesi di Donilon come Consigliere per la Sicurezza nazionale «un disastro», la sua nomina potrebbe accelerare l'uscita di scena del Segretario alla Difesa, prevista per inizio 2011. E su quella poltrona cruciale, secondo le ultime voci raccolte ieri da "Politico" potrebbe sedersi John Hamre, già vicesegretario alla Difesa dell'amministrazione Clinton. Un altro insider.


ORIANO MATTEI

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