
30 Ottobre 2010
Manifestanti tentano di impedire l'accesso degli autocompattatori nel sito di stoccaggio
GIUGLIANO (NAPOLI) - Nuovi momenti di tensione tra forze dell'ordine e manifestanti che hanno cercato di impedire l'accesso degli autocompattatori all'interno del sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano (Napoli). Alcuni manifestanti si sono posizionati davanti ai camion rallentandone l'accesso. La polizia sta cercando di 'contenerli'.
Sono ripresi all'alba gli sversamenti all'interno del sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re, alla periferia di Giugliano (Napoli). All'interno dell'impianto sono entrate una decina di autocompattatori provenienti dalla città di Napoli. I rifiuti al momento vengono stoccati su una piazzola, destinata in passato ad accogliere gli ingombranti. Dinnanzi al sito resta attivo il presidio dei manifestanti. Il sito è stato riaperto a seguito di un'ordinanza del presidente della Provincia Luigi Cesaro e dovrebbe accogliere oltre diecimila tonnellate di rifiuti 'tal quale'. A scatenare la rivolta è stato il fatto che c'era un preciso impegno sancito in passato che il sito, che accoglie oltre 6 milioni di tonnellate di spazzatura, non avrebbe più riaperto i cancelli. E ancora: l'accesso è al momento consentito solo ai mezzi provenienti dalla città di Napoli, mentre alcuni comuni della provincia, fra cui Giugliano, continuano ad affogare nei rifiuti.
Notte di confronto al presidio della rotonda di via Panoramica, la strada di accesso alla discarica di Terzigno (Napoli). I manifestanti sono rimasti per ore a discutere dei contenuti dell'accordo sottoscritto ieri sera in Prefettura a Napoli tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dei comuni vesuviani. L'ala più intransigente non condivide, tra gli altri punti, in particolare quello che riguarda la discarica Sari la cui attività è stata temporaneamente sospesa dopo i miasmi che per mesi hanno ammorbato le popolazioni dei territori vesuviani - anche stanotte l'aria è stata invasa dal cattivo odore - e per la necessità di effettuare controlli ambientali nella cava.
Gli ultimi dati disponibili, a maggio 2009, avevano evidenziato la presenza di una serie di elementi inquinanti. Per i comitati, in particolare, non è stato ottenuto un risultato centrale della battaglia: la non riapertura della discarica Sari. La cava, infatti, dopo la chiusura a tempo determinato per l'effettuazione delle analisi necessarie, i controlli nell'aria, gli interventi per l'eliminazione dei cattivi odori e del percolato, accoglierà, secondo l'intesa firmata ieri, solo la frazione secca dei rifiuti provenienti dai 18 comuni dell'area vesuviana. I manifestanti del presidio non sono d'accordo e confermano per oggi pomeriggio una mobilitazione, che prevede l'arrivo alla rotonda di via Panoramica di quattro cortei provenienti dalle diverse città del Vesuviano.
MOVIMENTO VESUVIANO, MOBILITAZIONE RESTA - ''Non possiamo fermare la mobilitazione fino a risultati concreti e davvero rispettosi del bene pubblico''. E' quanto sostiene il Movimento per la difesa del territorio dell'area vesuviana in un documento in merito all'accordo tra il premier Silvio Berlusconi e i sindaci dell'area vesuviana. ''Noi - sottolinea il movimento - vogliamo che l'esclusione della discarica dalla cava Vitiello diventi legge senza se e senza ma ma pretendiamo anche il blocco immediato e la bonifica della discarica in cava Sari''. Secondo il movimento ''esistono gia' analisi sulle falde acquifere della zona della cava fatte dalle autorita' sanitarie che dicono che sotto quello sversatoio pluridecennale le acque sono perfino piu' inquinate che il percolato stesso della discarica''. Quindi ''nessun sindaco puo' prendere impegni a nome nostro sull'interruzione della lotta''. Oggi confermata la manifestazione per ottenere anche ''un piano rifiuti radicalmente alternativo al ciclo discariche-inceneritori''. Sulla rotonda Panoramica, strada di accesso alla discarica di Terzigno, ''in questo momento non si festeggia per niente. Pur prendendo atto che la mobilitazione della gente ha costretto questo governo ad un passo indietro, seppur verbale, la nostra mobilitazione non si fermera' di certo''. L'appuntamento ai manifestanti e' alle 17 per i cortei che dai vari comuni vesuviani raggiungeranno poi la rotonda. All'iniziativa ha dato la sua adesione nelle ultime ore anche la rete dei gruppi locali del popolo viola.
dell'inviata Alessandra Chini
NAPOLI - Il premier Silvio Berlusconi torna a Napoli il giorno dopo aver detto che entro 10 giorni il nodo dell'emergenza rifiuti sarebbe stato risolto. E, dopo una riunione fiume con i sindaci del vesuviano, ottiene la firma ad un accordo che prevede, tra l'altro, lo stop alle proteste. Tra i capisaldi dell'intesa raggiunta c'é la cancellazione, con una legge che sarà presentata entro la prossima settimana, e approvata probabilmente con la corsia preferenziale della legislativa, per cancellare la previsione dell'apertura di una discarica nel sito di cava Vitiello come chiesto dai primi cittadini campani. Non si darà corso neanche all'apertura della discarica di Valle della Masseria, a Serre.
Altro punto chiave dell'accordo è quello riguardante il sito di cava Sari dove verranno sversati solo i rifiuti dei 18 comuni del vesuviano e in questo modo, assicura Berlusconi, si tratterà "solo di rifiuti non producenti percolato e miasmi". Il premier arriva a Napoli direttamente da Bruxelles e prima di recarsi alla riunione in prefettura trova il tempo di fare un passaggio a Portici per andare a visitare la famiglia di un operaio dell'azienda Asia morto domenica sul lavoro. Berlusconi arriva alla prefettura in piazza del Plebiscito intorno alle 18,30 e ad attenderlo ci sono i sindaci dell'area coinvolta dall'emergenza rifiuti, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Stefano Caldoro, quello della Provincia Luigi Cesaro, il questore e il prefetto.
Dopo circa 2 ore di riunione trapela la notizia che si starebbe lavorando ad un documento e sarebbe, dunque, pronta un'intesa. In una pausa dei lavori il Cavaliere riceve anche le 'mamme vulcaniche', considerate le 'passionarie' della protesta sui rifiuti. Sono loro che, lasciando la prefettura annunciano che, di fatto, è pronto un accordo che prevede, tra l'altro, la cancellazione dalla legge della prevista discarica a cava Vitiello. Dopo un'altra mezz'ora viene convocata una conferenza stampa nella quale il premier annuncia che è stata trovata una soluzione.
Berlusconi legge punto per punto i termini dell'intesa e la notizia della cancellazione del sito di cava Vitiello viene accolta da un applauso di tutti i sindaci presenti. Sindaci, sottolinea Berlusconi, con i quali si è riusciti "a venire a capo" della situazione e per questo, aggiunge, "c'é tanta soddisfazione" anche perché, tra l'altro, nel dibattito "non ci sono state divisioni politiche". Il premier, tra l'altro, fa sapere che avrebbe voluto 'festeggiare' l'accordo raggiunto andando domani a Terzigno dove era prevista una manifestazione sui rifiuti che, dicono le 'mamme vulcaniche', "a questo punto verrà trasformata in una festa". Ma, spiega ancora Berlusconi, su consiglio dei sindaci ci sarà 'solo' un messaggio ai manifestanti. A questo punto la situazione, come assicurato dal Cavaliere all'inizio della conferenza stampa, "ha trovato una soluzione".
ORIANO MATTEI
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