yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : "Come finirà? Che si farà un governissimo, ma dopo le elezioni" (il dramma-farsa di un paese senza maggioranza e senza opposizione).

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mercoledì 10 novembre 2010

Oriano Mattei : "Come finirà? Che si farà un governissimo, ma dopo le elezioni" (il dramma-farsa di un paese senza maggioranza e senza opposizione).




10 Novembre 2010

"Come finirà? Che si farà un governissimo, ma dopo le elezioni" (il dramma-farsa di un paese senza maggioranza e senza opposizione) - napolitano ha frenato il governissimo - i TIMORI Di veltroni-d’alema: "L’establishment non vuole un governo allargato, ma piuttosto un nuovo governo di centrodestra. E il pericolo è che il Pd finisca per favorire Fini e Casini. Se votiamo in primavera andando alle urne con tre poli, uno dei quali composto da noi, Di Pietro e Vendola, il Pd rischia di dimezzare la sua rappresentanza parlamentare"....

Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera"

«Come finirà? Che si farà un governissimo, ne sono certo». Pierluigi Castagnetti è sicuro. E' reduce da un colloquio con il segretario Bersani e ha l'aria di uno che sa quello che dice. Poi aggiunge: «Si farà dopo le elezioni, questo è chiaro». E la sua non è una battuta.

Dopo, sì, perché adesso nessuno, nemmeno nel Pd, è pronto a scommettere su un'ipotesi del genere, al di là delle dichiarazioni di facciata. I voti di ieri nell'Aula di Montecitorio non sono state prove tecniche di governissimo. Anche Massimo D'Alema, il primo in assoluto a proporre un esecutivo di transizione, sta convincendosi che un governo di questo tipo non può vedere la luce se non vi sono determinate condizioni.

Una per tutte: una riforma elettorale già bella e pronta. E la riforma, per ammissione di uno degli esponenti che per il Partito democratico sta trattando su questa materia con Fli e Udc, cioè Gianclaudio Bressa, è lontana. «Siamo in alto mare: c'è accordo solo sull'abolizione del premio di maggioranza, non su tutto il resto. Il rischio che si finisca per andare alle elezioni in primavera è alto», spiega il deputato del Pd. E infatti, anche D'Alema ritiene che al momento manchino le condizioni.

Non sembra credere all'opzione «governissimo» neanche Walter Veltroni, che pure pubblicamente parla di «esecutivo di responsabilità nazionale». Ai suoi l'ex leader spiega: «L'establishment non vuole un governo allargato, ma piuttosto un nuovo governo di centrodestra. E il pericolo è che il Pd, con il suo atteggiamento, in questa fase finisca per favorire Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini. Se noi non appariamo come un'alternativa credibile i voti degli scontenti del centrodestra andranno a loro».

Anche Bersani teme che alla fine non si riesca a uscire dal perimetro di un governo di centrodestra. Il segretario pensa che il Partito democratico debba «fare sponda all'Udc e a Futuro e libertà in Parlamento», però si rende perfettamente conto che gli esiti di queste manovre potrebbero non essere dei più favorevoli al suo partito. «Un Berlusconi bis sarebbe un delirio», sostiene il leader, che insiste nel chiedere «un esecutivo di transizione, con «esponenti autorevoli e in discontinuità rispetto all'oggi».

Il che, tradotto, significa che comunque il Pd non potrebbe mai entrare in un governissimo guidato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il quale Tremonti, peraltro, dà per scontato che, tanto più dopo l'altolà di Napolitano sulla legge di stabilità, il governo tecnico, o comunque si voglia chiamarlo, sia ormai una soluzione archiviata.

La speranza del Pd, all'indomani del discorso pronunciato da Fini a Bastia Umbra era quella dell'apertura di una crisi prima dell'approvazione della legge di stabilità. L'emergenza economica avrebbe potuto favorire la nascita di un esecutivo di quel genere. L'ipotesi, dopo l'intervento del capo dello Stato, è tramontata.

Dunque, nonostante l'uscita di Beppe Pisanu di ieri, nelle opposizioni il pessimismo circa le sorti di questo supergoverno d'emergenza è altissimo. Per il presidente dell'Antimafia, indicato dal Pd come un candidato ideale per guidare un eventuale governissimo «occorre lavorare per trovare la più ampia maggioranza possibile di forze, a partire dall'Udc, per evitare lo scioglimento anticipato».

Casini è presente quando Pisanu svolge queste considerazioni nel corso di un dibattito organizzato da Enzo Carra e Renzo Lusetti. Però il leader centrista è convinto che le difficoltà siano molte. «Più passa il tempo - è il suo ragionamento - più è improbabile che si faccia un governo di responsabilità nazionale. Se Berlusconi riesce a mandare più in là le cose, il rischio è che si vada alle elezioni».

Già, le elezioni. Proprio quello che il Pd non vorrebbe. Se non altro per un motivo che un veltroniano di alto rango si incarica di spiegare a qualche collega: «Se votiamo in primavera andando alle urne con tre poli, uno dei quali composto da noi, Di Pietro e Vendola, il Pd rischia di dimezzare la sua rappresentanza parlamentare».


ORIANO MATTEI

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