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martedì 2 novembre 2010

Oriano Mattei : Voto in Usa, Repubblicani accreditati per vittoria.


02 Novembre 2010

WASHINGTON (Reuters) - Dopo una lunga e aspra campagna elettorale, gli americani oggi sono chiamati alle urne per le elezioni di mid-term, che potrebbero costare ai Democratici il controllo di almeno una delle camere del Parlamento e mettere il freno all'agenda legislativa del presidente Usa Barack Obama.

L'ansia per l'economia e lo scontento per Obama e il governo di Washington hanno spinto in vantaggio Repubblicani, che potrebbero avere la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e forse anche in Senato.

"I progetti dei Democratici per l'economia non stanno funzionando", ha detto Peter Ruiz, pensionato di Miami, mentre usciva dal seggio dove ha votato per i Repubblicani nonostante due anni fa avesse appoggiato Obama. "Dobbiamo trovare qualcos'altro", ha aggiunto.

I sondaggi e gli analisti indipendenti prevedono un vantaggio repubblicano di almeno 50 seggi alla Camera, ben oltre i 39 necessari per assumere la maggioranza e sostituire la speaker democratica Nancy Pelosi.

I Repubblicani sono dati in vantaggio anche in Senato, benché appaia più difficile -- ma non impossibile -- per loro avere i 10 seggi necessari per la maggioranza.

Intanto i seggi hanno aperto prima dell'alba in alcune zone degli Stati Uniti orientali, e chiuderanno alle 23 ora italiana, anche se poi ci vorranno ore per conoscere i risultati del voto.

Tutti i 45 seggi della Camera, 37 dei 100 senatoriali e 37 governatori statali su 50 sono in gioco nella giornata elettorale di oggi.

Obama ha vinto due anni fa sulla speranza che guidasse gli Stati Uniti fuori da una profonda crisi economica, per il persistente alto tasso di disoccupazione e il deficit di bilancio gli hanno messo contro molti elettori.

L'umore della pubblica opinione ha fatto crescere anche il fenomeno politico dei Tea Party, movimento conservatore che diffida di Obama e che vuole una minore presenza del governo, meno tasse e un taglio della spesa pubblica.

La riforma del sistema sanitario americano, che porta la firma di Obama e che è stata per molti anni uno degli obietti dei Democratici, ha provocato una reazione negativa.

"Stanno cercando di mandare in rovina tutta la Sanità", ha detto Sharon Krumins, medico a Walt Disney World, mentre lasciava il seggio di Winter Park, in Florida.

Il controllo dei Repubblicani anche di una sola delle Camere del Congresso potrebbe creare una serie di rallentamenti nell'attività legislativa, indebolire Obama nel tentativo di prolungare la riduzione delle tasse e nelle politiche sull'immigrazione.

PLAUSO DEI MERCATI

"Ci aspettiamo un vantaggio netto dei Repubblicani che avrà come conseguenza un forte rallentamento per il prossimi due anni", ha commentato Larry Sabato, professore di Scienza politiche alla University of Virginia.

I mercati hanno aperto in rialzo con gli investitori hanno espresso il proprio plauso alla prospettiva di un vantaggio dei Repubblicani.

I candidati repubblicani hanno puntato sulla riduzione della spesa e su una abrogazione seppur parziale, delle riforme di Obama sul sistema sanitario e su Wall Street, anche se il presidente potrebbe ostacolare i loro sforzi.

Tra gli esponenti politici che rischiano il posto nel voto di oggi, il leader democratico al Senato Harry Reid, che è testa a testa con la repubblicana Sharron Angled. Intanto, l'ex presidente Bill Clinton si è speso personalmente per il candidato democratico in West Virgina, Joe Manchin.

I Repubblicani devono vincere in almeno sette su otto aspre sfide all'ultimo voto, in California, a Washington, in Nevada, Wisconsin, Colorado, Pennsylvania, Illinois e Wst Virgina per assicurarsi la maggioranza al Senato. In democratici intanto hanno dato il via a un'enorme operazione per spingere al voto i loro elettori, e sembrano incoraggianti dai primi dati che arrivano dagli Stati in cui già si vota.


ORIANO MATTEI

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