yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: gennaio 2010

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venerdì 29 gennaio 2010

ORIANO MATTEI : Riciclaggio e traffico di droga : Il rischio della disinformazione


29 Gennaio 2010

L'Osservatorio Italiano lancia l'allarme sul pericolo del riciclaggio di denaro sporco che incombe sulle piccole imprese in difficoltà. Già 2 anni fa la Etleboro aveva dimostrato il meccanismo del riciclaggio e della creazione di denaro con documenti collaterali all'interno delle Banche, mostrando i documenti e le copie dei titoli falsi emessi. In risposta, i giornalisti della Etleboro hanno ricevuto un significativo 'no comment' da parte della più grande banca Svizzera, che con lo scoppio della bolla finanziaria ha rischiato infatti il fallimento.
La metà delle società per azioni italiane sono piene di collaterali falsi, titoli che non sono altro l'immagine cartacea delle tonnellate di cocaina già in partenza per l'Italia.Tutto questo gestito da un pericolo e subdolo circolo vizioso gestito da menti raffinate. La mafia trasnazionale esiste, ed usano Paltalk, Skype, Google Earth, la steganografia, il furto dell'identità. La droga colombiana è entrata in Europa tramite un patto che forma la santa alleanza balcanica, in cui grossi gruppi criminali sono agganciati alla politica, alle grandi società, che possono così riciclare i loro soldi nelle privatizzazioni. Bisogna però dare la giusta importanza a tale fenomeno ed impedire che sia gestito da reti strumentalizzate dalla politica, come associazioni di categoria e di consumatori, che potranno solo depistare i magistrati dalla vera ricerca delle menti raffinate. Non esiste nessun spiraglio lungo questa strada, ma solo altra disinformazione per far chiudere gli occhi allo Stato.

Articolo di Michele Altamura


ORIANO MATTEI

mercoledì 20 gennaio 2010

ORIANO MATTEI : " Caso Oriano Mattei - Montenegro




20 Gennaio 2010

MILANO.- In un intervista rilasciata dal Premier Milo Djukanovic, nella quale dichiarava che non esistono prove dove la Sua persona sia coinvolta in operazioni finanziarie, oggi sento il dovere di scrivere tutti i fatti per come sono avvenuti, indicando nomi e cognomi di tutte le persone che sono state protagoniste in quella che è stata poi definita da tutti i giornali presenti nei balcani “ CASO ORIANO MATTEI “. Faccio presente che il tutto è supportato da documenti ufficiali e veri, e pertanto nessuno è in grado di poterli smentire. La documentazione è talmente vera, che è stata passata sotto la lente di ingrandimento da ben tre Tribunali Internazionali. Nel 1996, Oriano Mattei, conducendo uno degli affari abituali per la sua nuova professione di broker, entra in un vortice che lo vede finire dritto in pancia a qualcosa che travalica la truffa -"con artifizi e raggiri sono stato truffato per oltre 10 anni" dice-, e si andrà inserire in quella fitta trama di fatti e misfatti politico-finanziari che hanno costellato la fine degli anni `90 e gli inizi del nuovo secolo nel triangolo Italia-Balcani-Svizzera (IBS). Trama sulla quale da anni stanno indagando le Procure non solo italiane, una per tutte quella di Bari.
"Nel febbraio 1996, attraverso un amico, vengo in contatto con il Signor Giancarlo Sironi, il quale si presenta a me quale mandatario della Repubblica del Montenegro, mandato firmato dagli allora Janko Jeknic, Ministro degli Esteri, e Predrag Goranovic, Ministro delle Finanze.
"Sironi -che oggi mi risulta vivere in un paese della Brianza e orbitare nel mondo della finanza- mi chiede di operare per la ricerca di un grosso finanziamento per la Repubblica del Montenegro", e da quel momento inizia quello che oggi è definito dai giornali balcani, `caso Oriano Mattei`.
Il mandato del Sironi, prevedeva la ricerca di finanziamenti o partners interessati a compartecipare nel finanziamento di progetti sociali in Montenegro. Faccio presente che in quel periodo, non conoscevo affatto il Montenegro e addirittura non sarei stato in grado di identificarlo su di una cartina geografica. Sironi, sapendo che per il mio lavoro frequentavo la Svizzera, mi chiese se ero interessato a collaborare per sviluppare la richiesta fatta. In un primo momento la cosa non mi interessava anche perchè le mie conoscenze nel settore finanziario non mi permettevano di arrivare così in alto nei rapporti con le Banche, ma vista l`insistenza di Sironi, dissi che avrei sondato il mercato e poi avrei dato una risposta. Nei giorni successivi, contattai un amico svizzero che si occupava di finanziamenti e aveva contatti con primari istituti bancari, e gli spiegai l`offerta ricevuta da Sironi e nello stesso tempo gli chiesi se era interessato a collaborare con me, e, soprattutto, se l`operazione a suo parere era fattibile. Il mio amico mi rispose che l'operazione poteva essere interessante, a condizione che avessi avuto contatti diretti con componenti del Governo.
Chiamai Sironi e fissai un appuntamento presso i suoi uffici di Milano. All`appuntamento il Sironi mi presentò la signora Duska Jeknic (più avanti verrò a sapere che il suo esatto nome è Dusanka Pesic in Jeknic), la quale si presentò quale rappresentante commerciale per il Montenegro in Italia e Mi confermò le stesse parole del Sironi e cioè : La Repubblica del Montenegro ricercava investitori o partners e il fabbisogno iniziale era di 1.000.000.000 dollari americani. Mi disse che se avessi accettato sarei stato invitato in Montenegro e sarei stato ricevuto dal Ministro degli esteri Janko Jeknic, che era poi suo marito. Mi chiese, inoltre, quale era la mia richiesta di pagamento e io risposi che le avrei fatto sapere nei giorni successivi. Mi rincontrai con il mio amico svizzero, informandolo dell`incontro avuto con la signora Jeknic e nello stesso tempo gli chiesi quale commissione avrei potuto chiedere. Lui mi disse che avrei potuto tranquillamente chiedere 10.000.000 dollari americani, in tre trance suddivisi: 500.000 pagabili al 31 agosto 1996, 500.000 pagabili al 30 novembre 1996, 9.000.000 pagabile al 31 luglio 1997.
Chiamai Sironi e gli comunicai la mia accettazione e le mie proposte. Sironi rispose che avrebbe informato il Ministro, e che mi avrebbe fatto sapere. Il giorno dopo, Sironi mi comunicò che il Ministro degli Esteri Jeknic, mi invitava in Montenegro per discutere dell`operazione e procedere con la firma di tutti i mandati. Comincia a muovermi, e, sempre attraverso il mio amico svizzero, feci la conoscenza di un avvocato di origine maltese di nome Anthony Apap Bologna. Il mio amico mi disse che era un personaggio molto introdotto in Istituti bancari internazionali e che sicuramente sarebbe stato interessato all`operazione. Contattai il Bologna , il quale aveva un ufficio in Lugano Piazza Mulino Nuovo N.7 e telefonicamente prendemmo un appuntamento. Incontrai alcuni giorni dopo il Bologna presso il Suo ufficio e nell'incontro gli spiegai quali erano Le Mie esigenze ed eventualmente se il Bologna fosse interessato all'operazione.Il Bologna ne fu entusiasta e mi disse che se avesse avuto il mandato fiduciario, lui stesso non avrebbe avuto nessun problema a fare avere finanziamenti al Montenegro, in quanto lo stesso si presentava come collaboratore di importanti Istituti bancari internazionali. Aveva solo bisogno, mi disse, di ricevere collaterali finanziari da investitori privati, che se avessero accettato di compartecipare all`operazione avrebbero ricevuto ottimi guadagni. Gli comunicai che ai collaterali ci avrei pensato io, dicendogli che comunque una volta che il Bologna avrebbe ricevuto il mandato fiduciario, io per muovermi avrei dovuto avere la garanzia di ricevere il Mio compenso.
Fissai un incontro con il Sironi, la Jeknic e me stesso presso l`ufficio del Bologna che si trovava in Lugano, Piazza Mulino Nuovo n. 7, secondo piano. Il Bologna ripetè le stesse richieste che aveva fatto a me e la signora Jeknic accettò. Nei giorni successivi, partimmo, con un volo privato, dall`aeroporto di Milano, per Podgorica, volo prenotato da Sironi. All`arrivo, ci ricevette direttamente il Ministro degli Esteri, Janko Jeknic, il quale ci fece accompagnare in un albergo di Sittinia e la sera andammo in un ristorante tutti quanti. La mattina dopo, ci vennero a prendere e andammo  in Podgorica, e precisamente al palazzo del Ministero. In quella sede, conobbi l`allora Ministro delle Finanze, Predrag Goranovic. Janko Jeknic, Predrag Goranovic e l`Avvocato Bologna si appartarono da soli a discutere , mentre io e Sironi restammo in disparte. Dopo circa un`ora, si alzarono e tutti quanti uscimmo dal palazzo. Sironi accompagnò me e il Bologna in un bar di Podgorica e disse che insieme ai due Ministri Janko Jeknic e Predrag Goranovic, dovevano andare dall`allora Primo Ministro Milo Diukanovic, per avere il suo consenso alla firma del mandato. Dopo poco Sironi tornò e disse che il Primo Ministro Milo Djukanovic aveva dato il suo consenso all`operazione.
Tornammo tutti quanti molto soddisfatti in Italia e io e il Bologna ci lasciammo con l'accordo che ci saremmo visti il giorno seguente, per prendere tutti gli accordi del caso e procedere nel lavoro. Nei giorni successivi il Ministro Jeknic e il Ministro Goranovic, si recarono a Lugano presso l`ufficio dell`Avvocato Bologna -questo incontro, me lo comunicò sia il Bologna che il Sironi- e in quella sede consegnarono all`avvocato Bologna il mandato ufficiale.
Io cominciai a ricercare investitori e attraverso un fiduciario di nome Peter Schuster, prospettandogli l'operazione, Lui Mi disse che era molto interessato e sempre Lui aveva in gestione un patrimonio immobiliare sotto forma di titoli ipotecari. Il signor Peter Schuster, però prima di dare il Suo assenso, aveva bisogno di fare un incontro con chi aveva i poteri di firma, e soprattutto sapere quali potevano essere i guadagni per i Suoi clienti.
Io gli risposi che non esisteva nessun problema , e che avrei parlato con chi aveva i poteri di firma e gli avrei fatto sapere. Comunicai al Bologna del Mio incontro avvenuto con il signor Schuster e il Bologna stesso, Mi disse che era ansioso di incontrarlo e che per gli accordi, avrebbe pensato Lui e che questo non era di Mia pertinenza.
Il peter Schuster e il Bologna si incontrarono presso l'ufficio in Piazza Mulino Nuovo in Lugano e per quanto ne so io, presero tutti gli accordi, anzi sicuramente presero accordi, dal momento che il Bologna Mi disse che il Mio lavoro era finito e che da quel momento, non dovevo più interessarmi dell'operazione. Il Bologna Mi consegnò le tre garanzie e Mi salutò. Io depositai le garanzia governative avallate dalla Podgoricka Banka, presso Adamas Bank e incaricai la stessa attraverso l'allora direttore generale Fabrizio Donati, prima di effettuare una DUE DILIGENCE sui titoli e sul supporto cartaceo e nel caso in cui il tutto fosse accettato, di negoziare le stesse garanzie nella forma ufficiale bancaria. La prima garanzia fu negoziata dalla Adamas Bank, con il risultato , che la Banca Podgoricka, che era la Banca Montenegrina, rispose alla Adamas Bank di Lugano che la garanzia non veniva onorata, in quanto il contratto non era completamente soddisfatto. La garanzia bancaria sparirà nel nulla e più precisamente, la Banca Adamas asserirà di avere spedito con una semplice raccomandata una garanzia governativa con avallo bancario del valore facciale di 500.000 dollari americani. Questa tesi verrà portata avanti anche durante l`interrogatorio che l`allora Direttore Generale della Banca Adamas Fabrizio Donati, ebbe davanti al Procuratore Mario Branda e il Procuratore stesso accetterà le dichiarazioni del funzionario della banca. Mentre dall`altra parte, funzionari della Podgoricka Banca, dichiareranno, sotto giuramento, in Zurigo, con atti depositati presso il Tribunale, di non avere mai avuto nessun rapporto e nessuna comunicazione con la Banca Adamas. La conclusione fu che a Bellinzona il Procuratore Branda, dava ragione a Banca Adamas e ai suoi Funzionari, e nello stesso tempo non prendeva nessun provvedimento nei confronti dei Funzionari della Banca Podgoricka che avevano fatto false dichiarazioni giurate. Nel frattempo per l`ennesima volta, io resto intrappolato e fregato.
La seconda garanzia venne messa all`incasso nel novembre 1996, quando Donati mi disse che aveva sentito telefonicamente un funzionario della Banca Podgoricka di nome Popovic, il quale aveva garantito allo stesso Donati che ricevuta la seconda garanzia, avrebbe provveduto a pagare sia la prima che la seconda. Nonostante tutte le garanzie dell`allora Direttore Generale della Banca Adamas, Fabrizio Donati -il quale verrà poi arrestato nel settembre 2003 per truffa, appropriazione indebita e falso documentale-, la seconda garanzia fece la stessa fine della prima. Nel dicembre 1996, ricevetti una raccomandata dall`Avvocato Bologna, il quale mi offriva circa 9.000.000 dollari USA per chiudere il contenzioso, e mi diceva che se avessi accettato avrei dovuto comunicare appuntamento per, appunto, chiudere il tutto. Informai Donati, della Banca Adamas, il quale mi consigliò di rivolgermi all`Avvocato Venerio Quadri di Lugano, che era anche l`Avvocato della Banca Adamas. Così feci. Diedi mandato all`Avvocato Quadri di contattare l`Avvocato Bologna e di fissare appuntamento con lo stesso, per chiudere il contenzioso.
Nel frattempo, il 17 Gennaio 1997, morì Janko Jeknic in un incidente stradale e così il Bologna e i Suoi amici Montenegrini, ebbero la sfacciataggine di rinnegare quanto stabilito nella lettera di Dicembre, e sparirono. Nel Marzo 1997, l'Avvocato Bologna in nome e per conto del Montenegro e della Podgoricka Banka, depositarono presso il Tribunale di Lugano una denuncia Penale nei Miei confronti e nei confronti della Adamas Bank, con la richiesta di sequestro dell'ultima Garanzia da 9.000.000 di dollari americani. Dopo quattro giorni, il Procuratore D.ssa Galliani rigettò la richiesta e dichiarò illegittime le richieste del Montenegro. La stessa cosa ottenni in appello. Sono tutte sentenze pubbliche e a disposizione di tutti.
L`Avvocato Bologna nel Marzo 2004, davanti al Pubblico Ministero svizzero Mario Branda , sotto interogatorio, dichiarerà che io ero legittimato ad incassare Le garanzie. Dichiarerà inoltre che il Premier Milo Djukanovic era perfettamente a conoscenza di tutta l'operazione, e a domanda precisa da parte Mia di dire il nome della banca che aveva erogato 188.000.000 di dollari americani, il Bologna si rifiutò di dire il nome di questo Istituto bancario e il Procuratore, davanti a quella risposta, si guardò bene dal pretendere il nome della banca . In qualsiasi altro tribunale del mondo, il Bologna non si sarebbe alzato ed uscito tranquillamente dal Tribunale. Bologna si dimentica una cosa, come se la dimenticherà il Procuratore Branda: il Montenegro come la Serbia in quel periodo erano sotto sanzioni finanziarie. Come poteva ricevere un finanziamento da una Banca `regolare`? Perchè non viene imposto dal Procuratore Branda all`Avvocato Bologna di dire quale era l`Istituto Bancario che aveva erogato il finanziamento?
Ripeto: io so solo che la Repubblica del Montenegro non ha mai denunciato l`avvocato Bologna per truffa o millantato credito. Se il Bologna fosse stato un millantatore che andava in giro a spacciarsi per mandatario ufficiale del Governo del Montenegro, perché, una volta che il Governo è venuto a conoscenza di quello che stava accadendo, non ha denunciato l`Avvocato Bologna? Evidentemente perchè non lo poteva fare e non lo voleva fare. Chi era interessato alla tutela dell`Avvocato Bologna? Chi lo proteggeva? Il signor Ratko Knezevic davanti al Procuratore Giuseppe Scelsi, nel 2001, fara delle dichiarazioni a riguardo di tutta questa vicenda che non sono vere, in quanto il Knezevic stesso dichiara che era tutta una TRUFFA. Ma se fosse così, perchè il Montenegro non prendeva una posizione ufficiale presentando denunce presso Le autorità internazionali ? Qualcuno prima o poi, davanti a un Tribunale, dovrà rispondere a queste domande, perchè tutti quanti in questi anni hanno sempre complicato le cose, quando invece tutto è molto semplice e chiaro: Bologna ha operato con funzionari del Montenegro e ha concluso operazioni finanziarie per conto loro e, fino a prova contraria, questa è la risposta di dieci anni di silenzio da parte del Montenegro nei confronti del Bologna. Era vero che l`Avvocato Bologna aveva le carte in regola e approvate dal Governo Montenegrino. Io sono stato l`unica persona che ha denunciato l`Avvocato Bologna e lo ha portato davanti a un Procuratore Svizzero. Pertanto devo supporre che il Bologna faceva l`operazione per conto del Governo, chi abbia incassato materialmente quei finanziamenti non lo so, anche se, ripeto, ho le mie opinioni. L`operazione ha fatto comodo a qualcuno molto potente in terra Montenegrina. Io sono pronto a fare qualsiasi confronto con tutte le persone che sono state citate in questa mia intervista e con documenti alla mano, dimostrerò che tutto quello detto risponde alla verità. Ripeto, se Bologna fosse stato un millantatore, il Governo avrebbe avuto l`obbligo morale e materiale di denunciarlo a salvaguardia del Paese. Questo non è mai stato fatto. Pertanto, ripeto che qualcuno di molto potente aveva l`interesse a proteggere e nascondere la figura di Bologna. Per quale motivo?
Incaricai l`Avvocato Venerio Quadri di Lugano di contattare l`Avvocato Bologna e fissare appuntamento presso il suo studio in Lugano e prendere gli accordi per la chiusura del contenzioso. L`appuntamento con il Bologna presso l`ufficio dell`Avvocato Quadri, fu una farsa e l`Avvocato Quadri non fece nulla per ostacolare i piani criminali di Bologna. Mi sarei accorto più tardi, dopo varie ricerche, che l`Avvocato Quadri in quel periodo era Avvocato del boss delle sigarette Prudentino (credo di essere abbastanza sicuro di quello che dico), a detta di tutti molto vicino a Milo Djukanovic. Dalla padella alla brace. Faccio presente che fu Donati a consigliarmi l`Avvocato Quadri, in quanto era l`avvocato della Banca Adamas. Il 17 gennaio 1997, Sironi mi comunica che il Ministro Janko Jeknic moriva in un incidente automobilistico. Anni dopo, don Branko Sbutega Segretario della Caritas di Kotor, di cui io ho fatto parte per due anni, mi disse che quell`incidente era stato pieno di contraddizioni, tanto che la sorella del Ministro aveva tentato di far riaprire le indagini, ma che era stata consigliata di lasciare perdere e anzi di trasferirsi da Podgorica a Cattaro. Alla fine di gennaio, Sironi mi incontra per propormi una transazione privata, e in nome e per conto della signora Jeknic, mi viene offerta la somma di 1.500.000 dollari americani. Io rifiuto e caccio Sironi.
La signora Dusanka Jeknic non respirava se Milo Djukanovic non glielo permetteva, questo me lo confidò lei stessa e il Sironi me lo confermò presso l`Hotel Principe di Savoia in Milano, ma credo che questo oramai sia noto a tutti che il signor Milo Djukanovic sia stato il `Padrone` incontrastato per anni in Montenegro, non dico nulla di nuovo. Pertanto l`iniziativa arrivava sicuramente su ordine di Milo Djukanovic. Nel marzo 1997, l`Avvocato Bologna mi denuncia e denuncia la banca Adamas per tentata truffa e chiede il sequestro della garanzia da 9.000.000 di dollari americani. La dottoressa Galliani, Procuratore del Tribunale di Lugano, con una sentenza per la quale ha impiegato solo 4 giorni, risponde rigettando la richiesta e il Bologna fa appello, è chiaro che mi vogliono bloccare e prendono tempo. Nel maggio 1997 presso l`Hotel Principe di Savoia, il Sironi e la Jeaknic mi chiedono di incontrare Predrag Goranovic, il quale era intenzionato a chiudere il contenzioso. Al mio arrivo presso l`Hotel, mi ritrovai Sironi, Goranovic e un certo Ratko Knezevic, il quale cominciò a minacciare sia me che la mia famiglia, dicendo di stare molto attento, perchè se fossi andato avanti a `rompere`, mi sarei ritrovato in problemi molto grossi. Nel settembre 1998 il Tribunale d`Appello, rigetta la richiesta del Bologna e lo stesso sparisce. Io torno in Banca Adamas per comunicare la conclusione della denuncia a mio favore, e nello stesso tempo chiedo alla Banca Adamas di attivarsi e farmi riavere o i titoli o i fondi. Non ho mai ricevuto nessuna risposta in merito. Ratko Knesevic, era, in quel periodo, l`uomo di fiducia di Milo Djukanovic -questo lo scoprirò solo molti anni dopo- se controlla, Knezevic fu processato, credo a Londra, per traffico di armi e altro. Faceva affari con mafiosi dei Balcani, fra cui tale Stanko Cane Subotic. C`è chi dice che sia il vero socio di Milo Djukanovic -evidentemente il Knezevic volle prendere in mano lui l`iniziativa, con lo scopo di impaurirmi minacciandomi. Credo che Goranovic, fosse già fuori dai giochi e credo che si dovesse dichiarare fortunato, rispetto alla fine che fece il povero Janko Jeknic. Mi attivo e nel febbraio 1999, attraverso Goran Stanjevic, cittadino Montenegrino domiciliato in quel periodo in Lugano (mi confessava di essere amico del povero Goran Zuzic ex capo della sicurezza dell`allora Primo Ministro Milo Djukanovic) ricevetti i numeri dei conti della Banca Podgoricka. A quel punto attivai la richiesta di sequestro presso il Tribunale di Zurigo con lo studio Bar&Karren (uno degli studi più importanti e più onerosi di Zurigo ) e ottenni il sequestro presso la Ubs Bank di Zurigo. Nell`agosto dell`anno 2000, ricevetti, con sentenza di 52 pagine, sequestro definito e gli allora avvocati Luciano Sampietro di Trieste e Burkard Wolf di San Gallo, mi fecero scadere i termini di incasso. Nel frattempo in tutti questi anni, le telefonate minatorie erano oramai consuete e puntuali. Nel marzo 2001, attraverso il mio nuovo avvocato di Chiasso, Rinaldo Maderni, vengo invitato a Zurigo presso lo Studio Baumgartner per chiudere il contenzioso per una somma di 5.000.000 dollari USA. Incasserò solamente 850.000 dollari USA che non toccherò assolutamente, in quanto serviranno a pagare parte dei debiti contratti per finanziare e pagare avvocati e Tribunali. Il come è presto detto. La mia vita in quel periodo era un inferno. Non passava giorno che non ricevessi minacce e pressioni e, nello stesso tempo, questa situazione che si protraeva da oltre 5 anni, mi aveva portato al collasso finanziario, il mio stato mentale era allo sbando e lo stato materiale era di totale bisogno. Firmai, presso lo studio dell`Avvocato Baumgartner, un accordo in lingua tedesca -io non conosco assolutamente la lingua tedesca, e il mio Avvocato, rassicurandomi, mi consigliò di firmare- che fu un raggiro, perché mentre io ero convinto di firmare per recuperare 5.000.000 dollari USA, in realtà firmavo un documento in lingua tedesca nel quale si diceva che io rinunciavo a tutto per i soli 850.000 dollari USA. Il mio Avvocato, Rinaldo Maderni, resosi conto di quello che aveva combinato, riaccese il processo penale in Bellinzona prima e in Lugano poi (addirittura scriverà e denuncerà pubblicamente sia il Baumgartner che i suoi clienti). A questo punto, ottobre 2003, entra in scena un certo Giuliano Michelucci, il quale si presenta in nome e per conto del Governo italiano e del Governo montenegrino.
Michelucci entra in scena attraverso una persona che conoscevo, di nome Simone Casprini di Siena. L`appuntamento lo decide lo stesso Simone Casprini, ma non partecipa all`incontro che abbiamo a Milano presso l`ufficio del commercialista Alvaro Cajarelli. Michelucci si presentò con il suo autista, di nome Faliero o Foliero. Insieme a me era presente il mio Avvocato Rinaldo Maderni. Il soggetto si presentò, informandomi che era a conoscenza di tutta la mia vicenda e che, per conto del Governo italiano e della Comunità Europea, aveva il compito di chiedermi se ero disponibile a chiudere il contenzioso e che cifra volevo. Io, dopo un consulto con il mio Avvocato, dissi a Michelucci che se avessi avuto la somma di 4.000.000 Euro, sarei stato disponibile a ritirare la denuncia penale depositata a quel tempo presso il Tribunale di Lugano.
Michelucci dichiarava che il Governo italiano aveva preso incarico di fare stralciare e chiudere tutti i contenziosi che la Repubblica del Montenegro aveva con enti e/o privati europei. Questa, a detta di Michelucci, era la condizione perchè il Montenegro potesse entrare nella Comunità europea.
Convince il mio Avvocato Rinaldo Maderni (come abbia fatto bisognerebbe chiederlo direttamente all`Avvocato Maderni, visto che, di solito, a chi si presenta da qualsiasi avvocato/notaio in Svizzera la prima cosa che gli si chiede sono i documenti di identificazione e poi le credenziali) attraverso una sua collaboratrice, certa Barbara Colombo -mi accorgerò più tardi che si chiamava in realtà Barbara Guerreschi in Colombo- a ritirare la denuncia penale, senza nessuna garanzia di pagamento -l`accordo stragiudiziale con tanto di documento era di 4.000.000 Euro. Il Michelucci, mi fece arrivare presso lo studio del mio legale una serie infinita di documenti, dove in alcuni erano citati politici che erano a capo delle più alte cariche dello Stato italiano.
Documenti di vario genere. E-mail che partivano da Palazzo Chigi a nome di Valentini Valentini -giocò con l`equivoco in quanto il Capo Segreteria di Palazzo Chigi si chiamava Valentino Valentini lettere diplomatiche di Fondazioni, documenti a nome dei principali politici di Governo dell`epoca.
Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini, Marcello Pera, Roberto Castelli, Stefania Prestigiacomo, l`allora Ministro degli Interni Giuseppe Pisanu.
Michelucci, insieme a altre persone, avrebbe spedito il documento ai politici sopra citati a conferma del protocollo di accordo con me. Secondo me Michelucci era una persona che aveva preso ordini ben precisi, di contattarmi e di farmi ritirare la denuncia penale nei confronti di personaggi montenegrini e non. I suoi soci in affari non sono mai riuscito a capire chi fossero, ma sicuramente il personaggio non era solo, perchè era ben organizzato.
Il pagamento sarebbe dovuto partiti dalla Banca di Roma e trasferiti presso la UBS Bank di Lugano conto MERCUR.
Io, da parte di questa struttura, ho ricevuto, attraverso il Signor Foliero, su incarico del Michelucci, una busta con ceralacca e timbro diplomatico, di questa organizzazione che aveva l`incarico di liquidarmi il contenzioso. Il 4 agosto 2004 denuncio, presso il Tribunale di Roma, Michelucci, Guerreschi e tutti i personaggi che sarebbero venuti fuori dalle indagini. Il 25 di agosto dello stesso anno il procedimento viene trasferito a Milano presso l`ufficio del P.M. Sandro Raimondi. Il Michelucci Mi presenterà Barbara Guerreschi Colombo, Vincenzo Marra, alcune persone che si identificavano come facente parte di Servizi militari. Di solito si presentavano con il solo nome, sicuramente falso, e poi sparivano nel nulla. Vincenzo Marra, mi venne presentato a una festa a Roma nell`anno 2004 da Giuliano Michelucci, il quale mi disse che lui era l`uomo di Marra. In effetti il Marra con lui si comportava come ci si comporta con un `proprio uomo`. Credo che a quel tempo Marra fosse rappresentante di una qual Associazione che raggruppa italo-americani. Conoscerò in Milano presso il Suo ufficio, tale Alvaro Cajarelli che mi viene presentato da Giuliano Michelucci nell`ottobre 2003 . Cajarelli avrebbe uffici anche a Roma in Corso Vittorio Emanuele 152, al civico 154 ci sono gli uffici di una Fondazione, ILICA, fondata da Vincenzo Marra, e allo stesso civico lo studio legale di un Avvocato milanese che è tra i soggetti che mi sono stati presentati da Michelucci, il quale Avvocato milanese è entrato nella mia vicenda, e io ho ripetutamente incontrato Michelucci in un ufficio di Corso Vittorio Emanuele, ad un numero civico che è indicato nei documenti depositati presso la Procura della Repubblica di Milano. Cajarelli mi venne presentato come Console di San Marino in Andorra. Avrò il piacere e forse il dispiacere di conoscere anche il famoso avvocato Pierfrancesco Campana, in quanto nello stesso studio di Chiasso risiedeva fino a poco tempo fa, l`ex mio avvocato/notaio Rinaldo Maderni. Il Campana mi venne presentato dal Sironi nell`anno 2000. L'Avvocato Campana, è persona molto ambigua e Mi risulta essere stato radiato dall'albo degli Avvocati del Cantone del Ticino. Dico ambigua, perchè il Michelucci Mi ha sempre parlato di Campana e Mi ha sempre detto , di essere un uomo al Loro servizio. Fu proprio Lui che alla presenza di Maderni, tentò di intimidirmi facendomi capire che la Mia vicenda interessava la Procura di Torino nell'ambito del processo TELEKOM SERBIA. L'Avvocato Maderni è stato testimone di quell'incontro, che Mi creda fu di uno squallore inaudito. Fu in quell'incontro che capii la vera natura dell'Avvocato Campana e il Mio solo errore, era che non avevo capito che l'Avvocato Maderni ne era complice indiretto. In quella sede, Campana difendeva gli inquisiti e attaccava la Magistratura, e nel momento che io gli dissi che ero dalla parte della Magistratura, si alzò indispettito e finì l'incontro. Chiaramente tutte le fesserie che il Campana disse in quella sede, non si avverarono mai. Era l'ennesima minaccia che Mi veniva fatta, per abbandonare la Mia LECITA e SACROSANTA RICHIESTA nei confronti della Repubblica del Montenegro. Io ho sfidato più volte l'Avvocato Campana ad avere un confronto con il sottoscritto presso Le Istituzioni, ma come al solito quando io invito queste persone, anzi tutte le persone che hanno avuto un ruolo in questa vicenda, ricevo per contro il massimo silenzio. Tutti scappano e tutti si dimenticano di tutto. La vera verità in tutta questa vicenda, è che tutte Le persone che hanno partecipato a questa vicenda in maniera attiva o in maniera occulta, hanno guadagnato soldi e di questo ne sono quasi certo. Questa è la reale ricostruzione di tutti i fatti che sono accaduti a partire dal 1996 fino ad oggi. Io non so come andranno a finire le cose, ma siccome io credo fermamente nella giustizia, sono sicuro che prima o poi la verità verrà a galla e finalmente avrò il piacere di sapere chi ha usufruito dei benefici di tutta questa sporca vicenda e allora solo in quel momento avrò la certezza di chi Mi ha tradito e usato la Mia vita per i Suoi interessi personali. Caro signor Premier Milo Djukanovic, anche se Lei continua a restare nel totale silenzio, io continuo imperterrito a gridare la verità di quello che Mi è successo in quegli anni. Prima o poi, forse qualcuno la farà scendere dal Suo piedistallo e allora forse si deciderà finalmente ad affrontare questa vicenda.
E' imminente il rinvio a giudizio per reati che vanno dall`associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette al riciclaggio di denaro tra Svizzera, Montenegro e Cipro, per 15 persone tutti, o quasi, gli uomini e le donne del Presidente- tra questi Miroslav Ivanisevic, Dusanka Pesic in Jeknic, che nel caso Mattei ha un ruolo centrale, Branko Vujosevic, Vaselin Barovic, Stanko Subotic, e altri. Per l'attuale Premier Montenegrino Milo Djukanovic, la posizione è stata archiviata in quanto lo stesso Djukanovic gode dell'immunità diplomatica.

ORIANO MATTEI

martedì 19 gennaio 2010

ORIANO MATTEI: " Montenegro Connection "



19 Gennaio 2010

Ieri si dovrebbe essere tenuta l'udienza preliminare per esaminare le accuse mosse dalla Procura italiana nei confronti del gruppo dei cittadini montenegrini sospettati di contrabbando di sigarette a partire dal 1994 al 2000. E' certo che se il GIP dovesse confermare Le accuse dei Pubblici Ministeri,forse finalmente si potrà realmente capire cosa è successo in quegli anni e chi era veramente a capo di questa organizzazione criminale.
Ho preso lo stralcio delle dichiarazioni di GERARDO CUOMO, in quanto sono dichiarazioni che tirano in ballo l'attuale Premier Milo Djukanovic, e lo stesso Cuomo fa accuse ben precise e determinate. Insomma, senza mezzi termini, dichiara che Milo Djukanovic percepiva soldi as uso personale, e nello stesso tempo smentisce in maniera totale FRANCO DELLA TORRE, personaggio di primissimo piano nel traffico di sigarette .

STRALCIO VERBALE RESO DA CUOMO GERARDO, ALLE ORE 12.15 DEL 26.07.2001, IN
PARMA, ALLA D.D.A. DI NAPOLI, NELL’AMBITO DEL PROC. PEN. 121094/00-21.
…Omissis…
La S.V. mi invita a fornire indicazioni in ordine al coinvolgimento di autorità governative
montenegrine, attuali e passate, […]
…Omissis…
C.G.:(inizia una nuova deposizione) Nel marzo /maggio 1996 invece di marzo sono andato
diverse volte 2 o 3 volte mi sembra in Montenegro invitato in garagto [n.d.r. potrebbe
trattarsi di Ratko KNEZEVIC (questa parola è incomprensibile)] per fare investimenti nelle
strutture alberghiere di vacanze in quei posti dopo aver guardato attentamente la
situazione interna di questo paese che naturalmente era disastrato avendoci pensato e
avendo con me mio nipote che mi ha fatto anche capire zio stai attento che questo è un
paese in guerra e non è il caso di fare investimenti a livello turistici perché oggi ci sono
domani non ci sono e in quella occasione lui si era anche prodigato per eventualmente ad
avere una licenza o addirittura l'importazione esclusiva per il Montenegro dopodiché io
chiesi a ..inc..ma non è possibile parlare con un politico importante e lui disse non c'è
problema ti porto direttamente da (pronuncia un nome incomprensibile) Duganovic che
è il presidente del Montenegro di cui è anche il mio migliore amico di famiglia da anni
anni e anni proprio intimo perché abitiamo nello stesso paese poi sono amici di famiglia
suo padre e suo padre Milo e Miracto (questi due nomi sono appena comprensibile quindi
si voglia perdonare la quasi sicura errata trascrizione) ha fatto le scuole insieme tutto il
resto e infatti lui prima che Milo doveva partire per la riunione di governo andava nel
palazzo del governo direttamente nell'ufficio di Duganovic (si prega sempre di tollerare
l'eventuale errore di trascrizione di questo nome straniero in quanto il Cuomo non lo
pronuncia in modo chiaro, comunque l’accento bolognese lo rende incomprensibile) che ci
stava aspettando entrammo in ufficio Milo salutò Acto o Aragto (altra parola
incomprensibile) [n.d.r. dovrebbe trattarsi di Ratko KNEZEVIC] baciandolo cordialmente e
poi dopo io mi fece accomodare sempre nello stesso ufficio che era fatto di una scrivania
dove c'era Milo Ducanovic (altra parola incompr.) davanti alla sua scrivania più avanti
c'erano due file attraverso un più stretto corridoi di fronte l'una all'altra ed una sedia in
mezzo dove Milo Ducanovic (altra parola incompr.) ci fece accomodare l'uno di fronte
all'altro e poi Milo venne in mezzo e Milo incominciò a parlare in montenegrino e Ragto o
Aragto traduceva in italiano e disse espressamente le licenze che saranno abilitate a fare
il lavoro per il Montenegro saranno 4 ma chi avrà l'esclusività per il Montenegro e una
sola....
P.M.: (interrompe per porre una domanda) Com'è che nasce l'esigenza di un importazione
nel Montenegro?
C.G.: beh! Diciamo che la licenza d'importazione per il Montenegro era dovuta anche a
quella che è stata per il passato che si era già sviluppato un lavoro attraverso Corrado
Bianco e Ciro Mazzarella con gli scafi direttamente dal Montenegro si portava la merce....
P.M.: (interrompe per porre un nuova domanda) Perché prima da dove si portava la
merce?
C.G.: dall'Albania..e prima dell'Albania veniva dalla Croazia..
P.M.: e che è successo dalla...
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54
C.G.: dall'Albania ha chiuso perchè ha un rapporto diretto con il governo italiano e il
governo italiano ha imposto nel contratto una dicitura che diceva che non poteva più
commerciare sigarette con queste società svizzere che a sua volta vendeva la merce che
veniva introdotta nel territorio italiano.
P.M.: bene..
C.G.: fatto questo accordo con la promessa di scambi con le già da due paesi l'Albania ha
interrotto questo rapporto comunque in Albania ci saran stati circa 180 - 200 mila cartoni
di sigarette che erano di due società svizzere di cui di queste società svizzere ho già
ampiamente fornito al Dott.Scelzi nell'interrogatorio mi sembra del 13 giugno 2001
…Omissis…
P.M.: Ad ogni modo, volendo rispondere alle domande che mi ha posto la S.V. circa il
coinvolgimento dei vertici del governo montenegrino nel contrabbando internazionale di
T.L.E., posso riferire, come ho già detto alla Procura di Bari, che l'apertura dei porti
franchi del Montenegro avvenne dopo la chiusura dei porti albanesi. Fu proprio Corrado
Bianchi ad avere per primo l'accesso in Montenegro e Ciro Mazzarella credette in lui,
riuscendo a mandare degli scafi in Montenegro. Dopo di che la merce che era depositata
in Albania fu trasferita in Montenegro a Bar e Zelenica e Corrado Bianchi ottenne
l'autorizzazione, in un primo momento, di vendere questa merce. Tale autorizzazione la
ottenne da Marcovich, direttore generale della "Zeta Trans" società con sede a Podgorica.
Tali fatti risalgono al 1991/1992, fino a quando non vennero liberati della merce tutti i
magazzini in Albania. Tornando a quanto mi disse Mazzarella sul conto, di Savino Paolo,
egli mi disse che in sostanza il Savino aveva ottenuto la concessione che, viceversa,
sarebbe spettata a lui. Ecco il motivo per il quale il Mazzarella definiva il Savino come un
traditore e mi chiese, sempre nel 1997, se io ero disponibile a dargli 2000 (duemila) casse
di sigarette nel Montenegro. lo gli risposi dicendogli che non ero disponibile e che avrebbe
fatto bene a rivolgersi a Franco Della Torre ciò dissi, in quanto ero consapevole del fatto
che se qualcuno aveva fatto un torto al Mazzarella era proprio Franco Della Torre, il quale
aveva una corsia preferenziale nel rapporti con i vertici del governo montenegrino.
E, invero, allorquando si trattò di prendere contatti con i vertici del governo del
Montenegro per ottenere le licenze di importazione, mi recai personalmente agli inizi del
1996 precisamente febbraio/marzo a Podgorica con il mio amico a nome RATCO [n.d.r.
dovrebbe trattarsi di Ratko KNEZEVIC] presso l'ufficio di Milo DJUGANOVIC, già allora
presidente del Montenegro.
P.M. (rivolgendosi al Cuomo) Lei può fornire delle prove con il passaporto innanzitutto..
C. G.: sì!
P.M.: (riprende la dettatura) esibendo una copia del passaporto....
P.M.: (rivolgendosi al Cuomo) poi siete stati in albergo in quel periodo?
C.G.: sì! Al Grand Hotel .... si chiama così
P.M.(riprende la dettatura) nonché indicarvi l'albergo Grand Hotel di Podgorica il luogo
dove sono stato un paio di giorni ...
P.M.: (termina la dettatura e riprende l'interroqatorio) Lei diceva che praticamente si
stava rendendo conto che piano piano....cosa le disse in occasione di questo incontro
Milo Duganovic alla presenza di Ratco [n.d.r. dovrebbe trattarsi di Ratko KNEZEVIC]?
C.G.: disse che 4 erano le licenze che avrebbero avuto accesso a vendere la merce per il
Montenegro.
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P.M.: (interrompe per chiarire) 4 erano le licenze che sarebbero state concesse...
C.G.: (riprende la sua deposizione) però una di queste era quello che gestiva tutto..
P.M.. (interrompe per chiarire) soltanto uno dei titolari di queste licenze avrebbe gestito
tutto...... e non disse di che si trattava?
C.G.: (riprende la sua deposizione) No! Niente! Dopodichè io lasciato il palazzo del
governo e il giorno dopo sono partito di nuovo per Lugano...
P.M.:(a questo punto il P.M. inizia la dettatura della deposizione di Gerardo Cuomo
seguendo un'analisi del periodo ed una sintassi corretta) un attimo che verbalizzo....
C.G.: va bene...
P.M.: Milo Duganovic alle mie domande mi rispose che 4 sarebbero stati i titolari delle
licenze per l'importazione e che solo uno dei titolari della licenza avrebbe gestito
sostanzialmente tutto l'affare dell'importazione del T.L.E. del Montenegro (il P.M.
interrompe un attimo e rivolgendosi all'appuntato dice: tutto a posto la registrazione) Il
Duganovic mi disse che fra questi quattro ci sarei stato anch'io. Egli non mi riferì il nome
del titolare della licenza che avrebbe gestito tutto l'affare. Faccio presente altresì che il
Duganovich parlava slavo e il mio amico faceva da traduttore in italiano, il mio amico
Racto [n.d.r. dovrebbe trattarsi di Ratko KNEZEVIC] fu colui il quale mi procurò l'incontro
con Milo Duganovic.
P.M. : (riprende l'interrogatorio) allora stavamo dicendo che si stava formando in lei con il
passare delle settimane a seguito di questi contatti il convincimento che dietro Savino ci
fosse il Della Torre perché nel 97 glielo avete riproposto però ( il discorso è
incomprensibile perché il P.M. e il C.G. parlano contemporaneamente).....
C.G.:(riesce a prendere il discorso) Savino aveva la conoscenza delle persone ma non
l'intelligenza di costruire quest'organismo di lavoro...
P.M.: (riprende l'interrogatorio) quindi stavamo dicendo in effetti lei cosa voleva riuscire a
capire Della Torre del proprio .... praticamente finisce il discorso con Ducanovic
arrivederci e se ne torna a Lugano...
C.G. ( riprende il discorso) dove io sono ritornato sempre su invito di Ragto per andare a
Gubba [ n.d.r. si potrebbe trattare della cittadina costiera Budva] per vedere dove lui mi
voleva far fare degli investimenti a cui ricordo mio nipote dice dai zio lasciamo perdere
(parla in leggero dialetto e a bassa voce) guarda che stiamo qua andiamo a visitare le
dogane visto che se domani si apre questo lavoro chi noi degli spedizionieri che devono
fare il trasporto che ci siano effettivamente le dogane le dogane vere no finte allora
andiamo a Serenica [n.d.r. dovrebbe trattarsi della cittadina montenegrina di Zelenika] e
poi da Serenica siamo andati un altra volta a Bar e devo dire che a Serenica ho visto i
magazzini doganali (parla in leggero dialetto e a bassa voce e non si riesce a
comprendere) nei magazzini doganali e di cui sicuramente quella merce era ancora ...
[…Omissis….] dopo di questo fatto che mi sono reso conto che le dogane esistevano qua
e la ho preso l'aereo e me ne sono tornato a Lugano dopo non avevo mai la
comunicazione...
P.M. (interrompe per avere un ulteriore chiarimento).... giustamente lei sulla parola di
Duganovic aspettava ... però ... aspettava
C.G.: (riprende il discorso) ..le dogane ci sono i timbri doganali erano giusti (a questo
punto però il Cuomo inizia parlare di nuovo a bassa voce e in dialetto bolognese e non si
capisce bene quello che dice) il mio problema era di fare un lavoro regolare se non era
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regolare a me non interessava...
P.M.: certo!
C.G.: altrimenti non vedo per quale titolo io alla luce del sole faccio questo commercio poi
vengo fregato perché la dogana è falsa eh! no! Sono andato a vedere con i miei occhi se
esiste o meno e di fatti esisteva sono ritornato perché preoccupato...
P.M.: (interrompe per chiedere) in che periodo? Quanto tempo è passato? Ha fatto
passare 5 - 6 mesi
C.G.: da febbraio
P.M.: da febbraio 4 - 5 mesi
C.G.: ci sono andato a maggio ... inc...poi sono andato sempre su invito di Gracto [n.d.r.
dovrebbe trattarsi di Ratko KNEZEVIC] in luglio sull'isola di Santo Stefano che li c'era Milo
Duganovic che non ho visto gli altri che poi li ho conosciuti dopo...
P.M.: (interrompe per chiarire) tra cui Branko ma non Branko..(viene interrotto dal
Cuomo)
C.G.: allora a questo punto sono andato... ho aspettato ... ho aspettato un bel giorno
decisi prendo su un taxi e mi faccio accompagnare alla Zeta Trans a Podgorica perché
volevo sentire che aria tirava perché non vedevo più Ratco (o Ragto) [n.d.r. dovrebbe
trattarsi di Ratko KNEZEVIC] che aveva delle cose di cui Milo quand'è che si comincia
questa storia allora io ho espresso oggi vado a Podgorica sono andato a Podgorica alla
Zeta Trans ero con questa signora Rosa la quale mi disse l'accompagno io alla M.T.T., e
sono andato alla M.T.T. dove c'era il sig. Branko [n.d.r. si tratta di Branko VUJOSEVIC]
uno con la barba alto come me ben tarchiato e di cui siamo andati anche qualche volta in
diete (parola incompr.) questo mi è sfuggito questo particolare. lo Branko lo conoscevo
già ... iiic ... la sig. Rosa l’abbiamo mandata fuori e siamo rimasti solo io Branko a questo
punto Branko mi dice senta sig. Tony è inutile che lei stia qui a cercare con Ratco ma è
Ratco ma questi sanno tutto come è possibile ... lei che sta qui se ne torni in Svizzera
oggi stesso e fra un paio di giorni prenderà uno svizzero l'accontenterà e gli spiegherà
tutto e solo da quel momento lei potrà incominciare a vendere ai suoi clienti che vuole
portare la merce in Montenegro ... a questo punto...
P.M.: (interrompe per chiarire meglio il concetto) e quindi che disse Branko[n.d.r. Branko
VUJOSEVIC]? ... E' inutile che state qua a perdere tempo tu e l'amico tuo Ragto [n.d.r.
Ratko KNEZEVIC] tornatene in Svizzera perché una persona prenderà contatti con te...
C.G.:ecco...
P.M.: (interrompe nuovamente) prenderà contatti con te per che cosa?
C.G.: per dargli una sub - licenza quella sub licenza che gli aveva parlato Milo
Duganovic perché l'esclusività ce l'ha lui come disse però gli altri l'avevano anche loro
ma l'avevano da questo Franco Della Torre
P.M.: ho capito
C.G.:. infatti dopo due tre giorni io mi sento telefonare e mi sento uno che dice: sono
Franco ho bisogno di vederti ho bisogno di parlarti...
P.M.: dopo quanto?
C.G.: dopo due giorni...
P.M.: che lei aveva fatto rientro a Lugano
C.G.: si
P.M.: sono Franco
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C.G.. Franco..
P.M.: sono Franco hai presente? Si ... si ... ho presente ... ho bisogno di parlarti ci
possiamo vedere? E ci siamo visti davanti alla stazione di Lugano al che...
P.M.: (interrompe) e lei ... voglio dire .... lo conosceva a questo Franco
C.G.: dal telefono non ci sono mica problemi lui lavorava con Corrado Bianchi e con Ciro
Mazzarella lo conoscevo no...
P.M.: dico lei non conosceva questo Franco!?
C.G.: come non lo conoscevo? Lo conoscevo da quando lavorava con Ciro Mazzarella e
Corrado Bianchi era il suo contabile...
P.M.: allora lei lo conosceva?
C.G.: certo..ma non sapevo che poteva essere lui quella persona e quando me la sono
vista di fronte e siamo iniziati a parlare...
P.M.: è quello che stavo dicendo ... quando quello ha detto sono Franco non ha detto di
Della Torre ha detto sono Franco...
C.G.: Franco si ma io lo conoscevo già da prima ..lavorava con Corrado Bianchi ma io lo
conoscevo gia da prima non avevo nulla a che vedere ma ma però io lo sapevo
P.M.: ah! Va bene...va bene ... va bene ... d'accordo...
C.G.: io non posso avere a che fare con Franco ci mancherebbe tant'è vero che lui
quando mi dice che lui era quello che aveva la licenza d'importazione su e giù per il
Montenegro a me son cadute le braccia ho detto ma come? ... si sono io ho avuto questa
possibilità e ho scelto te ho scelto Gilberto se (pronuncia un nome incomprensibile) per
darti queste sub - licenze tu puoi mandarmi la merce quando ne vuoi però devi sapere
che le ditte che comprano da te devono passare da me mi devono mandare la fattura che
c'è la quantità della merce in modo che io la mando giù e mi devono pagare prima...
P.M.: quelli che acquistavano da lei dovevano fare la fattura a chi?
C.G.: a Franco Della Torre
P.M.: e lei non risultava?
C.G.: no! Io non risulto da nessuna parte e Scelzi che dice che risulto io ma non è vero...
Una voce estranea si introduce nel discorso forse è l'avvocato di Cuomo e che dice: C'è
una confusione e non del pagamento della merce, ma del pagamento della tassa... fattura
a Della Torre per il pagamento delta tassa...
P.M.: i famosi 55 dollari
A questo punto si sovrappongono le voci dei tre colloquianti e non si comprende niente..
P.M.: ah!si!si! ci siamo capiti...
C.G.: e tutte le fatture che Franco Della Torre ha fatto alle ditte che han comprato da noi
io ce le ho ... e che se Si ode il battito della tastiera e in sottofondo la voce di Cuomo che
pronuncia dei nomi Basile ... Patrick Leroi etc, ma non si -comprende il significato del
discorso perché le voci sono lontano dal microfono.
[…]
P.M.: Tornai a Lugano ed aspettai alcuni mesi ma non mi giunse alcuna risposta da parte
del governo montenegrino. Mi determinai, pertanto, anche su suggerimento del Ratco
[n.d.r. Ratko KNEZEVIC], a recarmi in Montenegro anche al fine di verificare dove si
trovavano gli uffici di dogana. Fu intorno al mese di luglio che mi recai nuovamente in
Montenegro, a Podgorica, dove chiesi a Ratco di mettermi in contatto con Milo
Djiganovic. Il Ratco mi portò presso la sede della società "Zeta Trans" dove ebbi
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contatto con una certa Signora Rosa, la quale a sua volta, mi mise in contatto con un
certo Branko [n.d.r. Branko VUJOSEVIC] della società "M.T.T.", il quale era quello che
aveva avuto i contatti con Franco della Torre, per la gestione del T.L.E.. Il Branko che non
si identifica con Perovic, ma che è una persona che sono in grado di riconoscere, all'epoca
aveva la barba mi disse che era inutile che io andavo girando per Podgorica per avere
informazioni circa il rilascio della licenza e mi disse di tornarmene a Lugano....
…Omissis…
P.M.: (riprende la dettatura) in quanto di lì a qualche giorno (interrompe e dice
rivolgendosi al Cuomo) mi scusi se la smorzo ogni tanto ma solo per evitare che si faccia
molto tardi per tutti quanti (riprende la dettatura)
C.G.: (interrompe) comunque se vado dove penso di andare no?
P.M.: (risponde al Cuomo) se le cose hanno una certa piega...
[…Omissis…]
P.M.: (Riprende la dettatura) sarei stato contattato da una persona che mi avrebbe riferito
lo stato delle cose. Feci ritorno a Lugano e dopo appena due giorni mi telefonò una
persona a nome Franco la quale mi disse che aveva delle novità e mi diede appuntamento
P.M.: (interrompe la dettatura per chiedere al Cuomo) dove vi incontraste con....
C.G.: al bar di fronte alla stazione che guarda sul lago con Franco della Torre davanti al
parcheggio della stazione...
P.M.: cosa le disse Della Torre
C.G.: disse io sono ... ho l'esclusiva del commercio delle sigarette per il Montenegro
P.M.: cioè l'importazione
C.G.: per l'importazione se tu vuoi vendere e mandare merce per i tuoi clienti in
Montenegro devi passare attraverso me se entri in Montenegro ed io non sono stato
avvisato io ti posso sequestrare la merce.
P.M.: lei si meravigliò moltissimo di questa cosa...
C.G.: ah! Certo ... ma a questo punto capii che effettivamente era lui non c'era ombra di
dubbio e questo discorso era stato già fatto con Manolo e Gilbert allora c'era ancora
Gilbert...
P.M.: (prosegue la dettatura) Ci incontrammo io e il Franco Della Torre al bar di fronte
alla Stazione di Lugano che guarda sul Lago, davanti precisamente al parcheggio della
Stazione.
Il Della Torre mi disse che egli era il titolare in esclusiva della licenza per l'importazione
delle sigarette in Montenegro e che se io pertanto, volevo vendere sigarette e farle
arrivare in Montenegro, mi sarei dovuto rivolgere a lui, altrimenti egli era in condizione di
farmi sequestrare la merce:
P.M.: (interrompe) quindi lei si meravigliò moltissimo..
A questo punto l'avvocato di Gerardo Cuomo interviene per fare una precisazione che e la
seguente: ... Le disse anche che se aveva clienti che acquistavano da lei e volevano
importare nel Montenegro i suoi clienti dovevano rivolgersi a lui...
G.C.: o io dovevo mandare le fatture dei clienti a loro perché lui non voleva dei contatti
direttamente
P.M.: verbalizziamo un attimo anche questo passaggio
C.G.: lui non voleva effettivamente il contatto con la gente diceva mi devi mandare la
fattura d'acquisto dei clienti
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P.M.: (riprende la dettatura del verbale) ... in sostanza egli mi disse che dovevo mandare
la fattura degli acquirenti a lui perché lui facesse l'avviso dell'arrivo dei camion in
Montenegro alla dogana e i miei clienti avrebbero dovuto pagare a lui la tassa di 55/60
dollari a cassa.
Mi meravigliai moltissimo di quanto mi disse il Della Torre , in quanto egli era in
precedenza e aveva sempre fatto il contabile per Corrado Bianchi e per Ciro Mazzarella
(questo nel 1991 e fino al 1993).
Fu così che collegai quanto mi disse il Della Torre a quanto mi aveva detto Milo
Djuganovic; e ciò anche perché il Della Torre mi disse che la stessa cosa l'aveva riferita
a Gilbert Luis (Manolo). Ebbi la conferma di quanto appreso dal Della Torre dagli stessi
Gilbert e Luis.
In buona sostanza si dice negli atti processuali che quattro erano i titolari delle licenze di
importazione del T.L.E. in Montenegro, ma ciò non risponde a vero, in quanto l'unico
titolare era Franco Della Torre e noi altri (io, Gilbert e Luis) eravamo titolari di sub licenze.
[…omissis…] P.M.: ma voglio dire lei stava spiegando ... le ho fatto una domanda ben
precisa sul coinvolgimento negli affari illeciti di rilevanza penale dei vertici del governo
Montenegrino cerchiamo un attimo di chiarire...
C.G.: i trenta dollari che rimangono fuori..
P.M.:ma che cosa consisteva e che cosa ci guadagnava voglio dire ad avere quest'unico
interlocutore gli esponenti del governo Montenegrino ... cioè in che cosa consisteva.....
C.G.: sessanta giorni i trenta dollari a cartone vanno alla Zeta Trans che gestisce i
magazzini doganali
P.M.: (chiede al Cuomo di essere meno dispersivo) e questo non ... può parlarmi in
maniera più sostanziale?
C.G.: i magazzini doganali sono della Zeta Trans e la Zeta Trans è una società
montenegrina di proprietà del governo perciò quei trenta dollari che percepiva il governo
li inseriva come introiti che poi servivano anche al pagamento della pensione di tutti i
cittadini del governo Montenegrino...no del governo ma dei cittadini del Montenegro con
quei trenta dollari perché trenta dollari...
P.M.:(interrompe) ecco questa è la parte ufficiale che andava...
C.G.: i trenta dollari su centomila casse le dobbiamo garantire per il mercato italiano ci
sono per 60 mila casse che sono (nome incomprensibile) e le Winston e sono altre 30
dollari e diventano 100 più 60 = 160 cartoni su 30.000 dollari 160 mila cartoni 6 per 6
sono 36 e 6 per 1 = 6 e 3 sono 9 quanto fanno? 9 milioni e 600
P.M.: no voglio capire meglio questo fatto qua...
C.G.: poi ci sono gli altri 30 dollari che vanno divisi per tutti quelli altri che non sono fuori
che non vanno diciamo nell'incasso del governo....
P.M.: (cerca di riepilogare la situazione) noi abbiamo detto che la Zeta Trans che è una
società montenegrina di proprietà del governo...
C.G.: si...
P.M.: è la società titolare dei magazzini doganali entro i quali vengono depositati viene
depositata la merce...
C.G.: percepisce 30 dollari
P.M.: a cassa
C.G.: che incassa la Zeta Trans per conto del governo che però vanno sempre nelle casse
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del governo...
P.M.: va bene però noi abbiamo detto che Della Torre ha riferito che doveva pagare dai
55 ai 60 dollari a cassa...
P.M..allora c'è una differenza di circa 30 dollari ... altri 30 dollari
C.G.: che vanno divisi tra gli altri 4 - 5 - 7 soci
P.M.: questo dobbiamo dire ... questo chi glielo ha detto?
C.G.: e scusi la MTT è una ditta esterna che cosa viene a fare la MTT se c'è la Zeta
Trans...
P.M.: ma Iei non glielo ha detto a Della Torre scusami io i 30 dollari...
C.G.: no ma a me non interessa questo perché lui chiede questo se vuoi lavorare lavori se
non lo vuoi lascia perdere
P.M d'accordo ma lei come fa sapere che 30 dollari a cassa andavano a...
C.G.: lo so con certezza perché 30 dollari sono sempre stati quelli che ha percepito la
Zeta Trans fin quando ha cominciata a lavorare in Montenegro....prima erano 12 dollari
scusi poi sono arrivati fino a 30 dollari ...
P.M.: e gli altri 30 dollari?
C.G.: e gli altri 30 dollari li ha suddivisi quelle persone come la MTT di Branko e un altro
suo socio che era dentro la MTT per questo Branko che allora era il ministro della finanza
per il Montenegro per Milo Duganovic perché se Milo Duganovic sapeva questo
sicuramente aveva una partecipazione anche lui degli introiti di questi capitali che
entravano...
P.M.: ma questa è una deduzione alla quale arriva lei
C.G.:non è una deduzione perché come fa lei a sapere questo e a dirlo a me davanti a
Ratco che me lo diceva sarete quattro e sapete anche quelli che erano i soldi che si
incassava ha capito? Guardi scusi se fossi solamente stato la Zeta Trans percepisce i
trenta dollari che sono l'incasso che il governo mette in contabilità diciamo che la parola
giusta è contabilità mentre gli altri 30 dollari in più non vanno più in contabilità del
governo mi sono spiegato? Infatti i 30 dollari che mi son presi io Franco Della Torre li fa
entrare tutti alla Zeta Trans ... perché quando Franco Della Torre diceva guarda adesso
devi pagare un milione di dollari allora fai adesso ti mando la fattura fai entrare tutto alla
Zeta Trans allora io al miei clienti dicevo fai la fattura intestata alla Zeta Trans e fai il
pagamento direttamente a questi due della Zeta Trans ... quelli erano gli introiti che
andavano direttamente al governo mentre le altre che erano in giù vanno suddivise per le
stesse persone che gestivano questo lavoro e c'era questo Branko della MTT, il suo socio
dentro la MTT, un'altra persona su Belgrado perché la dogana non sono del Montenegro...
P.M.: quest'altra persona...
C.G.: non lo so questo chi sia ma sicuramente..
P.M.: Un funzionario dello stato ... una persona...
C.G.: un funzionario dello stato ... perché altrimenti non poteva lavorare perché se il
Belgrado dice la merce dalla dogana non esce lei non esce Montenegro può sbattere i
piedi per terra ma la merce non esce perché chi comanda sono i militari e non il governo
del Montenegro lei deve sapere che i militari è una cosa la polizia e un'altra i militari
vengono comandati da Belgrado se Belgrado decide: militari bloccate tutto non c'è niente
da fare lei non muove nemmeno un cartone come è già successo e le dogane sono del
Belgrado perciò per avere tutta questa convivenza ci deve essere per forza qualcuno di
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Belgrado non sono le dogane del Montenegro ma sono le dogane di Belgrado la dogana
centrale è di Belgrado....
(a questo punto il P.M. inizia la dettatura della deposizione di Gerardo Cuomo seguendo
un'analisi del periodo ed una sintassi più corretta
Il coinvolgimento dei vertici del governo montenegrino si ricava dai seguenti elementi di
fatto. Forse come alla S.V. già noto in Montenegro vi è una società del governo che si
chiama Zeta Trans la quale gestisce tutto il movimento relativo alla importazione del
T.L.E. in quello Stato. A tale società devono essere versati 30 dollari a cassa per far
passare la merce alla dogana. Questi 30 dollari vanno a finire nelle casse del governo
montenegrino.
Come mi chiede giustamente la S.V. rimane una differenza di altri 30 dollari secondo
quanto indicatomi dal Della Torre ed io vi rispondo che anche questi altri 30 dollari a
cassa finivano nelle tasche di vari esponenti politici del governo montenegrino, una parte
sicuramente ad un funzionario dello Stato di Belgrado un'altra parte Branko ed al socio
della MTT. una terza parte presumo a Duganovic in quanto altrimenti non si -
spiegherebbe per quale motivo, allorquando mi recai da lui nel febbraio marzo 96 egli
ebbe a dirmi che c'era un unico esclusivo titolare di licenza per l'importazione e che gli
altri avrebbero avuto una sub concessione. Del resto non si spiega per quale motivo fu
proprio Franco della Torre ad invitarmi al bar per comunicarmi questa circostanza.
Del resto non può trovare una valida spiegazione alternativa dei fatti la circostanza che io,
ogni qualvolta mi mettevo in contatto con il tal Branko della MTT che si faceva chiamare
Philip dopo pochi minuti venivo raggiunto telefonicamente da Franco Della Torre il quale
mi riferiva tutto quanto avevo detto poco prima al predetto Branko.
Del resto lo stesso Franco Della Torre mi disse che non avrei dovuto più telefonare al
Branko e che da quel momento non mi sarei dovuto mettere in contatto con lui.
…Omissis…
(all. n. 16)

ORIANO MATTEI

domenica 10 gennaio 2010

ORIANO MATTEI: SIAMO TUTTI EXTRA COMUNITARI



11 Gennaio 2010

Dopo quanto è successo in questi giorni in una cittadina della Calabria e precisamente in Rosarno, oggi più che mai mi è tornata in mente una lettera che Mi scrisse tempo fa un grande amico e un grande giornalista di nome “ MICHELE ALTAMURA”. Quella lettera, descrive la Sua situazione e la Sua presenza in terra straniera, ed anche se lo stato sociale di Michele Altamura non è certo lo stato sociale di quei poveri disgraziati che hanno il solo torto, di essere fuggiti dai Loro paesi per fame e disperazione, quello che scrive Michele Altamura, si potrebbe collocare in tutti i paesi dove sono presenti extra comunitati .
Vi voglio riproporre quanto scrisse Michele Altamura a Me e vorrei che chi legge questo articolo, riflettesse molto attentamente, perchè nelle parole di Michele Altamura, si capisce da che parte sta il male e chi comanda il male nel mondo.

Caro Oriano,

ho deciso di scriverti pubblicamente perchè non voglio, nella maniera più assoluta, che sorgano dubbi in questa vicenda così delicata, complessa, perchè si gioca su un terreno in cui non hai amici. Molti accusano la Etleboro senza conoscere tante cose, fanno la voce grossa perchè copiano da Internet come pappagalli, mentre in realtà di nascosto vengono manipolati per disinformare e creare confusione tra le persone. Tutti e due, caro Oriano, sappiamo bene che ciò di cui abbiamo parlato e che tu hai apertamente denunciato è vero, e chi doveva capire ha ricevuto pienamente il messaggio. Questo è quanto basta perchè la massa degli "utenti" non potranno mai capire il filo sottile che unisce il crimine alla giustizia, e solo chi ha subito un torto ingiusto, può capire me o te.
Il mio silenzio non vuol dire "tacere" , ma vi sono dei limiti che sono la forza di questo sistema, che garantisce il perpetuarsi dell'ingiustizia.
La guerra nei balcani è una guerra ingiusta , ed io che ho vissuto in tutti questi anni tra questi popoli, oggi mi sento ormai parte di questa gente. Dico "parte" perchè io non sarò mai accettato a tutti gli effetti, proprio come un "extracomunitario" non potrà mai essere accettato in Occidente. Parlano di integrazione, di riforme, ma chi emigra dall'est lava tutti i giorni i piatti e continuerà a farlo come uno schiavo.
Belgrado, Tirana, Pristina, Skopje, Zagabria, sono tutte uguali, unite dallo stesso destino da cui non si va altro. Grandi interessi geopolitici, terre calpestate per il benessere occidentale, per le lobbies : è questo ciò che puoi vedere nei balcani, mentre noi per un pezzo di pane ci ammazziamo tra fratelli. Questi popoli non sono più se stessi, hanno capito che hanno perso tutto, ma non lo diranno mai, a causa di quell'orgoglio che , alla fine, è l'unica cosa che hanno ancora; vi è un limite oltre al quale non si può andare.
Io sono sempre un ospite in questa terra, e lo sarò sempre, sono un giornalista. Quelli come me alla gente non interessano, perchè non rappresento un numero, un bacino di masse e di utenti da controllare e manipolare, bensì una piccola cerchi di individui che lotta e lavora ogni giorno: siamo irriducibili, e allo stesso tempo non siamo nessuno.
La Etleboro è finanziata dalle imprese, che giorno dopo giorno si associano non ad un'organizzazione, un'idea o un partito, ma ad un nuovo sistema di associazionismo che dà loro forza e indipendenza allo stesso tempo. Tutti coloro che all'inizio erano titubanti, oggi ci aiutano e sono accanto a noi perchè hanno capito che non è la massa che può proteggerli , ma è l'intelligenza e la scienza che darà loro una soluzione. Con noi ci sono ex criminali, pentiti, falliti e truffati. Etleboro è tutto questo, e lo dico con orgoglio e a testa alta, perchè chi ieri veniva arrestato e messo ai margini della società, in parte aveva capito la grande truffa della nostra società, e ha cercato di ribellarsi in un certo senso. La gente, la massa li addita e li emargina, ma nessuno ha mai ascoltato la loro verità, che, come tutte le bibbie, ha qualcosa da insegnare.

Caro Oriano, la Etleboro ha pubblicato tutti i tuoi documenti, insieme con le tue interviste, io personalmente mi sono esposto in una terra pericolosa e controversa come quella dei Balcani per portare la tua verità all'attenzione dell'opinione pubblica e dei governi. Tuttavia, pochi riescono a capire il significato profondo di tale documentazione, e chi capisce manipola, gioca tra il ricatto e la voglia di giustizia, viaggiando su di un filo sottile e pericoloso.
Se alcolti i montenegrini, diranno che lo hanno fatto per la loro indipendenza, se ascolti i serbi, diranno che lo hanno fatto perchè dovevano difendersi, se ascolti gli italiani diranno che hanno salvaguardato gli interessi nazionali, mentre se ascolti i bancari diranno che hanno salvato l'occidente dall'avanzata dei musulmani e dal rischio di islamizzazione, se ascolti i contrabbandieri di Brindisi diranno che cercano di salvaguardare la loro sopravvivenza perchè esiste disoccupazione.
Siamo tutti intrappolati in una grande ragnatela in cui il ragno aspetta la sua preda per poi mostrarla al mondo intero e darlo in pasto alla gente, che deve essere sempre occupata e distratta. La massa deve essere messa in pericolo, per poi costringerla ad accettare scelte difficili per giustificare il loro benessere, e placare le lo coscienze con le campagne umanitarie per salvare i bambini. Nessuno però spiegherà alla massa che per portare il gas nelle loro case e la benzina nelle loro auto, gli eserciti della pace hanno bombardato intere nazioni con uranio impoverito e bombe intelligenti.
Tutti i nuovi rivoluzionari, che da internet organizzano manifestazioni e campagne elettorali, sono i nuovi politici e la rete è divenuta la nuova piazza, quella cui partiranno i nuovi comizi. Diverranno i nuovi luoghi comuni, in cui le persone si riuniranno per vivere di leggende e di fatti contorti senza mai affrontare i veri problemi. Tutto questo non altro che cinema, un imbroglio, lo sappiamo benissimo, ma continuiamo a chiedere giustizia, a volore un colpevole, perchè non crediamo in Dio e forse non abbiamo mai avuto fede.
Io non faccio parte di questa piramide e del ragno che vuole manipolarci, e per tale motivo chiedo a tutti, e anche a te, di unirci alla tela per fondare insieme un diverso sistema di informazione, e dare a tutti la verità che sempre cercano. Chi deve sapere, ormai sa, ha letto tutti i documenti e ha capito che ha perso credibilità dinanzi ai poteri forti. Questo ci basta perchè oltre non si può andare, e non ci è permesso fare un passo in più.
In questi lunghi anni ho capito che dopo la lotta alla disinformazione, c'è la manipolazione della controinformazione, perchè chi è al vertice della piramide lascia che tutto questo accada, sa che nulla è invano e che alla fine le strade e le piazze si costruiranno sempre per riempirle di gente. Le rivoluzioni sono fatte per essere combattute dalla massa, per servire un potere molto più grande del popolo stesso, che agisce in maniera invisibile. Oggi noi siamo piccoli, e affrontiamo titanici nemici con armi sottili, perchè non possiamo combattere con i loro strumenti che riescono a trovare un nemico e un alibi, prim'ancora di commettere un crimine. Tutte le armi di cui gli uomini e la società possono servirsi per colpire il sistema sono state ben collaudate e studiate in modo tale che non possono scalfire l'intera struttura, ma solo deviare le masse dal vero obliettivo. In realtà, solo rimanendo piccoli è possibile minare la stabilità del sistema, considerando che oggi solo i piccoli partiti riescono in qualche modo a raggiungere dei piccoli compromessi con il grande potere.
Intorno alla Etleboro presto confluirà la massa, che rischia anch'essa di essere manipolata se non ha alla base un sistema che garantisce la loro indipendenza : a quel punto tutti noi dovremo accettare il compromesso dettato dal sistema piramidale. Solo riunendoci tutti intorno alla Tela, potremo espanderci e raggiungere in maniera capillare il cuore dell'economia, senza creare centri di potere al nostro interno dai quali potranno manipolarci.
Intorno alla Etleboro presto confluirà la massa, che rischia anch'essa di essere manipolata se non ha alla base un sistema che garantisce la loro indipendenza : a quel punto tutti noi dovremo accettare il compromesso dettato dal sistema piramidale. Solo riunendoci tutti intorno alla Tela, potremo espanderci e raggiungere in maniera capillare il cuore dell'economia, senza creare centri poteri al nostro interno dai quali potranno manipolarci.

ORIANO MATTEI

sabato 2 gennaio 2010

ORIANO MATTEI : Il Patrimonio segreto della famiglia Djukanovic




Montenegro, il patrimonio segreto di Djukanovic
Un rapporto svela la ricchezza del premier del Montenegro
Podgorica (Montenegro) - Alla pubblicazione del report dell'International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) sulla ricchezza del patrimonio dei Milo Djukanovic (nella foto), il premier del Montenegro ha affermato che in questo documento "pubblicato dai media" non esiste "nulla di scientifico ma solo storie fantasiose sulle sigarette e l'arricchimento illecito". Tuttavia, vi sono molte domande a cui bisogna dare una risposta, come il famoso caso Mattei è rimasto irrisolto.

Dopo aver nominato Igor Luksic come suo diretto successore alla guida del partito socialdemocratico e dello stesso governo del Montenegro, Djukanovic potrebbe lasciare la vita politica per ritirarsi a vita privata. Queste sono solo delle indiscrezioni, alimentate dallo stesso Djukanovic che ha espresso la sua intenzione di guidare il paese fuori dalla crisi economica, per poi lasciare l'esecutivo nel 2011. Tuttavia, è poco probabile che Djukanovic lascerà il Montenegro, essendo diventato un'impresa che ha contribuito a creare, a meno che altri non voglia il contrario.

Non vi sono dubbi che Djukanovic è diventato un personaggio scomodo, un uomo che ha stretto patti con tutti ed ogni volta è riuscito ad uscirne cadendo in piedi, a cominciare dalla sua ascesa politica, alle recenti disavventure "economiche" derivanti da errate manovre di privatizzazione e di investimento: in un modo o nell'altro si è riusciti a salvare sia la Prva Banka che la Kombinat Aluminijuma (KAP). È certo, comunque, che il premier Djukanovic ha raccolto sulla sua strada numerosi nemici, che ora cercano di "destituire il trono" del Montenegro, ovviamente per far spazi ad altri.

Stando al rapporto del l'International Consortium of Investigative Journalists, Milo Djukanovic avrebbe un reddito di 15 milioni di dollari, il fratello Aco Djukanovic, ha un patrimonio dal valore di 167 milioni, mentre sua sorella Ana Djukanovic di circa 3,5 milioni. Rivelando delle informazioni finora sconosciute, il rapporto fa una rassegna sulle dimensioni e sulla portata del potere finanziario dei Djukanovic creato nel corso degli ultimi 18 anni in Montenegro, in particolare sulle proprietà possedute, dalla Prva Banka a svariate agenzie di investimento ed immobiliari. Allo stesso tempo, parte della relazione riporta alcuni dettagli sulle accuse di contrabbando di sigarette mosse dal Tribunale di Bari, allegando i dati della relazione della Dia ed altri procedimenti giudiziari a Zurigo, che lo vedono implicato nella criminalità organizzata balcanica ed italiana, e con le stesse banche in Svizzera. Spiega inoltre che, da più di un decennio, dall'inizio degli anni '90, tutti i redditi del contrabbando di sigarette sotto l'egida della camorra e della Sacra corona unita, grazie anche alla sua intermediazione, sono stati riciclati attraverso il mercato finanziario svizzero, per una somma di oltre un miliardo di dollari.

Dopo 15 anni di indagini effettuate da più procure, il Tribunale di Bari è in procinto di archiviare le accuse contro il premier montenegrino perché protetto da immunità diplomatica. Si tratta però dello stesso Djukanovic che era stato definito dal procuratore Scelsi nel 2001 come il capo della cupola mafiosa finanziaria. L'uomo definito dall'allora ministro della Giustizia Ottaviano Del Turco come il "garante della mafia internazionale", ed oggi dopo inchieste, rogatorie, indagini, le accuse vanno archiviate in virtù del ruolo istituzionale che ora ricopre. D'altronde, Djukanovic è passato indenne attraverso innumerevoli dichiarazioni di pentiti i quali lo hanno tutti indicato quale referente e forse il vero padrone di molteplici traffici illeciti e di essere il vero e unico collante e garante fra politica, finanza e criminalità organizzata. Prove reali nei confronti di Djukanovic, tuttavia, non ne sono mai emerse.

Tuttavia, ciò che ancora oggi sembra alquanto strano, è il fatto che il famoso caso Mattei è rimasto irrisolto, senza ricevere mai nessuna smentita e nessuna querela per i documenti pubblicati. Documenti che comprovavano operazioni commerciali e finanziarie effettuate negli anni 1996/97 e cioè in piene sanzioni finanziarie per la federazione della Jugoslavia. Ad essi si aggiungono la sentenza ufficiale emessa dal Tribunale civile di Zurigo, sentenza che condannava e condanna l'allora Repubblica del Montenegro insieme all'allora Podgoricka Banka attuale Gruppo Société Generale (n. U/EQ990238 28 august 2000 Bezirksgericht Zurich Podgoricka Banka). Questa sentenza conferma che effettivamente nell'anno 1996 la Repubblica del Montenegro riceveva finanziamenti per circa un miliardo di dollari americani e che questi fondi, sarebbero serviti per realizzare opere sociali e urbanistiche in Montenegro. Progetti che, tuttavia non sono stati mai prodotti a conferma del loro utilizzo per lo scopo che era stato formulato.

Alla pubblicazione del report Djukanovic ha affermato che in questo documento "pubblicato dai media" non esiste "nulla di scientifico ma solo storie fantasiose sulle sigarette e l'arricchimento illecito". "Questa è solo una di una lunga serie di menzogne sullo stesso argomento contro la mia persona e i membri della mia famiglia", replica Djukanovic, affermando che "l'ultima bugia" è giunta da questo " Centro per il giornalismo investigativo", che dice di trovarsi negli Stati Uniti, ma i suoi "effettivi autori", tuttavia, non si trovano sulla costa atlantica. "Questi sono ricercatori 'locali' e 'regionali' che già all'inizio del testo cita come argomento cruciale delle dichiarazioni di membri delle ong locali, dei partiti di opposizione e giornalisti che cercando di dire che 'la mia ricchezza è aumentato enormemente'", ha detto ancora Djukanovic, che difende l'operato del suo Governo perché ispirato da una "ideologia" o da "interessi di pochi". "Sono consapevole del fatto che io, gestendo con successo la politica o le imprese private, sono spesso bersaglio di critiche", continua nella sua replica pubblicata sul sito del governo del Montenegro. Salvo dunque il diritto di replica per Djukanovic, non si può non constatare che la pubblicazione del report non è del tutto una coincidenza, in quanto sono numerosi gli elementi che ricorrono, e che conducono ad un passato problematico e duro da scontare, sul quale Podgorica non ha mai risposto.