yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: luglio 2010

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venerdì 30 luglio 2010

Oriano Mattei : NUOVA CORONA DI SPINE PER LELE MORA: Diciassette milioni di euro evasi e un archivio fotografico mai ritrovato -




Milano 30 Luglio 2010

Davide Carlucci per "la Repubblica"

Diciassette milioni di euro evasi e un archivio fotografico mai ritrovato. Intorno a questi due aspetti ruota l´indagine che si è chiusa ieri dei pm milanesi Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci a Fabrizio Corona nei confronti di Lele Mora e di altri sei indagati.
E il mancato ritrovamento del "tesoro" del re dei paparazzi riporta a un altro filone d´indagine, quello tuttora in corso - ribattezzato "vallettopoli bis" - del pm Frank Di Maio: una delle ipotesi investigative, infatti, è che Corona sia riuscito a nascondere le immagini con i quali aveva realizzato i suoi fotoricatti facendo in modo che continuino a circolare nel mercato del gossip, dove possono essere utilizzate per nuovi ricatti nei confronti di vittime che hanno già pagato per ritirare le immagini più compromettenti.
Nell´avviso di conclusione delle indagini notificato ieri dalla Guardia di finanza si legge infatti che Corona avrebbe distratto «la somma di 274.800 euro relativa al pagamento di una fattura emessa nel mese di maggio del 2008 dalla Fenice srl - la nuova società costituita dopo il fallimento della Corona´s, ndr - con la casuale "vendita nostro archivio fotografico" ovvero l´archivio fotografico, così valorizzato, che non è stato comunque consegnato al curatore né rinvenuto in luoghi di pertinenza della società fallita».
Al pm Di Maio, invece, era stato il fotografo Fabrizio Pensa a parlare, in un verbale, di un archivio scomparso: «Sfuggirono alla perquisizione una serie di dischetti contenenti file di servizi fotografici ritirati dal mercato perché pubblicati direttamente dall´interessato ritratto in foto, nonché una scatola di cartone con dentro tutto il cartaceo dei servizi ritirati». Pensa tirò in ballo l´imprenditore Massimiliano Fullin, titolare di una società di scommesse on line: «Si vantò di conoscere l´archivio segreto di Fullin», disse al magistrato.
Per Giuseppe Lucibello, l´avvocato difensore di Corona, è tutto un equivoco: «L´archivio è sempre stato messo a disposizione della procura». Lucibello, forte anche della sentenza di assoluzione di Corona dal tribunale di Potenza (a Milano, invece, il manager è stato condannato a tre anni e otto mesi), conta di riuscire a dimostrare l´innocenza del suo assistito dal reato di evasione fiscale e bancarotta che gli viene contestata nell´avviso notificato ieri.
Nell´ambito del fallimento della sua società, secondo i pm Fusco e Carducci, sarebbero stati distratti sei milioni di euro. Nel maggio 2009 i magistrati avevano chiesto una rogatoria alla magistratura di San Marino che aveva portato al sequestro di oltre un milione di euro riconducibili a Corona. Da allora la procura della repubblica del Titano ha aperto un fascicolo per riciclaggio, che vede coinvolte quattro persone.
Nell´indagine milanese, invece, s´ipotizza «un vasto e diffuso sistema di emissione di fatture false per operazioni inesistenti da parte di varie società riconducibili a un imprenditore genovese», Marcello Silvestri: con le sue società, come la Metropolis Models and Actor Management, avrebbe puntato a entrare nel giro di Mora e Corona. Mora, invece, si sarebbe avvalso, nelle sue dichiarazioni dei redditi tra il 2005 e il 2007, di fatture emesse per operazioni inesistenti, per un totale di oltre 4 milioni di euro.

2 - LELE MORA «ALLORA CHIUDETELI TUTTI»
Michele Focarete per "il Corriere della Sera"

Sembra di essere tornati a Vallettopoli. «E' acqua passata, i giudici mi hanno ritenuto estraneo ad ogni fatto e prosciolto. Eppure in questi giorni sono di nuovo sbattuto su tutti i giornali. In quattro anni ne ho subite fin troppe». Lele Mora parla pacatamente, dietro la grande scrivania del suo studio, sulla quale svetta un busto di Mussolini: «Ma non sono un fascista», dice. «Sono solo un mussoliniano convinto».
L'Hollywood? «Ogni domenica sera, per 10 anni. Avevo il mio privé e il mio trono sempre più grande. Ero un imperatore. Gente che veniva per me, per una stretta di mano, una foto. Entravo all'una e uscivo alle 2.30 per andare a dormire. Ma non voglio apparire un moralista. Dico che di droga non ne ho vista, anche se c'era. Se però hanno chiuso l'Hollywood per questo motivo, allora bisognerebbe mettere i sigilli a tutti i locali notturni del mondo».
E ritorna a Vallettopoli: «Distrutti 30 anni di lavoro. Ero l'uomo più potente della tv. All'improvviso mi sono sentito emarginato. Per due anni non ho potuto entrare in Rai. Gli stilisti dai quali mi servivo mi hanno persino tolto il 30 per cento di sconto che mi facevano sui vestiti. Tutti i contratti stralciati.
In questa disgrazia però ho potuto capire chi erano le persone degne della mia amicizia: Sabrina Ferilli, Aida Yespica, Alda D'Eusanio, Elenoire Casalegno, Mara Venier, Christian De Sica». Allora niente coca? «Ad ogni festa ci sono belle donne e divertimento. Oggi per drogarsi ci vuole poco. Basta andare in via Padova o in viale Monza e la cocaina ti viene offerta a 10 euro».


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : DOCUMENTI STORICI - IL TESTO INTEGRALE DEL GRAN CONSIGLIO DEL 29 LUGLIO CHE CACCIò IL FINI TRADITOR (MANCA SOLO L’AMBULANZA).....




Milano 30 Luglio 2010

Ecco il testo approvato dall'Ufficio di Presidenza del Pdl. Si tratta di un documento di sei pagine, votato da trentatrè componenti, ad eccezione dei tre esponenti finiani (Urso, Ronchi e Viespoli).

"L'Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. L'azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano ciascuno nella propria sfera, la risposta più efficace alla crisi del Paese. Il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica più grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti più dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall'altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici. Con la nascita del Pdl, dall'altra parte, la vita politica italiana ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione e il bipolarismo. Occorre aggiungere che, in questi anni, gli elettori hanno sostenuto e premiato sia l'azione del governo che la nuova realtà politica rappresentata dal Pdl".
"Immediatamente dopo il nostro congresso fondativo, tuttavia, e soprattutto dopo le elezioni regionali, sono intervenute delle novità che hanno mutato profondamente la situazione, al punto da richiedere oggi una decisione risolutiva. Invece di interpretare correttamente la chiara volontà degli elettori, nella vita politica italiana hanno ripreso vigore mai spente velleità di dare una spallata al governo in carica attraverso l'uso politico della giustizia e sulla base di una campagna mediatica e scandalistica, indirizzata contro il governo e il nostro partito, che non ha precedenti nella storia di un Paese democratico. L'opposizione, purtroppo, non ha cambiato atteggiamento rispetto al passato, preferendo cavalcare l'uso politico delle inchieste giudiziarie e le speculazioni della stampa piuttosto che condurre un'opposizione costruttiva con uno spirito riformista".
"Ciò che non era prevedibile è il ruolo politico assunto dall'attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l'On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. Non si tratta beninteso di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilità che non è mai stata minimamente limitata o resa impossibile. Al contrario, il Pdl si è contraddistinto dal momento in cui è stato fondato per l'ampia discussione che si è svolta all'interno degli organismi democraticamente eletti".
"Le posizioni dell'On. Fini si sono manifestate sempre di più, non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori.e votato dalle Camere, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio.
In particolare, l'On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori".
"Sulla legge elettorale, vi è stata una apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centro-destra e dallo stesso Fini. Persino il tema della legalità per il quale è innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalità di ogni tipo e di riduzione dell'immigrazione clandestina, è stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. Il PdL proseguirà con decisione nell'opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche".
"Le cronache giornalistiche degli ultimi mesi testimoniano d'altronde meglio di ogni esempio la distanza crescente tra le posizioni del PDL, quelle dell'0n. Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno seriamente lavorato per riportare il tutto nell'alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica. Tutto ciò è tanto più grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall'On. Fini, un ruolo che è sempre stato ispirato nella storia della nostra Repubblica ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica.
Mai prima d'ora è avvenuto che il presidente della Camera assumesse un ruolo politico così pronunciato perfino nella polemica di partito e nell'attualità contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialità istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarietà con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre. L'unico breve periodo in cui Fini ha "rivendicato"nei fatti un ruolo superpartes è stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del PDL".
"I nostri elettori non tollerano più che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente , spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di più da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia.
Non sono più disposti ad accettare una forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando già l'esistenza sul territorio e in Parlamento di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al PDL.
I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica, per la quale è nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori, sulla scelta di un chiaro e definito programma di governo, su una compatta maggioranza di governo e sull'indicazione di un Presidente del Consiglio, in una logica di alternanza fra schieramenti alternativi".
"Questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo che, ripetiamo, nulla ha a che vedere con un dissenso che legittimamente può essere esercitato all'interno del partito, ha già creato gravi conseguenze sull'orientamento dell'opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre più sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Pdl e per costruire un nuovo movimento politico unitario di tutti coloro che non si riconoscono in questa sinistra.
La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri compagni di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare alle Procure della Repubblica, agli organi di stampa e ai nostri avversari politici i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, è incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà".
"Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Libertà quando ci si riconosce nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità. Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalità e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un "patto criminale" con quella mafia che mai come in questi due anni è stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identità.
Per queste ragioni questo ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà".
"Di conseguenza viene meno anche la fiducia del PdL nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni. L'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha inoltre condiviso la decisione del Comitato di Coordinamento di deferire ai Probiviri gli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio".


ORIANO MATTEI

giovedì 29 luglio 2010

Oriano Mattei : Vi ricordate di Angelo Balducci? Guardate dove sconta gli arresti domiciliari? Solita Italietta




Milano 29 Luglio 2010

TUTTE LE FOTO SONO TRATTE DAL SITO L'ESPRESSO

Gianluca Di Feo per "l'Espresso"

Ci sono privilegi che sembrano resistere a tutto, come se fossero indistruttibili. E finora non si era mai visto un detenuto che si gode il corpo del reato. Non un recluso qualsiasi, ma Angelo Balducci: l'uomo accusato di avere creato e diretto la cricca che per un decennio ha pilotato tutti i grandi appalti d'Italia, dal Giubileo al G8. Quelle che vedete qui sono le foto degli arresti domiciliari di Balducci. Il tribunale di Roma lo ha scarcerato il 12 luglio, concedendogli di restare in custodia cautelare nella sua dimora di Montepulciano.
Lì l'ingegnere sessantaduenne trascorre le giornate tra tuffi in piscina, relax all'ombra, ginnastica nei viali e bagni di sole. Ma soprattutto, caso unico nella storia giudiziaria italiana, se la spassa grazie a quello che i magistrati ritengono sia frutto della corruzione.
Nel mandato di cattura a Balducci vengono contestati proprio i lavori di quella villa: ottenuti senza pagarli dal costruttore che lui aveva reso ricco con i contratti delle grandi opere e della Protezione civile. Per i giudici quella terrazza in cui si abbronza e altre sale della tenuta toscana sono in realtà tangenti, strumenti di corruzione elargiti da Diego Anemone per foraggiare il potente protettore che lo colmava di appalti.
Di quella dimora Anemone curava ogni aspetto e risolveva qualunque problema. L'aveva in parte ristrutturata; pagava lo stipendio della coppia di custodi romeni; aveva speso 28 mila euro per uno dei macchinari del parco, aveva regalato parecchi mobili; si occupava persino di riparare l'ormai celebre sciacquone che tormentava la signora Balducci: "Perde acqua e a me è venuta una bolletta spaventosa, una bolletta dell'acqua da 1.200 euro...". Un rapporto così stretto che l'operaio incaricato da mister Anemone di consegnare un divano e due poltrone la chiamava al telefono "la casa del capo".
E proprio in quella magione incastonata in uno degli scorci più belli della campagna toscana, a pochi chilometri dal borgo di Montepulciano, circondata dalle dolci colline che fanno da sfondo ai capolavori della pittura rinascimentale, Balducci ha ottenuto di proseguire i suoi arresti. Se mai venisse riconosciuto colpevole, ognuna delle giornate passate in piscina varrà come un giorno di carcere già scontato: tecnicamente si chiama "presofferto", anche se quella villa sembra tutto tranne un luogo di sofferenza.
La detenzione non dovrebbe esserlo mai. La Costituzione non prevede che il carcere sia una punizione, ma un luogo di rieducazione per reinserire nella società chi ha violato le leggi. Invece la situazione dei penitenziari italiani è disastrosa: migliaia di persone sono costrette a vivere in condizioni disumane, indegne di un paese civile. Sovraffollamento, igiene trascurata, assenza di servizi, impossibilità di svolgere qualunque attività hanno reso le prigioni del nostro paese una vergogna che distrugge ogni speranza: dall'inizio del 2010 già 39 reclusi si sono uccisi.
La maggioranza dei detenuti in Italia è in attesa di giudizio: non ha ancora subito una condanna definitiva. E una parte rilevante della popolazione che vive queste settimane nell'afa di carceri spesso vecchie di secoli è in "custodia cautelare", come Angelo Balducci.
Per loro gli arresti dovrebbero essere soltanto uno strumento preventivo: un modo di impedire che depistino le indagini, fuggano all'estero o compiano nuovi reati. Vanno isolati dai complici, per evitare che si mettano d'accordo e inquinino le prove, e bisogna che siano tenuti sotto controllo perché non si diano alla latitanza.
Arresti domiciliari balducci
Soprattutto nel caso dei reati tipici dei colletti bianchi, come la corruzione e la turbativa d'asta, si tende a concedere in fretta gli arresti domiciliari. E Balducci ha potuto lasciare il carcere dopo quattro lunghi mesi di cella. Ma la decisione del Tribunale del Riesame di Roma, a cui la Cassazione ha assegnato l'inchiesta sulla cricca togliendola ai magistrati di Firenze, sorprende per i modi.
In passato le vicende di detenuti eccellenti mandati ai domiciliari in tenute hollywoodiane avevano provocato polemiche serrate.


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : Fine Guargua – IL COMMERCIALISTA di lorenzo cola svela i REGALI DA MIGLIAIA DI EURO FATTi A GUARGUAGLIONE E CONSORTE.




Milano 29 Luglio 2010

Cinque ore di interrogatorio per Marco Iannilli, il commercialista dell'ex consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola. Il terzo dal giorno dell'arresto, dopo lo scandalo Fastweb e Telecom Italia Sparkle, e il secondo nel giro di pochi giorni. Dopo l'ex senatore Nicola Di Girolamo, che dal carcere ha cominciato a collaborare con la giustizia offrendo grossi spunti di indagine, anche Iannilli è diventato personaggio fondamentale per la procura della Capitale.
E così ieri ha raccontato ai magistrati di regali da migliaia di euro che Lorenzo Cola avrebbe fatto al presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e alla moglie. Dodici orologi Rolex nel Natale del 2008 che sarebbero stati consegnati a Guarguaglini e ad altri dirigenti del colosso per festeggiare l'acquisizione della società Usa DRS Technologies, specializzata nella realizzazione di supporti militari.
L'esito di quella operazione fece incassare al consulente una buona fetta di denaro. Il commercialista ha parlato anche di una borsa di Hermes del valore di cinquemila euro regalata nella stessa occasione a Marina Grossi, moglie del presidente del colosso mondiale per gli armamenti.
I magistrati gli contestano il reato di intestazione fittizia di beni. Al centro dell'atto istruttorio di ieri, c'è stato anche il percorso di circa otto milioni di euro legati alla vicenda Digint, società alle cui quote di acquisizione era interessato l'imprenditore Gennaro Mokbel. Per gli inquirenti una parte consistente di quella somma, destinata all'operazione finanziaria, avrebbe preso la strada dei paradisi fiscali con l'obiettivo della creazione di fondi neri.
Un flusso di denaro che sarebbe transitato tra Singapore e Hong Kong per fluire in Svizzera e Lussemburgo. Iannilli avrebbe fornito pochi particolari su questa vicenda, anche se ha spiegato che porterà altra documentazione e bonifici bancari nella prossima audizione in programma ad agosto.
Il commercialista, che si trova agli arresti domiciliari ed è difeso dagli avvocati Fabio Lattanzi e Piergiorgio Manca, è il nuovo teste chiave dell'inchiesta stralcio che ha coinvolto Finmeccanica. Gli inquirenti, infatti, ritengono che sia lui a coinvolgere Gennaro Mokbel nell'affare Digint, a presentarlo a Lorenzo Cola, e questo, a sua volta, ai vertici della società di armamenti.
Iannilli ha anche consegnato ai pm gli estratti conto di alcune operazioni spiegando le singole voci sia in entrata che in uscita. E ora i magistrati dovranno effettuare dei riscontri anche alla luce della recente trasferta in Svizzera dove sono stati individuati i soldi riconducibili a Cola grazie alle indicazioni di Corrado Prandi, altro uomo di fiducia dell'ex consulente di Finmeccanica.
Era stato, infatti, lo stesso manager arrestato a parlare a Capaldo, durante l'interrogatorio di garanzia, di dieci milioni di euro che si trovavano nella sua disponibilità in Svizzera ed erano gestiti dall'ex dipendente di Ernst&Young, Marco Prandi. Parte dei soldi, ha precisato Cola, provenivano da bonifici di Finmeccanica.


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : Notizie dall'Italia e dal mondo.




Milano 29 Luglio 2010

1. BORSA: INDICI FRENANO SUL FINALE, MILANO CHIUDE SULLA PARITA'...
Chiusura contrastata per le Borse europee, nonostante il buon dato Usa sulle richieste settimanali alla disoccupazione. Pesa l'attesa per pil Usa di domani. Il Ftse All Share e' salito di un frazionale 0,09% e il Ftse Mib dello 0,07%. Sono andate bene le tlc, sospinte dalle semestrali di France Telecom e Telefonica. A Milano e' stata gettonata Geox (+7,4%), mentre ha fatto male Finmeccanica (-3,69%).
Marchionne

2. FIAT: VIA A NEWCO POMIGLIANO, SARA' FUORI CONFINDUSTRIA...
(ANSA) - Da fine settembre tutti i lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano saranno riassunti dalla newco, la nuova società costituita per gestire l'accordo del 15 giugno, non firmato dalla Fiom. La newco Fabbrica Italia non sarà iscritta all'Unione Industriale di Napoli. Lo ha riferito il segretario generale Fismic, Roberto Di Maulo, al termine dell'incontro in cui l'azienda ha comunicato ufficialmente ai sindacati la nascita della new company. Della newco, controllata da Fiat Partecipazioni, farnno parte anche i mille lavoratori della Ergom, azienda dell'indotto Fiat. All'incontro non ha partecipato la Fiom.

3. MARCHIONNE, DIRITTI? PRIMA CI SONO I DOVERI...
(Adnkronos) - "Vi e' una grandissima confusione in questo Paese". Ha replicato cosi' l'ad di Fiat Sergio Marchionne, parlando ai giornalisti alla Farnesina dove ha incontrato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. "Parliamoci onestamente -ha detto Marchionne- i diritti sono basati prima di tutto sui doveri, qui abbiamo invertito tutto. Anche da un punto di vista morale ed etico credo che l'ordine sia importante".

4. GUARGUAGLINI, NON GUARDIAMO A 'MODELLO FIAT' SU CONTRATTO...
(Adnkronos)- Finmeccanica ha un buon rapporto con le organizzazioni sindacali e non e' interessata a una eventuale 'importazione' del modello Fiat in materia contrattuale, prospettato dall'ad della casa torinese, Sergio Marchionne. A escludere un mutamento di rotta in materia di relazioni industriali, e' stato il numero uno della holding dell'aerospazio e difesa, Pier Francesco Guarguaglini.
'Ognuno guarda in casa sua- ha detto interpellato nel corso della conferenza stampa sui risultati del semestre- io non ci ho pensato. I rapporti con le nostre organizzazioni sindacali sono collaborativi e non svegliamo il can che dorme'. 'Noi- ha aggiunto il cfo e condirettore generale di Finmeccanica Alessandro Pansa- abbiamo una diversa struttura industriale e di business. I nostri problemi sono molto diversi anche in termine di allocazione territoriale'.

5. S&P;RENDITA BUND TEDESCHI SUPERA DOPPIO MEDIA EUROPEA...
(ANSA) - La rendita annua dei titoli di Stato tedeschi (6,99%) nel primo semestre del 2010 è stata superiore al doppio della media dell'indice europeo (2,67%) ed é stata la migliore davanti a quella dei titoli olandesi (6,72%) e da quelli austriaci (6,99%). Lo afferma l'agenzia di rating Standard & Poor's in una nota secondo la quale i titoli di Stato greci hanno perso il 18% del loro valore e quelli spagnoli il 2,41%. Hanno resistito in territorio positivo i bot italiani (0,77%), mentre quelli francesi hanno guadagnato il 5,65%. Secondo S&P, i titoli di Stato di Francia, Germania, Benelux e Finlandia rappresentano da soli il 59,84% dell'indice di riferimento (a inizio anno erano al 58,32%), mentre Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna sono scesi dal 18,93 al 17,88%.

6. MEDIASET: +33,7% UTILE NETTO SEMESTRE A 241,6 MLN
Radiocor - Utile netto di competenza in crescita del 33,7% a 241,6 milioni per il gruppo Mediaset nel primo semestre 2010. I ricavi netti sono aumentati del 16,7% a 2,277 miliardi, mentre l'ebit e' passato da 374,4 milioni a 485,2 milioni (+29,6%). I ricavi pubblicitari televisivi lordi di Publitalia salgono del 5,3% a 1,442 miliardi. Sulla base di tali risultati, il gruppo 'conferma la previsione di raggiungere a fine esercizio un risultato netto consolidato e una generazione di cassa operativa di gruppo superiori a quelli del 2009'.

7. MEDIASET: TELECINCO, UTILE SEMESTRE SALE A 107,4 MLN (+72,7%) ...
(Adnkronos) - Telecinco, controllata spagnola del gruppo Mediaset, chiude il primo semestre 2010 con un utile netto di 107,4 mln, in aumento del 72,7% rispetto al primo semestre 2009. Su base comparabile, l'utile netto rettificato e' di 114,44 mln (+54,4%). I ricavi totali netti salgono a 461,02 mln (+43,7%); il margine operativo lordo rettificato e' di 151,04 mln (+54%), l'utile operativo di 146,28 mln (+55,8%). Tra le reti commerciali spagnole Telecinco nel periodo 1 gennaio-27 luglio 2010 ha registrato uno share del 15%, contro il 12% di Antena 3, la seconda in classifica. I ricavi pubblicitari televisivi lordi sono ammontati a 442,51 mln nel semestre.

8. INDUSTRIA: CSC,+1,2% PRODUZIONE LUGLIO, RIPRESA PIU' RAPIDA DEL PREVISTO...
Radiocor - Il Centro studi Confindustria rileva in luglio un aumento dell'attivita' industriale dell'1,2% su giugno, quando si era avuta una va riazione dell'1,1% su maggio (dati destagionalizzati). Il dato di luglio - si legge in una nota - conferma l'accelerazione della ripresa: negli ultimi quattro mesi la produzione industriale e' aumentata ad un tasso annualizzato del 13,6% (1,1% la variazione media mensile). A questi ritmi, a giudizio del CsC, il pieno ritorno ai valori di attivita' si compirebbe intorno alla fine del 2011, in grande anticipo rispetto alle attese. Nel terzo trimestre dell'anno la crescita e' stimata superiore ai primi due.

9. VW: 1,25 MLD UTILE NETTO II TRIM., NETTAMENTE SOPRA ATTESE...
Radiocor - Volkswagen ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto pari a 1,25 miliardi contro 283 milioni un anno prima e contro attese per 733 milioni. Il fatturato consolidato si e' portato a 33,16 miliardi da 27,2 miliardi un anno prima e contro attese di 29,4 miliardi. Il trend positivo continuera' anche nella seconda parte dell'anno, permettendo alla casa automobilistica tedesca di chiudere il 2010 con ricavi e utile operativo in 'chiaro' aumento. Vw non ha pero' fornito target operativi precisi. La liquidita' netta a disposizione del settore auto e' di 17,5 miliardi.

10. GIRO D'AFFARI IN CONTRAZIONE PER BOEING...
Da "Il Sole 24 Ore" - L'utile Boeing nel secondo trimestre é crollato del 21%a 787 milioni di dollari a causa dei minori ricavi sia dalla divisione commerciale che da quella della difesa. Il dato però è superiore alle attese. I ricavi, inferiori al previsto, sono in discesa del 9,1% a 15,57 miliardi di dollari. La compagnia ha poi reso noto che la prima consegna del nuovo 747-8 potrebbe slittare all'inizio del 2011. Lo slittamento, se eccessivo, potrebbe comportare il pagamento di una penale. Boeing non ha toccato le previsioni di profitti e ricavi per l'intero anno.

11. CCTEU: ASSEGNATI 2,5 MILIARDI, RENDIMENTO LORDO ALL'1,70%...
Radiocor - Buona domanda e rendimenti in calo per i BTp e i CcTeu assegnati oggi in asta dal Tesoro. Il nuovo CcTeu, offerto oggi per la prima volta in asta, e' stato collocato per un ammontare pari a 2,5 miliardi spuntando un rendimento lordo dell'1,70%. Per la terza tranche scadenza 15/12/2015 la domanda complessiva e' stata pari a 3,6 miliardi.

Bene anche il BTp triennale scadenza 01/06/2013: la quinta tranche e' stata richiesta per oltre 4,8 miliardi ed e' stata collocata per 3,46 miliardi con un rendimento lordo del 2,01% (-0,32 centesimi sull'asta precedente). Per il BTp decennale scadenza 01/09/2020, piazzato con un rendimento del 3,92% (-0,17 centesimi), la domanda e' stata pari a 4,64 miliardi a fronte dei 3,5 miliardi collocati dal Tesoro.

12. PIRELLI: PERDITA NETTA DI 175,6 MLN NEL PRIMO SEMESTRE, MIGLIORANO TARGET...
(Adnkronos) - Il gruppo Pirelli ha chiuso il primo semestre con una perdita netta consolidata totale di 175,6 milioni "per gli effetti contabili della separazione Pirelli Re". Il risultato delle attivita' in funzionamento e' positivo per 80,8 milioni (30,3 milioni a giugno 2009).
Migliorati i target 2010 di gruppo: si prevedono ricavi tra 4,8-4,9 miliardi di euro dai precedenti 4,6-4,7 miliardi, con un margine Ebit atteso al 7% (da una precedente stima almeno pari a 6,5%). Cooptato in cda Vittorio Malacalza al posto del dimissionario Carlo Puri Negri che ricopriva la carica di consigliere e vicepresidente.

13. WIND: IN SEMESTRE UTILE IN CALO A 16 MLN, 360 MLN RIMBORSO ANTICIPATO DEBITO...
(Adnkronos) - Crescono i ricavi totali di Wind nel primo semestre registrando una crescita del 2,6% a 2.892 milioni di euro. L'utile netto di periodo e' pari a 16 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 170 milioni di euro del primo semestre del 2009 a causa dei maggiori interessi passivi, relativi all'emissione obbligazionaria finalizzata nel mese di luglio 2009, parzialmente non deducibili. Wind, il cui cda ha approvato oggi il progetto di bilancio del semestre, annuncia la richiesta di pagamento anticipato di ulteriori circa 360 milioni di euro di debito.
L'Ebitda si attesta nel periodoa 1.065 milioni di euro, in aumento del 2,7% rispetto ai primi sei mesi del 2009, grazie alla crescita registrata nei ricavi; il margine Ebitda e' pari a 36,8% nel primo semestre 2010. Il risultato operativo registra una crescita del 17,6% nei primi sei mesi del 2010, attestandosi a 572 milioni di euro, rispetto ai 487 milioni di euro registrati nello stesso periodo dell'anno precedente.
Il Ceo di Boeing Jim McNerney
L'indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2010 e' pari a 8.291 milioni di euro, in diminuzione rispetto a 8.541 milioni di euro registrati al 31 dicembre 2009, con un rapporto indebitamento netto/ebitda che scende a 3,9 volte, rispetto a 4,1 volte al 31 dicembre 2009.

14. IN CINA SI STA AVVICINANDO IL MOMENTO DI MINAMATA...
Da "La Stampa" - Due fuoriuscite di petrolio con risultati molto differenti. La Cina ha appena finito di sistemare le conseguenze dell'esplosione del condotto che ha versato circa 1.500 tonnellate di greggio nel mare davanti alle sua costa nordorientale. Lo stesso giorno, la società petrolifera del Regno Unito, Bp, ha formalmente annunciato l'uscita di scena del direttore Tony Hayward come conseguenza della catastrofe nel Golfo del Messico. Bp è rovinata ma in Cina nessuna testa è caduta.
Naturalmente, la fuoriuscita di BP era più di 200 volte maggiore. Ma c'è un altro motivo per cui i disastri ambientali della Cina sono considerati meno disastrosi. Il Paese non ha ancora raggiunto il suo «momento di Minamata».
All'inizio degli Anni Settanta, la baia di Minamata era diventata sintomatica degli inaccettabili costi ambientali di una rapida industrializzazione. Quasi 3000 residenti di una città giapponese sono stati uccisi dal mercurio scaricato in acqua. Ci sono voluti decenni di scarichi per risvegliare la coscienza nazionale ma, a quel punto, la riduzione dell'inquinamento è diventata una priorità nazionale.
La dimensione della Cina e il tasso di crescita potrebbero creare disastri peggiori di quello di Minamata. Nel 2007, la Banca Mondiale ha stimato in 460.000 il numero annuale dei morti collegato all'inquinamento del Paese. C'era stata la recente fuoriuscita di sostanze chimiche tossiche dalla miniera di rame Zijin a Fujian e nel 2005 maree di benzene affluite nel fiume Songhua. I media cinesi e stranieri hanno identificato con regolarità «villaggi del cancro» lungo i corsi d'acqua inquinati.
Forse si ritiene che la bonifica possa aspettare fino a quando la Cina sarà veramente ricca. Ma il momento di Minamata per il Regno di Mezzo potrebbe arrivare prima. È sufficiente il giusto mix di orrore industriale, inazione politica e insoddisfazione sociale. La fuoriuscita di Dalian è stata forse di breve durata ma è un'altra preoccupante goccia nel mare.

15. L'ECONOMIA CHE NON TIRA RISCHIA DI AZZOPPARE LA PRESIDENZA DI OBAMA...
Da "La Stampa" - L'estate della ripresa» del presidente statunitense Barack Obama è diventata un'estate di debolezza. La crescita del Pil ha scalato di marcia, come i sondaggi sul suo grado di consenso. E con i democratici che probabilmente subiranno forti perdite nelle elezioni di novembre, il presidente dovrà riconsiderare il suo programma economico o affrontare una paralisi nel 2011.
Un nuovo sondaggio di Reuters-Ipsos stima al 48% l'approvazione per l'operato di Obama, in calo di due punti dal mese di giugno. È un dato che non è di buon augurio per i Democratici per le elezioni del Congresso di metà mandato. Dal 1962, il partito di un presidente con un grado di consenso inferiore al 50% ha perso mediamente 41 seggi alla Camera dei Rappresentanti. Attualmente, i repubblicani hanno bisogno di 39 seggi per riprendere la maggioranza alla Camera bassa e, quindi, riguadagnare il controllo sull'inizio dei progetti di legge fiscali e di spesa.
Analizzando un po' più a fondo il sondaggio, il pericolo per i democratici al Congresso sembra addirittura più acuto. Nel sondaggio, il 46% ha dichiarato che per il Congresso avrebbe votato i repubblicani contro il 44% che preferiva i democratici. Nel 2008, i democratici avevano ottenuto il 55% di quel voto. Per ora almeno, i repubblicani sono molto più determinati a votare alle elezioni di novembre rispetto ai democratici.
Nel frattempo, il 31% degli intervistati ha affermato di disapprovare molto la performance di Obama, un balzo di cinque punti. L'economia sta danneggiando la sua popolarità. Il sondaggio di Reuters rivela che è il suo punto più debole e gli elettori sono più pessimisti che mai sulla direzione degli Stati Uniti. Questa non è una valutazione irragionevole. Sebbene l'economia statunitense sia in espansione, ora il tasso di crescita annuale è più vicino al 2% che al 3% - non abbastanza per intaccare di molto il tasso di disoccupazione del 9,5% prima che arrivino le elezioni.

16. INDAGINE CHIUSA A MILANO PER FALLIMENTO 'CORONA'S'...
(Adnkronos) - Indagini chiuse a Milano sul crac della 'Corona's', la societa' che portava il nome del cosidetto 're dei paparazzi', Fabrizio Corona gia' protagonista delle indagini condotte in varie procure su 'Vallettopoli', dichiarata fallita il 9 dicembre 2008 su istanza della Mondadori Pubblicita', che contestava il mancato pagamento di una fattura di ben 45 mila euro. Per Corona si avvicina cosi' un probabile nuovo processo.
A partire da questa mattina, infatti, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Milano stanno notificando il provvedimento di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di 8 persone, tra i quali Fabrizio Corona appunto, indagate a vario titolo per i reati di emissione di fatture false, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture false, omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L'ex agente dei paparazzi dei vip risponde di bancarotta fraudolenta e false fatture.
Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle a partire dal febbraio 2008 e coordinate dai pm milanesi Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, hanno messo in luce un vasto sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di varie societa' riconducibili ad un imprenditore genovese che, avvalendosi anche di prestanome, forniva a imprenditori milanesi, operanti nel settore della pubblicita' e spettacolo, elementi passivi di reddito allo scopo di abbattere gli utili delle proprie societa'. Le fatture false ammontano complessivamente a circa 17 milioni di euro mentre i beni aziendali e le somme di denaro distratte dal fallimento della 'Corona's' sono pari ad oltre 6 milioni di euro.


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : SI CONFESSA AL “CORRIERE” UNA RAGAZZA DEL GIRO “PROSTITUTE E COCA” DEI LOCALI MILANESI NEL MIRINO DELLA PROCURA:




Milano 29 Luglio 2010

Non sono più una prostituta, dice, non chiamatemi più come vi piace, mi sono ripresa il mio nome, la mia vita, e tutto il resto. Sicura? «Ho paura. Rimango chiusa in casa. Chiameranno di nuovo, i magistrati? Mi faranno altre domande? Dimmi, cosa succederà? Ti giuro, ne sono uscita. Ho fatto le mie cazzate. Ho pagato. Basta».
Prendeva ottanta euro per una serata da ragazza immagine, in discoteca, e dopo la discoteca gliene davano duecentocinquanta, dice e ripete, per «non far niente, se non guardare». Davvero: «Dopo la discoteca, domandavano se mi andava di salire su, in qualche casa. Avevo bisogno di soldi. Ci andavo. Passavano il tempo a pippare, pippavano, pippavano, pippavano. Stavo lì, guardavo, e nient'altro. Bello no? Era come se mi regalassero i soldi. Quando si accorgevano di me, quando ci provavano, non riusciva niente, non ce la facevano».
Ha tra i 20 e i 30 anni, A., è stata a Milano e al The Club, «pochi mesi, pochi mesi soltanto e mi hanno distrutta», è andata via, lontano, allora chiediamo com'è adesso, cosa fa, e lei dice: «Sono mamma». Al magistrato, nel 2008, aveva raccontato: «Capitava di concedermi sessualmente a qualcuno dei clienti al tavolo ricevendone un corrispettivo».
Premessa: «Non credere, era semplicemente così. Non riuscivo a stare in pari con l'affitto. Cercavo altri lavori. Non li trovavo. Io ho lavorato anche in uffici, in società. Non trovavo niente, in quel periodo. Ma pochi mesi soltanto, l'ho fatto pochi mesi soltanto».
Proseguiva quel verbale: «Le serate, dapprima come ragazza immagine e poi con attività di meretricio, le ho fatte sempre grazie alla collaborazione di... sia al The Club sia al...». E la droga? «... lo spacciatore ci raggiungeva a casa la droga veniva comprata» da lui, il cliente, o dagli altri «clienti con i quali proseguiva la serata iniziata in discoteca». Uno, più d'uno.
«Tutti concentrati sulla cocaina. Avevano in testa solo quella. Non gli bastava mai». E tu? Avevi detto, in quell'interrogatorio: «Facevo uso di sostanza stupefacente del tipo cocaina in maniera più massiccia dopo le serate in discoteca; adesso la cosa è più saltuaria anche se mi capita di fumare qualche canna. La droga me la passava... che era solito detenerla addosso in misura limitata e in maniera più consistente a casa sua».
Chi erano? Sorriso, silenzio. Chi erano? L'età, la professione, la faccia, il portafogli, le richieste, la dipendenza: chi erano, dicci, racconta? «Erano ragazzi, uomini». Fa una domanda: «Mi porteranno via la bambina?». E perché, sono cose passate, due anni fa, è tutto finito, non credi? «No. Ho paura che tornino a farsi sotto». Chi? «Quelli che fanno l'indagine».
Hai qualcosa da nascondere? «No». Al magistrato avevi raccontato che ti vendevi perché mancavano i soldi, perché ti servivano soldi; è vero? «Verissimo. Quando finivo una festa, e tornavo a casa la mattina, mi mettevo a mandare le email. Leggevo le inserzioni di lavoro, mandavo il curriculum. La prostituzione, l'ho fatta per pochi mesi, ripeto. Quanta prostituzione c'è in giro, per strada?».
C'era un tizio, aveva detto la ragazza al magistrato, che al locale «patteggiava il prezzo col cliente e poi me lo comunicava ed io ero libera di decidere anche se quasi sempre andava bene. Questo avveniva sia nelle serate ai tavoli dei privé sia al di fuori delle discoteche poiché lo stesso era solito chiamarmi per questi servizi a qualsiasi ora del giorno e anche la notte mentre dormivo.
Peraltro io non ho mai avuto un mio giro personale di clienti, io non ho mai adescato nessuno... Talvolta arrivavo anche a 1.500 euro. Fu... a propormi di prostituirmi mi pare meno di un anno fa nel senso che mi fece chiaramente intendere che la serata ai tavoli poteva proseguire perché lui mi indicava il cliente, anzi era proprio lui che faceva da intermediario assumendo l'iniziativa di proporre a quella persona la prestazione sessuale con me».
La telefonata dura una mezz'ora. «Perché voi giornalisti mi state cercando? Cosa volete? Perché non cercate le altre, le straniere, che beate loro sono andate via dall'Italia?». (fonte "Corriere della Sera")


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : EPCG je morala da ima veći profit .


Milano 29 Luglio 2010

Podgorica – Prikazana prošlogodišnja dobit Elektroprivrede Crne Gore je niska ako se uzmu u obzir ključni elementi odobreni prilikom utvrđivanja iznosa za pokrivanje ukupnih troškova za 2009. i manje ostvareni rashodi za uvoz električne energije i ugalj u odnosu na dozvoljene.
To je zaključak Regulatorne agencije za energetiku u izvještaju o stanju energetskog sektora za prethodnu godinu, o kojem će se izjasniti Skupština Crne Gore.
- Pored gubitaka električne energije, slaba naplata je osnovni uzrok manje ostvarene dobiti – ocjenjuje RAE.
Profit EPCG u 2009. iznosio je 4,14 miliona eura, nakon konstantno prikazivanih gubitaka koji su dostizali i 30 miliona.
“Ostali poslovni rashodi” EPCG od 90, 29 miliona eura su veći čak za 95,6 odsto u odnosu na 2008. kada su iznosili 46,16 miliona. Skoro dvostrukom skoku tih rashoda najviše su doprinijele ispravke vrijednosti za potraživanje od kupaca za 495 odsto - sa 6,93 miliona na 41,23 miliona i “ostali” poslovni rashodi za 257 odsto, što predstavlja povećanje sa 2,74 miliona iz 2008. na 9,78 miliona eura u prošloj godini. Troškovi po osnovu “ostalih” poreza povećani su za čak 1.748 odsto, odnosno sa 40,74 hiljade na 753 hiljade eura.
Ključno povećanje troškova koji se mogu kontrolisati uočava se kod troškova ispravke vrijednosti za potraživanja od kupaca za 34,3 miliona (skoro šest puta veći od pretprošlogodišnjeg), kod ostalih poslovnih rashoda sedam miliona (skoro tri puta veći od onog 2008). Ovo je najznačajnija pozicija troškova u poslovanju Elektroprivrede i zato ovu činjenicu posebno komentarišemo – konstatovano je u izvještaju RAE predatom parlamentarnom Odboru za ekonomiju o kojem će se u septembru izjašnjavati, nakon čega će ga ocijeniti Skupština.
U ukupno odobrenim troškovima, Agencija je za prošlu godinu odobrila 5,8 miliona na ime troškova ispravke vrijednosti za potraživanja od kupaca.
- Međutim, u izvještaju o poslovanju Elektroprivreda je na poziciji rezervisanja iz prethodnih godina iskazala 41,23 miliona, od čega se na trošak ispravke vrijednosti za potraživanja od kupaca odnosi 38,2 miliona. Prilikom utvrđivanja regulatornog prihoda za 2011. godinu, Agencija će detaljno analizirati izvještaj Elektroprivrede za 2009, uzeti u obzir razliku između odobrenih i ostvarenih veličina i uraditi opravdane korekcije – obavijestila je RAE poslanike.
Poslovni rashodi po osnovu poreza na nepokretnosti i rezervisanje sudskih sporova porasli su više od duplo na 3,23 miliona i 1,54 miliona eura. EPCG je u odnosu na pretprošlu godinu, 2009. povećala trošak za bankarsku proviziju za 70,5 odsto, odnosno na 406,92 hiljade sa 238,71 hiljada, koliko je zabilježeno pretprošle godine.
EPCG je drugi po veličini vlasnik Prve banke, koju kontroliše brat premijera Aco Đukanović, i svi poslovi državne elektroenergetske kompanije odrađuju se upravo preko banke koja opstaje zahvaljujući državnoj pomoći u raznim oblicima.
U posljednjem izvještaju o poslovanju EPCG upoređeni su ostvareni troškovi u 2009. sa ostvarenjem u 2008. i planom za 2009. godinu, ali nije dat uporedni pregled ostvarenih troškova sa onima koje je odobrila RAE.
- Revizor je dao mišljenje na prošlogodišnje finansijske iskaze Elektroprivrede, pri čemu je iskazao rezervu u pogledu vlasništva nad zemljištem i građevinskim objektima, amortizacije, knjiženja dugoročnih kredita, troškova iz prethodnih godina i pravilne primjene međunarodnog računovodsvenog standarda 36. Svi ovi elementi su sa aspekta odobravanja troškova značajni i regulator će i njih analizirati sa posebnom pažnjom – tvrde predstavnici RAE u izvještaju o stanju u energetskom sektoru, čije neusvajanje u Skupštini po novom Zakonu o energetici može da “povuče” smjenu članova Odbora Agencije.
Ukupni prihod EPCG od osnovne djelatnosti, uključujući Elektrogradnju, prihode od izvoza Elektroprivredi Srbije, ostalih izvoznih aranžmana i poslovne dobitke, iznosio je 306,16 miliona ili 2,8 odsto više nego 2008.
Prihodi EPCG po osnovu neovlašćenje potrošnje iznosili su 2,95 miliona, a 2008. je energetska kompanija po tom osnovu “ubrala” 3,75 miliona. Usluge korišćenja prenosne mreže, prema izvještaju o poslovanju za 2009, koštali su potrošače skoro 9,66 miliona, a pokrivanje gubitaka u prenosnoj mreži 4,49 miliona.
Članovi Regulatorne agencije za energetiku smatraju da je ostvarena dobit preduzeća Prenos, koje je u aprilu prošle godine izdvojeno iz EPCG, mogla biti veća “boljom kontrolom operativnih troškova na koje može uticati”.
Tokom devetomjesečnog poslovanja, ostvareni prihod Prenosa je 17,7 miliona, a u istom periodu rashodi su iznosili 16,34 i ostvario je neto dobit od 1,18 miliona.

Za sponzorstva i reprezentaciju oko 714.000

Uprava Elektroprivrede je u godini kada su potrošači nezadovoljni cijenom struje i naplatom gubitaka u mrežama koji se na distributivnom nivou odnose i na plaćanje krađe električne energije, potrošila 714,56 hiljada eura za reprezentaciju i sponzorstva.
To je manje u odnosu na 2008, ali ipak je za sponzorstva izdvojeno 413,1 hiljada. Trošak po tom osnovu pretprošle godine je iznosio čak 1,15 miliona ili 64 odsto više nego 2009. kada je skoro 44 odsto akcija EPCG preuzela italijanska kompanija A2A. Reprezentativne aktivnosti 2008. su koštale 335,7 hiljada.
Kada se radi o pomoći zaposlenima i članovima porodica, manje su bili darežljivi i za to izdvojili 145,57 hiljada eura, što je 7,72 odsto manje nego 2008 (FONTE Vijesti)


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : Camorra/ Insieme ad Olga Acanfora in manette altre 3 persone .


Roma, 29 luglio

(Apcom) - Insieme a Olga Acanfora, imprenditrice 53enne e presidente e del Gruppo piccola industria dell'Unione industriale di Napoli, gli agenti della mobile della questura partenopea e del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia hanno eseguito altre tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. In manette sono finiti anche Sergio Mosca, pluripregiudicato di 52 anni, detenuto ed elemento di spicco del clan D'Alessandro, Maio Di Massimo, architetto di 51 anni e Alfonso Di Vuolo, incensurato, imprenditore di 38 anni. Olga Acanfora è dal 2005 membro di giunta dell'Unione industriali di Napoli, da qualche anno presidente della sezione sanità e successivamente eletta presidente del Gruppo piccola industria: è stata la prima donna ad essere eletta nell'incarico nella storia dell'associazione. La Acanfora è amministratore dell'associazione Meta Felix, membro del consiglio di amministrazione del Centro di medicina psicosomatica della società Olpa nonchè amministratore della società Top-immobiliare. Le ordinanze di custodia sono state eseguita nell'ambito delle indagini per l'omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Luigi Tommasino, ucciso nel febbraio del 2009. Secondo la locale direzione distrettuale antimafia la Acanfora, con l'intermediazione di Tommasino, avrebbe tra la metà del 2008 e gli inizi del 2009 richiesto l'intervento del clan D'Alessandro per estorcere la riduzione dei costi di lavori professionali prestati alla sua azienda.


ORIANO MATTEI

mercoledì 28 luglio 2010

Oriano Mattei : SCLUSIVO/Nuova analisi sulla lotta alla corruzione: l’Italia fa passi avanti (chi se ne è accorto alzi la mano) .


ESCLUSIVO/Nuova analisi sulla lotta alla corruzione: l’Italia fa passi avanti (chi se ne è accorto alzi la mano)

E’ freschissimo di inchiostro il sesto rapporto sull’applicazione della convenzione Ocse anticorruzione, elaborato come ogni anno da Transparency International.
La “tangente” che tutti gli italiani (neonati inclusi) pagano a chi si arricchisce grazie allo scambio favori-denaro è tra i 50 e i 60 miliardi. Come dire circa mille euro prelevati ogni anno alle tasche degli italiani onesti e che entrano in quelle dei disonesti. Una tassa occulta, non bastassero quelle che già ci opprimono.
Questo risultato e altre combinazioni portano l’Italia al 63esimo tra quelli più corrotti al mondo (www.transparency.it). Il Corruption perception index di Transparency International viene spesso citato senza ricordare che la stessa Transparency afferma (si veda “Transparency International, Università di Passau (2008), The methodology of the corruption perception index 2008”) che non è possibile stilare classifiche e graduatorie: “… una graduatoria di Paesi può facilmente essere erroneamente interpretata come una misura assolutamente precisa delle performance di un dato paese. Questo non è affatto vero. Sin dalla sua prima pubblicazione nel 1995, Transparency international ha fornito i dati relativi alla deviazione standard e al numero delle fonti utilizzate per la costruzione dell’indice. Queste informazioni servono per evidenziare che vi è una intrinseca imprecisione. Inoltre viene fornita l’informazione del range tra il valore più basso/più alto. Ciò segnala il valore più alto e più basso fornito dalle diverse fonti, al fine di indicare il campo di variazione delle diverse valutazioni…”.
Sono dunque stime e parametri e come tutte le stime e i parametri valgono per quello che rappresentano. Vanno insomma ponderate, contestualizzate ma a mio giudizio testimoniano senza dubbio il dilagare del malcostume (anche) in Italia.

LA STIMA (VERA? VEROSMILE? FALSA?) DI 60 MILIARDI

La stima sul valore della corruzione è stato infatti estrapolato dalla “Relazione Kauffman” della World Bank del 2004, quella da cui si deduce che il costo della corruzione nel mondo è pari a circa il 3% del Pil mondiale. Da qui i 60 miliardi, pari al 3% del Pil italiano. Il costo totale della corruzione nel mondo sarebbe di 1 miliardo di dollari, con l’effetto che circa il 10% del valore della corruzione sarebbe in Italia. Forse un pò troppo esagerato e paradossale (o no?)
La stessa Banca mondiale infatti afferma che: "First, as shown clearly by the data, the scale of corruption varies significantly from country to country".Vale a dire: come si può chiaramente evincere dai dati, la scala della corruzione varia da Paese a Paese.
Bene, non ho fatto in tempo a scrivere di queste amenità che l’indomani la sezione italiana di Transparency International mi ha mandato l’ultimo rapporto (giugno 2010) che contiene alcune novità che con voi vorrei condividere e commentare.

IL RAPPORTO DI TRANSPARENCY

La relazione del 2010 prende in considerazione 38 Paesi sui 38 che aderiscono alla convenzione Ocse contro la corruzione, ne restano fuori Islanda e Lussemburgo.
Sulla base dei giudizi compilati dagli osservatori, ne sono uscite tre scale di valori tra i Paesi che si sono distinti con azioni serie e concrete e indagini contro la corruzione.
La prima scala premia chi ha compiuto gli sforzi maggiori e qui compare l’Italia con Danimarca, Germania, Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
Poi ci sono quelli che hanno pigiato l’acceleratore ma non troppo (magari perché avevano già fatto molto) e sono Belgio, Finlandia, Francia, Giappone, Olanda, Corea del Sud, Spagna e Svezia.
Infine ci sono i Paesi che hanno alzato il piedino o non hanno proprio messo in moto (sempre in relazione al 2010) la macchina statale anticorruzione e sono la gran parte: Argentina, Australia, Austria, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Israele, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Slovacca, Slovenia, Sudafrica e Turchia.

LA FORZA DEGLI STRUMENTI

Transparency Italia sottolinea che in una prospettiva comparata con il resto del mondo, il nostro Paese ultimamente si è distinto anche per il ruolo (riconosciuto in sede Ocse) della Guardia di finanza, oggettivamente sempre più formata e attrezzata, senza parlare delle altre Forze dell’ordine e della stessa magistratura.
Nel maggio 2010 Franz-Hermann Bruener, recentemente scomparso, già Direttore generale dell’Ufficio anti-frode europeo (Olaf), evidenziò come l’Italia “… dispone degli arsenali di protezione penale e investigativa tra i più avanzati a livello europeo…”, con “… strumenti di indagine utilizzati tra i più avanzati al mondo … strumenti raramente utilizzati nella maggior parte degli altri Paesi per tali tipi di illeciti…” e con le Forze di Polizia e la Magistratura “… spesso invidiati dai colleghi di altri Paesi…”.
Nella giornata "porte aperte" delle Istituzioni comunitarie svoltasi a Bruxelles sabato 8 maggio 2010, l’Olaf ha presentato le Forze di Polizia italiane come un "… modello di polizia europea per il contrasto alle frodi ai danni del bilancio comunitario”.
“Paradossalmente – commenta Transparency Italia - più il sistema repressivo funziona e scopre corruttele, più aumenta la preoccupazione dei cittadini, diversamente da quanto accade in tema di criminalità predatoria: lì, infatti, la scoperta del ladro o del rapinatore contribuisce a rassicurare i cittadini”.
Nel 43° “Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese”, presentato dal Censis il 4 Dicembre 2009, si legge che: “…Dal 2004 al 2008 sono pervenute alle Forze dell’ordine 19.019 denunce per reati legati alla corruzione della Pa …”.
In realtà, nota Transparency international, il Censis scambia il totale dei reati contro la Pubblica amministrazione consumati nel periodo, il 40% dei quali commessi da privati che hanno scambiato la Pubblica amministrazione per un bancomat senza plafond, con quelli dove emergono corruttele, cioè infedeltà di pubblici ufficiali corrotti o che impongono dazioni attraverso costrizione o induzione.

IL PARAGONE CON L’EUROPA

L’Italia, a differenza di altri Paesi sistematicamente considerati a minor “rischio di corruzione”, non ha riportato segnalazioni negative nell’ultima “Risoluzione legislativa sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e la lotta contro la frode” del Parlamento europeo del 24 aprile 2009, mentre il Parlamento Europeo si è detto “profondamente colpito dalla mancanza di disciplina nella segnalazione dei casi da parte degli Stati membri dopo vari anni e ritiene inaccettabile che 6 Stati membri – Francia, Svezia, Spagna, Irlanda, Lettonia e Lussemburgo - non utilizzino ancora i sistemi di segnalazione per via elettronica, che 14 di essi – situazione che costituisce un problema, in particolare in Francia, Spagna e Paesi Bassi - non abbiano rispettato i termini per la segnalazione e che alcuni di essi non abbiano classificato i casi di irregolarità segnalati…”.

PERCEZIONE E RICHIESTA DI TANGENTI

La “misura” che proviene dalle statistiche della delittuosità - che forniscono l’unica immagine ufficiale e sufficientemente nitida della corruzione – disegna l’estrema esiguità delle denunce per “corruzione-concussione”, a conferma della formidabile asimmetria tra percezione e andamento reale del fenomeno, fotografata da una indagine del 2008 svolta da Gallup e voluta dalla Commissione Europea.
Alla domanda sulla percezione dell’estensione della corruzione o di altri illeciti nella pubblica amministrazione il 76% degli italiani risponde che la percezione è “piuttosto frequente” mentre il 10% dice che è “piuttosto rara”. La media europea è (rispettivamente) 63% e 23%. Il Paese dove la percezione della corruzione è più alto è la Lettonia ma va segnalato che l’Italia è al quinto posto dopo Lituania, Polonia, Repubblica Ceca e Lettonia. Danimarca e Olanda sono le nazioni del “bengodi” dove la percezione forte della corruzione oscilla tra il 23% e il 28%.
Se si passa ad analizzare l’analisi sulla percentuale di cittadini che negli ultimi 12 mesi ha dichiarato di aver ricevuto richieste di tangenti da funzionari o addetti della pubblica amministrazione in cambio di atti, autorizzazioni etc etc, si scoprono cose molti interessanti.

In Romania la percentuale è del 23%, in Lettonia del 16% e in Ungheria del 13%.

La media europea è del 4%. E dove si colloca l’Italia? Ohibò, all’ultimo posto, vale a dire in una posizione prestigiosa che affianca il nostro Paese alla Germania e al Regno Unito: solo l’1% ha ricevuto richieste di tangenti. Caspiterina, addirittura meglio della Danimarca, dove il 2% della popolazione ha denunciato questo malcostume.
Il commento di Transparency Italia è netto: “L’Italia appare ai primi posti, in negativo, nella percezione, e, contemporaneamente, ai primissimi posti per quel che riguarda il dato reale e la capacità delle Forze di Polizia e della Magistratura di intervenire.
L’indagine Gallup appare una chiara e significativa conferma della estrema difficoltà che si incontra nell’utilizzare il parametro della percezione nelle valutazioni dei diversi Paesi e nel comparare gli esiti cui si perviene”.

L’ENNESIMA FOTOGRAFIA E LA VOCE DELLE IMPRESE

Una ulteriore fotografia è quella rilasciata nel 2008 da Global Integrity con il Report annuale, più analitico grazie ad una serie di dati quantitativi e qualitativi sul “sistema paese” e sulla sua struttura anticorruzione. E’ un utile strumento per la comprensione e il controllo dei meccanismi anticorruzione a livello nazionale, collazionato grazie ad una metodologia di ricerca - considerata come una best practice dalla World Bank – che mobilita una rete qualificata di ricercatori e di giornalisti nei diversi Paesi.
All’Italia è stato assegnato un punteggio complessivo di 79 su un punteggio massimo di 100. Questo punteggio colloca al confine della fascia nella quale sono censiti i Paesi che presentano un impegno “strong”, vale a dire “forte” sul tema dell’integrità e dell’anticorruzione, subito dopo il Canada che ha raggiunto 80 su 100 e prima della Francia che nell’ultimo monitoraggio (2007) ha conseguito 78 su 100.
Oltre alla repressione del “mercato della corruzione” che secondo queste analisi funziona e viene invidiato nel mondo, risultati positivi emergono anche sul versante preventivo, come indica il posizionamento dell’Italia nel Trac (Transparency in reporting on anti-corruption), che approfondisce l’efficacia della comunicazione di 500 grandi aziende quotate del mondo, tra le quali 20 italiane, in materia di politiche e provvedimenti assunti per combattere la corruzione.
L’efficacia e l’impegno delle imprese italiane è superiore alla media europea e l’Italia viene dopo Canada (prima in classifica), Stati Uniti, Svizzera, Olanda, Regno Unito e Spagna e prima di Germania, Svezia, Francia, Corea del Sud, Hong Kong, Giappone, Belgio, Cina, Taiwan e Russia.
Un esito simile è quello presentato da Vigeo (How do companies prevent corruption? A comparative analysis of North-American and European strategies for the prevention of corruption, 2007/2009), che ha verificato cosa fanno concretamente 800 companies nordamericane ed europee, al di là delle affermazioni di principio, per impedire fenomeni di corruzione. Vigeo (www.vigeo.com) è una società leader in Europa nella fornitura di analisi extra-finanziarie e “misura” anche le prestazioni delle imprese nel campo dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale.
In questo campione di aziende esaminate, delle quali più del 10% sotto inchiesta penale o amministrativa per fatti di corruzione (con il 13 % delle imprese europee esaminate e il 15% di quelle nordamericane che sono state oggetto di almeno una accusa di corruzione negli ultimi 18 mesi) l’Italia è ben posizionata: due aziende nelle “top 30”, Terna e Atlantia (ex Autostrade per l’Italia), e l’Enel menzionata come best practices (migliori esperienze) con il suo piano “tolleranza zero” contro la corruzione.

CONCLUSIONI AMARE

Concludendo: la rassegna di questi indici, di questi studi e di questi parametri (e ci metto dentro anche l’attenzione che bisogna metterci per fare paragoni e statistiche, come ci insegna Transparency International) ci delineano un Paese, L’Italia, “strabico” e bizzarro.
La percezione della corruzione è altissima ma nei fatti chi denuncia la richiesta di tangenti è una fetta infinitesimale dei milioni di italiani che tutti i giorni hanno a che fare con lo strapotere della burocrazia e della politica. Un Paese in cui il legislatore ci dà che ci dà per mettere in riga i fetentoni e in cui le imprese ce la mettono tutta per non sgarrare. Un Paese (e solo su questo concordo appieno) in cui la magistratura e le Forze dell’Ordine si fanno in quattro per far rispettare leggi e buon senso.
Delle due l’una: o è proprio cosi (e allora chiedo ufficialmente di essere ricoverato in una clinica per malattie mentali perché non me ne ero mai accorto) oppure è proprio vero che le statistiche e i numeri spesso valgono solo per chi li produce e per chi vuole vederseli mettere sul tavolo per rassicurare tutti che (nel nostro caso) l’Italia è un oasi felice in cui i problemi, anzi il cancro di questo Paese, sono magistrati e giornalisti.
Meditate, gente, meditate, proprio mentre la mia categoria si appresta a uno sciopero a difesa di un bene ormai “schifato”: la democrazia (fonte "Il Sole 24 Ore").


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : I WEEKEND ALL’ESTERO DELLA PARA-GURA BRAMBILLA SONO SEMPRE IN “MISSIONE”

Milano 28 Luglio 2010

1 - LA BRAMBILLA IN FERIE ALL'ESTERO...
Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ha pianificato alcuni dei suoi weekend estivi: all'estero, non in Italia. Ma non per subire contestazioni dagli albergatori italiani, ha trovato una seria motivazione per queste fughe: ogni viaggio viene definito come «missione» in Francia e Spagna, così da «rubare i segreti del loro appeal vacanziero», come ha detto al settimanale Chi.
Le mutande della Brambilla bianche sulle guglie del duomo Olycom
«L'Italia deve avere anche i migliori servizi al mondo e far leva sulla qualità dell'accoglienza. Anche quella riservata ai turisti con animali al seguito: una famiglia su tre in Europa ha un cane o un gatto e molte di loro se li porterebbero volentieri in vacanza», dice il ministro, che partirà in compagnia di due dei sui 15 cani, che «faranno i turni, altrimenti chi rimane a casa ci resta male».

2 - LETTA E RUTELLI PER UN CAV...
C'era da festeggiare un cavaliere del lavoro, ma non era Silvio Berlusconi. L'altra sera, nell'hotel Majestic di via Veneto, è stato salutato l'ingresso di Paola Santarelli nel consesso dei grandi imprenditori: un evento salutato dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, dall'ex ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli e dall'attuale sottosegretario al Collegio Romano Francesco Maria Giro.
Più una vasta rappresentanza della famiglia Caltagirone, che con la Santarelli condivide la passione per l'edilizia: lei è a capo di un gruppo che opera da oltre un trentennio nel settore immobiliare, impiegando materiali che consentono la riduzione dei costi energetici e il miglioramento dei fattori ambientali. E per questo impegno ecologista ottiene consensi bipartisan, nella capitale. (Stefano Di Giovanni)

3 - INNOCENZI PRONTO PER INVITALIA...
Oggi pomeriggio l'Agcom, l'autorità per le comunicazioni presieduta da Corrado Calabrò, avrà un nuovo commissario, dopo le dimissioni di Giancarlo Innocenzi, a seguito dell'inchiesta della procura di Trani sulle presunte pressioni del premier Silvio Berlusconi per far chiudere la trasmissione «Annozero condotta» da Michele Santoro. In pole position c'è Antonio Martusciello, fedelissimo del premier, tra i promotori della nascita di Forza Italia, già responsabile vendite alla Sipra quindi dirigente di Publitalia.
Ma Innocenzi non resterà senza incarico: il 30 luglio è convocata l'assemblea di Invitalia, per il rinnovo del consiglio d'amministrazione, riconferma per Domenico Arcuri nella carica di ad e nomina di Innocenzi a presidente. (Mario Nuzzi)

4 - CARLUCCI FA LA GIOCONDA...
Gabriella Carlucci, in qualità di sindaco di Margherita di Savoia, esporrà per la prima volta nel sud Italia il dipinto «La Gioconda nuda» attribuita a Leonardo da Vinci e al suo allievo «il Salaino». La mostra si terrà dal 2 agosto al 30 settembre nella cittadina pugliese situata nella provincia di Barletta-Andria-Trani.
L'iniziativa ha l'obiettivo di documentare e confrontare tutte le monne Lisa e le Gioconde nude del mondo, dal Cinquecento a oggi (la parte contemporanea inizia con il furto del 1911 e procede con le reinterpretazioni leonardesche a partire da Marcel Duchamp, fino agli artisti attuali tra computer, video, installazioni, moda e design. Sarà proprio la Carlucci, stavolta nelle vesti di parlamentare della repubblica, a presentare il progetto culturale a Montecitorio, nella sala del mappamondo, nella giornata di domani.

5 - VENDOLA LASCIA SOLO VELTRONI CONTRO LA FAMIGLIA ANGELUCCI...
Alla fine contro la famiglia Angelucci c'è soltanto Walter Veltroni, che pure sul fronte editoriale si divide dal suo avversario storico Massimo D'Alema. Sì, perché ormai anche Nichi Vendola, governatore della Puglia, guarda con favore alle iniziative del gruppo Angelucci nella carta stampata. Ma perché sul fronte editoriale a sinistra volano gli stracci?
Per capire cosa sta accadendo bastano tre parole chiave: libertà di stampa, libertà di carta, libertà di carne. Libertà di stampa perché quando un giornale rischia di chiudere è sempre una sconfitta: eppure sta accadendo proprio questo al Riformista, testata fondata da Claudio Velardi nel 2002, che ha saputo ricavarsi uno spazio importante nel dibattito politico e culturale italiano, finendo sui tavoli degli opinion leader. Così Velardi ha ceduto alla famiglia Angelucci, già proprietaria di Libero.
Con Antonio Polito alla guida il giornale ha scelto la strada dell'informazione generalista, il full color e la foliazione di 32 pagine. Ma le vendite in edicola sono scese a 1.850 copie, e la foliazione si è ridotta alle attuali 16 pagine. Quindi il dilemma e lo scontro tra proprietà e direzione è: «Tagliare la carta o tagliare la carne»?
Perché il punto è questo: riportare la foliazione alle originali 8 pagine e contenere i costi come volevano gli Angelucci, oppure continuare con 16 e «tagliare la carne», cioè i giornalisti e mantenere la linea generalista auspicata dal direttore? Un nodo di non semplice soluzione per un giornale che, forse, ha subìto anche la crisi progressiva della sinistra, compresa quella liberal a cui si ispira.
Difatti, di crisi in crisi, anche l'Unità non naviga in buone acque e gli Angelucci si sono presentati per rilevare il pacchetto azionario dalle mani di Renato Soru. Ma al progetto si è opposto Veltroni che avrebbe implorato Soru di non cedere all'editore di Libero il giornale fondato da Antonio Gramsci. Anche perché i boatos nel Pd annunciano una direzione affidata a Giampaolo Pansa, «penna critica e storica della sinistra italiana», con Polito nelle vesti di vice con funzioni operative.
Gli Angelucci, indomiti, non si sono arresi, e stanno perfezionando l'acquisto della Gazzetta del Mezzogiorno, per il quale si parla di un placet di Vendola, testimoniato dalle due pagine di intervista su Libero pubblicate il 21 luglio che dipingono il governatore pugliese come naturale leader dell'intera sinistra. Alla fine del giro, tertium non datur: o passa la linea di Polito, ma bisognerebbe trovare un'altra cordata di imprenditori; oppure passa quella degli Angelucci, e Polito potrebbe finire in uno dei tanti (ormai) quotidiani del gruppo.


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : BORSE CAUTE CON WALL ST. –MEDITERRANEA SI AGGIUDICA GARA PER TIRRENIA - GIP MILANO: “BURANI? INGANNATI RISPARMIATORI E CREDITORI”



Milano 28 Luglio 2010

1- BORSA: EUROPA CAUTA CON WALL STREET, MILANO -0,1% ...
(ANSA) - Procedono con cautela le principali borse europee, mentre gli scambi a Wall Street si discostano poco dalla parità. Milano riduce il calo (-0,12% a 21.133 punti il Ftse Mib), mentre segnano poche variazioni Parigi (+0,02%), Madrid (+0,01%) e Zurigo (+0,37%). A due velocità gli automobilistici Valeo (+5,81%) e Peugeot (-5,53%) sulla piazza francese. In luce Axa (+2,77%), Societé Generale (+2,02%) e Bnp (+1,58%) a differenza di ArcelorMittal (-2,02%) e Carrefour (-1,25%).

2- WALL STREET: APERTURA DEBOLE ATTORNO A PARITA' DOPO DATO BENI DUREVOLI...
Radiocor - Prosegue a Wall Street l'incertezza della seduta precedente, con i listini che aprono con andamenti deboli e oscillazioni attorno alla parita' dopo il calo inatteso del dato sugli ordini di beni durevoli. Pochi minuti dopo l'inizio, il Dow Jones cede lo 0,03% a 10.534,29 punti, il Nasdaq avanza dello 0,12% a 2.291,48 punti, e lo S&P acquista dello 0,06% a 1.114,48 punti.

3- TIRRENIA: MEDITERRANEA SI AGGIUDICA GARA PER PRIVATIZZAZIONE...
Radiocor - Mediterranea Holding si aggiudica la gara per la privatizzazione di Tirrenia. Fintecna, azionista di controllo del gruppo di navigazione, ha comunicato ufficialmente intorno a mezzogiorno alla holding guidata da Regione Siciliana e da Ttt Lines l'aggiudicazione della gara sulla base di un'offerta di 25 milioni in equity oltre all'assunzione di debiti per 520 milioni.
'E' una grossa opportunita' per Tirrenia - commenta a Radiocor l'amministratore delegato di Tirrenia, Alexandros Tomasos. Ora chiediamo al governo di sederci a un tavolo e di tutelarci nella gestione dell'operazione'. Il closing della transazione, con la consegna delle azioni Tirrenia a Mediterranea, avverra' il prossimo 15 settembre. Sul piano occupazionale, Tomasos prosegue: 'Mai parlato di 540 tagli. E' tutto da discutere sulla base degli impegni raggiunti tra i sindacati e Fintecna che parlavano di circa 200 esuberi'.

4- BURANI: GIP MILANO, INGANNATI RISPARMIATORI E CREDITORI...
(Adnkronos) - "Giovanni e Walter Burani, con la complicita' degli altri indagati, manager e soggetti terzi, hanno perseguito con continuita' il disegno criminale di trarre in inganno risparmiatori e creditori, nonche' le autorita' di controllo dei mercati, costruendo mediante operazioni fittizie la falsa apparenza di una solida realta' economica, allo scopo di drenare risorse sul mercato borsistico e dal ceto creditorio, che venivano poi, anziche' impiegate in una effettiva politica di sviluppo industriale del gruppo, dilapidate per sostenere 'apparenza ingannevole di titoli floridi, in una spirale perversa che necessariamente doveva condurre al default delle imprese".
E' questa la 'fotografia' del crac che ha travolto le societa' del gruppo Mariella Burani 'scattata' dal gip di Milano Fabrizio D'Arcangelo nell'ordinanza con cui ha disposto gli arresti di Walter e Giovanni Burani. "La condotta fraudolenta e dissipativa - continua il gip - e in particolare di Giovanni e Walter Burani continua in modo sorprendentemente pervicace anche dopo l'esplosione della crisi del gruppo e durante le trattative per evitare il fallimento, come emerge tra l'altro da alcune conversazioni telefoniche intercettate".

5- VIAGGI VENTAGLIO: TRIBUNALE MILANO DICHIARA FALLIMENTO RESORT...
(Adnkronos) - Il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Ventaglio Resort, la societa' del gruppo i 'Viaggi del Ventaglio' che controlla tutte le proprieta' immobiliari del gruppo nel mondo. Intanto, contro il fallimento dei 'Viaggi del ventaglio' spa, la capogruppo, e' stato presentato ricorso in Corte d'Appello. E sempre nei prossimi giorni si profila il fallimento anche per Ventaclub, altra societa' del gruppo che aveva chiesto di essere ammessa al concordato preventivo.

6- TELEFONICA: ACCORDO CON PORTUGAL TELECOM SU VIVO PER 7,5 MILIARDI...
Radiocor - Telefonica ha comunicato di aver raggiunto oggi un accordo con Portugal Telecom per l'acquisizione del 50% detenuto dal gruppo portoghese in Brasilcel, azionista con il 60% di Vivo. Il prezzo e' di 7,5 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi verranno pagati al closing dell'operazione, previsto al massimo nel giro di 60 giorni, 1 miliardo al 31 dicembre 2010 e 2 miliardi al 31 ottobre 2011. Dopo l'acquisizione, Telefonica lancera' un'offerta sul 3,8% di Vivo detenuto direttamente (non tramite Brasilcel) da Portugal Telecom, per circa 800 milioni di euro.

7- FIAT: TERMINATO INCONTRO MARCEGAGLIA-MARCHIONNE DOPO 45 MINUTI...
(AGI) - E' terminato dopo 45 minuti l'incontro tra l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne e la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il confronto si e' svolto alla Farnesina e secondo quanto si apprende avrebbe avuto un esito positivo.
Fiat: per Marchionne trasferimento in Serbia non toglie prospettive Mirafiori
Radiocor - Torino, 28 lug . 'Il trasferimento in Serbia non toglie prospettive a Mirafiori. Per la gamma alta esistono altre alternative per garantire i volumi produttivi'. Cosi', secondo fonti, si e' espresso l'a.d. del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, al tavolo in corso a Torino con i sindacati, gli enti locali e il Governo.

8- UNICREDIT: INCONTRO DI 3 ORE TRA FONDAZIONI E RAMPL SU RIASSETTO...
(AGI) - Incontro di circa tre ore questa mattina nella sede di Unicredit tra le Fondazioni maggiori azioniste della banca e il presidente Dieter Rampl. Sul tavolo, i dettagli del riassetto in vista del via libera definitivo al 'bancone' che dovrebbe arrivare dal cda convocato il 3 agosto per la semestrale.
Nessuno dei partecipanti ha voluto rivelare se si sia parlato anche del nuovo socio arabo, il fondo Aabar di Abu Dhabi, recentemente entrato nel capitale sociale di Unicredit con un pacchetto pari al 4,99%. Da Piazza Cordusio sono stati visti uscire intorno alle 14, tra gli altri, i presidenti delle Fondazioni Cariverona e Crt, Paolo Biasi e Andrea Comba, Giovanni Puglisi della Fondazione Banco di Sicilia, Gianni Borghi della Manodori e Andrea Landi di Carimonte; presente in sede anche il vicepresidente dell'istituto, Fabrizio Palenzona. In mattinata ha fatto visita a Unicredit anche l'ex presidente di Bpm, Roberto Mazzotta, attuale numero uno di Mediocredito italiano.

9- ENI: +47,9% UTILE NETTO I SEMESTRE A 4,05MLD. SCARONI, RISULTATI SOLIDI...
Radiocor - Nel primo semestre Eni ha registrato un utile netto di 4,05 mld (+47,9% sul 2009). L'utile netto adjusted e' risultato di 3,45 mld (+ 29,5%). Il gruppo per il 2010 prevede una produzione di idrocarburi in linea con 2009. Sulla base dell'esame dei risultati la proposta di acconto di dividendo sara' di 0,50 euro. Per l'a.d. Paolo Scaroni 'Eni ha ottenuto solidi risultati operativi e finanziari in un contesto di mercato ancora difficile'

10- RCS: 21 MLN UTILE II TRIM, PERDITA SEMESTRE SCENDE A 9,8 MLN...
Radiocor - Nel secondo trimestre 2010 Rcs Media Group e' tornata in utile con un risultato netto di 21 milioni contro la perdita di 24,4 milioni dello stesso periodo del 2009. Nel semestre Rcs ha registrato ricavi per 1,096 miliardi (1,092) e una perdita in calo a 9,8 milioni dal 'rosso' di 65,1 milioni dell'anno precedente. La societa' ha confermato le previsioni 2010 con risultati correnti 'in significativo miglioramento rispetto al 2009'.

11- BORSA SPA: SI PREPARA AD ACQUISTARE MERCATO PMI MAC PER 5 MILIONI...
Radiocor - Il Mac, Mercato alternativo dei capitali rivolto alle piccole e medie imprese, si prepara a passare, a tre anni dalla partenza (settembre 2007), sotto il cappello di Borsa Italiana. La societa' di Piazza Affari, secondo quanto risulta a Radiocor, ha fatto un'offerta intorno a 5 milioni di euro per rilevare la Pro Mac, societa' di promozione del Mac, esercitando in anticipo di due anni l'opzione per rilevare dagli altri azionisti le quote della societa', di cui Borsa spa e' azionista con il 5% circa. I soci Pro Mac, tra cui figurano una quindicina di banche e alcune istituzioni tra cui Abi, Assosim, Confindustria, Infocamere, Assonime, avranno tempo per aderire fino al 3 agosto e, a meno di imprevisti dell'ultima ora, l'offerta dovrebbe essere accolta all'unanimita'. L'obiettivo e' creare un mercato unico per le pmi, diviso in due segmenti: Aim Italia e Mac.

12- PUBBLICITÀ PER LA MUSICA SU YOUTUBE...
Per "il Corriere Della Sera" - L'annuncio arriverà oggi: Siae e YouTube hanno siglato un accordo di licenza che copre l'uso in Italia, in «streaming», di musica e opere audiovisive del repertorio della Società italiana e degli autori ed editori nei video presenti sulla piattaforma del sito. I brani messi su YouTube dalle case discografiche rappresentate da Siae potranno essere accompagnati da pubblicità, i cui ricavi saranno condivisi, per esempio, dai gruppi della musica e dalla piattaforma che li ospita.
E saranno ricompensati anche autori e compositori. La licenza ha una durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. L'obiettivo? «Assicurare agli autori e agli editori un compenso che tenga conto dell'intensità di utilizzo delle loro opere su una piattaforma molto popolare», ha commentato Manlio Mallia, direttore di area della Siae.
Sul fronte di YouTube, il sito controllato dall'americana Google, è intervenuto Christophe Muller, direttore delle partnership per l'area South e Eastern Europe, Middle East e Africa: «Siamo davvero molto soddisfatti di aver raggiunto un accordo con Siae, che aiuta gli artisti rappresentati a guadagnare e può consentire a nuovi talenti musicali di emergere».

13- SNAM, PIÙ UTILI. SALE LA RACCOLTA MEDIOLANUM...
Dal "Corriere Della Sera" - Nei primi sei mesi dell'anno Snam Rete Gas ha realizzato un utile netto consolidato di 547 milioni di euro, +27,5% considerando anche Italgas e Stogit rilevate nella seconda metà del 2009 dalla controllante Eni (escludendole, l'aumento è del 133%). Sempre nel mondo Eni, Saipem (impiantistica) ha rivisto al rialzo le stime per l'intero 2010 (e il titolo ha fatto +0,55%) sulla base dei risultati del primo semestre, dove i nuovi ordini hanno superato i 7 miliardi (5 dello stesso semestre 2009) e il portafoglio residuo ha raggiunto il livello record di 20,4 miliardi. L'utile netto dei sei mesi è stato di 380 milioni, (+1,6%) e quello del secondo trimestre di 198 milioni (+5,3%). In forte crescita anche gli utili di Acea, la multiutility controllata dal Comune di Roma: il risultato netto è salito a 82,9 milioni (+52,1%) e i ricavi consolidati a 1,58 miliardi (+7,4%). Si invece è fermato a 85 milioni, in calo del 21%, l'utile netto di Mediolanum (ma il titolo è salito in Borsa dell'1,94%), la cui raccolta netta totale ha registrato un +24% a 2,6 miliardi.

14- MUSSARI, PROPOSTE APPREZZABILI BASILEA 3, MA NON ANCORA SODDISFATTI...
(Adnkronos) - Non soddisfa ancora il documento licenziato dal Comitato Basilea 3 che contiene le nuove norme che regolano gli istituti finanziari. A giudizio del presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, che si e' espresso sul tema al termine della riunione con il comitato esecutivo, nel testo ci sono "alcune modifiche apprezzabili" ma permangono ancora "forti elementi di preoccupazione". In particolare, afferma Mussari, "non siamo soddisfatti su alcune norme che riguardano la riduzione del capitale di alcune imposte. Apprezziamo quello che e' stato fatto, ci impegneremo per migliorarlo".

15- MUSSARI, NESSUNO HA DIFFICOLTA' A SUPERARE STRESS TEST...
(AGI) - Allargare anche ad altre banche la prova degli stress test oltre alle cinque che vi sono state gia' sottoposte? La questione spetta "all'Autorita' di Vigilanza", ma "non abbiamo notizie in tal senso". Durante la conferenza stampa alla fine del comitato esecutivo cosi' risponde il neo presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, a una domanda sugli stress test sottolineando comunque che "sembra che nessuno abbia difficolta' a superarli". A chi gli fa notare che nel mondo anglosassone ci sono critiche sulla loro qualita' e su quanto siano o meno severi, Mussari replica convinto: "Non ho dubbi sulla validita' e sulla qualita' degli stress test".
Quanto poi alla possibilita' di un ricorso ai Tremonti bond, il neo presidente dell'Abi risponde: "Non mi sembra al momento che nessuno abbia bisogno di una misura in tal senso".

16- CDP: UTILE NETTO CALA A 991 MLN (-4,6%) NEL PRIMO SEMESTRE...
(AGI) - In flessione l'utile netto di Cassa Depositi e Prestiti, che nel primo semestre e' ammontato a 991 mln (-4,6%), "soprattutto alla luce dell'ampia contrazione, del 41%, registrata dal margine di interesse, passato da 1.309 a 769 mln". Gli altri dati, approvati oggi dal Cda, sono l'attivo patrimoniale salito a 235.025 milioni di euro, in crescita del 3,5% rispetto al dato di fine 2009. Sul fronte degli impieghi si e' registrata una vivace crescita dello stock di crediti (+4,3% rispetto a fine 2009), grazie soprattutto all'entrata a regime degli strumenti di supporto dell'economia che si sono affiancati alla tradizionale attivita' di finanziamento degli Enti pubblici.
In particolare, CDP ha effettuato nei primi 6 mesi dell'anno nuovi finanziamenti a favore della clientela e del sistema bancario italiano per circa 4 miliardi di euro, in aumento del 22% rispetto all'analogo periodo del 2009; di questi, 2,1 miliardi di euro rappresentano i finanziamenti concessi alle banche a valere sul plafond dedicato al sostegno dell'accesso al credito delle PMI. Sul versante della raccolta, che complessivamente si e' attestata a oltre 219 miliardi di euro, risulta positivo l'andamento della raccolta postale, con lo stock che ha superato i 196 miliardi di euro (+3% rispetto a fine 2009).

17- BOEING: UTILI GIU' NEL SECONDO TRIMESTRE MA MEGLIO DI ATTESE...
(AGI/REUTERS) - Gli utili del colosso aerospaziale Usa Boaeing calano a 787 milioni di dollari nel secondo trimestre (1,06 dollari ad azione), contro i 998 milioni di un anno fa, ma si attestano sopra gli attesi 1,01 dollari ad azione. Il fatturato scivola del 9% a 15,6 miliardi di dollari e quelli della divisione aerospaziale scendono del 12% a 7,4 miliardi di dollari,mentre le consegne di aerei arretrano del 9%.

18- GIÙ I PREZZI AGRICOLI, A RISCHIO 250 MILA FATTORIE...
Luigi Grassia per "la Stampa" - È un tragico paradosso, lo specchio di un sistema malato: i prezzi alla produzione in agricoltura (cioè quelli che vanno a remunerare i contadini) continuano a scendere, mentre i prezzi pagati dai consumatori nei negozi e nei supermercati salgono; la differenza viene intascata dai molti intermediari della filiera, e così un gran numero di fattorie e di allevamenti rischia di chiudere per mancanza di reddito.
L'allarme viene dalla Confagricoltura a commento dei dati dell'Istat. Numeri alla mano, anche nel primo trimestre del 2010 i prezzi all'origine sono scesi, del 6,2% rispetto al corrispondente periodo del 2009 (quando già erano in caduta). Il 50% delle aziende agricole italiane si trova a lottare con livelli di redditività inadeguata, che mettono a rischio la loro sopravvivenza, e la Confagricoltura valuta che «nei prossimi tre-quattro anni altre 250 mila aziende rischiano di cessare l'attività». Ma l'allarme è anche a scadenza molto più breve: «Lo scenario si aggraverà con la fine della proroga al 31 luglio della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna, e la mancata reintroduzione del "bonus gasolio" per le serre».
Oggi la Confagricoltura manifesta con un sit-in a piazza Montecitorio mentre la Camera vota le norme della «manovra» che riguardano il settore.

19- IN RUSSIA LE CAUSE LEGALI SI RISOLVONO A COLPI DI LOBBY...
Da "la Stampa" - Quando un russo è davvero uno straniero? E gli investitori di minoranza possono ottenere ciò che spetta loro? La settimana prossima, una sentenza della Suprema corte commerciale russa aiuterà a rispondere a queste domande. Nel 2008, Kores Invest si ritirò da un'offerta di acquisizione vincolante per la società produttrice di energia Tgk-2. Kores è di proprietà del gruppo energetico locale Sintez, controllato dal senatore russo Leonid Lebedev. Il maggiore investitore di minoranza di Tgk-2, con una partecipazione del 25%, è anche il maggiore investitore di portafogli esteri in Russia, Prosperity Capital Management.
Gli azionisti di minoranza affermano che Kores deve loro 350 milioni di dollari. Kores sostiene che l'offerta non era valida, poiché era incompatibile con una legge del 2008, secondo la quale gli stranieri hanno bisogno del permesso del governo per acquistare più del 50% delle società "strategiche". Kores non aveva mai fatto domanda. Però in questa storia gli stranieri sono i venditori e non i compratori. Kores, Sintez e Lebedev sono tutte russe.
Kores sostiene di essere, di fatto, collegata all'estero e, pertanto, rientrare nella legge, poiché la sua casa madre ha alcune imprese controllate con sede all'estero. Finora, i tribunali russi hanno tutti accettato la contorta logica legale di Kores. È difficile dire se queste sentenze gettino un'ombra maggiore sull'interpretazione della legge oppure sul sistema legale. Ma il fatto principale è che le controversie societarie in Russia sono spesso decise sulla base del lobbismo.
Ciò dà agli oligarchi locali un grande vantaggio rispetto ai piccoli investitori e agli stranieri. Gli investitori di minoranza di Tgk-2 sperano che la Suprema corte commerciale russa veda le questioni in modo differente. Dopo tutto, la maggior parte delle grandi società russe ha anche imprese controllate estere e, quindi, questa interpretazione della legge invaliderebbe in teoria le loro recenti acquisizioni. Il risultato potrebbe essere il caos. Ma del resto, la logica legale e la coerenza non sono i punti forti della Russia.

20- IMPREGILO: AGGIUDICATA GARA PER CONCESSIONE AUTOSTRADALE IN COLOMBIA...
(Adnkronos) - Il gruppo Impregilo si e' aggiudicato la concessione del terzo lotto autostradale del progetto 'Ruta del Sol' in Colombia. La concessione, affidata ad un raggruppamento guidato da Impregilo e formato dalle imprese colombiane Infracon, Grodco, Tecnica Vial e dal fondo di investimenti privato Rds (partecipato da Bancolombia e dal Fondo Pensioni Proteccion), prevede l'adeguamento, l'ampliamento a quattro corsie e la gestione di due tratte autostradali tra le citta' di San Roque e Ye de Cienaga e tra le citta' di Carmen de Bolivar e Valledupar. A renderlo noto e' la stessa societa' Impregilo. Il valore complessivo dell'investimento e' di circa 1,3 miliardi di dollari.


ORIANO MATTEI

Oriano Mattei : BEPPE GRILLO E' FURIOSO – “FELTRI CI INFANGA, VO FUOGLIO SFIDARLO FISICAMENTE”



Milano 28 Luglio 2010

Luca Telese per "Il Fatto Quotidiano"

Nell'estate in cui il suo movimento Cinque Stelle vola nei sondaggi e i grillini preparano religiosamente la "Woodstock" del 26 settembre, lui, Beppe Grillo, è un fiume in piena. Parla di politica, di privatizzazioni, di leader politici (a destra e a sinistra) senza filtri e annuncia: "Siamo l'unico movimento politico diverso che non utilizza una sola lira di contributi. Sarà per questo che il Giornale inventa scoop per infangarci? Se Feltri non rettificherà le balle del suo giornale voglio incontrarlo. Incontrarlo fisicamente, intendo. Sempre che non abbia paura...".

Grillo, sei contento delle stime che vi danno al 3%?
Per nulla: è un dato taroccato.

Ma come, taroccato? Sareste a un passo dal quorum...
Ma noi siamo dieci passi oltre. Noi siamo già, in potenza, oltre il 10%. Quando si è votato, parlo di voti veri, abbiamo preso il 7,3%, solo in Emilia Romagna!
feltri

Però vi siete presentati in sole cinque regioni, perché?
Non siamo un movimento di cartapesta. Siamo presenti dove c'è Rete, dove c'è banda larga... E presto saremo ovunque.

Non pensi che parlare di "in-contrarsi fisicamente" sia un linguaggio violento?
Se c'è uno che sa usare le parole sono io. E mi sono veramente rotto i co-gli-oni di chi le usa per infangare ragazze e ragazzi che fanno politica in modo pulito, senza mendicare prebende...

Per lei è un attacco politico?
Ho affidato Il Giornale a un avvocato. Il titolo di prima dà una notizia falsa: "Grillo vuole soldi dallo Stato". Poi, quando vai a pagina 7, il pezzo è pieno di condizionali e ipotetiche: se... se... se... Ecco come il signor Feltri fa scuola di disinformazione.

La metti anche sul piano personale.
Certo, Feltri è una Onlus. Lui si che è pieno di soldi pubblici: a Libero prendeva direttamente 5 milioni di euro all'anno. Ora con Il Giornale, fa incetta di contributi indiretti...

Passiamo all'acqua. Il referendum è la vostra crociata?
Siamo stati i primi a denunciare le porcate che hanno portato alla legge sulla privatizzazione.

Il centrodestra dice che la proprietà resta pubblica.
Hi, hi hi... che ridere... Sono comici, e nemmeno lo sanno. Con le concessioni sull'acqua si stanno facendo ricchi... In tutti i comuni in cui sono stati dati appalti di gestione l'acqua è aumentata del 100%. Mentre Tremonti spara balle sul rigore...

Perché?
È con i servizi che si fanno i soldi. La depurazione dovrebbe essere un servizio sociale e invece è diventata un business. I servizi che vengono venduti assieme all'acqua sono più importanti dell'acqua, capisci?

Esempio?
Parigi: il sindaco Delanoe ha dovuto clamorosamente de-privatizzare, recuperando 40 milioni di euro l'anno.

Cinque stelle rischia di essere solo un movimento di protesta?
Quelli che protestano sono gli altri... Noi da anni stiamo dando le uniche ricette per sfuggire allo strozzinaggio della finanza e del finto capitalismo....

Ti senti anticapitalista?
Macchè, questa è la minima dose consentita di socialdemocrazia, altro che anticapitalismo!

Addirittura...
Qui si stanno svendendo i beni pubblici nel quale è cresciuta la democrazia: parchi, le scuole, i trasporti... Tutto in nome della presunta sacralità del mercato. Stanno facendo a pezzi le conquiste di mio padre e di mio nonno.. Bisogna incazzarsi!

Come funzionerà la vostra Woodstock di Cesena?
Il bello è questo. Non lo so.

Come, non lo sai?
So che verranno le migliori intelligenze d'Italia: gruppi musicali della Madonna, ragazzi in tenda, famiglie in roulotte, spazi per i bambini.... So che io sarò lì ad accogliere tutti, che parleranno poche personalità scomode e poco sentite in tv... Ma se mi chiedi i dettagli, non so dirteli. Arriveranno!

Quanto costa il meeting?
Più o meno 240mila euro, che stiamo cercando di autofinanziare integralmente. Se manca qualcosa, metto di tasca mia...

Alla faccia di tutte le leggende sulla taccagneria dei genovesi?
Alla faccia di chi pensa che si fa politica solo se paga lo Stato.

Parliamo degli altri politici. L'ultima volta che ti ho intervistato trafiggevi i leader del Pd.
Cambiano i leader, ma non la sostanza. Anzi: è ancora più arduo. Se ci fai caso Bersani è difficile persino immaginarselo. Sai, è il leader di una cosa che non c'è, non è mica facile....

Fra i tuoi elettori ce ne sono molti che votavano Pd...
E infatti non hanno colpe! Ma io ho le palle piene di questi.

Li prendi in giro?
Ma figurati: solo che sono mor-ti, mo-rti! Lo ripetiamo da anni, e solo adesso la gente si è resa conta che il Pdl-meno-elle esiste davvero....

Cosa gli rimproveri?
Tutto. Il fatto più grave è che dicono le robe a metà... Secondo Bersani esiste un nucleare cattivo, quello del governo, e poi ce nè uno buono e sicuro, il suo.

Quasi sicuro....
Già, peccato che sia quel quasi che li fotte: seguendo il Bersani-pensiero anche Chernobyl, anche il Titanic erano quasi sicuri.... L'idea che nella mente di Bersani esista un nucleare sicuro mi sconvolge...

Che pensi allora di Veronesi?
Mi dispiace che abbia messo la sua faccia a disposizione di un piano che serve ad arricchire Ligresti e Tronchetti Provera.... Mi spiace anche per Renzo Piano che è un mio vero amico, e lo resta. Però non li capisco.

E Di Pietro, ora, ti senti concorrente?
Non c'è mai stata concorrenza, fra me e lui. Resta, anzi, la voglia di collaborare, è una persona straordinaria. Solo che lui è un politico: guida un partito, fa alleanze tattiche che noi non possiamo fare.

E di Vendola, che hai invitato a votare in Puglia?
Lo stimo. Però lo aspetto al varco, per sapere se trivellerà il mare in cerca di pozzi di petrolio, o se costruirà quattro inceneritori dicendo che se li è trovati. Penso che se entra in coalizione avrà le mani legate.

Lui si candida alla guida del centrosinistra, e tu?
Ma per carità! Ci ho provato con il Pd, era una provocazione per parlare ai suoi elettori. Non hanno capito che conveniva pure a loro, pazienza.

Ma voi potreste coalizzarvi?
Credo che esprimeremo un nostro candidato premier.

Tu?
Macché, sarà un ragazzo di trent'anni.

Allora chi? Favia, che ha preso l'8% in Emilia Romagna?
È stato eletto per fare un altro lavoro, e noi non facciamo i cacciatori di poltrone.

Lo spettacolo quando parte?
A ottobre. Si chiamerà Grillo's back, e sarà pieno di sorprese, compresa un po' di magia. Probabilmente mi farò tagliare in due. Te la immagini la scena?


ORIANO MATTEI