


09 Gennaio 2011
1- CHI DI "METODO BOFFO" FERISCE, DI "METODO BOFFO" PERISCE (ANCHE PER FELTRI!) - 2- SALLUSTI: "A CORTINA, HA DETTO CHE BERLUSCONI NON HA I NUMERI PER CANDIDARSI A CA¬PO DELLO STATO E CHE SAREBBE ADDIRITTURA MEGLIO CHE NON SI RICANDIDASSE NEPPURE A PREMIER. FINI, BOCCHINO E DI PIETRO POSSONO CONTARE SU UN NUOVO ALLEATO?" - 3- "SALLUSTI SCRIVE IL FALSO. FORSE PERCHè ’LIBERO’ CON ME HA GIÀ 10MILA COPIE in più?" - 4- LA CONTROREPLICA DI SALLUSTONI SPUTTANA IL DUPLEX FELTRI & BELPIETRO: "UNA MANINA ACCORTA A ’LIBERO’ HA OMESSO GUARDA CASO PROPRIO QUEI PASSAGGI SULLE ESCORT AL QUIRINALE, SUI TIMORI DI UNA RICANDIDATURA, SULLE LEGITTIME AMBIZIONI DI TREMONTI A SCALZARE BERLUSCONI CHE RISULTANO NELLA REGISTRAZIONE AUDIO E VIDEO" -
1- LETTERA
Caro Dago,
il colmo per Feltri? Restare vittima del "metodo Boffo", usato dall'ex vice, "Indro" Sallusti, contro il Grande Vittorione da Bergamo Vecchia.....
Un cordiale saluto
pietro mancini
2- IERI: IL QUIRINALE (E FELTRI) HANNO CAMBIATO BANDIERA
Alessandro Sallusti per Il Giornale
Tutti bravi, meno la Lega che è scettica a festeggiare come si deve i 150 anni dell'Unità d'Italia. Lo ha detto ieri Napolitano aprendo ufficialmente l'anno delle celebrazioni. Più che unire, l'inquilino del Colle evidentemente mira a spaccare, gli italiani (oltre 3 milioni i votanti del Carroccio alle ultime politiche) e il governo. Chi governa, ha infatti aggiunto il presidente, ha il dovere di rispettare il Tricolore.
Nessun accenno, critica o richiamo a chi invece i simboli dell'Unità d'Italia li ha disprezzati per cinquant'anni. Cioè lui stesso e i suoi amici comunisti. Napolitano rimuove la verità che nelle piazze del Pci invase da bandiere rosse il tricolore fosse bandito, che Bella Ciao venisse cantata al posto dell'inno di Mameli, la parola Patria considerata un residuo fascista. E già che ci siamo val la pena di ricordare come il suo partito passasse informazioni al nemico, l'Unione Sovietica, per aiutarla a meglio preparare il piano militare della nostra invasione.
......
A cambiare bandiera è anche Vittorio Feltri. Il giornalista, fino a ieri tra i più autorevoli sostenitori del premier, in un incontro pubblico a Cortina, ha detto che Silvio Berlusconi non ha i numeri per candidarsi a capo dello Stato e che sarebbe addirittura meglio che non si ricandidasse neppure a premier. Fini, Bocchino e Di Pietro possono contare su un nuovo alleato?
3- LA RISPOSTA DI FELTRI, DIRETTORE EDITORIALE DI LIBERO, INTERVISTATO DA BELPIETRO
Da Libero
La vera replica di Feltri alle parole di Sallusti giungerà domenica con un'intervista, realizzata da Maurizio Belpietro, che verrà pubblicata su Libero. Ma Feltri non ha resistito a una prima reazione: "Il direttore Sallusti scrive il falso. Forse è dovuto al fatto che Libero con me ha già guadagnato 10mila copie? Se le ho prese, significa che Il Giornale le ha perse e questo", sottolinea il direttore, "dà fastidio".
Ma Feltri rincara la dose, bollando il comportamento di Sallusti come "non da gentiluomo" poiché sta sparando "su un uomo disarmato, visto che lo sono perché non posso scrivere" a causa del bavaglio imposto dall'Ordine dei Giornalisti.
Il direttore di Libero si mostra poi sorpreso per la retromarcia operata dal su ex quotidiano. "Sono stupito, non capisco il senso. Fino a ieri sul Giornale per me si raccoglievano migliaia di firme di solidarietà, e ora viene tutto cancellato".
Feltri entra poi nel merito delle accuse mosse dal direttore del Giornale. "Basta leggere l'intervista pubblicata oggi su Libero su quanto ho detto a Cortina", ovvero "esattamente il contrario di quanto Sallusti afferma: io voto ancora Berlusconi, non perché lo considero il migliore ma perché è il meno peggio. Ho detto e ribadisco", ha continuato Feltri, "che non lo vedo al Quirinale ma più come presidente del Consiglio".
Il fatto è che "non lo si può ingabbiare" al Colle, "anche perché poi", prosegue il direttore con una battuta, "lì Silvio come fa con le escort?".
Feltri conclude infine con un parallelismo da storia del giornalismo. "Ma sì, Sallusti tenta di ripetere quanto accaduto a suo tempo con Montanelli, quando lasciò Il Giornale e venne messo sotto protezione dalla sinistra. Pensano di ripetere questa operazione così i lettori rimangono. Ma Sallusti si sbaglia, perché io resto con Berlusconi".
4- LA RETROMARCIA DI 'LIBERO': DEPURATE LE FRASI DI FELTRI SULL'ATTACCO A BERLUSCONI
Alessandro Sallusti per Il Giornale
Il titolo di prima pagina di ieri, «Napolitano (e Feltri) cambiano bandiera» ha creato polemiche. Non tanto dalle parti del Quirinale, ormai avvezzo alle nostre critiche, quanto a Libero , il quotidiano nuova casa di Feltri.
Nell'articolo riferivamo del contenuto della conferenza che Feltri aveva tenuto a Cortina e segnalavamo come a nostro avviso ci fosse una presa di distanza netta dal berlusconismo.
Ieri, in pubblico e in privato, il mio ex direttore ne ha dette di tutte su di me. E fin qui nulla di male, fa par¬te delle regole del gioco. Non mi offendo anche perché mi ha insegnato che una notizia pubblica è una notizia, va data anche se riguarda un amico quale lui è per me (questo concetto lo ha ribadito anche nella famosa conferenza di Cortina).
Sentire Feltri precludere il Quirinale a Berlusconi per via della questione morale o temere una sua ricandidatura a premier mi è sembrato un cambiamento di opinione importante da parte di uno dei maggiori commentatori del centrodestra. E come tale una notizia degna di essere pubblicata con evidenza.
Quello che non ho gradito, invece, è che ieri Feltri (che al momento di uscire aveva detto che noi del Giornale , e quindi presumo anche i nostri lettori, gli stavamo sui coglioni) ci ha dato dei bugiardi.
La prova? Sarebbe bastato leggere la trascrizione integrale del suo intervento pubblicata su Libero: non c'è traccia della nostra tesi. È vero. Solo che una manina accorta, non credo proprio la sua, a Libero aveva omesso guarda caso proprio quei passaggi sulle escort al Quirinale, sui timori di una ricandidatura, sulle legittime ambizio¬ni di Tremonti a scalzare Berlusconi che risultano nella registrazione audio e video.
Tutto qui, non siamo bugiardi, semmai sospettosi e irriverenti. Prendiamo atto che ieri Feltri ha detto di essere fermamente berlusconiano. Meglio per tutti, soprattutto per Berlusconi.
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