
17 Gennaio 2011
ROMA - «La priorità numero uno è la prevenzione del fondamentalismo islamico e degli embrioni del terrorismo». È quanto sostiene il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che in un'intervista al «Corriere della Sera» dichiara appoggio al primo ministro tunisino Mohammed Ghannouchi, definisce un «fallimento completo» l'Unione per il Mediterraneo e indica Gheddafi come un modello di dialogo con le popolazioni di un Paese arabo.
«L'Uscita di Ben Ali ha rallentato le tensioni, è stata una decisione saggia. Adesso il processo deve continuare», osserva Frattini, che cita come esempio la riforma «dei Congressi provinciali del popolo» realizzata da Gheddafi. «Distretto per distretto - racconta - si riuniscono assemblee di tribù e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader, cercando una via tra un sistema parlamentare, che non è quello che abbiamo in testa noi, e uno in cui lo 'sfogatoio' della base popolare non esisteva, come in Tunisia».
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