
28 Gennaio 2011
A causa della guerra informatica, scoppiata tra siti web considerati ostili a WikiLeaks e i gruppi informatici che lo difendono, sono stati arrestati 5 ragazzi inglesi tra i 15 e i 26 anni. I sostenitori del sito di Assange si sono resi protagonisti di alcuni attacchi informatici.
A occuparsi dell’indagine informatica è stata un’unità della polizia di Londra, specializzata in crimini online, che insieme alle polizie europee e degli Usa è risalita ai cinque ragazzi, trovandoli nelle loro case tra West Midlands, Northamptonshire, Hertfordshire, Surrey e Londra. In merito all’indagine la polizia britannica ha dichiarato, in un comunicato che:
«Gli arresti sono legati ai recenti attacchi DDoS (negazione del servizio) da parte di un gruppo online autonominatosi Anonymous»,
I giovani informatici hanno creato un gruppo online, che operava sotto il nome di Anonymous e hanno compiuto ripetuti attacchi DDoS con i quali hanno cercato di mettere fuori gioco per qualche ora i siti “avversari”, schierati con dichiarazioni o fatti contro Wikileaks. Nel mirino ci sono PayPal, Mastercard e Amazon.
Già a dicembre si verificarono dei precedenti: alcuni attivisti del web condussero una serie di attacchi contro istituzioni considerate nemiche di WikiLeaks, provocando la chiusura temporanea dei siti di Visa e MasterCard e del governo svedese. La polizia olandese fermò due adolescenti, allora sospettati di essere coinvolti nella campagna online che ora rischiano di essere processati. I ragazzi inglesi ora rischiano una pena fino a 10 anni e una multa fino a 5mila sterline.
Federica Addabbo
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