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venerdì 28 gennaio 2011

Oriano Mattei : Passa mozione Pdl: 11 sì, rinviare atti a procura


28 Gennaio 2011

Il partito del premier si mobilita contro la 'giustizia politicizzata'. Spunta Iris, altra minore.


ROMA - Colpo di scena in Giunta per le autorizzazioni della Camera sull'affaire Ruby: la commissione che ieri avrebbe dovuto votare la richiesta della Procura di Milano di perquisire gli uffici del ragioniere del premier Giuseppe Spinelli ha votato la proposta del Pdl che chiede invece il rinvio degli atti ai magistrati milanesi. Con 11 voti a favore, 8 contrari e 2 assenti nell'opposizione, l'organismo parlamentare ha adottato la tesi della maggioranza che propone un cambio di strategia nella 'difesa' del premier, scegliendo di seguire la strada dell'incompetenza di Milano, e cioe' del rinvio di tutti gli atti alla Procura con l'idea, in caso di contrasto con le toghe lombarde, di sollevare poi conflitto di attribuzione. Per i parlamentari della maggioranza, in sostanza, la competenza a decidere sul caso sarebbe del Tribunale dei ministri, in quanto il premier, telefonando al capo di gabinetto della Questura di Milano Piero Ostuni avrebbe agito in qualita' di presidente del Consiglio perche' credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Si tratterebbe, insomma, di un reato di natura ministeriale. Che, se riconosciuto, potrebbe anche portare, alla fine, alla nullita' di tutti gli atti messi in essere dalla procura di Milano. Intanto, l'Aula di Montecitorio, che dovra' votare la relazione della Giunta, lo fara' a voto palese. La maggioranza in questo modo puo' evitare le insidie del voto segreto mentre puo' confidare sulla posizione assunta dal finiano Giuseppe Consolo che, ancora prima della decisione della Giunta, aveva sostenuto la competenza del Tribunale dei Ministri a giudicare.

BERLUSCONI SCENDE IN PIAZZA,MANIFESTAZIONE 13/2 - Il Pdl scende in piazza a difesa di Silvio Berlusconi. Il partito del premier, a quanto si apprende da fonti di via dell'Umilta',salvo cambiamenti dell'ultima ora, sta preparando una manifestazione in piazza a Milano il 13 febbraio prossimo alla quale prendera' parte anche il presidente del Consiglio. L'obiettivo, spiega un dirigente del partito, ''e' quello di scendere in piazza per difendere il premier contro la giustizia politicizzata''. Originariamente, era prevista un'iniziativa nei teatri di 100 citta', ma il clima politico seguito al 'caso Ruby' ha spinto il Cavaliere e il partito a trasformare l'evento in un'unica grande manifestazione che, con tutta probabilita', si terra' in piazza del Duomo. E' possibile che in altre citta' vi siano, contemporaneamente, ''manifestazioni spontanee''. Una ''riunione operativa'', spiega una fonte del partito, e' prevista per domani a via dell'Umilta'.
PROCURA VA AVANTI, RICHIESTA IMMEDIATO PIU' VICINA - La Procura di Milano non si ferma. Gli inquirenti che indagano sul caso Ruby vanno avanti a lavorare in vista della richiesta di giudizio immediato per Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Richiesta che dovrebbe essere inoltrata al gip fra non molto e alla quale si aggiungeranno le nuovi fonti di prova raccolte e che sono in gran parte contenute negli atti inviati ieri alla Camera. Ancora oggi i procuratori aggiunti di Milano Ilda Boccassini e Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano - titolari dell'inchiesta sui presunti 'festini' a luci rosse nelle residenze del premier, coordinata dal Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati - hanno proseguito l'attivita', che va avanti da giorni, di selezione delle carte da inserire nel fascicolo che, forse gia' la prossima settimana, finira' insieme all'istanza di processo per il Presidente del Consiglio, sul tavolo del giudice delle indagini preliminari Cristina Di Censo. E questo accadra' anche se Roma restituira' gli atti e respingera' la richiesta di perquisire gli uffici di Segrate del ragioniere-fiduciario di Berlusconi, Giuseppe Spinelli. Insomma, le decisioni che verranno prese a Montecitorio non bloccheranno l'indagine perche' la questione della competenza funzionale e territoriale e' un nodo che, alla fine, dovra' essere sciolto in sede giudiziaria e non politica. Intanto ieri il fidanzato e convivente di Maria Esther Garcia Polanco, una delle ragazze ospiti alle feste del premier ad Arcore e che abita nell'ormai famoso residence di via Olgettina, e' stato condannato con rito abbreviato a 8 anni di carcere per spaccio e detenzione di droga, circa 12 chilogrammi di cocaina.

BRUTI DIFENDE BOCCASSINI, NO ATTACCHI DENIGRATORI - ''Le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati si qualificano da soli e, in un sistema di civile convivenza, devono essere un problema per chi ne e' autore e non per chi ne e' vittima''. Con queste parole, decise e precise, affidate a un comunicato stampa, il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha voluto difendere oggi pubblicamente i pm impegnati nell'inchiesta sul 'caso Ruby' e, in particolare, anche senza mai fare riferimenti espliciti, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Stamani, infatti, 'Il Giornale' e' uscito in edicola titolando in prima pagina 'Amori privati della Boccassini' e con un articolo, 'La doppia morale della Boccassini', che riportava una vicenda di 29 anni fa finita con un procedimento davanti al Csm, al termine del quale il magistrato venne assolto. E in tarda mattinata e' arrivato il comunicato firmato da Bruti Liberati, con il quale il capo della Procura, dopo aver precisato di essersi lui stesso assunto la ''piena responsabilita''' delle indagini sul caso Ruby con un ruolo di ''coordinamento'', ha espresso ''pieno sostegno e apprezzamento'' nei confronti dei pm titolari dell'inchiesta. A difesa della Boccassini e dei ''colleghi di Milano'' e' intervenuto anche il presidente dell'Anm, Luca Palamara. ''Il 'metodo Mesiano' non ci intimidisce e non ci intimidira''', ha affermato, parlando di un ''attacco di inaudita gravita''' da parte del 'Giornale' con l' ''intento di personalizzare lo scontro'' nei confronti della Boccassini. Nel pomeriggio sulla posta elettronica dell'Anm presso la Corte di Cassazione e' arrivata una minaccia indirizzata a Palamara nella quale, tra l'altro, si dice ''sta per arrivare la vostra ora''.

FEDE CONTRO CAPOSCORTA,NON ERO AD ARCORE 14/2 - ''Sono schifato, indignato ed incazzato da questa informazione nazista''. All'ennesima rivelazione sulle sue partecipazione alle feste di Arcore, questa volta da parte della 'sua' scorta, il direttore del Tg4 Emilio Fede sbotta e annuncia querele. Un'uscita che provoca l'immediata reazione del presidente dell'ordine dei giornalisti Enzo Iacopino - ''e' intollerabile che nel Giorno della Memoria si evochi il nazismo'' - e che lo stesso Fede poi chiarisce: ''il mio riferimento era a coloro che sono pronti a fornire testimonianze e racconti che sconfinano in una sorta di spionaggio del tipo Kgb o nazista. Se diversamente e' stato interpretato chiedo scusa ai colleghi''. Stavolta pero' il direttore del Tg4 non puo' che prendersela con il suo autista e uomo della scorta, il brigadiere capo Luigi Sorrentino: interrogato dalla procura di Milano, le sue parole sono finite nell'invito a comparire inviato alla Minetti e da ieri anche alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. Ai magistrati Sorrentino avrebbe raccontato come si svolgevano le le feste a Villa San Martino, in particolare quella di San Valentino - la prima volta di Ruby - in cui tutte le ragazze ''indossavano un babydoll rosso''. Ma ai pm, Sorrentino ha detto anche che erano gli stessi uomini della scorta a riaccompagnare a casa le ragazze che partecipavano alle feste, tanto che quando era in servizio con Emilio Fede i turni serali erano piu' lunghi.

BERSANI: SITUAZIONE INSOSTENIBILE PAESE IN DISAGIO - ''Le carte che arrivano ancora in Parlamento certificano di una situazione ormai insostenibile; una situazione che ammutolisce la voce dell'Italia nel mondo e che lascia completamente senza presidio i problemi che si accumulano nella vita degli italiani''. Lo afferma in una nota Pier Luigi Bersani segretario del Partito Democratico aggiungendo che ''chi, anche nel centro destra, ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune, deve finalmente indurre Berlusconi a fare un passo indietro e a liberare il Paese da un disagio non piu' sopportabile''.

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