yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : SALVATE ’L’ARENA’ DAI TAGLI DI TREMONTI: TOSI CHIAMA GLI IMPRENDITORI VERONESI

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mercoledì 12 gennaio 2011

Oriano Mattei : SALVATE ’L’ARENA’ DAI TAGLI DI TREMONTI: TOSI CHIAMA GLI IMPRENDITORI VERONESI




12 Gennaio 2011


SALVATE ’L’ARENA’ DAI TAGLI DI TREMONTI: TOSI CHIAMA GLI IMPRENDITORI VERONESI - NOZZE BARESI A TUTTO GAS PER IL CAPO DI GAZPROM (E IL SINDACO NON LO RICONOSCE) - RENZI TASSA GLI HOTEL E PERDE GLI INDUSTRIALI - BREMBO, 50 ANNI E NON FESTEGGIARLI - MENO FIOM IN APRILIA - IL MINISTRO ROMANI SCOMMETTE SU CUBA - MPS CEDE (E RIAFFITTA) GLI IMMOBILI - IN CARIGE LA CURIA RICONFERMA REPETTO - IL PORTAVOCE MASCHIETTO DELLA CAMUSSO - ADDIO LEGA: LA COOP È UNA E TRINA…

Da "Panorama Economy" in edicola domani

1. IMPRENDITORI IN ARENA...
Flavio Tosi chiama a raccolta i grandi industriali veronesi per salvare il Festival Lirico dell'Arena. Giulio Tremonti ha ridotto di 2,3 milioni il contributo pubblico che comunque resta cospicuo (34,6 milioni in due anni). Come prima risposta è stato cancellato il corpo di ballo che sarà sostituito da una struttura esterna. Ora bisogna affrontare il problema del cartellone estivo la cui programmazio ne è ancora incerta. Da qui l'appello agli industriali. Al tavolo Gian Luca Rana, figlio del re dei tortellini, Giordano Veronesi (gruppo Aia) e Alberto Bauli, titolare dell'omonimo gruppo dolciario. All'appello mancano complessivamente una decina di milioni di euro. (n.sun.)

2. IL CAPO DI GAZPROM BEFFA EMILIANO...
Il vicepresidente di Gazprom Neft, Kirill Kravchenko, ha beffato lo sceriffo di Bari, Michele Emiliano. Il manager russo ha organizzato sabato 8 gennaio il matrimonio civile al Comune di Bari, senza annunciarsi. Emiliano non deve avere fatto troppo caso ai nomi degli sposi del weekend e ha delegato i matrimoni civili previsti a un consigliere dell'opposizione, Filippo Melchiorre. Che, quando ha scoperto chi ha sposato, ha fatto i salti di gioia, facendo mordere le mani al sindaco. (a.cal.)

3. BREMBO, 50 ANNI E NON FESTEGGIARLI...
Martedì 11 Brembo ha compiuto 50 anni, ma l'anniversario è passato quasi sotto silenzio. L'azienda non ha fatto nulla per celebrare il primo mezzo secolo. Il presidente Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e consigliere di Fiat Industrial, è impegnato su Mirafiori.

4. RENZI TASSA GLI HOTEL E PERDE GLI INDUSTRIALI...
Il sindaco d'Italia più amato dai suoi cittadini perde l'appoggio degli industriali. Matteo Renzi perde il suo grande elettore Giovanni Gentile, presidente di Confindustria Firenze e sin dalle primarie supersostenitore del sindaco rottamatore. Tutto finito per colpa della tassa di scopo, l'euro che il sindaco vuole far pagare ai turisti che soggiornano negli alberghi cittadini (che dovrebbe portare 17 milioni di euro a Palazzo Vecchio) e che Gentile ha fortemente criticato. (a.cal.)

5. APRE LA CAMERA PER ENTRARE A CUBA...
È già volato all'Avana per presentare il nuovo organismo Nicola Cecchi, presidente della neonata Camera di commercio italocubana. Appena deliberata dal ministero dello Sviluppo economico, la Camera ha come obiettivo lo sviluppo dei rapporti economici fra Cuba e Italia. Per questo è stata affidata a un avvocato che nell'Isla Grande opera da 15 anni e ha seguito da vicino l'evoluzione del sistema castrista, ormai giunto a una fase decisiva di trasformazione.
Si preannunciano, infatti, mesi caldi: la riorganizzazione lavorativa a Cuba porterà al licenziamento di 500 mila dipendenti pubblici entro la primavera ed è appena stato nominato un superministro economico, Ramiro Valdes, con il compito di preparare un piano di riforme.

6. LA FIOM SCENDE DALLE MOTO APRILIA...
Non solo Fiat. Per il sindacato Fiom le nuove preoccupazioni sul fronte dei motori arrivano da Noale, sede di uno degli stabilimenti del gruppo motociclistico Aprilia, controllato dalla Piaggio di Roberto Colaninno. Alle elezioni per il rinnovo della rappresentanza sindacale i metalmeccanici della Cgil, che nel consiglio uscente controllavano cinque seggi su sei, hanno pareggiato tre a tre con la Fim-Cisl. Che essendo già in maggioranza (otto a sette) nel vicino impianto di Scorzé è diventata la prima sigla tra le tute blu del gruppo. (g.fer.)

7. MPS CEDE (E RIAFFITTA) GLI IMMOBILI...
Una cessione vera e propria. Il 29 dicembre, un po' in sordina, il gruppo Montepaschi ha chiuso l'operazione che l'ha svuotato degli immobili. Ben 1,7 miliardi di patrimonio, suddiviso in 683 tra agenzie e uffici della banca, è stato ceduto alla società Perimetro Gpi che ha contemporaneamente sottoscritto un contratto di affitto con l'istituto di credito. A mettere le mani sul pacchetto è un gruppo di soci guidati dalla Beni Stabili gestioni di Leonardo Del Vecchio (20,1%) e da Manutencoop facility management (20,1%), Siram (20,1%) e Net insurance (20%).

8. IN CARIGE LA CURIA RICONFERMA REPETTO...
È stato rinnovato il cda della Fondazione Carige. Non sono mancate le novità che segnano l'avanzata del mondo cattolico. A cominciare dalla tenuta granitica delle designazioni provenienti dall'universo che fa riferimento agli ex democristiani raccolti attorno a Claudio Scajola. Ma la novità più importante riguarda il presidente Flavio Repetto. A chiederne la conferma non è stata l'amministrazione provinciale che l'aveva designato: stavolta il suo nome è stato fatto dalla Conferenza episcopale. La Provincia in cambio ha ottenuto tre consiglieri. (n.sun.)

9. CAMUSSO SCEGLIE UN UOMO PORTAVOCE...
Dopo due donne, un uomo. Durante il lungo regno di Guglielmo Epifani in Cgil si sono alternate due donne come portavoce del segretario: Caterina Ginzburg (ex Unità) e Carmen Carluccio (ex Ansa). Susanna Camusso, prima donna segretario, invece ha scelto un uomo, promuovendo l'attuale capo ufficio stampa della Cgil Alberto Cassandra. (e.m.c.)

10. LA COOP (VERA) ERI TU. ORA PUÒ ESSERE CHIUNQUE...
La Coop eri tu, ora può essere chiunque. La battuta è di un vecchio cooperatore modenese, uno di quelli della Lega, rosso vivo, all'antica. Molto perplesso rispetto alla santa alleanza tra le tre centrali cooperative italiane che sarà formalizzata, dopo vari pre- annunci, il 27 gennaio prossimo.
Già, perché la confluenza di Lega Coop, da sempre vicina al Pci e alle sue reincarnazioni, con Confcooperative, area democristiana, e con Agci, area repubblicana, omologa tre mondi che in realtà di affine hanno sempre avuto solo la forma giuridica. E poi perché il roccioso Luigi Marino - da ben vent'anni a capo delle Coop bianche - primo dei tre presidenti a guidare il raggruppamento (poi ruoteranno), non sarà un coordinatore pro forma ma tenterà di comandare sul serio.
In verità è la Lega ad avere donato la propria forte identità sociale al sistema, dove sia le consorelle bianche che soprattutto quelle «verdi» erano assai meno note, non avendo oltretutto a rappresentarle i celeberrimi supermarket. Con quale vantaggio, si vedrà. È chiaro invece con quale rischio: se l'alleanza è un segno del superamento dei collateralismi politici è anche un modo per dire all'economia italiana che a distinguere le cooperative dalle imprese «normali» dovranno essere solo i loro valori sociali. Cioè che i privilegi di legge le coop dovranno dimostrare di meritarseli.

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