01 Gennaio 2011
1- SCUSATE, CAZZO VI ASPETTAVATE DA UN PAESE CHE HA ELETTO CAPO DELLO STATO LA COCCA DI LULA, DILMA ROUSSEF, TRE ANNI IN GALERA PER TERRORISMO TRA IL 1970 E IL 1972? - 2- CHE GRAN FINE ANNO DI MERDA SECCA BRASILIANA PER IL SUPREMO CAZZARO DI ARCORE - 3- IL GOVERNO BRASILIANO SFANCULA LA REPUBBLICA DI PULCINELLA COME UN QUALSIASI TRANS ROMPICOJONI: ’’IMPERTINENTE IN PARTICOLARE IL RIFERIMENTO PERSONALE A LULA’’ - 4- BATTISTI RESTERÀ IN BRASILE COME IMMIGRANTE, NON COME RIFUGIATO O ESILIATO POLITICO! IL PLURIOMICIDA POTRÀ RICHIEDERE LA CARTA D’IDENTITÀ, IL PERMESSO DI LAVORO E IL PASSAPORTO BRASILIANO. POTRÀ ANCHE ANDARE ALL’ESTERO, ITALIA COMPRESA - 5- ME’ COJONI!"FRATTINI HA DECISO DI RICHIAMARE A ROMA L’AMBASCIATORE PER CONSULTAZIONI” - 6- "LA REPUBBLICA ITALIANA FARÀ RICORSO: UN ATTO EVIDENTEMENTE ILLEGALE ED ABUSIVO" -
Ansa.it
Il Governo brasiliano considera ''impertinente in particolare nel riferimento personale a Lula'' la nota diffusa ieri dal Governo italiano circa il caso Battisti. Lo ha sottolineato il ministro degli esteri brasiliano, Celso Amorim, leggendo una nota ufficiale del governo brasiliano che annuncia il no ufficiale all'estradizione di Battisti.
Amorim ha aggiunto di non ritenere che il presidente Lula si mettera' in contatto con le autorita' italiane. A una domanda se considera che le decisioni di Brasilia su Battisti possano pregiudicare i rapporti con l' Italia, Amorim ha risposto ''non credo''. Amorim ha incontrato la stampa leggendo la nota del governo nella sede della presidenza della Repubblica.
RESTERA' COME IMMIGRANTE E NON COME RIFUGIATO -
Cesare Battisti resterà in Brasile come immigrante, non come rifugiato o come esiliato politico. E al Supremo Tribunale Federale non spetta più prendere decisioni sul caso ma solo emettere il documento di scarcerazione. Lo ha riferito oggi un portavoce del governo a Brasilia citato dalla stampa brasiliana. "Spetterà ora al Stf emettere l'ordine di scarcerazione di Battisti, detenuto nel penitenziario della Papuda a Brasilia", ha detto ancora la fonte.
"La decisione del Supremo può essere monocratica, firmata dal suo presidente Cezar Peluso, o del plenario. Se Peluso opta per la riunione del plenario, la liberazione avrà luogo solo in febbraio, perche il Stf adesso é in pausa estiva. Ma la decisione monocratica invece può essere firmata in qualsiasi momento".
Dal momento che il Supremo Tribunale Federale ha invertito all'inizio del 2009 la sentenza di rifugiato emessa dall'allora ministro della giustizia Tarso Genro, la decisione del presidente Luiz Inacio Lula da Silva si limita a non concedere la sua estradizione in Italia. Per questo l'ex terrorista si trasformerà in immigrante in Brasile e ha bisogno si presentare una richiesta di visto presso il ministero del lavoro. Avendo Lula deciso per la sua permanenza nel paese, la concessione del visto è praticamente automatica. A partire dalla concessione di questo visto, Battisti potrà richiedere la carta d'identità, il permesso di lavoro e il passaporto brasiliano. Potrà anche andare all'estero quando lo desidera.
FARNESINA RICHIAMERA' AMBASCIATORE ITALIANO -
La Farnesina si appresta a richiamare a Roma l'ambasciatore d'Italia in Brasile, Gherardo La Francesca per consultazioni. Lo si è appreso dalla Farnesina. "Il Ministro Frattini ha deciso di richiamare a Roma l'ambasciatore la Francesca per consultazioni volte a definire il percorso dell'azione giudiziaria del governo italiano in difesa delle proprie legittime aspettative basate sul Trattato bilaterale di estradizione e sulla sentenza del Tribunale Supremo brasiliano". E' quanto si legge in un comunicato della Farnesina sul caso Battisti.
ITALIA RICORRERA' A TRIBUNALE FEDERALE -
"La repubblica italiana, con il dovuto rispetto alle istituzioni brasiliane, farà ricorso al Supremo Tribunale Federale contro la pratica di un atto evidentemente illegale ed abusivo". Lo ha detto oggi l'avvocato brasiliano del governo italiano, Nabor Bulhoes, all'Agencia Brasil. L'avvocato ha spiegato che "nel contesto in cui il Supremo Tribunale Federale ha respinto il rifugio e ha concesso l'estradizione, lo stesso ha competenza costituzionale, che è privatamente sua, mentre restava solo al presidente Lula di rispettare il trattato di estradizione bilaterale".
Secondo Bulhoes il trattato deve essere rispettato perché "internamente al Brasile è una legge federale speciale, e internazionalmente è fonte di diritto internazionale".
2- CHI E' DILMA ROUSSEFF
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dilma Vana Rousseff (Belo Horizonte, 14 dicembre 1947) è una politica ed economista brasiliana, membro del Partido dos Trabalhadores, eletta Presidente del Brasile al secondo scrutinio delle elezioni del 2010 [1].
Nata in una famiglia giudaico- cristiana di classe medio-alta e educata in modo tradizionale, durante la giovinezza maturò posizioni politiche di matrice socialista. Cominciò la sua militanza partecipando alla lotta armata contro la dittatura militare brasiliana (1964-1985) in organizzazioni come il COLINA (Comando de Libertação Nacional) e la VAR Palmares (Vanguarda Armada Revolucionária Palmares). Trascorse quasi tre anni in prigione tra il 1970 e il 1972.
Ricostruì la sua vita a Rio Grande del Sud, dove, insieme a Carlos Araújo, suo compagno per più di trent'anni, contribuì alla fondazione del Partido Democrático Trabalhista (PDT) e partecipò attivamente a diverse campagne elettorali. Ricoprì l'incarico di segretaria municipale della Fazenda di Porto Alegre nel governo di Alceu Collares e più tardi fu segretaria statale per le miniere e per l'energia nei governi di Alceu Collares e di Olívio Dutra; mentre rivestiva questo ruolo si avvicinò al Partido dos Trabalhadores (PT) nel 2001.
Partecipò al gruppo di lavoro che stese il piano del governo nel settore energetico per l'elezione di Luiz Inácio Lula da Silva alla presidenza della Repubblica nel 2002; fu poi nominata dallo stesso Lula ministro della Casa Civil, una sorta di ministro dell'Interno con funzioni di sottosegretario alla presidenza del consiglio. È stata considerata dalla rivista brasiliana Época una delle brasiliane più influenti dell'anno 2009 [2].
2- NAPOLITANO: LA DECISIONE DEL PRESIDENTE LULA HA SUSCITATO IN ME PROFONDA DELUSIONE”
Corriere.it
La reazione ufficiale del governo italiano alla decisione del presidente Lula di non concedere l'estradizione per Cesare Battisti non è tardata ad arrivare. «Amarezza e contrarietà» ha espresso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «La decisione del presidente Lula ha suscitato in me profonda delusione». dilma H
Una decisione «incomprensibile» e basata su «motivazioni infondate», ha commentato Napolitano ricordando di avere scritto a Lula «nel gennaio 2009, illustrandogli ampiamente le circostanze di fatto, e gli argomenti giuridici e politici, che chiaramente militavano per la concessione dell’estradizione di Cesare Battisti. Gli riproposi tutti i termini della questione incontrandolo a L’Aquila in occasione del G8. E ricavai da quell’incontro motivi di fiducia nella comprensione, da parte brasiliana, delle ragioni dell’Italia»
A maggior ragione, dice Napolitano, «mi appare incomprensibile la decisione, le cui motivazioni appaiono tanto infondate quanto insensibili alle garanzie dell’ordinamento giuridico e alla tradizione democratica del nostro Paese. Non mi resta - conclude il presidente - che confidare in una seria considerazione, nelle competenti sedi brasiliane, delle nuove istanze che saranno prodotte dalle autorità italiane; e rivolgere un pensiero addolorato alle vittime dei crimini di Battisti come di tutte le vittime del terrorismo».
3- SCENARI - UN QUESTIONE TECNICA TERRÀ BATTISTI ANCORA IN CARCERE FINO A FEBBRAIO E L'ITALIA PROVERÀ A CHIEDERE UN NUOVO PROCESSO
RIO DE JANEIRO
Rocco Cotroneo per Corriere.it
BERLUSCONI E NAPOLITANO all'arrivo delle salme degli alpin– La (magra) consolazione per il governo italiano è che Cesare Battisti non uscirà subito dalla prigione di Brasilia, dove è rinchiuso da quasi 4 anni in attesa che venga messa la parola fine sulla richiesta di estradizione. E ciò grazie a una sorta di ultima resistenza del potere giudiziario brasiliano a quello politico, impersonato dal presidente del Supremo Tribunal Federal, Cezar Peluso. Fu lui il relatore del processo di un anno fa e lui il più convinto sostenitore delle ragioni italiane. Spetterebbe a Peluso, in queste ore, mettere in libertà Battisti, con una semplice telefonata in carcere. Ma non lo farà. Poiché la Corte è in ferie, Peluso sostiene che una decisione così importante dev’essere presa dall’assemblea plenaria. Probabilmente nella seconda metà di febbraio.
CONGELAMENTO - Grazie a questo ennesimo passaggio tecnico, la difesa del governo italiano, attraverso uno studio legale di Brasilia, avrà ancora un po’ di tempo per mettere a punto la prossima mossa. Certamente chiederà il congelamento della scarcerazione, e poi qualcosa in più. Un nuovo processo al Supremo che discuta l’incongruità della decisione presidenziale di oggi, basata su un articolo del trattato di estradizione tra Brasile e Italia, con la sentenza di estradizione già emessa un anno fa.
IL RUOLO DI DILMA - Quante speranze abbia l’ultima mossa italiana è difficile dire. Si può soltanto mettere in rilievo che la presidente del Brasile a partire da domattina, Dilma Rousseff, non avrà sulle spalle l’eredità di Lula su questa vicenda e potrebbe esprimere una posizione diversa. La Rousseff, d’altronde, era stata chiara durante la campagna elettorale: per me le decisioni dei giudici non si discutono e Battisti dev’essere estradato in Italia.
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
sabato 1 gennaio 2011
Oriano Mattei : SCUSATE, VI ASPETTAVATE DA UN PAESE CHE HA ELETTO CAPO DELLO STATO DILMA ROUSSEF, CONDATTATA A 3 ANNI PER PERRORISMO?
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