


05 Gennaio 2011
È L’ORA DI FACEBOOKOV - SPUNTA L´OMBRA DEL CREMLINO DIETRO LA SCALATA DEI FIGLI DI PUTIN AL SOCIAL NETWORK DI ZUCKERBERG (10%) - IL PATRIMONIO DEI NUOVI SOCI, USMANOV E MILNER, ARRIVA DAGLI AFFARI MINERARI DI GAZPROM - E NON INVESTONO PER GIOCO: “SUL WEB C´È QUESTA TENDENZA. L VINCITORE PRENDE TUTTO”…
Angelo Aquaro per "la Repubblica"
Come dite voi Facebook in Uzbekistan? L´ultimo amico della compagnia che sta stravolgendo Internet sarà anche ricchissimo ma il mezzo miliardo di utenti del social network saranno curiosi di conoscere la sua storia prima di cliccare «mi piace». E Digital Sky Technologies, nota come Dst, la società russa salita a sorpresa al 10 per cento nella creatura di Mark Zuckerberg, ha una storia tutta da raccontare. E che comincia il giorno in cui, due anni fa, l´amministratore delegato Yury Milner telefona ad Alisher B. Usmanov, il magnate uzbeco con cui ha costruito il suo impero web in cirillico, Mail.ru. «Conoscerai questa compagnia, Facebook», gli dice Yuri.
«No», risponde Alisha, classe 1953, un signore che 26 anni fa, quando nasceva Mark Zuckerberg, nota il New York Times, marciva in una prigione dell´Uzbekistan per una mazzetta da 30mila rubli. «Non la conosco ma la conoscono i miei nipoti». Detto, fatto. È l´inizio di quell´investimento con cui l´altro giorno Goldman Sachs ha sigillato la strana alleanza tra Urali e Silicon Valley.
Diventeremo tutti amici di Face.ru? Yuri Milner giura che la sua compagnia è votata a «focalizzare i suoi interessi sul consumatore di Internet». A focalizzarli anche troppo, visto che è proprietaria del maggior social network russo, Odnoklassniki, e ha un´ampia quota anche del rivale, Vkontakte. Milner, un ex medico che s´è scoperto imprenditore, parla come un profeta di Internet, e in una rara intervista a Vedomosti, passata inosservata prima della scoperta della scalata a Facebook, sostiene ora che l´intelligenza artificiale trasformerà il web.
«Credo che tra 10 anni quando farai una domanda in un social network non riuscirai a capire se la riposta ti arriva da un essere umano o da un computer». Tra dieci anni. Per adesso, Milner non si preoccupa certo di riuscire a far capire dove comincia e dove finisce il suo impero. «Sul web c´è questa tendenza» ammette: «Il vincitore prende tutto».
La tendenza è ineluttabile quando i vincitori scendono in campo con il piccolo aiuto di qualche amico. Il maggior azionista e partner-padrone di Milner, cioè Alisher Usmanov, ha fatto tutta la sua carriera all´ombra del nuovo Cremlino. Forbes lo incorona al numero 100 dei più ricchi del mondo: 7,2 miliardi di dollari accumulati soprattutto grazie a Metalloinvest, la società che amministra gli affari minerari di Gazprom.
Magnate della tv, di cui possiede due catene e una trentina di antenne regionali, cinque anni fa Usmanov rilevò il prestigioso quotidiano Kommersant quando Boris Berezovsky fu gentilmente pregato dal regime di farsi da parte. Come tanti oligarchi non ha resistito neppure lui al fascino, oltre che dei media, dello sport, possiede la Dinamo di Mosca ma anche l´Arsenal di Londra.
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