
14 Gennaio 2011
Il 30 agosto abbiamo pubblicato un’intervista a Fausto Cattaneo, il commissario Tato, che presenta il suo libro autobiografico “Operazioni sotto copertura. Come ho infiltrato i cartelli della droga”. (intervista di "Ticino Libero").
Fausto Cattaneo, finalmente è stata pubblicata la versione italiana del suo libro “Operazioni sotto copertura. Come ho infiltrato i cartelli della droga”, pubblicato nel 2001 in francese. Cominciamo da qui, come mai decise, a suo tempo, di scrivere un libro sulla sua esperienza di agente infiltrato?
I motivi che mi hanno spinto a mettere nero su bianco le mie esperienze investigative, segnatamente quelle di “undecover” (infiltrato) in varie organizzazioni criminali, sono diversi. In primis ho scritto le mie memorie a scopo terapeutico. Ero entrato in un buio e profondo tunnel depressivo e scrivere quel libro mi ha aiutato molto ad uscirne e trovare la luce e la serenità. Secondariamente anche per motivi di sicurezza mia e della mia famiglia: per certi aspetti il contenuto del libro é una sorta di “polizza assicurativa”. Infine anche perché era mio dovere di funzionario denunciare delle illegalità commesse da agenti di polizia svizzeri e stranieri nella conduzione di talune operazioni.
I risultati delle sue inchieste furono importantissimi. Quali sono state le sue soddisfazioni più importanti? E quali invece le delusioni?
Effettivamente abbiamo ottenuto dei risultati molto importanti che hanno avuto eco nel mondo intero. Le soddisfazioni più importanti, delle quali ne sono fiero e orgoglioso, é l’aiuto che nella mia carriera sempre ho dato ai tossicodipendenti. Da loro, perlomeno, ho ricevuto un grazie sincero. L’infiltrazione, fatta in maniera intelligente e professionale, é uno strumento efficacie nella lotta alla criminalità organizzata: la delusione viene dal fatto che il tracciato investigativo che avevo disegnato é stato, ipocritamente, abbandonato.
Come mai nel 1994 lasciò la polizia ticinese? Si è mai pentito di questa scelta?
I diversi successi e riconoscimenti ottenuti a livello mondiale, i cui meriti devono essere divisi con altri colleghi e magistrati che si sono impegnati duramente e seriamente, hanno provocato una lunga serie di gelosie e invidie, insopportabili e logoranti. Ho gettato la spugna per motivi di salute. Dietro consiglio medico ho accettato di andare in pensione anticipata. Non mi sono mai pentito della scelta.
Sappiamo che sta preparando un secondo libro. Su quali argomenti si concentrerà in questa sua seconda opera? E quando potremo trovarlo in libreria?
Effettivamente é da un po’ di tempo che sto preparando una seconda pubblicazione. Sarà, sostanzialmente, la continuazione della prima che aveva sollevato non pochi polveroni. Le risultanze delle polemiche allora provocate, attentamente analizzate e puntualizzate nonché con la farcitura di tanti altri concreti scoppiettanti elementi, cosituiranno il filo conduttore. Difficile dire in questo momento quando sarà in libreria: penso fra un annetto al massimo.
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