yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : Ancora scontri a piazza Tahir

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giovedì 3 febbraio 2011

Oriano Mattei : Ancora scontri a piazza Tahir


03 Febbraio 2011


IL CAIRO - Decine di funzionari delle Nazioni Unite hanno lasciato l'Egitto perche' la situazione nel Paese sta diventando sempre piu' instabile. Finora negli scontri sono morte almeno 13 persone, mentre cecchini hanno sparato sulla folla. Sostenitori di Mubarak hanno preso d'assalto alcuni hotel del Cairo a caccia di giornalisti stranieri, mentre la Casa Bianca ha chiesto di fermare gli attacchi. Il vicepresidente Omar Suleiman ha detto che le elezioni si terranno possibilmente ad agosto, ma i Fratelli musulmani hanno respinto il suo invito al dialogo. Il premier Ahmed Shafiq si è scusato per le violenze commesse e si è detto pronto a incontrare i manifestanti. Nota congiunta del Presidente francese, Sarkozy, il premier italiano Berlusconi, il Cancelliere tedesco Merkel, il primo ministro britannico Cameron e il premier spagnolo Zapatero: la transizione cominci subito.

MUBARAK A ABC, 'MI DIMETTEREI MA TEMO IL CAOS' - Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha detto in un'intervista all'emittente Abc: ''Mi dimetterei se potessi, ma tempo il caos''. E ha poi aggiunto: ''Non voglio che gli egiziani siano in lotta tra loro''.

SULEIMAN, CAOS E' COMPLOTTO STRANIERO E DEI FRATELLI MUSULMANI. A PIAZZA TAHRIR C'ERANO INFILTRATI - I disordini egiziani sono frutto di un ''complotto'' ordito da ''Paesi stranieri, dai fratelli musulmani e da alcuni partiti'' e a piazza Tahrir tra i manifestanti pacifici c'erano degli infiltrati: lo ha affermato oggi il vice presidente egiziano, Omar Suleiman, in un'intervista alla tv di Stato egiziana.

AL JAZIRA, CECCHINI SPARANO SU FOLLA A TAHRIR - La tv Al Jazira ha riferito che "cecchini" appostati su tetti sparano sulla folla a piazza Tahrir al Cairo. Intanto il ministero della sanità egiziano, citato sempre dall'emittente Al Jazira in inglese, afferma che sono almeno 13 le persone morte e circa 1.200 quelle rimaste ferite negli scontri della notte.

ARRESTATI CRONISTA E FOTOGRAFO WASHINGTON POST - Tra i giornalisti fermati e detenuti in Egitto vi è anche il responsabile dell'ufficio del Cairo del Washington Post, Leila Fadel, e una fotografa del giornale, Linda Davidson, insieme a un loro interprete. Lo ha confermato lo stesso giornale americano. Il Washingbton Post afferma che gli arresti sono stati ordinati dal ministro dell'Interno egiziano. Secondo il giornale americano, i giornalisti detenuti sarebbero una ventina. Tra questi, anche tre reporter di Al Jazira. Il quotidiano riferisce che ''almeno altri otto giornalisti internazionali sono stati fermati a piazza Tahrir dall'esercito''.

ARRESTATI DIPENDENTI DI HUMAN RIGHTS WATCH TRA CUI MARITO DI LUCIA ANNUNZIATA - Almeno quindici attivisti dei diritti umani sono stati portati via stamani dall' Hisham Mubarak Law Centre del Cairo da ''membri della forza di intelligence Mukhabarat''. Lo ha detto all'ANSA il responsabile per le emergenze di Hrw, Peter Bouckaert, che si trova al Cairo e che denuncia ''sistematici arresti di giornalisti e attivisti''. Tra gli arrestati di stamani, ci sono l'inviato di Human Rights Watch Daniel Williams (marito della giornalista Lucia Annunziata), un dipendente francese di Amnesty International e una dozzina di avvocati egiziani per i diritti umani.

TESTIMONI, STRANIERO UCCISO IN PIAZZA TAHRIR - Uno straniero è stato picchiato a morte in Piazza Tahrir al Cairo. Lo affermano testimoni e i servizi di soccorso.

CNN; NOSTRI CRONISTI ATTACCATI, FILMATI DISTRUTTI - L'emittente americana Cnn ha reso noto che alcuni suoi giornalisti in servizio al Cairo sono stati attaccati da manifestanti pro-Mubarak, e sono state sequestrate e distrutte le registrazioni e i filmati che avevano appena giraato per le strade della capitale egiziana. L'inviato della Cnn Anderson Cooper, che ieri era stato malmenato dai manifestanti, ha riferito che oggi la situazione al Cairo "é molto più pericolosa per i giornalisti". Il Dipartimento di Stato americano ha "condannato" oggi "la campagna concertata per intimidire i giornalisti e interferire con il loro lavoro".

SOLEIMAN, MUBARAK E FIGLIO NON SI CANDIDANO - Il vicepresidente egiziano, Omar Soleiman, ha annunciato alla tv pubblica che ne' il presidente, Honsi Mubarak, ne' suo figlio Gamal si presenteranno alle prossime elezioni presidenziali.

PROCURA BLOCCA USCITA PAESE E FONDI EX MINISTRI - Il procuratore generale egiziano ha emesso un decreto bloccando l'uscita dal Paese e i fondi di tre ex ministri, fra i quali quello dell'interno, Habib El Adly, e del segretario generale del Pnd, il partito di Mubarak, Ahmad El Ezz.
PREMIER PRONTO AD ANDARE IN PIAZZA TAHRIR - Il primo ministro egiziano, Ahmed Shafiq, si e' detto pronto ad andare in piazza Tahrir, teatro delle contestazioni al regime, per discutere con i manifestanti. Lo ha detto lo stesso premier in dichiarazioni citate dall'agenzia di stampa Mena. Il primo ministro egiziano si e' scusato oggi per le violenze commesse ieri sui manifestanti.

SMS INVIATI DA VODAFONE PRO MUBARAK E ESERCITO. VODAFONE: COSTRETTI - Vodafone Egypt ha inviato sms a sostegno dell'esercito e della patria e con l'indicazione del luogo di incontro di un corteo pro Mubarak. Nel blackout assoluto della comunicazione sms in Egitto in vigore da venerdi' scorso, sui cellulari sono comparsi tre messaggi. Nel primo si afferma che ''le forze armate prendono cura della vostra sicurezza e non ricorreranno all'uso della forza contro questo grande popolo''. Il secondo e' un appello ai ''nobili cittadini'' a proteggere il paese perche ''la patria rimarra' per sempre''. Il terzo, inviato da 'egypt lovers', informava che una manifestazione di massa era cominciata in una piazza del quartiere Mohandessin del Cairo, in sostegno del rais Hosni Mubarak.
Vodafone ha spiegato di essere stata costretta dalle autorità egiziane a mandare gli sms, ha detto di non avere la capacità di cambiare il contenuto dei messaggi e ha fatto sapere di aver protestato con il governo egiziano per una pratica definita "inaccettabile". "In base ai poteri di emergenza della legge sulle telecomunicazioni le autorità egiziane possono ordinare alle reti mobili di Mobinil, Etisalat e Vodafone di mandare messaggi al popolo egiziano. Il governo ha usato questo sistema fin dall'inizio delle proteste", ha detto Vodafone Egypt in un comunicato.

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