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venerdì 11 febbraio 2011

Oriano Mattei : Caro Ferrara, noi avremmo voglia di rimetterci i pantaloni...Qualche domanda sul presunto "golpe puritano" e sul governo del paese


11 Febbraio 2011


di Sergio Talamo
Gentile Giuliano Ferrara, è un piacere raro interloquire con berlusconiani intellettualmente onesti, che non dividono il mondo in due, che non recitano la parte delle vittime a prescindere. Vizio mortale ben rappresentato anche dall’altra parte, i salvatori della patria in agitazione permanente.

Domani Lei riunisce in un teatro di Milano gli oppositori al “golpe morale” che a suo dire sarebbe in atto: cioè, l’azione semi-eversiva di un’armata appesa alle gonnelle dei pm per dare la spallata definitiva a Berlusconi, trasformando in reati pubblici quelli che sono (fino a prova contraria) vizi privati.

Direttore, Lei segnala un pericolo vero. Chi come noi ritiene che Berlusconi abbia i suoi meriti storici ma abbia esaurito il suo ciclo, e che oggi sia “non più una soluzione ma un problema” (le cito Benedetto Dalla Vedova, mica Pancho Pardi), è a disagio in mezzo alle ondate di moralismo insincero che rischiano di mettere fra parentesi le libertà individuali; e non si riconosce in politici (?) la cui strategia (??) è aspettare che il loro avversario sia incriminato per sfruttamento della prostituzione minorile. Avventurieri che, per la foga di detronizzare il Caimano, paragonano l’Italia democratica alla sanguinaria dittatura dell’Egitto.

Ma… Qualche domanda ce la consente? Sì? Non è come il suo premier che non accetta mai i suoi inviti al confronto pubblico e pretende di dare solo risposte? Bene. Cominciamo.

1) Lei dice “con i suoi comportamenti Berlusconi ci ha messo in mutande”; e nella sua manifestazione ne appenderà ben 150. Bene, non pensa che “stare in mutande” non possa essere il definitivo destino di un Paese civile e moderno come l’Italia? Per quale motivo dovremmo eternamente accontentarci di un premier che ha deciso – noti bene: nessuno l’ha obbligato – di anteporre le sue manie alla sua funzione di governo, alla sua dignità, alla sua rispettabilità? Dove è scritto che, per paura dei talebani alle porte, ci tocca per sempre un capo del governo che si fa ricattare e svillaneggiare da una selva di ragazzine in mutandine (anche loro, ma per loro scelta) e seno al vento?

2) Lei dice che il premier è stato “demenziale” a chiamare la questura con la storia della “nipote di Mubarak”. Bene, si rende conto che questa storia demenziale il Cavaliere l’ha ripetuta ieri ai giornalisti? Lei che è così intelligente, perché valuta così poco l’intelligenza dei suoi connazionali?

3) Giustamente Lei si preoccupa dell’ondata moralistica dei “falsi puritani”. Ma non pensa che a provocarla sia proprio colui che ora ne è vittima? Voglio dire: chi guida ubriaco, può poi sorprendersi di essere andato a sbattere?

4) Lei e altri difensori del premier sottolineate il pateracchio delle intercettazioni. “Sara Tommasi è una disturbata ossessiva che si sentiva vittima di macumbe e SS naziste - scrive il direttore del Giornale Alessandro Sallusti - ma i pm hanno fatto trapelare solo gli sms che si prestavano ad una lettura ambigua”. Bene. Ma perché non ricordare che la “disturbata” Sara Tommasi stava per essere candidata alle Europee? E che tante altre fanciulle senza meriti sono state favorite non solo nelle tv ma anche per cariche pubbliche? È falso puritanesimo dire che questo non si fa? Lei lo farebbe?

5) Direttore, si è accorto che il governo non ha una guida da molti mesi? Che il suo appello, poi fatto proprio da Berlusconi, per “la più grande frustata all’economia che la storia d’Italia ricordi” si è ridotto a un provvedimento-tampone dagli incerti esiti? C’entra qualcosa, con questa paralisi, il fatto che il premier da molti mesi abbia ben altre ossessioni che il governo?

Insomma, gentile Giuliano Ferrara. Qui nessuna persona di buon senso vuole mettere la museruola alle libertà democratiche o rinchiudere la vita privata e sessuale in una gabbia moralista di Stato. Nessuno (di buon senso) chiede neppure al premier chissà quale abiura di se stesso. Gli si chiede solo di fare un passo indietro dopo il suo quasi-ventennio, ed indicare un altro nome. O crede che un governo Letta o Tremonti sarebbe il trionfo del golpe morale?

Speriamo che Lei risponda. E che si possa presto fare delle cose insieme. Sa, ci piacciono molto le gonne e chi le porta, ma anche noi come Lei sentiamo l’urgente bisogno di rimetterci i pantaloni.

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