yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : IL CAOS ARRIVA ANCHE SOTTO CASA GHEDDAFI - ALMENO DIECI MORTI NELLA SOLA GIORNATA DI OGGI TRA AL BEIDA E BENGASI

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giovedì 17 febbraio 2011

Oriano Mattei : IL CAOS ARRIVA ANCHE SOTTO CASA GHEDDAFI - ALMENO DIECI MORTI NELLA SOLA GIORNATA DI OGGI TRA AL BEIDA E BENGASI



17 Febbraio 2011


TRIPOLI, BEL SUOL DI SANGUE - IL CAOS ARRIVA ANCHE SOTTO CASA GHEDDAFI - ALMENO DIECI MORTI NELLA SOLA GIORNATA DI OGGI TRA AL BEIDA E BENGASI - NELLA CAPITALE IL COLONNELLO FA SFILARE I SUOI FAN - IL SITO DEL FIGLIO DI GHEDAFFI ANTICIPA: FORSE LUNEDÌ UN RIMPASTO DI GOVERNO - PER SCARONI TUTTO OK: CONTINUIAMO AD INVESTIRE - PUGNO DI FERRO DEI MILITARI IN BAHREIN…

1 - DIECI MORTI, CAOS IN LIBIA
Da "La Stampa.it"

Sono almeno 10 i morti negli scontri i Libia per la Giornata della collera contro il regime di Muammar Gheddafi. Secondo i siti dell'opposizione Al Youm e Al Manara, ci sono stati sei morti e Bengasi (confermati anche da Al Jazeera) e almeno quattro nella vicina Al Beida, nell'est del Paese. Le notizie non possono però essere verificate in modo indipendente.

LA RIVOLTA NATA SUL WEB - L'invito a manifestare seguendo l'esempio delle rivolte popolari in Tunisia ed Egitto era stato lanciato con un tam tam via Internet, nel quinto anniversario della sanguinosa repressione del 2006 a Bengasi dopo l'assalto al consolato italiano. E a Bengasi, la seconda città libica, hanno manifestato tra gli altri gli avvocati che davanti a un tribunale hanno chiesto una nuova Costituzione. Ad Al Beida gli scontri sono scoppiati al termine dei funerali di due giovani uccisi nelle proteste di mercoledì.

A TRIPOLI SFILANO I SOSTENITORI DEL COLONNELLO - Il giornale Quryna, vicino al figlio di Gheddafi Seif al-Islam, ha confermato solo due morti nella città orientale. Notizie di scontri tra polizia e manifestanti anti-regime arrivano anche da Ajdabya, nell'est della Libia, dove questa mattina un gruppo di manifestanti ha sfilato per le vie del centro e ha dato fuoco ad alcuni uffici governativi. Situazione tranquilla a Tripoli, dove nella centrale Piazza verde si sono visti solo sostenitori di Gheddafi che sventolavano le bandiere verdi della Giamahiria. Ma da Zenten, a sud-ovest della capitale, ci sono state manifestazioni anti-Gheddafi in piazza con un edificio dato alle fiamme.

GLI USA: "ASCOLTARE IL POPOLO". APPELLO ONU: STOP ALLE VIOLENZE -Intanto fioccano le reazioni della comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno invitato la Libia a rispondere alle «aspirazione del popolo». Il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, ha ricordato che «i Paesi della regione stanno affrontando le stesse difficoltà e lo stesso bisogno di riforme». «Noi - ha aggiunto - incoraggiamo questi paesi ad adottare misure specifiche che rispondano alle aspirazioni, ai bisogni e alle speranza dei loro popoli. La Libia appartiene senza alcun dubbio a questa categoria.

Anche l'Unione europea ribadisce il suo appello alle autorità libiche perchè siano rispettate le «legittime richieste» della popolazione. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si è detto invece «profondamente preoccupato» e «disturbato dai violenti mezzi usati per disperdere chi sta protestando» in Bahrein. In un breve incontro con la stampa, Ban ha sottolineato che in Bahrein e altrove deve essere assicurata «libertà di manifestazione e libertà di espressione, soprattutto per i giornalisti». Il segretario generale ha detto che ha contattato i leader del mondo arabo, offrendo «raccomandazioni e consigli che spero siano ascoltati» e aggiungendo che «l'Onu è pronta ad aiutare».

BAGNO DI SANGUE NELLE STRADE IN BAHREIN - Il contagio della rivolta araba è arrivata anche in Bahrein, dove le proteste della maggioranza sciita hanno portato la tensione alle stelle. Ci sarebbero almeno cinque morti nel'irruzione dei militari su piazza delle Perle, nella capitale Manama, dove sono stati dispersi i manifestanti. Si parla anche di una sessantina di dispersi. Il leader dell'opposizione sciita, lo sceicco Ali Salman, ha avvertito che l'intervento delle forze di sicurezza avrà conseguenze «catastrofiche».

In serata a Manama si terrà una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo per fare il punto sull'escalation di violenze nell'emirato. L'esercito, intanto, ha diffuso quello che ha chiamato il Comunicato Numero Uno, in cui le forze armate del piccolo emirato del Golfo Persico annunciano che adotteranno «tutte le misure rigorose e i deterrenti necessari» per «garantire la sicurezza dei cittadini e degli abitanti», come pure «la stabilità e l'ordine pubblico».

I militari affermano inoltre di voler «vigilare sul mantenimento della libertà» nonchè difendere le proprietà. Un portavoce del ministero dell'Interno è apparso alla televisione nazionale per annunciare che le forze di sicurezza hanno ordinato alla popolazione di evitare le zone centrali di Manama, teatro da tre giorni di manifestazioni di protesta della maggioranza sciita contro il regime monarchico assolutistico e l'elite sunnita.

2 - LUNEDI' RIUNIONE URGENTE PARLAMENTO. PER SITO VICINO A FIGLIO GHEDDAFI POSSIBILE RIMPASTO ESECUTIVO...
(ANSA) - Il Congresso Generale del Popolo, il Parlamento libico, terrà una riunione urgente lunedì prossimo e potrebbe decidere un rimpasto degli organi esecutivi . Lo afferma il giornale di Bengasi Qurina, ritenuto vicino al figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Seif al Islam. "Il Congresso - scrive il giornale, ritenuto affidabile - adotterà i principali cambiamenti e le riforme che interessano il popolo e sceglierà di sostituire alcuni nomi di spicco degli organi esecutivi dello Stato". La fonte ha aggiunto che il Congresso "adotterà riforme amministrative utili per la decentralizzazione".

3 - SCARONI: L'ENI CONTINUA A INVESTIRE...
(ANSA) - Quelle in Libia "non mi sembrano tensioni particolarmente forti" e quindi l'Eni "continuerà ad investire". Lo afferma l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, a margine del tavolo italo-tunisino organizzato alla Farnesina. "Certo - ha aggiunto - Bengasi ha una tradizione di città molto attiva quindi certe cose possono succedere, ma al momento non mi aspetto nulla, la nostra attività prosegue tranquillamente". Scaroni ha ricordato che l'Eni è in Libia da molti anni e che continuerà ad esserci.

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