yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Oriano Mattei : L’ALTRA RUBY, MEZZA SUORA E MEZZA ZOCCOLA, GIOCATRICE D’AZZARDO SEMPRE, PARLA AI PM DI MESSINA

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martedì 15 febbraio 2011

Oriano Mattei : L’ALTRA RUBY, MEZZA SUORA E MEZZA ZOCCOLA, GIOCATRICE D’AZZARDO SEMPRE, PARLA AI PM DI MESSINA



15 Febbraio 2011


1- L’ALTRA RUBY, MEZZA SUORA E MEZZA ZOCCOLA, GIOCATRICE D’AZZARDO SEMPRE, PARLA AI PM DI MESSINA: “VOLEVANO FARMI PROSTITUIRE CON I PEZZI GROSSI DI MESSINA-BENE MA IO NON VOLEVO GIOCARE AL "GIOCO DEI DADI"”. OHIBò! E CHE RAZZA DI GIOCO E’? - 2- RUBY SPIEGA: “A UN CERTO PUNTO IL PADRONE DI CASA HA PRESO DUE DADI DI COLORE GIALLO, SUI LATI DI UNO C’ERA SCRITTO "SUCCHIARE, LECCARE, TOCCARE, SCOPARE ECCETERA" E SUI LATI DELL’ALTRO INVECE ERA SCRITTO "BOCCA, TETTE ECCETERA". NEL CORSO DEL GIOCO È USCITO FUORI CHE UNO DEI PRESENTI MI DOVEVA TOCCARE IL SENO. MI SONO RIFIUTATA ANCHE SE AVEVO BISOGNO DI SOLDI, NON SONO MICA UNA ESCORT”... - 2- RUBY IN MUTANDE PER MARRA, LO SPOT PARE SIA COSTATO 200 MILA EURO. CHI PAGA? - CONCIONA MARRA: “IL CAPRO ESPIATORIO DI CUI PARLA NEL VIDEO È SILVIO BERLUSCONI...” -

1 - RUBY IN MUTANDE PER MARRA, LO SPOT COSTATO 200MILA EURO...
Chiara Paolin per "Il Fatto Quotidiano"

Alfonso Luigi Marra stavolta punta in alto. Dopo l'indimenticabile "strategismo sentimentale" affidato a Manuela Arcuri, l'avvocato con l'hobby della psicanalisi ha scelto una supertestimonial: Ruby. Lieta di denunciare, in slip e reggiseno, che "dal sesso all'amore, dalla disoccupazione all'economia, la radice del male sta nel signoraggio", ovvero l'usura bancaria.

"Ruby fa un coraggioso attacco alle lobbies - spiega Marra -. Mica come la Berlinguer, che non vuole mandare lo spot". Pare che lo spot sia costato 200mila euro. Evidentemente il libro vende bene, oppure arrivano tanti clienti per far causa alle banche. O c'entra la politica? L'iter è sospetto.

La Arcuri è stata sostituita prima da Lele Mora e poi da Ruby. E sul sito di Marra è cliccatissima la clip in cui la Tommasi discetta di finanza con la Yespica. "Mi interessa che passi il messaggio - s'accalora Marra -. Sono stato nel Pci, poi in Forza Italia, ho pure fondato un partito per denunciare che la magistratura ha mancato al suo dovere primario: punire le banche". Dunque, Marra contro i pm. Pronto a entrare nel governo, se Berlusconi chiama? "Certo, è lui il capro espiatorio di cui parla Ruby nel video: vogliono farlo fuori senza cambiare le regole del gioco". Autospot riuscito.

2- L'ALTRA RUBY, MEZZA SUORA E MEZZA GIOCATRICE D'AZZARDO
Gian Marco Chiocci per il Giornale

Si fa presto a dire escort. A leggere le carte di un procedimento penale istruito a Messina nel febbraio 2009 e che il prossimo 23 febbraio la vedrà in aula per il furto di un braccialetto da 3mila euro ( ad accusarla la titolare di un beauty center che l'aveva assunta) su Ruby si direbbe piuttosto il contrario. Perché in questa storia collaterale, e di molto precedente all'inchiesta sulle feste di Arcore, la ragazza marocchina si ribella alla datrice di lavoro che, a suo dire, la vuole far prostituire con i pezzi da novanta della Messina-bene.

Una storia anticipata dal Giornale una settimana fa con l'intervista all'amica del cuore della giovane marocchina. Una storia ripercorsa a verbale da Ruby che ai poliziotti non solo spiega di essere estranea al furto, ma confessa di essersi rifiutata di «concedersi» sessualmente a facoltosi professionisti nonostante il bisogno di denaro e le pressioni della titolare del centro estetico che l'aveva accolta e ospitata.

Quando Ruby lascia il beauty center per scappare «a una vita che non mi piace»,trova l'aiuto dell'imprenditrice Graziana Cubeta. Ma il 17 febbraio la titolare del centro rintraccia Ruby, chiama la polizia ed entrambe finiscono in questura dove la denuncia per furto viene formalizzata. Dalla doppia versione di Ruby, raccolta il 17 febbraio 2009 e il successivo 2 marzo, traspare un quadro desolante di ciò che la ragazza sarebbe stata costretta a fare se non fosse fuggita.

«Un amico (...) che ha un bar, mi ha presentato (la titolare del centro estetico, ndr ) che si è impegnata a darmi vitto e alloggio in cambio del mio lavoro, dormivo nel centro, sul divano (...). Alle 20 chiudeva il centro (...) e dopo venivano fatti ancora massaggi e c'erano persone che chiedevano che io massaggiassi le loro parti intime. Mi sono rifiutata ogni volta scoraggiando le loro avances ».

La titolare, però, non la prendeva bene. «Mi sgridava e minacciava di buttarmi in strada. Cercava di convincermi che se avessi praticato qualche massaggio particolare avremmo guadagnato parecchio denaro, e in particolare io che ne avevo molto bisogno». Ma quel che, due anni fa, Ruby rivela con particolare orrore è il «gioco dei dadi» molto in voga a Messina. «Il padrone di casa ha preso due dadi di colore giallo con le scritte nere. Sui lati di uno c'era scritto "succhiare, leccare, toccare, scopare, eccetera". Sui lati dell'altro, c'era scritto "bocca, tette, eccetera". Nel corso del gioco è uscito fuori che uno dei presenti mi doveva toccare il seno. Mi sono rifiutata. E cosi sono stata minacciata» dalla proprietaria del beauty center.

«Se non lo avessi fatto mi avrebbe fatto dormire per strada». Al «gioco» avrebbero partecipato professionisti dell'alta borghesia messinese e naturalmente la stessa proprietaria del locale di bellezza, che come riportato dal settimanale Centonove , nega tutto: «Ruby è solo una bugiarda, ho sbagliato a darle ospitalità. Lo ha detto solo per giustificarsi di ciò di cui è accusata: il furto di un bracciale di tremila euro».

Ruby invece racconta di nottate in discoteca e festini. «Alcuni giorni della settimana uscivo con (la titolare, ndr ) e con i suoi amici. Andavamo in ristorante, in discoteca, o nelle abitazioni dei suoi amici. (La titolare, ndr ) e i suoi amici fumavano, bevevano, assumevano sostante allucinogene. L'11 febbraio, quando l'ultimo cliente andava via, prima (la titolare, ndr ) e poi io facevamo la doccia. Fatto ciò, mi dava per vestirmi un perizoma ed un reggiseno. Lei era vestita allo stesso modo. Di questo chiedevo spiegazioni. Mi riferiva che voleva giocare con i cuscini. Stavo al gioco.

Ad un certo punto ho visto sbucarmi da dietro (...). Subito mi sono coperta con un lenzuolo ma (...) da dietro mi stringeva le braccia e mi spingeva in bagno. In bagno ho reagito violentemente riuscendo a divincolarmi. Chiedevo alla (titolare, ndr ) spiegazioni circa la presenza di (...).Dopo un po' mi convinceva ad uscire. Andavamo alla discoteca Re Vittorio. Lì ad un certo punto spariva e mi trovavo sola con (...).

Quest'ultimo ha tentato sempre in discoteca di baciarmi sul collo, stringendomi a lui. Mi divincolavo e gli davo uno schiaffo. II giorno dopo (la titolare, ndr ) mi sgridava e mi tirava in faccia un blocco di appunti. Dovevo cambiare atteggiamento perché (...) era ricco e specialmente io avevo bisogno dei suoi soldi».

Anche l'amica di Ruby, Graziana Cubeta, titolare di un'agenzia di marketing e moda, il 17 febbraio 2009, in piena notte, a verbale conferma il racconto di Ruby, la circostanza del gioco dei dadi e quant'altro. «Avevo lavorato nel centro massaggi come promoter ed hostess. Una sera di gennaio in discoteca (la titolare, ndr ) mi ha presentato Karima come sua cugina. Da quel giorno siamo diventate amiche. Qualche tempo dopo ho scoperto che lavorava al Centro e ci viveva.

Karima non veniva pagata per quello che faceva. E mi raccontava che ( la titolare, ndr ) le dava da mangiare una mela o un toast. Per questo motivo sia io che Flavia (...) portavamo cibo di nascosto». Versione respinta dall'accusatrice di Ruby: «Karima non ha mai svolto al centro alcun tipo di lavoro. Forse avrà svuotato un cestino (...). Queste accuse sono altrettanto false. Karima non solo non lavorava, ma me la portavo nei ristoranti, dove mangiava ostriche ».

Le parole di Graziana fanno emergere, invece, ben altro: «Karima mi ha raccontato del gioco del dado e dei maltrattamenti che subiva da (titolare del centro estetico, ndr ). Che prima mi ha chiamato per dirmi delle chiavi, poi di un furto di 300 euro, ed infine del bracciale. ( La titolare, ndr ), quando ha scoperto che avevo aiutato Karima, mi ha minacciato. E così allo stesso modo i miei amici Giuseppe (...) e Nello (...)», che Ruby aveva tirato in ballo come colui che le aveva proposto di lavorare in locali di scambio di coppie in cambio di compensi.

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