
25 Febbraio 2011
I diplomatici americani mostrano un’indomabile antipatia per il nostro Ministro dell’Economia. E compiono il miracolo di farcelo diventare quasi simpatico.
I cable degli ambasciatori americani a Roma parlano male di Tremonti che non vuole dare soldi per le imprese militari americane. “Se vince lui non avremo rinforzi in Afghanistan.” Così scrive l’ambasciatore americano Thorne nei cable che l‘Espresso pubblica domani, riferendosi al ministro Tremonti. Per impedire al titolare dell’Economia di bloccare gli invii di militari, Thorne “consiglia di mettere Frattini, La Russa e Berlusconi in condizione di dimostrate che le loro controparti nell’amministrazione Obama si sono rivolte a loro personalmente.” La diffidenza verso Tremonti nasce anche dall’analisi della sua impostazione economica.
CATTIVO – Gli americani sono critici verso i suoi bond, “veicolo per imporre la sua eclettica visione economica in favore dei soggetti che sono stati penalizzati dalla globalizzazione come le piccole imprese. Sfortunatamente molte di queste aziende non sembrano in grado o non hanno voglia di cambiare per affrontare le domande di un mercato più dinamico e della competizione globale.” Forse davvero Giulio ha cercato di difendere l’imprenditoria italiana dall’assalto straniero? Il tutto mentre sono state aperte le porte ai “fondi sovrani senza trasparenza”, come l’investimento libico in Unicredit. Non che la svendita di mezzi Stati Uniti alla Cina sia stata trasparentissima, peraltro.
PASSARE SOPRA GIULIO – Anche l’ex ambasciatore a Roma, Ronald Spogli, non ha simpatia Tremonti e nel 2009 scrive: “Abbiamo dei potenti alleati in Frattini e Ignazio La Russa, che purtroppo si sono ripetutamente scontrati con il duro muro del budget eretto da Tremonti. Berlusconi ha promesso solo a parole una sostanziosa partecipazione italiana nella nuova strategia americana per Afghanistan e Pakistan ma non si è ancora impegnato concretamente per sconfiggere Tremonti.” Sul contingente in Libano, inoltre, anche Frattini invoca il soccorso dei marines. E chiede al Segretario alla Difesa Robert Gates di “far capire al premier quanto ci tenete, in modo da spingerlo a passare sopra Giulio”. Insomma, quasi quasi c’è da rivalutare il nostro Giulio.
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