
18 Febbraio 2011
WIKILEAKS USA Berlusconi clown, un buffone, un incapace, un comico pagliaccio – Agli americani Berlusconi sta simpatico. Simpatico almeno quanto un clown di quelli bravi.
Wikileaks, sito capitanato da Julian Assange, butta benzina sul fuoco di coloro che vorrebbero abbrustolire il Presidente del Consiglio.
Fuoco già bello che vivo, considerata l’accelerata del caso Ruby Rubacuori (Karima El Mahroug), con Berlusconi indagato per concussione aggravata e favoreggiamento della prostituzione, il rito immediato stabilito dal gip Cristina Di Censo, il rinvio a giudizio il 6 Aprile, la giuria tutta al femminile…
E come se non bastasse, ecco Wikileaks che “spiffera” un altro cable su Berlusconi. Qualcuno sicuramente vorrà sminuire la faccenda e bollare tutto come mero gossip. Qualcun altro avrà un altro tassello da aggiungere a uno dei cavalli di battaglia dell’anti-berlusconismo, ovvero la pessima immagine che all’estero avrebbero di noi italiani e dell’Italia (tema molto caro al quotidiano la Repubblica).
Ecco cosa ci racconta Wikileaks. Il nuovo cable dedicato all’Italia consiste di oltre 4000 files, con documenti dal 2002 al 2010. Per ora L’Espresso ha pubblicato alcuni estratti di questi files, parzialmente pubblicati su Wikileaks.
Quanto segue, fa parte di un dispaccio firmato Ronald Spogli, ambasciatore USA.
“Frequenti gaffe” per Silvio Berlusconi, tanto da renderlo”un po’ clown”. “La povera scelta di parole” del Presidente del Consiglio ha”offeso praticamente tutte le categorie di cittadini italiani”. (questo che vorrà dire?
Berlusconi è il simbolo di una disgraziata Italia dal “tono disgraziatamente comico”.
Il Premier Berlusconi “ha danneggiato l’immagine del Paese in Europa e creato un tono comico alla reputazione italiana in molti settori del governo statunitense”.
“Berlusconi pagliaccio, agisce solo nel suo interesse”.
Il Cavaliere “è diventato il simbolo dell’incapacità e inefficacia dei governi italiani nell’affrontare i problemi cronici del Paese”, il cui unico desiderio sarebbe quello “di porre gli interessi personali prima di quelli dello Stato”.
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