
27 Dicembre 2011
In Somalia una lotta a colpi di rime e musica per non cedere ai ribelli islamici
Shine Ali non ha paura. Se così non fosse, non sarebbe rimasto accanto alla sua band, che registra in uno studio seminterrato a Nairobi e compone testa rap che sfidano i ribelli islamici. Proprio quei ribelli che controllano gran parte della sua terra d’origine, la Somalia – e la cui portata si estende in profondità nella capitale del Kenya. Al-Shabaab (dall’arabo La Gioventù), noto anche come Movimento di Resistenza Popolare nella Terra delle Due Migrazioni (MRP), è un gruppo insurrezionale islamista attivo in Somalia sviluppatosi a seguito alla sconfitta dell’Unione delle Corti Islamiche (UCI) ad opera del Governo Federale di Transizione (GFT) e dei suoi sostenitori, tra cui i militari dell’Etiopia, durante la guerra in Somalia.
IL MESSAGGIO - Ali è consapevole dei rischi che corre. Tre anni fa, i membri del gruppo di al-Shabaab hanno fatto irruzione nella sua casa nel quartiere di Eastleigh di Nairobi e gli hanno sparato. “Hanno detto, ‘Il tuo messaggio è anti-jihad. Stai dicendo ai giovani di rinunciare alla jihad’”, racconta il 29enne in un inglese stentato, parlando col Guardian. Ali, tirando su la sua felpa con cappuccio, mostra una cicatrice sul fianco destro e quella sul braccio sinistro. “Quando mi hanno sparato, sapevo che se avessi smesso di far musica loro avrebbero vinto, ma se avessi continuato, avrebbe vinto la mia forza”. Ali è uno dei membri fondatori di Waayaha Cusub, un gruppo hip hop che conta 11 somali, kenioti, un etiope e un ugandese. La band rappresenta una sfida provocatoria ai ribelli di al-Shabaab legati ad al-Qaeda e fin troppo presenti nella difficile realtà politica del Corno d’Africa.
LE ORIGINI - Ali ha dato origine al gruppo Waayaha Cusub, che può essere tradotto come Nuova Era o Nuova Alba, nel 2004. Da allora hanno prodotto diversi album, ottenendo anche grandi successi come con la canzone del 2010 “No to al-Shabaab”.
Il movimento Al-Shabaab controlla gran parte della Somalia meridionale e centrale, dove i suoi combattenti applicano una forma inflessibile della legge della sharia: si avvalgono di decapitazioni e amputazioni punitive, in alcune zone hanno vietato le suonerie musicali sui telefoni cellulari e hanno dichiarato fuori legge i film e il calcio. Le canzoni dei Waayaha Cusub vengono registrate a Nairobi, ma diffuse tramite CD pirata, attraverso la radio e internet. La band chiede la pace, la fine del dominio degli al-Shabaab, ma tratta anche argomenti tradizionalmente tabù come l’Aids e le rivalità tra clan.
LE REAZIONI - Ali e il suo gruppo hanno fatto arrabbiare i conservatori sia per i testi delle canzoni, sia per i video che mostrano donne vestite con pantaloni e che danzano. Una delle loro cantanti è stata sfregiata in volto a Nairobi alcuni anni fa e da allora si nasconde. Oggi Ali e i cantanti compagni nella band, Lixle Dikriyow e Burhan Ahmed, registrano i testi di una nuova canzone sulla pirateria. Due donne, che indossano il velo e gonne lunghe, sono sedute in silenzio in un angolo: attendono il proprio turno per cantare. Gli altri membri della band avevano troppa paura per presentarsi prove. La paura è una compagna costante per la comunità somala del Kenya in questi giorni. Dopo che i soldati del Kenya hanno attraversato la frontiera in ottobre per spingere indietro i giovani di al-Shabaab, il gruppo ribelle ha minacciato di colpire di nuovo. Ciò ha trasformato tutti i somali in possibili sospetti agli occhi di alcuni kenioti, nonostante gli attacchi avvenuti solo a Nairobi dopo l’incursione siano stati eseguiti da un ragazzo del Kenya membro di al-Shabaab. Ali, nato nella Somalia centrale, è venuto a Nairobi quando era un bambino, seguendo centinaia di migliaia di persone in fuga da decenni di violenza iniziate quando i signori della guerra rovesciarono il presidente Mohamed Siad Barre, dopo oltre 21 anni al potere.
I CAMBIAMENTI - Nairobi non è più il posto tranquillo che era una volta. “Nairobi o di Mogadiscio: è la stessa cosa adesso”, spiega Ali. I membri di Al-Shabaab sono presenti a Eastleigh, che è conosciuta come “Little Mogadishu”. Il rapper è preoccupato per come reagiranno i keniani se le loro forze militari subiranno grosse perdite sul campo di battaglia. Lui sa che la sua musica è sinonimo di rischio, ma dice che l’unico modo per combattere il gruppo islamista è aumentanre la consapevolezza tra i giovani somali. Il sapere è l’unica via.(Claudia Santini per "Giornalettismo.com")
Nessun commento:
Posta un commento