
07 Dicembre 2011
Una ragazza di 22 anni è stata picchiata e venduta da un amico conosciuto in chat
Picchiata e venduta dal compagno di cui si era innamorata. La relazione sentimentale di una ragazza sordomuta di 22 anni di Vicenza, trasferitasi a Bologna per vivere insieme al ragazzo conosciuto in chat, si è trasformata rapidamente in un vero incubo. Il presunto amante, un bolognese di 21 anni senza precedenti penali, l’ha costretta per mesi a prostituirsi, maltrattandola ogni volta che osava ribellarsi. Ieri l’aggressore, anch’egli sordomuto, è stato arrestato dai carabinieri. Ora si trova agli arresti domiciliari e dovrà rispondere dell’accusa di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, con le aggravanti dell’inganno, della minaccia e della violenza.
L’AMICIZIA IN CHAT - Ricostruisce la storia Claudia Milani Vicenzi per Il Giornale di Vicenza:
La vicenda è emersa lo scorso maggio quando la ragazza, accompagnata da un amico con cui si era confidata, aveva finalmente trovato il coraggio di denunciare il suo fidanzato e di raccontare la sua storia ai carabinieri. «Ci siamo conosciuti in chat», aveva spiegato la giovane. Dopo essersi scritti spesso tra i due era nata un’amicizia e, quindi, quella che lei sperava fosse una storia d’amore. Lui l’aveva convinta, promettendole un posto di lavoro, a lasciare la propria città e la propria famiglia e a trasferirsi a Bologna, dove naturalmente avrebbero vissuto insieme, nella sua casa. Era febbraio e la ragazza aveva deciso di compiere il “grande passo” nonostante i genitori fossero contrari e avessero tentato di dissuaderla.
LE VIOLENZE - Dopo il trasferimento in Emilia Romagna, la giovane si è accorta i essere stata ingannata:
Appena arrivata la ragazza si era resa contoche non c’era alcun impiego ad attenderla e che l’uomo che aveva creduto di conoscere era in realtà molto diverso: si era subito rivelato violento e manesco e dopo pochi giorni l’aveva costretta a prostituirsi. Tutte le sere la accompagnava a “lavorare” in periferia. La teneva sempre d’occhio, probabilmente per paura che lei cercasse di fuggire e, solo a tarda notte, dopo che lei aveva guadagnato una somma “sufficiente”, la riportava a casa. Naturalmente teneva per sé gran parte dei soldi. «Devi pure pagarti vitto e alloggio», le avrebbe infatti più volte ripetuto. Ogni sera la ragazza riusciva a guadagnare dai trecento ai cinquecento euro, oltre la metà dei quali finivano nelle sue tasche. Più volte la ragazza,che è originaria di Trentomache da anni viveva con la famiglia nel Vicentino, ha provato a ribellarsi e a mettere la parola fine a quest’incubo. Calci, pugni e sberle le conseguenze.Lo scorso maggio la giovane aveva provato a scappare e a rifugiarsi da un amico. Lui l’aveva trovata e riportata a casa per poi riempirla di botte e, naturalmente, costringerla a tornare di nuovo sulla strada, approfittando anche della soggezione derivante dalle sue condizioni.
FUORI DAL TUNNEL -Alla fine, armata di coraggio, la ragazza è riuscita a raccontare le violenze subite e sporgere denuncia:
A convincerla la ragazza a sporgere denuncia è stato un amico, anche lui sordomuto, che ha confermato ai carabinieri le parole della giovane, raccontandodiavereanche assistito ai violenti litigi durante i quali il ragazzo aveva cercato di obbligarla a continuare l’attività di prostituzione. Lo sfruttatore è stato sottoposto alla misura cautelare nell’abitazione del fratello con un’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Lorenzo Gestri e firmata dal gip Letizio Magliaro, per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, conleaggravanti dell’inganno, della minaccia e della violenza. La ragazza, che ha deciso di non tornare per il momento a Vicenza a causa degli screzi con la famiglia, si è trasferita a casa di un altro conoscente.(Dario Ferri per "Giornalettismo.com")
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