yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Lavori a prezzi stracciati nel crac della Ed. Im

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domenica 18 dicembre 2011

Lavori a prezzi stracciati nel crac della Ed. Im


18 Dicembre 2011


Un appalto strappato grazie ad una buona "entratura" e strizzando i prezzi con un'offerta al ribasso, lavori eseguiti non certo alla perfezione e il committente, il grupposvizzero tedesco Interio, che inevitabilmente rompe il contratto. Doveva essere un affare, invece per la Ed.Im. Suisse la costruzione del nuovo stabile di Contone, che ospiterà la filiale di Interio, si è rivelata una buccia di banana che ha portato sull'orlo del fallimento l'impresa di Davesco-Soragno. In pieno boom edilizio, mentre le betoniere girano all'impazzata, al punto che da più parti si avverte il rischio di una bolla immobiliare, saltano ditte che sembravano solide come la Mutti di Bellinzona e la Ed.Im che, sino a qualche giorno fa, veniva presentata come una delle imprese "più moderne e dinamiche del Ticino".
La Ed. Im e i suoi 107 dipendenti rischiano di colare a picco per mancanza di liquidità, provocata anche da una gestione poco felice; sarà il pretore a decidere il gennaio prossimo se concedere la moratoria concordataria, con la nomina di un commissario, oppure avviarla al fallimento. Per intanto la ditta ha avviato una procedura per un'ipoteca legale, di 4-5 milioni, sullo stabile di Contone.
Una mossa che pare destinata ad innescare un altro contenzioso legale con Interio, il noto marchio di mobili e articoli per la casa che aveva preventivato un investimento di una ventina di milioni per realizzare in Ticino una superficie di vendita di 4.800 metri quadrati, più altri 1.100 di magazzini.
Ma questi sono solo gli ultimi sviluppi per un cantiere che, negli ultimi tempi, ha avuto parecchi problemi. Come lo scontro tra Ed. Im e l'architetto che aveva curato i capitolati dell'appalto e assicurato la direzione dei lavori per la sede ticinese dell'Interio. Fonti bene informate parlano di rapporti poco chiari tra l'impresa luganese e l'architetto, che ha poi mollato tutto quando l'Interio ha riscontrato grossi problemi nell'esecuzione dei lavori. Così si è deciso di rompere con Ed. Im. e di ricorrere persino agli agenti della Securitas per impedire l'accesso al cantiere alle maestranze della ditta. Non è escluso che a rimetterci le penne in questa storia siano anche altre imprese che avevano ottenuto dei subappalti per alcune opere.
Per la Ed. Im gli ultimi mesi non sono stati dei più fortunati. Lo scorso agosto il gran patron italiano dell'impresa, l'ingegner Michele Molina, è rimasto coinvolto nelle indagini della procura di Monza in uno dei filoni dell'inchiesta sulle tangenti dello scandalo che ha travolto Filippo Penati, esponente di punta del Partito Democratico in Lombardia. Molina, che in Italia è amministratore delegato del gruppo Api, società specializzata nella costruzione di grandi centri commerciali, secondo gi inquirenti avrebbe avuto un suo ruolo nel sistema di tangenti che ruotavano attorno Penati.
A puntare il dito contro Molina era stato uno dei grandi accusatori di Penati, l'imprenditore monzese Pietro Di Caterina. L'imprenditore ha raccontato ai magistrati di "rapporti economici opachi e anomali" e di "passaggi di soldi" tra Molina e Penati, in relazione ad un affare immobiliare per una grande area su cui doveva sorgere l'Idroscalo Center, un complesso commerciale e di intrattenimento da 160 mila metri quadrati. Un progetto che, se realizzato, avrebbe fatto dell'Idroscalo Center il più grande complesso commerciale d'Europa. Grandi o piccoli che siano, a Milano come a Contone, i centri commerciali non pare stiano portando fortuna a Molina, che a Lugano aveva tentato anche il colpaccio dei lavori per il Lac, il nuovo Centro culturale. Cantiere che la Ed. Im. ha poi lasciato, per finire, non molto tempo dopo, coinvolta in una storia di caporalato a Gandria per dei lavori subappaltati ad altre due imprese.(Libero D'Agostino per "Il Caffè.ch")

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