

14 Dicembre 2011
Berlusconi è colpito per la fine del Rais, come ammette durante un’intervista con Paris Match
Silvio Berlusconi non è un “leader in pantofole”: non è più un premier, ma non per questo abbandona la politica. Anzi, dimostra ancora il suo interesse per l’attualità e durante un’intervista concessa a Paris Match commenta la morte di Gheddafi, definita “un’esecuzione sommaria” che lo ha scioccato.
L’ERRORE DELLA LIBIA - “L’esecuzione sommaria di Gheddafi mi ha colpito ed angosciato. La nuova Libia avrebbe dovuto assolutamente evitarla”: lo dice con fermezza l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in un’intervista al settimanale francese Paris Match, che sarà in edicola domani. Berlusconi aggiunge: “Tuttavia consideriamo il nuovo governo libico come un partner di fiducia. Il trattato di amicizia firmato nel 2008 continuerà a servire da punto di riferimento per la cooperazione tra i due Paesi”. Il Cavaliere sottolinea anche che “essere riusciti a porre fine a un contenzioso vecchio di cinquant’anni con un Paese tanto importante come la Libia è un successo storico”.
NIENTE PENSIONE - Il suo parlare al plurale, coinvolgendosi negli affari di stato, conferma che Berlusconi non intende abbandonare la politica e mettersi in pantofole: “Smetterò quando l’Italia sarà veramente un Paese liberale, garante dei diritti fondamentali e della libertà dei cittadini. Visto che questo giorno non è ancora arrivato, credo che il mio dovere politico debba proseguire”. Parlando con i cronisti del settimanale francese, il Cavaliere dice anche di “non vedersi come un leader in pantofole”. Alla domanda se oggi non avesse più tempo per ascoltare la musica, il Cavaliere risponde: “Se ho più tempo non me ne sono accorto. Lavoro sempre altrettanto. Le mie giornate dovrebbero avere 30 ore e non 24. Ho la fortuna di dormire poco”.
LA LUNGA GIORNATA DEL CAVALIERE - Mi alzo la mattina alle 7:30. In media, ho quindici appuntamenti al giorno e un numero infinito di conversazioni telefoniche. Oltre agli interventi pubblici. All’una di notte ricevo i giornali del giorno dopo: leggo, mi innervosisco e vado a dormire. Dopo cinque ore di sonno – conclude Berlusconi – mi risveglio ottimista come sempre”. A Paris Match, l’ex premier conferma tuttavia la sua volontà di non ricandidarsi a Palazzo Chigi: ‘L’Italia – afferma – ha bisogno di un cambio di generazione. Per me, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha 35 anni meno di me, sara’ un notevole presidente del Consiglio. Saprà portare avanti la mia opera. Ha tutta la mia fiducia’.(Claudia Santini per "Giornalettismo.com")
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