yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: febbraio 2011

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lunedì 28 febbraio 2011

Oriano Mattei : Sono allo studio almeno tre importanti SBARCHI IN BORSA (Prada, Moncler e Ferragamo)




28 Febbraio 2011


Bankomat! - : al fine di evitare altre QUOTAZIONI acchiappasoldi A SPESE dei piccoli azionisti, VEDI LA VICENDA SARAS-moratti, urge consob-control! - BANCO DESIO E IL GIOVANE “WHISTLEBLOWER”…

Bankomat per Dagospia

1 - QUOTAZIONE SARAS E (S)COMPENSI PER I PICCOLI AZIONISTI...
Scrive bene Vittoria Puledda oggi su 'Affari e Finanza' di Repubblica a proposito di quotazioni di Borsa, o meglio di prime quotazioni. Cioè di IPOs, come si dice in gergo, "sbarchi" in Borsa di aziende non quotate prima.

Sono allo studio almeno tre importanti IPOs del mondo del lusso (Prada, Moncler e Ferragamo) pare tutti e tre orientati a chiedere danari in borsa diventando società "pubbliche", secondo il lessico anglosassone, cioè non private ma che rispondono al mercato, per far incassare denari a chi oggi le controlla.

In altri termini, non per cercare soldi nuovi da iniettare in cassa finanziando lo sviluppo, ma per consentire agli attuali azionisti, famiglie e fondi di private equity, di monetizzare i loro investimenti.

Intendiamoci: nulla di male, a meno che qualcuno abbia ancora problemi morali con il profitto. Il punto è che in questo caso si spera che Consob e controllori di vario livello di questi IPOs siano attentissimi ai valori ai quali si sbarca in Borsa, alle famose forchette di prezzo, a come si fanno i road show di presentazione dello sbarco in Borsa.

Perchè errori od omissioni per fare guadagnare cifre, spesso elevatissime, ai proprietari attuali che conoscono pregi e difetti del loro business, a spese del parco buoi del mercato sarebbero - questi sì - moralmente e forse legalmente riprovevoli.

Un po' come ha fatto Saras dei Moratti nel 2006, che si quotò portando in cassa alla Famiglia dei petrolieri milanesi circa 1 miliardo e mezzo di euro, dei quali circa 1 finito poi in gestione alla stessa banca d'affari americana JP Morgan che aveva curato la quotazione e i suoi valori.

Strano. La Procura di Milano ha a lungo indagato su questa strana operazione, lucrosa per pochi e drammaticamente in perdita per molti piccoli azionisti, in quanto le quotazioni si rovesciarono quasi subito al ribasso, per via di utili non ricorrenti e costi forse non ben previsti, che fecero subito dopo l'IPO crollare del 30% le attese di utili del gruppo Moratti.

La Procura ha tuttavia chiesto il proscioglimento, in quanto non è riuscita a dimostrare con le indagini chi e con quale dolo ha operato. Tuttavia la questione non è chiusa perché i piccoli azionisti quasi certamente si opporranno.

Bankomat tornerà sulla cosa, ne vale la pena. In questo Paese un discorso di etica degli affari va fatto a prescindere dalle responsabilità legali, che giustamente ci sono solo quando accertate con tutte le garanzie oltre ogni dubbio a tutela degli indagati. Ma è bene che si sappiano e si valutino le scelte manageriali, strategiche e morali dei gruppi e dei loro azionisti. Per saperlo, per parlarne.


2 - BANCO DESIO E IL GIOVANE "WHISTLEBLOWER"...
Chissa' se la dottoressa Tarantola di Bankitalia si sta davvero agitando come il suo cognome suggerirebbe.

Secondo Repubblica del 28 febbraio ha nel mirino le banchette con un padre padrone che magari indirizzano e concentrano un po' troppo gli impieghi, ad esempio. O comunque non sono per cosi' dire impeccabili nei sistemi di controllo. Spesso dei sistemi non buoni si prestano ad abusi che magari vanno oltre le strategie pur furbette e caserecce dei padri padroni.

A Bankomat viene in mente il Banco Desio della famiglia Gavazzi, bianzoli doc ma con interessi anche in altre regioni italiane. La banca e' oggetto d'indagine da qualche anno da parte della Procura di Roma - c'e' infatti una banca del gruppo che si chiama Banco Desio Lazio - e della guardia di finanza per sospetti meccanismi di possibile riciclaggio o comunque agevolazione dell'esportazione illecita di valuta e di gestione delle operazioni in contanti non secondo le norme.

Molti funzionari e dirigenti sono coinvolti. Un direttore generale ci ha pure recentemente rimesso il posto, anche se non risulta formalmente per questo motivo.

Nell'assemblea e nella relazione al bilancio 2009 del Banco di Desio non se ne parla molto...diciamo un fragoroso silenzio; ma forse gli amministratori ne riferiranno ad aprile prossimo approvando il bilancio 2010.

Chi ne ha parlato recentemente e' invece un ragazzo di Parma, ovviamente gia' querelato dal Banco, che per il Desio lavorava e poi e' stato licenziato. Dopo pochissimi mesi, con motivazioni apparentemente pretestuose che sono oggetto di ricorso in Tribunale.

Si chiama Enrico Ceci ed e' un ventenne che ha appena rilasciato - la settimana scorsa - un' intervista alla Voce di Parma. Per carita' , non e' il Wall Street Journal ed il Ceci e' giovane e forse inesperto di affari e di vita, come tutti i suoi coetanei. Ma a Bankomat e' parso lucido e perbene.

Sostiene di aver verificato con suo grande stupore che nella filiale di Parma del Desio le norme erano allegramente aggirate in troppi casi, particolarmente quelle sulla gestione dei contanti. E di tutto questo e' andato subito a riferire ai suoi superiori scrivendo anche ai massimi Vertici del Desio, Sindaci inclusi. Poi e' andato anche dalla Gdf che indagava sul Desio e ha detto quello che sapeva, che parrebbe ben si incastri con quello che gli investigatori stavano accertando sul banco in generale, filiale di Parma a parte. Vedremo le conclusioni del PM Cascini, il Desio avra' ottimi argomenti a difesa e li approfondiremo studiando gli atti.

Risultato per ora: il Desio ha licenziato il ragazzo, la Finanza pero' non lo ha denunciato per calunnia o quant'altro...anzi pare abbia apprezzato la sua collaborazione.

Poi nell'intervista Enrico Ceci spiega che il Tribunale di Parma sembra sonnecchiare sulla vicenda, e che la cosa e' stata quindi da lui stigmatizzata in via formale con istanze e denunce. Il Presidente del Tribunale lo sa perche' ne e' destinatario.

Una storia strana, che seguiremo con grande attenzione. Soprattutto per capire se la Banca d'Italia, avvisata di tutto più' volte dal Ceci, stia procedendo con i suoi doverosi controlli.

Oriano Mattei : DE BENEDETTI SCRIVE: IL MIO GAS LIBICO PASSA PER ENI. BECHIS RISPONDE



28 Febbraio 2011


DE BENEDETTI SCRIVE: IL MIO GAS LIBICO PASSA PER ENI. BECHIS RISPONDE: Si vede che ora è più imbarazzante sostenere d’essere dipendenti da Gheddafi che da Eni - IL VECCHIO SGARBONE VOLEVA ANNETTERE LA LIBIA ALLA SICILIA - COSTANTE ITALICA: IL CAMBIO DI ALLEATO. DA HITLER AGLI USA, DA GHEDDAFI AGLI USA - SE LA SCUOLA FA DIVENTARE COMUNISTI, I BERLUSCONES NON LA FREQUENTANO? - L’ETERNO TRAVISATO, NONOSTANTE IL VIDEO - VIVA DAVIGO - GHEDDAFI CAPELLONE, LA PELATA DEI FIGLI TI SBUGIARDA - VECCHIONI PRO-FASSINO, attendiamo altre perle…

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
IL GAS LIBICO DA ENI A SORGENIA
Lettera di Salvatore Ricco, Dir. comunicazione gruppo CIR, a "Libero"
Con riferimento all'articolo "Gli affari di De Benedetti col regime", precisiamo che Sorgenia non ha alcun "affare" col governo libico, ma un contratto con Eni per l'acquisto di gas prodotto in Libia dalla stessa società la quale ha confermato di essere comunque di far fronte alla domanda dei propri clienti.

Risponde Franco Bechis di "Libero", autore dell'articolo: Sorgenia scrive da anni nei suoi bilanci di aver firmato nel 2000 un «contratto di importazione di gas dalla Libia» parlando di «importazione diretta dalla Libia». Ora apprendiamo che diretta non era,ma indiretta. Si vede che ora è più imbarazzante sostenere d'essere dipendenti da Gheddafi che da Eni.

Lettera 2
Dago, strano il silenzio dello Sgarbone sulla crisi libica. Se non ricordo male il dannunziano de 'noatri ne fece di ogni per sdoganare Gheddafi (e se stesso) e per "liberare la Libia da un embargo che violava i diritti umani".
Stikazzi verrebbe da dire, "l'embargo violava i diritti umani dei libici". Pero' Sgarbi porta gli occhiali, e forse non ha visto che in quanto a violazioni anche il Colonnello e la sua famigliuola si sono tolti qualche sfizio.
Comunque se vuole dare ospitalita', penso che uno dei figliuoli del Colonnello, tal Hannibal, cerchi riparo all'estero... Temperamento focoso e imprevedibile. Potrebbero anche fare amicizia.
Ti segnalo col link sottostante una delle sue alte e nobili iniziative che purtroppo non hanno trovato esito positivo: la proposta di annettere la Libia alla Sicilia.
http://www.ilgiornale.it/esteri/la_mia_richiesta_gheddafi_la_libia_si_annetta_sicilia/10-10-2008/articolo-id=296921-page=1-comments=1

Lettera 3
La costante italica: il cambio di alleato. Da Hitler agli Usa, da Gheddafi agli Usa. Passano gli anni, ma siamo sempre lì: dal Patto di Monaco a quello di Tripoli.

Lettera 4
Massimo (D'Alema) godimento nel PD: "Abbiamo un sindaco!".

Lettera 5
Egregio signor Dago, non mi soffermo sulla figura politica di Guzzanti perché mi sfugge ogni tipo di definizione; ma nell'intervista riportata da Dagospia ritengo assolutamente fuori luogo lo'sservazione in cui dice di trovare "poco elegante" il fatto che la Carfagna prima facesse i "calendari" e dopo "sia diventata una crocerossina contro la prostituzione".

Voglio ricordare al signor Guzzanti che ci sono fior di esempi di persone che hanno cambiato vita e che lo hanno fatto con forza e consapevolezza. Mi riferisco per esempio, per rimanere in un mondo che sicuramente lui conosce bene, all'attice Claudia Koll, passata da una carriera cinematografica di film quasi pornografici con Tinto Brass a una profonda attività religiosa seguita alla sua conversione.

Ma forse queste cose per i signor Guzzanti non contano. Eppure per milioni di altre persone contano eccome. Ma d'altra parte da uno che chiama i propri figli più piccoli Liv, Lars e Liam non so cosa potermi aspettare.

Lettera 6
Gentil Dago, se la scuola fa diventare comunisti vuol dire che gli elettori di B. non l'hanno frequentata?

Lettera 7
Dago darling, mentre la Libia brucia, impazza l'ipocrisia globale. Chez noantri, il buon Pannella, che sugli innamoramenti bipartisan verso il rais beduino, la sa lunga e giusta, viene brutalmente imbavagliato, mentre tutti i media delle "anime belle" scaricano ogni colpa sul Cav., reo solo di aver offerto (in più dei vari Andreotti, Moro, Craxi, Prodi, D'Alema, ecc,) a Muammar la possibilità di esibire il suo circo nella Città Eterna. Le organizzazioni internazionali (ONU, UE, ecc.) e i principali governi occidentali non sono meno ipocriti, specie quando dichiarano l'embargo sulle armi, dopo aver rifornito gli arsenali libici di ogni ben del Diavolo per più di 40 anni. Pur sapendo, da sempre, chi erano il colonnello e il suo regime.

Lettera 8
Ma se il Giudice fosse ingiudicabile, che giudizio possiamo dare a questa Italia marcia fino all'osso? Quindi ricapitolando: politici classe corrotta. Giudici classe politica. L'ultima istituzione con rigidi principi resta la Mafia...

Lettera 9
Ci risiamo!!! L'eterno incompreso va gridando ai quattro venti di essere stato ancora una volta travisato, perché mai e poi mai lui ha avuto parole sprezzanti per la scuola pubblica e per i suoi insegnanti. Ma come, ci vien voglia di rispondere, non ti abbiamo forse visto con questi nostri occhi, caro il nostro "signor dico e disdico"? Non ti abbiamo forse sentito pronunciare infamie con queste nostre orecchie? E con questo? ci vanno già ammonendo i soccorritori - peones. Ma siete proprio sicuri, ci vanno dicendo le Gelmini, i Cicchitto, i Bondi e compagnia bella, che quello che avete visto fosse un film vero è non un filmaccio indegnamente taroccato? Siete proprio certi che la voce fosse proprio quella di Berlusconi e non di un ventriloquo comunista?

Sareste pronti a giurare sulla testa dei vostri figli, (come si fa quando si è seri) che il personaggio ripreso fosse il presidente Berlusconi e non piuttosto un clone di Bersani? E giù con catinelle d'acqua benedetta ad assolvere il datore di lavoro. E nessuno si vergogna di arrampicarsi sugli specchi e di dire le più stolide panzane pur di far bianco come neve colui che è così abituato alla menzogna da prendere per verità le sue bugie. Si dirà: ma questa è povera gente, è gente che tiene famiglia e quindi... Certo, si può capire, ma non sembra alle Gelmini, ai Bondi, ai Cicchitto e compagnia bella che ci sia un limite a tutto? Non pensano che aver spacciato per vera l'indegna fanfaluca di Ruby nipote di Mubarak e innalzato altari a Berlusconi salvatore della patria fosse già sufficiente? Perchè insistere ad avvoltolarsi nella broda?

Lettera 10
Caro Roberto, ho rivisto con piacere il tuo Mutande Pazze. Mi sembra che in vent'anni non sia cambiato granché nel costume italiano. La Grimaldi era da Nastro d'argento ma hai toccato corde che si preferiva non menzionare! Ma la Guerritore si rifà a Enrica Bonaccorti? Sei un grande!

Lettera 11
Mi fanno pena, per non dire schifo, quelli che tentano di giustificare le proprie azioni riprovevoli spiegando che anche altri si comportano allo stesso modo.

Lettera 12
Non ho una grande passione per i magistrati che vanno in televisione. Ieri sera ho avuto il piacere di ascoltare il Dr. Piercamillo DAVIGO a colloquio con l'altrettanto egregio Antonello Piroso. Esemplare esposizione di due persone educate, riservata la prima con forbita eloquenza, padronanza della lingua e doverosamente incalzante la seconda. Non un urlo, non una sovrapposizione di voce, nessuna giugulare gonfia, no a occhi fuori dalle orbite, pubblico attento e composto. Nessuna operazione di lecchinaggio o di aggressione verbale. Era un preavviso della prossima trasmissione "ANNO UNO"? Magari ! P.S. Avrei pagato per vedere al posto del Dr. Davigo un suo ex collega ora parlamentare.... ma "I desideri sono sogni"..

Lettera 13
Egregio Direttore, Granata, capo della segreteria politica di Fini ( leggasi Fli) ha detto, tra l'altro, riferito a Berlusconi: "Il suo attacco di ieri alla scuola pubblica italiana credo sia qualcosa di gravissimo e inqualificabile". L'On.le Granata, prima di fare simili dichiarazioni, avrebbe il dovere di leggere tutto l'intervento del Premier e, se lo ha fatto, di essere anche a conoscenza di numerosi testi scolastici, in cui la storia ed i personaggi pubblici d'Europa e d'Italia, degli ultimi cento anni, vengono stravolti e mistificati.

Ho più volte dovuto contestare, con ragione, alcuni passaggi dei testi dei miei figli, in cui, uno vale per tutti, il comunismo era un movimento di massa ed il fascismo una dittatura! Si verificava esattamente quanto detto da Berlusconi: a casa, come padre, dovevo rimettere al proprio posto la storia, con Stalin o Hitler sullo stesso livello, tanto per capirci: due dittatori, pazzi e sanguinari, nemici dell'umanità.
Leopoldo Chiappini Guerrieri - Roseto Degli Abruzzi (Te)

Lettera 14
Caro Roberto ogni volta che la destra rinfaccia a Prodi di aver accolto Gheddafi potremmo ripubblicare le fotografie di Craxi e del Papa Giovanni Paolo II° che accolgono Arafat ?

Lettera 15
Che pollo, 'sto Gheddafi. Pretende che noi si creda alla sua capigliatura nera "naturale" e non ha pensato a fare indossare un parrucchino anche ai figli, che se ne vanno in giro lucidi come una palla da biliardo. Forse non ha mai sentito parlare di genetica.
Giuseppe Tubi

Lettera 16
Caro D'Agostino, ho trovato, come sempre molto bella e puntuale la Tua analisi. Sul ricambio generazionale. Tuttavia non concordo con te quando tratti il caso FIAT. Premesso che la parola fine sulla storia del gruppo FIAT è stata scritta il giorno in cui è deceduto Giovannino Agnelli, l'uscita di Montezemolo da ogni carica all'interno del gruppo è ininfluente, anzi, visti i tempi è un salutare risparmio economico. Quello che fu un impero dove non tramontava mai il sole non esiste più. E' stato venduto quasi tutto e quello che resta se ne andrà il prima possibile. Trovo molto generoso il tuo giudizio quando scrivi " (senza peraltro accorgersi che anche all'estero ormai non conterà più nulla in termini politici). In realtà già ora non conta nulla.

Marchionne è semplicemente il liquidatore di ciò che resta. Non era minimamente pensabile che il timido, tremebondo e incerto John Elkann, potesse reggere le sorti dell'impresa. Quanto agli altri eredi, non vedono l'ora di indirizzare i loro destini ben lontani gli uni dagli altri. Quanto ai "giovani vecchi" non vedo, vista la loro età, periodi molto lunghi di potere, ammesso che riescano ad arrivarci in tempi medi. La constatazione sconfortante, a mio avviso è una: e dopo di loro? Perché, mio caro Roberto, di giovani: Abete, Montezemolo, Della Valle, Draghi &c, non ne vedo. E tanto meno riesco a scorgere gente minimamente paragonabile a coloro che crearono l'imprenditoria italiana nel dopoguerra. E senza quei personaggi l'Italia è destinata ad essere un paese di consumatori e se non produci, sei finito.
Vittorio pietrosanti

Lettera 17
Caro Dago, quindi tra un po dovremo sorbici , in prima serata e su rai uno, le urla e le imprecazioni di Sgarbi insieme alle litanie dell'elefantino Ferrara ? (imposti dal Berlusca ai suoi burattini della RAI). Il capo chiama e gli scagnozzi accorrono servili e premurosi (cosa non si fa per i soldi). Gia sappiamo il copione: cercheranno di difendere a tutti i costi il loro capo (senza contradditorio) lanciando accuse e denigrando tutti , la magistratura che fa il suo dovere, i giornali ed i media non allineati, i giornalisti che scrivono la verità, le donne in piazza, ecc.Cercheranno di arrampicarsi sugli specchi pur di difendere l'indefendibile. F. Sergi

Lettera 18
Una storia tristissima e stranissima quella di Brembate di Sopra. Sembra che l'assassino si stia facendo beffa degli investigatori e persino dei cani dal fiuto eccezionale. Non è che per caso che non si sia pensato oppure non si sia osato aprire porte al di sopra d'ogni sospetto? Ora, però, vorrei rivolgermi ai giornalisti della televisione. Vespa Infante Vinci Sottile (non vi distinguo con virgole, ché siete fatti della stessa pasta) date pure sfogo alle vostre duecento trasmissioni sulla tristissima stranissima vicenda, ma fate come ho fatto io, non la nominate neppure la povera creatura, e non fate della sua fotografia la vostra scenografia. Abbiate rispetto per i morti, ed anche per i vivi, voi stessi compresi. E voi opinionisti (brutto termine adatto all'epoca del fango), avvocati, testimoni, esperti della mente, non potreste rifiutare l'invito elegantemente?

Lettera 19
Dago, Vecchioni quale vincitore del festival, dall'alto di cotanta ambita posizione ha sentenziato: Fassino è il candidato sindaco ideale. Ora, qualcosa sulla Libia, gli Usa, le Borse, il terzo mondo, Ruby ecc... berremo tutto come acqua fresca dopo la maratona nel deserto. (Pubblicato da "DagoSpia").

Oriano Mattei : LIBIA: CASA BIANCA, L'ESILIO DI GHEDDAFI E' UN'OPZIONE


28 Febbraio 2011


(AGI) - Roma, - Il mondo cerca il modo per fermare la violenza in Libia e da Washington spunta l'ipotesi esilio per Muammar Gheddafi. Il tutto mentre a Ginevra il Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu ha ha puntato lo sguardo proprio sulle rivolte popolari nel mondo arabo e sulla necessita' di trovare una soluzione alle violenze e e all'anarchia in cui sta sprofondando la Libia. Per Hillary Clinton sostenere le rivolte arabe "non e' una questione di ideali ma e' un imperativo strategico". Intanto le misure adottate dagli Stati Uniti contro Muammar Gheddafi iniziano a dispiegare i loro effetti. Il tesoro Usa ha annunciato di aver congelato 30 miliardi di dollari di beni riconducibili al governo libico e all'entorurage del Colonnello.

IL CAPO DELL'INTELLIGENCE NEGOZIA CON I RIVOLTOSI

In Libia l'ex capo dell'intelligence libica all'estero, Bouzid Durda, e' stato incaricato da Muammar Gheddafi di negoziare con i capi della rivolta. L'Ue ha trovato l'accordo sulle sanzioni per stringere la morsa attorno a Gheddafi e il suo piu' ristretto entourage: congelati i beni, divieto di viaggio per tutti. Il tribunale Penale dell'Aja ha avviato la raccolta di materiale preliminare sui crimini commessi nella repressione della rivolta ed entro una settimana potrebbe incriminare Muammar Gheddafi per crimini contro l'umanita'.

LA NATO LAVORA ALLA NO FLY ZONE

La Nato, intanto, sta lavorando all'ipotesi di una No fly zone che pero' necessiterebbe dell'avallo del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Ipotesi sostenuta con forza dal premier britannico David Cameron.
Il pentagono, intanto, in attesa di una decisione della Casa Bianca, ha ridispiegato le sue forze attorno alla Libia per essere pronta ad ogni eventualita'. Tra le altre unita' avvicinate al teatro libico la portaelicotteri d'assalto Kearsage, con a bordo un contingente di oltre 1.800 Marines. La nave trasporta 5 caccia bombardieri a decollo verticale Harrier, 42 elicotteri CH-46 Sea Knight e 6 SH-60F Seahawk.


FRATTINI INCONTRERA' HILLARY CLINTON

A Ginevra Franco Frattini proporra' una missione congiunta Unione Africana e Lega Araba nel Paese nordafricano. Il titolare della Farnesina incontrera' il segretario di Stato, Hillary Clinton.
E intanto la situazione sul campo appare ancora in una sostanziale fase di stallo. Si combatte ancora vicino a Misurata, 200 chilometri a est di Tripoli. I ribelli hanno sventato un attacco delle forze lealiste, nei pressi della terza citta' libica, e hanno abbattuto almeno un elicottero militare che aveva aperto il fuoco contro la locale stazione radiofonica.

I RIBELLI A ZAWIYAH TEMONO IL CONTRATTACCO

I ribelli libici che controllano Zawiyah, a soli 50 km a ovest da Tripoli, temono il contrattacco da parte delle forze di Gheddafi: 2.000 uomini fedeli al colonnello hanno infatti circondato la citta'. La citta', con le sue raffinerie di petrolio e un porto, e' situata in una posizione strategica.
E intanto resta forte la preoccupazione per l'emergenza umanitaria e Frattini si e' detto disposto a sostenere l'apertura di un corridoio umanitario per consentire l'arrivo degli aiuti. Oltre alla questione dei profughi, c'e' il rischio che inizi preso a scarseggiare il cibo: nella Cirenaica le riserve basteranno solo per 2-3 settimane.

Oriano Mattei : Sì al congelamento dei beni del rais. Scoppia il caso Frattini. Ecco cosa rischia la Gheddafi Spa.

26 Feffraio 2011

Sì al congelamento dei beni del rais. Scoppia il caso Frattini

Il congelamento dei beni del dittatore libico Muammar Gheddafi, chieste nei giorni scorsi sia da Berlino che da Parigi e ieri proposte dall’Onu, dovrebbe riguardare almeno in Europa decine di miliardi di dollari. Una misura su cui ieri hanno trovato l’accordo i paesi dell’Unione europea che hanno deciso l’embargo delle vendite di armi e di materiale usato per la repressione oltre al congelamento dei beni e al divieto di ingresso in Ue per il rais e la sua famiglia.
Le sanzioni dovrebbero essere approvate all’inizio della prossima settimana, mentre si segnalano i tentativi degli ultimi giorni del colonnello di trasferire gran parte delle sue ricchezze in Venezuela. E ieri mentre il dipartimento del tesoro Usa ha fatto sapere di aver chiesto alle istituzioni finanziarie e alle banche a stelle e strisce di essere particolarmente vigili riguardo ai movimenti di capitali dei responsabili libici, il ministro degli esteri Franco Frattini è stato al centro ieri di polemiche per il contenuto dell’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Financial Times Deutschland dal titolo «L’Italia continua a puntare sulla tribù di Gheddafi ». Frattini, che ha smentito il contenuto dell’intervista, avrebbe detto fra l’altro al giornalista, di essere contrario alla proposta di congelamento di beni all’estero appartenenti al regime libico: «Non ritengo che in Francia, Germania o Italia si trovino investimenti finanziari o proprietà». Nonostante la smentita la casa editrice del Financial Times Deutschland ha confermato i contenuti dell’intervista del ministro sostenendo di essere in possesso della registrazione della conversazione che pone il ministro italiano in rotta di collisione con Germania e Francia.
Contrariamente a quanto avrebbe dichiarato Frattini il congelamento colpirebbe ingenti affari del rais sparsi nel Vecchio continente a cominciare dalla city londinese ai caveau delle banche svizzere fino al cuore nevralgico della Gheddafi Spa, che si può rintracciare in Italia. E, questo, sia per i rapporti personali di Gheddafi con Silvio Berlusconi, sia per quel passato di paese amico che l’Italia ha sempre vantato nei confronti di Tripoli.
Le partecipazioni finanziarie della ditta Gheddafi & figli in Italia sono molteplici e, secondo una stima riportata in questi giorni da Il Sole 24 Ore, il loro valore a prezzi correnti di Borsa dovrebbe aggirarsi intorno ai 3,6 miliardi di euro: a cominciare dalla partecipazione del 5% della banca centrale libica in Unicredit a cui si aggiunte il 2,5% del capitale di Piazza Cordusio in mano al fondo sovrano Lia, come caldeggiato in autunno dal figlio prediletto di Gheddafi, Saif Al Islam. A questo si aggiunge l’1% detenuto in Eni con una partecipazione per 700 milioni, il 2% in Finmeccanica per 100 milioni e il 7,5% della Juventus per 13 milioni di euro.

Raffaella Cascioli

Oriano Mattei : Pacolli devolve il suo stipendio. Ricco di suo, rinuncia al compenso da presidente

28 Febbraio 2011


PRISTINA - Il neoeletto presidente del Kosovo, il miliardario Behgjet Pacolli, ha annunciato di voler devolvere ai poveri il suo stipendio (l'equivalente di 3200 franchi svizzeri). Come ha fatto sapere la presidenza in un comunicato a Pristina, il nuovo capo dello Stato «non riceverà lo stipendio dal bilancio dello Stato. Andrà a favore di famiglie in precarie condizioni economiche».
«Noi dobbiamo fare di tutto per migliorare la situazione economica e sociale del paese, per creare nuove opportunità per la popolazione e per le famiglie, poichè la situazione è allarmante», ha detto Pacolli nel comunicato.
Pacolli, che è leader dell'Alleanza per il nuovo Kosovo (Akr) e che è stato eletto martedì scorso alla presidenza, è titolare della compagnia edile Mabetex, ed è considerato l'uomo più ricco del Kosovo. In passato è stato marito per alcuni anni della cantante Anna Oxa, pugliese di origini albanesi.

Oriano Mattei : Mentre l'UE ha adottato un pacchetto di sanzioni, l'Aja vuole indagare sulla Libia

28 Febbraio 2011


L'AJA - Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) ha annunciato l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, primo passo verso una eventuale inchiesta formale per crimini contro l'umanità.

L'UE ha adottato oggi il pacchetto di sanzioni contro il regime di Gheddafi. Il testo prevede in particolare tre misure: l'embargo del settore delle armi e delle attrezzature antisommossa; il divieto di rilasciare i visti a 26 notabili del regime libico; il congelamento dei beni del colonnello Gheddafi, di cinque suoi famigliari e di 20 alti funzionari. Il regime di Gheddafi non controlla più i principali campi petroliferi libici, ha reso noto il commissario europeo per l'energia Günther Ottinger.

Dalla Libia è giunta intanto notizia sarebbe stato raggiunto un accordo tra tribù di Zawia, cittadina a ovest di Tripoli e teatro di una sollevazione anti-regime, e forze fedeli al leader libico Muammar Gheddafi. Durante un «reportage esclusivo», la tv panaraba al Arabiya, che afferma di essere «l'unico mezzo d'informazione presente a Zawia», ha mostrato immagini della centrale piazza dei Martiri dove sono radunati migliaia di rivoltosi anti-regime, che sventolano le bandiere dell'Indipendenza, usate durante gli anni della monarchia.

Oriano Mattei : Indagato miliardario svizzero. Caso Eternit, Schmideny accusato di omicidio colposo

28 Febbraio 2011


TORINO - Ci sono due indagati nell'inchiesta Eternit bis, condotta dalla Procura di Torino, che riguarda più di mille persone decedute dal 2008 a oggi per malattie provocate dal contatto con l'amianto: si tratta del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e del barone belga Louis De Cartier, considerati il vertice della multinazionale elvetica, i cui nomi già compaiono nel processo (ripreso oggi a Torino) per disastro doloso.
In questo secondo fascicolo si procede per omicidio colposo per attribuire le responsabilità di ogni singolo caso.

A Torino sono in corso altre due inchieste sulla Eternit. In quello sui lavoratori italiani colpiti da malattie dell'amianto (asbestosi o mesotelioma) dopo aver prestato servizio nelle filiali in Svizzera è indagato, oltre a Stephan Schmidheiny, anche il fratello Thomas.
Il filone «brasiliano», che riguarda gli italiani (in prevalenza di Casale Monferrato) che lavorarono nella sede di Rio de Janeiro, per il momento sarebbe - secondo quanto si è appreso - ancora a carico di ignoti. Vi è poi un quarto fascicolo, in materia di amianto, sulla sede di Cavagnolo (Torino), che però non riguarda i vertici della multinazionale ma dirigenti italiani.

Oriano Mattei : Gheddafi vuole negoziare?. Il Governo libico manda un emissario a Bengasi


28 Febbraio 2011


TRIPOLI - Il governo libico ha deciso di inviare stasera un emissario a Bengasi, il capoluogo della Cirenaica in mano alle forze della ribellione, per consegnare aiuti umanitari. Lo ha detto alla Reuters un alto funzionario del regime di Gheddafi. In precedenza l'emittente satellitare al Jazira aveva riferito che Gheddafi ha nominato un emissario per negoziare con gli antigovernativi nella zona di Bengasi. Ma la fonte governativa non ha parlato di negoziati.

La Casa Bianca ha detto oggi che gli Stati Uniti sono in contatto con alcuni gruppi di ribelli in Libia. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha detto comunque che è «prematura» la possibilità del riconoscimento di un gruppo o di un altro da parte degli Stati Uniti. Washington ha pure affermato che l'esilio di Gheddafi è «una possibilità».

Intanto la segretaria di stato Usa Hillary Clinton a Ginevra ha detto che in Libia non ci sarà un intervento militare che coinvolga navi statunitensi.
Il riposizionamento delle forze navali Usa nella zona della Libia non preannuncia una risposta militare, ha detto Clinton. «Non vi è alcuna azione militare in vista che implichi navi statunitensi», ha detto la responsabile della diplomazia Usa rispondendo a una domanda in una conferenza stampa a Ginevra.

Oriano Mattei : Cavo elettrico sul carro: 15 morti. Tragedia durante un carnevale brasiliano

28 Febbraio 2011


SAN PAOLO - Il carnevale inizia sotto pessimi auspici in Brasile. Almeno 15 persone sono rimaste fulminate oggi dalla caduta di un cavo dell'alta tensione su un «trio elettrico», un tir carico di persone e di amplificatori che va per le strade a suonare marce e canzoni di carnevale. È successo la scorsa notte a Bandeira do Sul, un paesino di 6000 abitanti nel sud dello stato di Minas Gerais. E non è il primo incidente a funestare quest'anno la festa più amata dai brasiliani. Il 7 febbraio scorso un grande incendio aveva distrutto tutto il lavoro fatto per il Carnevale da quattro scuole di samba di Rio de Janeiro.
«Qualcuno ha fatto partire un fuoco artificiale, che ha tagliato il cavo - ha detto Daniel de Oliveira, direttore del Carnaband, un festa pre-carnevale che ha riunito nel paese più di 10 mila persone -. Il cavo elettrico è caduto sul carro che era affollato di gente. È stato il caos. Molte persone sono cadute dalla cima del camion. Chi tentava di togliere le persone dalla corrente è stato folgorato. La luce è andata via immediatamente: è stato un orrore». Molti adolescenti che ballavano sul «trio elettrico» sono morti sul colpo. Oltre 55 persone sono ricoverate negli ospedali della regione con ustioni di vario grado.

Oriano Mattei : Cavo elettrico sul carro: 15 morti. Tragedia durante un carnevale brasiliano


28 Febbraio 2011


SAN PAOLO - Il carnevale inizia sotto pessimi auspici in Brasile. Almeno 15 persone sono rimaste fulminate oggi dalla caduta di un cavo dell'alta tensione su un «trio elettrico», un tir carico di persone e di amplificatori che va per le strade a suonare marce e canzoni di carnevale. È successo la scorsa notte a Bandeira do Sul, un paesino di 6000 abitanti nel sud dello stato di Minas Gerais. E non è il primo incidente a funestare quest'anno la festa più amata dai brasiliani. Il 7 febbraio scorso un grande incendio aveva distrutto tutto il lavoro fatto per il Carnevale da quattro scuole di samba di Rio de Janeiro.
«Qualcuno ha fatto partire un fuoco artificiale, che ha tagliato il cavo - ha detto Daniel de Oliveira, direttore del Carnaband, un festa pre-carnevale che ha riunito nel paese più di 10 mila persone -. Il cavo elettrico è caduto sul carro che era affollato di gente. È stato il caos. Molte persone sono cadute dalla cima del camion. Chi tentava di togliere le persone dalla corrente è stato folgorato. La luce è andata via immediatamente: è stato un orrore». Molti adolescenti che ballavano sul «trio elettrico» sono morti sul colpo. Oltre 55 persone sono ricoverate negli ospedali della regione con ustioni di vario grado.

Oriano Mattei : Yemen: le proteste non si fermano. Il no dell'opposizione a un Governo di unità nazionale


28 Febbraio 2011


SANAA - Decine di migliaia di dimostranti sono nuovamente scesi in piazza oggi in Yemen per chiedere la fine del regime del presidente Ali Abdullah Saleh. Nella capitale Sanaa circa 5 mila persone, che hanno presidiato per tutta la notte le strade intorno all'Università, hanno ripreso a manifestare gridando: "Abbiamo una richiesta: la caduta dell'oppressore". Altre proteste sono in corso nelle città del nord di Ibb e Hudeida, mentre circa 10 mila persone manifestano a Taiz, a 200 km a sud di Sanaa.

Nel frattempo l'opposizione yemenita ha rifiutato l'invito del presidente Ali Abdullah Saleh a formare un Governo di unità nazionale e ha chiesto lo sciogliemento dell'Esecutivo. Mohammed al-Sabry, il portavoce dell'opposizione, ha dichiarato: "Abbiamo deciso di stare dalla parte del popolo, il regime deve finire". Il presidente Saleh aveva annunciato questa mattina la volontà di nominare un Governo di unità nazionale, dopo le proteste che hanno avuto luogo nel Paese. Venerdì, secondo fonti locali, negli scontri ad Aden hanno perso la vita sette manifestanti.

Oriano Mattei : Ancora scontri in Oman. Secondo alcune fonti i morti sono sei


28 Febbraio 2011


OMAN - Alcune centinaia di manifestanti hanno fermato oggi il secondo porto del Paese, Sohar, bloccando l'entrata e l'uscita dei camion dalla strada d'ingresso. Lo constata l'agenzia Afp. Ieri, ricorda intanto l'agenzia Reuters, sono avvenuti violenti scontri fra i manifestanti ed esercito e polizia. Secondo il ministro della sanità dell'Oman, Ahmed bin Mohammed al-Aidi, gli scontri hanno provocato «un solo morto» e 20 feriti.
Le pallottole usate dalla polizia, ha detto il ministro, erano di gomma. Secondo dei testimoni però, la polizia ha usato armi da fuoco. Un dottore dell'ospedale di Sohar, il più grande del Paese, ha detto che i morti di ieri sono stati sei.

Oriano Mattei : Video-choc imbarazza Israele. Bimbo palestinese strappato a forza ai genitori


28 Febbraio 2011


GERUSALEMME - Un bambino palestinese trascinato a viva forza su un cellulare della polizia, una madre disperata che cerca di invano di raggiungerlo, il fare tracotante e intimidatorio delle guardie. Sono gli ingredienti di un video amatoriale che in questi giorni sta suscitando reazioni indignate sul web, all'insegna di immagini imbarazzanti per le forze di sicurezza israeliane. Il filmato, che non è il primo del genere, è stato girato da un testimone oculare a gennaio nel villaggio di Nabi Salih, in Cisgiordania, stando a quanto riferisce l'agenzia Maan. Ed è stato già rilanciato da organizzazioni per i diritti umani nell'ambito dell'ennesima denuncia sui metodi usati in particolare dalle Guardie di Frontiera: uno dei corpi israeliani più criticati per i suoi comportamenti ordinari verso i palestinesi.
Il bambino viene identificato con il nome di Karim Tamini, nato nel 1999. Lo si vede trascinato via da alcuni uomini in uniforme, mentre invoca aiuto girandosi in direzione della madre e di altre persone presenti. Queste si rivolgono inutilmente ai carcerieri gridando che si tratta solo di "un ragazzo". Karim è alla fine scaraventato di peso su un furgone della polizia, dinanzi al quale la madre - precipitatasi in soccorso - viene respinta in malo modo fra spinte e sorrisini di disprezzo.

Oriano Mattei : Wikileaks: primo grado, si all'estradizione in Svezia. Ora l'appello


28 Febbraio 2011


Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, dovrà essere estradato in Svezia per essere interrogato in relazione a due accuse di abusi sessuali.
Questa la decisione di primo grado del giudice Howard Riddle sulla richiesta di estradizione svedese, decisione contro la quale i legali di Assange hanno annunciato appello.

E' una vittoria importante, ma non inattesa, quella della procura svedese che aveva insistito sul proprio diritto di interrogare Assange denunciando i tentativi di quest'ultimo di sottrarsi alla giustizia.
La difesa aveva contestato la mancata incriminazione formale di Assange e la circostanza che in piu' occasioni questi si era reso disponibile a farsi interrogare presso le sedi diplomatiche svedesi in Gran Bretagna.

I legali dell'australiano avevano anche denunciato il rischio che il loro assistito possa essere poi estradato dalla Svezia agli Stati Uniti e li' trattato come un "terrorista".

Il giudice Ridge ha basato la sua decisione essenzialmente sulla questione se Assange sapesse o meno, al momento di lasciare la Svezia, che la Procura desiderava interrogarlo. Sulla questione, l'avvocato svedese di Assange aveva inizialmente dichiarato che la Procura non aveva fatto alcuno sforzo concreto per interrogare Assange per poi successivamente smentirsi. Le contraddizioni nelle deposizioni del legale svedese hanno spinto il giudice Ridge a mettere in dubbio anche le altre due testimonianze secondo le quali Assange non aveva avuto conoscenza dei tentativi svedesi di interrogarlo prima di lasciare la Svezia. Il giudice Ridge ne ha tratto la conseguenza che "non è irragionevole ipotizzare che Assange sapeva e che deliberatamente si era sottratto ad un interrogatorio".

I legali di Assange hanno annunciato che fonderanno il loro appello sulla circostanza che per i reati per i quali Assange sarà incriminato, le leggi svedesi contemplano lo svolgimento del processo parzialmente in forma segreta (al fine di tutelare le vittime dei reati sessuali), il ché si porrebbe a loro parere in contrasto con alcuni principi di diritto internazionale.
Benché lo stesso giudice Ridge abbia convenuto che un simile procedimento a porte chiuse è estraneo al sistema legale britannico, è probabile che questo argomento della difesa abbia scarse probabilità di successo.

In ogni caso, per poter conoscere le sorti della domanda di estradizione svedese occorrerà attendere ancora molti mesi.
Mesi occorreranno per la decisione sull'appello. Mesi occorreranno per un'eventuale e non improbabile seconda impugnazione presso la Corte Suprema. E altri mesi per un eventuale procedimento dinanzi alla Corte Europea.

Oriano Mattei : Gheddafi: Nelly Furtado e Beyoncè alla sua corte


28 Febbraio 2011


LIBIA - Scandalo nel mondo del pop targato Usa. Grandi star come Nelly Furtado e Beyoncè Knowles animavano i party privati della famiglia Gheddafi a suon di milioni di dollari. A svelarlo è Wikileaks, ma l'indiscrezione sarebbe stata ripresa anche dal New York Times. Nelly Furtado ha dichiarato tramite Twitter di aver ricevuto 1 milione di euro per un concerto privato di 45 minuti: la cantante canadese si sarebbe esibita in un hotel in Italia per degli ospiti di Gheddafi. Ma ora, dopo aver visto cosa sta acadendo in Libia, devolverà l'intera cifra in beneficenza. Evidentemente la questione deve apparire alquanto spinosa per l'opinione pubblica americana, dato l'eclatante tentativo di redenzione. Prima di lei comunque erano già finiti nell'occhio del ciclone Byoncé Knowles e Mariah Carey: 1 milione di dollari a testa per 4 canzoni ai veglioni di capodanno organizzati dai figli del colonnello Gheddafi. Ma anche Lionel Richie e Usher non si sono tirati indietro davanti alle marchette offerte del clan Gheddafi. Per ora però solo Nelly Furtado ha fatto mea culpa, dagli altri interessati ancora nessun commento.

Wikileaks : EE.UU. requirió un compromiso fuerte del Gobierno contra bandas emergentes



28 Febbraio 2011

El Embajador de Estados Unidos se mostró preocupado por la vulnerabilidad de la costa pacífica para el crecimiento del narcotráfico.


En junio de 2006, en pleno proceso de desmovilización de los paramilitares y cuando el comisionado de Paz, Luis Carlos Restrepo, se quejaba de la lentitud de reacción de la Fiscalía General de la Nación y el Ministerio del Interior frente al proceso, la Embajada de Estados Unidos en Colombia demandaba un mayor compromiso del gobierno sobre un problema igualmente grave que veía venir: la creación de las inicialmente denominadas bandas emergentes y hoy bautizadas por las autoridades como bandas criminales (bacrim).

En un cable fechado el cinco de junio de 2006 y en el cual se analiza los problemas de coordinación entre las tres instancias del Gobierno, el entonces embajador William B. Wood advierte que el Gobierno debe hacer un mejor trabajo en el monitoreo de los paramilitares desmovilizados con el fin de frenar los grupos recién creados.

"Este proceso no puede ser voluntario", advirtió Wood, al tiempo que enfatizó en que el Estado debía ir detrás de las personas que no estaban dispuestas a colaborar en el proceso de paz con los paramilitares.

Wood dijo a su contacto en el Departamento de Estado en Washington que si el problema era de recursos, pues el gobierno colombiano debía reenfocar sus esfuerzos; pero aún así el embajador Wood recordó que el gobierno norteamericano había autorizado ayudar a la administración Uribe. El cable no termina sin antes advertir que "el dinero no se le puede entregar si el gobierno colombiano no demuestra un compromiso frente al proceso".

En el mismo cable Wood hace un breve comentario sobre una visita que hizo al Pacífico colombiano y muestra su preocupación por la "vulnerabilidad de esta región" en donde los problemas de sobrepoblación, pobreza, drogas, falta de infraestructura, y la presión del ELN y las Farc había ido creciendo.

En sus visita dialogó con habitantes de la región, quienes le habrían dicho que el ELN se había ido involucrando en el tráfico de drogas, especialmente los frentes afincados en el departamento de Nariño, que a su juicio parecían estar operando independientemente del Comando Central (Coce).

Como dato curioso en el cable cabe señalar que el embajador Wood menciona una conversación que tuvo Luis Carlos Restrepo con el asesinado jefe paramilitar Carlos Castaño en 2003, en la cual éste le advirtió que temía por la creación de nuevos grupos criminales que incluyeran miembros de la mafia, las autodefensas y las Farc. A juicio de Castaño, según la mención de Wood, serían muy peligrosas y difíciles de detectar ya que sabrían cómo operar, tendrían la experiencia de las tres organizaciones y operarían en grupos pequeños de entre ocho y diez hombres.

Ocho años después los hechos le dan la razón al líder paramilitar, quien estuvo al frente del proceso de desmovilización y habló de negociar con Estados Unidos; en lo que no atinó fue en la organización de estas bandas, pues según los reportes de las autoridades son grandes bandas bien organizadas y con presencia en diferentes zonas del país.

Wikileaks : Viewing cable 06BOGOTA4988, PEACE COMMISSIONER TELLS AMBASSADOR ABOUT PENDING


28 Febbraio 2011


VZCZCXYZ0014
PP RUEHWEB

DE RUEHBO #4988/01 1561613
ZNY CCCCC ZZH
P 051613Z JUN 06
FM AMEMBASSY BOGOTA
TO RUEHC/SECSTATE WASHDC PRIORITY 5636
INFO RUEHBR/AMEMBASSY BRASILIA 6861
RUEHCV/AMEMBASSY CARACAS 7791
RUEHLP/AMEMBASSY LA PAZ JUN LIMA 3853
RUEHZP/AMEMBASSY PANAMA 9207
RUEHQT/AMEMBASSY QUITO 4491
RUEHGL/AMCONSUL GUAYAQUIL 3588
RUEAIIA/CIA WASHDC
RUEAWJA/DEPT OF JUSTICE WASHDC
RHEFDIA/DIA WASHDC
RHEHOND/DIRONDCP WASHDC
RUEKJCS/JOINT STAFF WASHDC
RHEHNSC/NSC WASHDC
RUEKJCS/SECDEF WASHDC

C O N F I D E N T I A L BOGOTA 004988

SIPDIS

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 05/30/2015
TAGS: KJUS PGOV PREL PTER CO
SUBJECT: PEACE COMMISSIONER TELLS AMBASSADOR ABOUT PENDING
PROBLEMS WITH DEMOBILIZED PARAMILITARIES

Classified By: Ambassador William B. Wood.
Reasons: 1.4 (b) and (d)

-------
SUMMARY
-------

¶1. (C) Peace Commissioner Luis Carlos Restrepo said in a May
26 meeting with Ambassador Wood that he expects dissident
factions of the paramilitary groups to demobilize soon. The
GOC expects to confront the few remaining paramilitary groups
who refused to lay down their arms. Restrepo said the GOC is
concerned about the emergence of a new generation of criminal
organizations, and called on the Prosecutor General's Office
(Fiscalia) to begin Justice and Peace legal processing as
soon possible. End summary.

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LAST TWO DEMOBILIZATIONS EXPECTED
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¶2. (C) Restrepo noted that the last two groups to demobilize
are the final faction of the Elmer Cardenas Bloc and the
Cacique Pipinta. The Constitutional Court's press release on
the Justice and Peace (J&P) Law on May 18, however, had
persuaded them to postpone their demobilization until after
the presidential election. This 800-strong faction of the
Elmer Cardenas Bloc, which was a dissident AUC bloc in Choco
and Antioquia departments, is led by one of the founders of
the AUC and a loyal friend of former AUC leader Carlos
Castano, AKA "El Aleman."Restrepo explained that the reason
behind the delay in demobilizing is that the GOC has not been
able to supply the necessary security in this crucial
corridor that leads to Panama. The fear by the locals is
that the FARC, which is currently located in the south of
Choco Department, would take over once the bloc demobilizes.

¶3. (C) The CaciquiPipinta Bloc, which is a dissident
faction of the Central Bolivar Bloc, is made up of some 300
men that operate in the north of Caldas Department. Even
though this group is linked with AUC political leader Ernesto
Baez, Restrepo explained that it really does not belong to
anyone, and the group members do not accept orders from Baez.
The faction's leaders have told Restrepo they have not
wanted to associate themselves with Baez and other more
recognized AUC leaders like "Macaco" because they did not
want to link themselves with narcotrafficking. Restrepo
noted that this group is mainly known to be involved in
extortion.

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REMAINING AND RE-EMERGING GROUPS, A MAJOR GOC CONCERN
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¶4. (C) Restrepo warned that the GOC was not going to accept
the demobilizations of any additional groups besides Elmer
Cardenas and Cacique Pipinta.Restrepo had already
instructed the Operational Community for Laying Down Arms
(CODA), which certifies the demobilization of the individual
deserters, not to accept anymore AUC members. He thought it
was important that the GOC demonstrate its willingness to
confront these groups.

¶5. (C) One group that has chosen not to demobilize, the
Martin Llanos Bloc, located in Casanare Department, has been
in inconclusive talks with the GOC for sometime now.
Restrepo described his talks with this group among the most
difficult and complicated. Restrepo said he gets the
"chills" every time he talks to them. Their philosophy is
very similar to the FARC; they want the GOC to offer them
territory to control. According to Colombian intelligence
reports, some factions of this bloc are being regrouped into
new criminal organizations led by Hector Buitrago, who is the
father of Martin Llanos.

¶6. (C) Restrepo explained that the GOC is calling this
phenomenon the "new emerging anti-communist criminal groups,"

of which there are between 10 to 30 (reftel). One of the
most prominent is the New Generation Group (ONG) located in
the Pacific Coast of Narino Department and led by former
paramilitary leader "Varela," who has been associated with
the North Valle drug cartel. Other groups that are becoming
well-known around the country are the "Aguilas" (Eagles) and
"Halcones" (Falcons).

¶7. (C) In a conversation Restrepo had with former AUC
founder Carlos Castano in 2003, Castano warned he was fearful
of the possibility of new groups forming whose membership
included former members of the mafia, AUC, and FARC. This
combination would be very dangerous and hard to detect since
they would have the know-how and experience of the three
groups and they would operate in small groups of 8 to 10 men.


¶8. (C) The Ambassador related his most recent trip to Tumaco
on the Pacific Coast and how concerned he was with the
vulnerability of this region where problems of
overpopulation, poverty, drugs, lack of infrastructure, and
ELN and FARC pressure converged. In conversations with
locals, he heard of the growing presence of the ELN and their
gradual involvement in the drug trade. ELN fronts in Narino
appear to be independent from the ELN's Central Command
(COCE).

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JUSTICE AND PEACE LISTS ON HOLD: FISCALIA FEARFUL
--------------------------------------------- ----

¶9. (C) Restrepo warned the Fiscalia must start processing
those on the Justice and Peace list soon to avoid the risk of
"a return to the mountains". Restrepo expressed frustration
with the Ministry of Interior and Justice (MoIJ) and the
Fiscalia for sitting on the lists that he turned in over a
month ago. He said it took him three months to convince over
2,284 paramilitaries to sign up for J&P and now this effort
might be in vain. Of the 2,284, only 200 to 250 had open
cases, which meant that over 2,000 were willing to testify to
things the State was not aware of or did not have sufficient
information about. Moreover, there were 2,400 individuals in
prisons who have included their names on the lists. This was
a historic opportunity that could go to waste if the Fiscalia
did not act quickly. According to Restrepo, the Fiscalia
should at least focus on the 200 paramilitary leaders who
have open cases.

¶10. (C) Restrepo understood that the Fiscalia has been
unable to process all these cases at once, but should try to
focus its resources on this endeavor. Instead, between the
MoIJ and the Fiscalia, they have been sending messages back
and forth to his office, in his view, to obstruct movement on
the lists. Restrepo noted that his relationship with
Minister of Interior and Justice SabasPretelt was worsening.
Pretelt was constantly meeting with paramilitary leaders and
"speaking badly about him behind his back." Restrepo said
Pretelt and Prosecutor General Mario Iguaran are fearful of
what is to come: Pretelt, because he will have a hard time
fulfilling the behind-the-scenes promises he made to these
individuals, and Iguaran, because he is primarily responsible
for the success of this process. Restrepo criticized Pretelt
for having a poor understanding of the reality of the former
combatants. For example, in a Cabinet meeting, Pretelt
reported that over 70 percent of demobilized paramilitaries
are currently employed and the true figure is close to 7
percent. (In a May 29 meeting with the Ambassador, Pretelt
said 11,675 former paramilitaries are employed in one form or
another, or about 35 percent of the total.)

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ARMS BEING TURNED OVER TO THE FISCALIA
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¶11. (C) Restrepo told the Ambassador the GOC was in the
process of handing over to the Prosecutor General's Office
(Fiscalia) 128 tons of arms turned in by the demobilized

paramilitaries. The GOC would like to consolidate these arms
in one location as soon as possible since they are located in
23 different cites around the country. The GOC's
Antiterrorist Analysis Interinstitutional Group
(GIAT)--responsible for registering the trafficking of
weapons--has already recorded and identified the origin of
the arms (septel). The Fiscalia is supposed to use GIAT
records in its investigations and help determine which are to
be deposited or destroyed. Restrepo said, for security
reasons, all explosive material that was turned over by the
demobilized blocs had already been destroyed. Anecdotally,
Restrepo commented that in just one of the demobilizations,
1,500 grenades were handed over in a truck as if they had
been potatoes.

------------------------------
AMBASSADOR WILL VOICE CONCERNS
------------------------------

¶12. (C) The Ambassador said the GOC needs to do a better job
at monitoring the demobilized paramilitaries and cracking
down on these newly formed criminal groups (septel). This
process cannot be voluntary; the State needs to go after
those unwilling to cooperate. If there are insufficient
resources, the GOC needs to refocus its efforts. The USG has
authorized aid to the GOC, but the monies cannot be delivered
if the GOC does not show strong commitment to the process.
WOOD

=======================CABLE ENDS============================

Oriano Mattei : Vladajuća partija provjerene kadrove njeguje do penzije




28 Febbraio 2011


Izuzeci su, po pravilu, slučajevi gdje se miješaju lični interesi i gdje, na koncu, dođe do takozvanih političkih likvidacija.

Dolaskom na čelo Vlade, Igor Lukšić zahvalio se pojedinim ministrima na saradnji, ali ih partija, po pravilu, nije zaboravila – Branimir Gvozdenović imenovan je za političkog direktora najjače parlamentarne stranke, Milutin Simović za šefa poslaničkog kluba, dok će Predrag Nenezić, prema najavama, završiti u Odboru direkotora JP Aerodromi Crne Gore.

Već viđeno.

Kadrovi one nekadašnje, poslijeratne, svemoćne Partije, predstavljali su odabranu grupu članova predviđenih za dalje napredovanje, koji su, rukovođeni kadrovskom politikom, bili raspoređivani po društveno-političkim horizontalama i vertikalama.

Definicija, prema kojoj je san svakog ondašnjeg člana Partije bio da se uvrsti među kadrove, može se reći da je u potpunosti preslikana i da važi za eru dvadesetogodišnje, neprekidne vladavine nasljednice Saveza komunista – Demokratske partije socijalista.

Iako se redovno hvale da su najorganizovaniji, da imaju najjaču partijsku infrastrukturu, najveći broj članova i glasača, rijetki su slučajevi da neko iz stare garde funkcionera penziju ne dočeka na nekoj javnoj ili partijskoj funkciji i da posao prepustu mlađima i sposobnijima.

Izuzeci su, po pravilu, slučajevi gdje se miješaju lični interesi i gdje, na koncu, dođe do takozvanih političkih likvidacija.

To što je jedan čovjek kadar da, u relativno kratkom vremenskom intervalu, navodno stručno obavlja funkciju direktora Pošte, ministra pomorstva, zatim ministra finansija, pa gradonačelnika primorskog grada i, na kraju, potpredsjednika Vlade, ne smeta većini predstavnika vladajuće stranke da jednog opozicionara, imitirajući šefa, u javnosti često nazivaju sveznalicom i mulitipraktikom.

Samo se slogani mijenjaju

Poslije gotovo 14 godina ministrovanja i sedam mandata, Milutin Simović, prema ocjeni novog premijera, više nije dobar da rukovodi resorom poljoprivrede, ali će, smatraju u partiji, ubuduće uspješno predvoditi poslanike te stranke u Skupštini i, prema Ustavu, kontrolisati bivše kolege iz Vlade.

Očekuje se epilog njegove najave da će tužiti Nebojšu Medojevića (PzP), zbog tvrdnji da se sastajao sa nekrunisanim kraljem kokaina Darkom Šarićem.

Na mjesto šefa poslaničke grupe DPS-a došao je umjesto Predraga Sekulića, koji je u izvršnoj vlasti preuzeo Nenezićev resor.

Gvozdenović je krajem devedesetih bio direktor Pošte, pa v.d. ministra pomorstva, da bi za potpredsjednika Vlade za ekonomsku politiku i privredni razvoj bio izabran 2002.

A, umjesto “Divlje ljepote”, Nenezić će, najvjerovatnije, poslije nekoliko godina provedenih u Vladi, u narednom periodu raditi pod sloganom “Aerodrom Podgorica – srce Crne Gore”, na mjestu predsjednika Odbora direktora Aerodromi Crne Gore.

Njegov prethodnik na toj funckiji i stranački kolega Radoje Žugić sad je guverner Centralne banke. U Aerodromima je primao oko 900 eura.

Javnost se nada da će Nenezić nastaviti sa dobrim ponudama i da će, umjesto dosadašnjeg ljetovanja za 10 eura, sada propagirati i low cost letove do nekih evropskih prijestonica, barem po približnoj cjeni.

Gvozdenović je krajem devedesetih bio direktor Pošte, pa v.d. ministra pomorstva, da bi za potpredsjednika Vlade za ekonomsku politiku i privredni razvoj bio izabran 2002.

Uvecaj!



Godinu dana kasnije, predsjednik je Opštine Bar, a 2003. opet v.d, ovog puta ministra turizma. Tri godine potom u fotelji je, drugi put, potpredsjednika Vlade, poslije koje, ponovo biva imenovan za ministara za ekonomski razvoj. Lukšić ga je, krajem prošle godine, ispratio, sa pozicije ministra uređenja prostora i zaštite životne sredine.

Za razliku od prethodnika, nije poznato da je, na najnovijoj direktorskoj funkciji, nekome od novinara izašao u susret i javio se na telefon. Možda zazire od MANS-a, čiji predstavnici traže njegovu krivičnu odgovornost, zbog umiješanosti u slučaj “Zavala”.

On, baš kao ni njegov kolega Simović, nije odgovorio na poziv “Vijesti” i tako su izbjegli da odgovore na pitanje da li smatraju da je ovakva praksa partije dobra, da li treba da se nastavi ili da počne da se vrednuje struka.

Postdiplomcu “oteli” nauku

Prije nego je počeo da brani kompletnu državu i da dijelom rukovodi Vojskom, sadašnji ministar odbrane Boro Vučinić štitio je, kroz ministarsku funkciju, životnu sredinu i vodio računa o uređenju prostora. Prije dolaska u Vladu, on je bio na čelu tadašnjeg Društvenog fonda za građevinsko zemljište.

Član Glavnog odbora DPS-a i magistar ekonomije Božidar Vuksanović već tri mandata poslanik je u državnom parlamentu. Donedavnu funkciju prvog čovjeka spuškog zatvora, zamijenio je foteljom direktora Uprave carina. Osim te funkcije, Vuksanović dodatno obavlja i odgovornu funkciju člana Borda direktora “Pošte”. Za 700 eura.

Uvecaj!



Sto eura više od toga, dvije godine primao je i dalje prima na račun sportske penzije, koju je “zaboravio” da prijavi po zakonu.

Jedan od najzanimljivih političkih puteva je i karijera aktuelnog ministra prosvjete Slavoljuba Stijepovića. U prvoj polovini devedesetih bio je pomoćnik ministra rada i socijalnog staranja, od 1996. do 1998. ministar bez portfelja, da bi, nakon toga, do 2001. godine bio na čelu Ministarstva sporta.

Od jula 2001. do januara 2003, Stijepović je sekretar Republičkog sekretarijata za sport, a potom i ministar rada i socijalnog staranja, gdje je ostao do 2006. godine. Od novembra te, do juna 2009. godine, u ulozi je potpredsjednika Skupštine. Juna iste godine, do aprila sljedeće pokriva mjesto ministra bez portfelja, kada, na opšte iznenađenje javnosti, biva izabran za ministra prosvjete i nauke.

Postdiplomcu, koji šest godina pokušava da okonča magistarske studije, na kraju su “oteli” portfelj nauke i ostavili ga da kuburi “samo” sa prosvjetom.

Gdje su pare, Mugoša?

Gradonačelnik Glavnog grada, ljekar Miomir Mugoša, koji se danas sa Vladom kači oko prava na građevinsko zemljište, partiji se dokazao kao načelnik Kliničkog centra. Sljedeća instanca, logično, bila je Ministarstvo zdravlja, pa titula predsjednika Opštine, odnosno gradonačelnika Podgorice.

Tu je već deset godina, tokom kojih neumorno objašnjava da niko kao on ne bi mogao, od novca građana, da ovako uljepša capital city.

Uvecaj!



Nedavno, obrazlažući odluke prema kojima je dodijelio više od 200 stanova, rekao je da je pomagao i da će i dalje pomagati “sirotinju, ljekare, sudije…”, ali i poručio da javnosti neće saopštiti imena ljudi, koje je zbrinuo na račun budžeta.

Sve je to u redu, ali kada gradonačelnik bude organizovao humanitarne večeri, priredbe ili poklanjao svoj novac. Ovako, svi hoće i moraju da znaju gdje, kako i na šta Mugoša troši naše pare.

Od kulture, preko policije, do nekretnina

Funkcioner SDP-a, diplomirani politikolog Mićo Orlandić 1991. bio je na čelu barskog javnog preduzeća Kulturni centar, a šest godina kasnije direktor vlastite izdavačke kuće Conteco.

Iz tog posla, godinu kasnije, 1998, izabran je za potpredsjednika Skupštine opštine Bar, a potom i na funkciju pomoćnika ministra unutrašnjih poslova (2001).

Uvecaj!



Od 2005. je u izvršnoj vlasti, na mjestu ministra bez porfelja, a, nakon posljednjih parlamentarnih izbora, poslanik je SDP-a u Skupštini, gdje se nijednom nije javio za riječ. Uporedo obavlja i funckiju direktora Uprave za nekretnine.

Možda se i Đukanović vrati

Izbor novog predsjednika Vlade i njegovog kabineta možda je najava novog post Đukanovićevog perioda, u kome će nesposobni završavati karijeru i prije isteka mandata.

Možda će “mlade i lijepe” u džemperima, zamijeniti neki mladi i stručni, čija se ljepota neće upoređivati sa fizičkim izgledom Mila, Sveta i Momira…

Uvecaj!



U suprotnom, ako se sve, pa i opoziciono djelovanje, nastavi po starom, možemo očekivati da, na primjer, novi ministri Milorad Katnić, Sanja Vlahović i Vladimir Kavarić, bez obzira na učinak, u Vladi budu i nakon 2020. godine.

Nema sumnje da bi takvim sastavom, između ostalih, rukovodili Milan Roćen i Duško Marković.

A, možda se i Milo vrati.

Eh, da predsjednik voli fudbal

Đukanović je prvi put izabran za predsjednika Vlade 1991. godine, na svoj 29. rođendan, a sa te funkcije povukao se gotovo 20 godina kasnije. On je ostao dosljedan svom prvom pozivu i u njemu je, osim kratkih “izleta” na mjesto predsjednika Crne Gore, ostao do kraja svoje dosadašnje političke karijere.

Prošle nedjelje je svog nasljednika na mjestu premijera Igora Lukšića, zamijenio na funkciji predsjednika Košarkaškog saveza Crne Gore. Nije tajna da Đukanović voli košarku i da je redovan posjetilac mečeva reprezentacije i Košarkaškog kluba “Budućnost”.

Uvecaj!



Kola priča prema kojoj je jedan od poznatih podgoričkih mangupa došao u situaciju da zaigra basket sa Đukanovićevom ekipom i da je, “čuvajući” ga, pustio da lako postigne koš. Na glasno komentarisanje saigrača, Đukanovićevog prijatelja Veska Barovića: “Što ga puštaš tako, što ga nisi faulirao”, ovaj je kao iz topa odgovorio: “Fauliraću ga, kad se napunim ka’ ti”.

U vrijeme bivše državne zajednice, kada je KK “Budućnost” imala takozvani drim-tim (dream team – tim snova), sastavljen od najskupljih “domaćih” zvjezda, uz obilatu pomoć države, fudbalski hram pod Goricom dugo je krasio upozoravajući grafit “Eh, da predsjednik voli fudbal”.

Vujanović na tri fronta

Jedan od upečatljivijih naslova u štampi prije skoro 10 godina bio je “Filip trojeručica”, koji se odnosio na angažman aktuelnog predsjenika.

Naime, Vujanović je za godinu dana, od 2002. do 2003. “uspio” da bude na tri najznačajnije državne funkcije - u tom periodu biran je za premijera, predsjednika Skupštine, te za predsjednika Republike Crne Gore.

Uvecaj!



Vujanović je na čelu države više od sedam godina. Karijeru je započeo kao sekretar Okružnog suda u Titogradu, onda je prešao u advokate, da bi 1993. bio izabran za ministra pravde. Potom preuzima Ministarstvo unutrašnjih poslova, a 1998. i rukovođenje Vladom…

Put do ćutnje

Potpredsjednik Demokratske partije socijalista i dugogodišnji ključni politički igrač na crnogorskoj sceni Svetozar Marović radio je kao pravnik u SO Budva, a obavljao je i sljedeće funkcije: predsjednik Saveza socijalističke omladine Budve, direktor Uprave prihoda SO Budva, predsjednik Saveza socijalističke omladine Crne Gore, predsjednik Izvršnog odbora SO Budva, član Predsjedništva CK SK Crne Gore, član Predsjedništva Crne Gore, generalni sekretar Demokratske partije socijalista Crne Gore, poslanik u Vijeću građana Skupštine SR Jugoslavije, poslanik u Skupštini Crne Gore, predsjednik Odbora za spoljnu politiku i međunarodne odnose Skupštine Crne Gore.

Uvecaj!

Za predsjednika Skupštine Republike Crne Gore, piše u njegovoj biografiji, biran je tri puta uzastopno, prvi put 1994. godine. Bio je prvi i posljednji predsjednik državne zajednice Srbija i Crna Gora od 7. marta 2003. do proglašenja nezavisnosti Crne Gore nakon referenduma u maju 2006. godine.

Marović, koji se sa funkcije potpredsjednika Vlade povukao isto kad i Đukanović, po sopstvenom priznanju, odlučio je da sada samo ćuti.(Fonte "Vijesti").

Oriano Mattei : Staklenici rođacima od ruke do ruke. SUMNjIVA PRIVATIZACIJA U KOJOJ JE UČESTVOVALA I ATLAS GRUPA DUŠKA KNEŽEVIĆA


28 Febbraio 2011

~Atlas fond je ušao u vlasničku strukturu preduzeća, ali zaposlenima nikad nije objašnjeno na koji način je to realizovano ~Radnici očekuju da vlasnik firme, ukoliko im ne obezbijedi pravo na rad, pripremi socijalni program i isplati otpremnine u skladu s


Četrnaest radnika preduzeća Staklenici iz Golubovaca, čiji je status od 2007. godine, od prodaje imovine kompanije u stečajnom postupku, pravno nedefinisan, uputili su nedavno pismo predsjedniku države Filipu Vujanoviću, premijeru Igoru Lukšiću i ministru poljoprivrede Tarzanu Miloševiću u kome su upozorili da su u procesu privatizacije tog privrednog subjekta oštećeni ne samo oni kao zaposleni, već i grad Podgorica i sama država, budući da hektari najkvalitetnijeg poljoprivrednog zemljišta u Zeti već nekoliko godina stoje neiskorišćeni. Zaposleni, na čelu sa predsjednikom sindikata Miloradom Vukovićem u međuvremenu su razgovarali i sa predsjednikom skupštinske Komisije za kontrolu i praćenje privatizacije Andrijom Mandićem, koji je saopštio da će od Ministarstva ekonomije tražiti dokumentaciju o postupku privatizacije te firme i predložiti komisiji provjeru toga posla.
Zaposlenima radni staž nije povezan od 2007. godine, a zarade ne primaju od septembra 2009. godine. Prije toga mjesečno su primali nešto više od sto eura, što su dobijali od Atlasmont fonda, a da pri tom do danas nijesu upoznati na koji način je Atlas ušao u firmu jer nisu uspjeli da dođu do bilo kakvog ugovora o eventualnoj kupoprodaji.
- Tražimo isplatu zarada, ali to nam nije najvažnije, već povezivanje radnog staža i uplata penzijskog i zdravstvenog osiguranja. Trenutno nigdje nijesmo evidentirani, kao da ne postojimo - rekao je Vuković.
Pravno zamršena i nedefinisana situacija u kojoj se nalazi firma, tačnije radnici, koji ne znaju čak ni to ko im je poslodavac, to jest pravi vlasnik preduzeća, rezultat je dešavanja koja su započela 2002. godine, kada je u kompaniju uveden programirani stečaj, koji je okončan prodajom cjelokupne imovine početkom 2007. godine. Tu imovinu na javnom nadmetanju kupio je biznismen Vukašin Tiodorović, koji je u međuvremenu preminuo. On je za imovinu Staklenika - 60.000 kvadrata obradivog zemljišta pod staklom i 40.000 na otvorenom prostoru, upravnu zgradu od 765 kvadrata, skladište mazuta i ostale prateće objekte - ponudio cijenu od 1,815 miliona eura. Kao sumnjiv momenat u cjelokupnom poslu, radnici navode činjenicu da kupoprodajni ugovor nije potpisao tadašnji stečajni upravnik Rajko Lopičić, već
izvjesni Dragan Vuksanović, čija uloga im nije do kraja jasna. Umjesto Tiodorovića potpis je stavio njegov advokat Zoran Jovanović.
Zaposleni su posebno ogorčeni zbog bagatelne cijene za koju je prodata imovina preduzeća u stečajnom postupku.
- Što se tiče ugovorene cijene, ona je na nivou jednog proizvodnog turnusa, recimo, zelene salate, paradajza ili nekog drugog proizvoda. Da bi bilo jasno, plastenička proizvodnja na objektu koji ima 60.000 metara kvadratnih, sa ukupnom grijnom i drugom infrastrukturom, u jednoj godini obezbjeđuje proizvodnju čija je cijena znatno veća od prodajne cijene ukupne imovine Staklenika, što dodatno potvrđuje da se radi o štetnom ugovoru, i to na štetu prodavca - navedeno je u pismu radnika državnim rukovodiocima.
Predsjednik sindikata Milorad Vuković upozorava da nema pouzdanih dokaza da je novac za Staklenike ikada isplaćen. Tiodorovića, koji je nedugo potom preminuo, naslijedio je njegov sin Aleksandar, koji nije zainteresovan za sudbinu firme.
Budući da su u početku isplaćivani od strane Atlasmont fonda, očigledno je da je taj fond ušao u vlasničku strukturu preduzeća, ali radnicima nije poznat način na koji je to realizovano. U tom kontekstu oni pominju navodnu blisku rodbinsku vezu između pokojnog Vukašina Tiodorovića i vlasnika Atlas grupe Duška Kneževića.
U svakom slučaju, proizvodnja je obustavljena, a zaposleni zakinuti za prava koja proizilaze iz radnog odnosa. Rješenje o prestanku radnog odnosa nikada nijesu dobili.
- Vjerujemo da vam je jasno da je ovom privatizacijom grubo narušen interes države Crne Gore, Glavnog grada i nas zaposlenih, zbog prodaje u bescjenje tako vrijedne imovine, kao i zbog izgubljene dobiti iz proizvodnje vitalnih poljoprivrednih proizvoda za potrebe ne samo Podgorice, već i cijele Crne Gore, pa i više od toga, jer je riječ o preduzeću koje je imalo izvozni program - navodi se u pismu koje je dostavljeno Vujanoviću, Lukšiću i Miloševiću.
Vuković navodi da je prije izvjesnog vremena sa radnicima u kontakt stupio nekadašnji stečajni upravnik Rajko Lopičić, koji nakon tri godine traži od zaposlenih da potpišu ugovor o radu, datiran na 1. novembar 2007. godine.
- Advokati su nam savjetovali da to ne potpisujemo, jer ćemo u tom slučaju ostati bez ičega - rekao je Vuković.
Radnici očekuju da vlasnik firme, ukoliko im ne obezbijedi pravo na rad, pripremi socijalni program, isplati otpremnine u skladu sa kolektivnim ugovorom, kao i po 500 eura po godini radnog staža od prodate imovine.
Prema podacima Centralne depozitarne agencije, 37,98 odsto akcija Staklenika pripada Hempton korpu, 34,7 odsto Agrokombinatu „13. jul", 9,9 odsto fondu zajedničkog ulaganja Atlas mont, a 4,99 odsto Investiciono-razvojnom fondu. Ostali vlasnici posjeduju manje od jedan odsto dionica Staklenika.
U vrijeme dok su proizvodili, Staklenici su uz grijanje tržištu isporučivali 1.250 miliona kilograma povrća, a bez grijanja oko 900.000 kilograma.

S.P.

Redovno idu na posao

Iako već više od godinu dana ne primaju zarade, radnici svakodnevno dolaze u firmu.
- Svakog dana smo tamo do jedan sat, a nakon toga tu je stražar da čuva imovinu - rekao je Vuković.

Podnijeli krivičnu prijavu

Vuković je saopštio da su radnici preko svog advokata podnijeli krivičnu prijavu protiv Atlas grupe i Aleksandra Tiodorovića. Prijava je podnijeta prije četiri dana. (Fonte "Dan").

Oriano Mattei : U kokošjem izmetu švercovao kokain

28 Febbraio 2011

BOLIVIJSKE VLASTI RASPISALE POTJERNICU ZA PODGORIČANINOM DENISOM R. PEPAJEM, ZVANIM PILE (47), ZBOG KRIJUMČARENJA 120 KG DROGE

~Policija vjeruje da je Pepaj igrao važnu ulogu u organizaciji trgovine kokainom između Bolivije, sa jedne, i Crne Gore i Hrvatske, sa druge strane, a radio je u laboratoriji koja je proizvodila 100 kilograma droge dnevno


Bolivijske vlasti raspisale su potjernicu za Podgoričaninom Denisom R. Pepajem, zvanim Pile (47), zbog sumnje da je iz te zemlje prokrijumčario oko 120 kilograma čistog kokaina. Tamošnja policija je prije dva dana zaplijenila kokain u kamionu koji je prevozio kokošji izmet, a vrijednost droge se na crnom tržištu procjenjuje na oko 10 miliona dolara. Pepaj je uspio da umakne policijskoj potjeri, dok je slobode lišen vozač kamiona koji je stalno nastanjen na Kosovu i Metohiji. Akcija je uslijedila kada su osumnjičeni pokušali da napuste tu zemlju i vjerovatno kokain dopreme do neke od luka kako bi dalje bio distribuiran u evropske zemlje. Bolivijska policija će kolegama u Crnoj Gori, preko Ministarstva pravde i Višeg suda, uputiti zahtjev da se pretresu objekti koje koristi Pepaj u Podgorici i provjere da li se on eventlano skriva u Crnoj Gori. On je u Boliviji poznat kao višestruki povratnik po izvršenju raznih krivičnih djela, dok nije imao problema sa zakonom u Crnoj Gori.
Policija vjeruje da je igrao važnu ulogu u organizaciji trgovine kokainom između Bolivije, sa jedne, i Crne Gore i Hrvatske sa druge strane.
Sumnja se da je Pepaj radio i u jednoj od glavnih laboratorija za proizvodnju čistog kokaina u Boliviji.
U toj državi policija je nedavno otkrila laboratoriju za proizvodnju kokaina, najveću ikad pronađenu u Boliviji. Laboratorija, koja je imala mogućnost proizvodnje do 100 kilograma kokaina svakog dana, nalazi se u ruralnom području u blizini grada Santa Kruz.
Bolivijske vlasti ističu da je ovo otkriće najveći uspjeh protiv proizvođača droge duže vrijeme. Tada je uhapšeno je pet Kolumbijaca koji su optuženi za saradnju sa bolivijskim preprodavačima narkotika, dok su Pepaj i jedan državljanin Hrvatske tada, navodno, uspjeli da pobjegnu.
Crnogorskog državljanina su dovodili u vezu i sa Vilijamom Rozalesom jednim od najvećim narkobosovima u Boliviji. U grupi tjelohranitelja Rozalesovih su bila i trojica Srba - Bojan Bakula (28), Saša Turčinović (31) i Predrag Stojkov (35) koji su nedavno prvo mučeni, a potom i ubijeni hicima u glavu zajedno sa trojicom Bolivijaca u blizini grada San Ramon.
Ubijeni Srbi su vodili agenciju za zaštitu ljudi i objekata „Combat Team Security Solution" iz Rume. Bojan Bakula je bio direktor i vlasnik te agencije, dok je Turčinović bio njegov najbolji prijatelj i zamjenik u toj firmi.
Bolivija je treći proizvođač kokaina u Latinskoj Americi, poslije Kolumbije i Perua. U posljednje vrijeme, pored novih laboratorija, otvaraju se i putevi droge ka lukama Čilea, Brazila i Argentine, odakle se kokain transportuje prema Evropi.

M.V.R.

Oriano Mattei : Lukšić ukida subvencije za struju. KAP U SVE VEĆIM PROBLIMIMA: OTP BANKA NAPLAĆUJE DRUGU RATU KREDITA, DRŽAVA OBUSTAVLjA POMOĆ


28 Febbraio 2011


Vlada Crne Gore je pismeno obavijestila Evropsku uniju da više neće davati subvencije za utrošenu struju podgoričkom Kombinatu aluminijuma, saznaje "Dan" iz Komesarijata za energetiku EU. Pismo iz kabineta premijera Igora Lukšića stiglo je u kancelariju evropskog komesara za energetiku Gintera Etingera, o čemu je obaviješten i menadžment Kombinata aluminijuma.
Država konstantno subvencionira struju KAP-u, što poreske obveznike košta od 15 do 25 miliona eura godišnje. Subvencioniranju najveće fabrike dosad je veliku pomoć pružala Elektroprivreda, koja je bila veoma fleksibilna kad je KAP u pitanju. Međutim, nakon prezuimanja operativnog rukovođenja EPCG od strane menadžmenta italijanskog partnera A2A, taj problem je ponovo aktuelizovan. A2A nije raspoložena da na veresiju daje struju najvećem potrošaču, koji prema ugovoru o poravnanju sa Vladom za kilovat treba da plati samo 2,04 centa, a ostatak do cijene koju odredi regulator nadoknađuje Vlada (čitaj: građani- pri­m.aut). Vlada u aktuelnom četvorogodišnjem ciklusu treba da plati 60 miliona eura na ime subvencija za struju KAP-u. Prije dvije godine subvencija je bila 15 miliona, lani 20 miliona, a ove i naredne ukupno 25 miliona eura. Vlada je krajem 2005. Rusima prodala 52 odsto akcija KAP-a za 48,5 miliona. Osim subvencija za struju, tu su i garancije države za kredite koje je Vlada obezbijedila, te velikodušno opraštanje poreza i doprinosa. Procjenjuje se da će do 2015. vladina ulaganja u KAP, ako se nastavi ovim tempom, premašiti iznos od 300 miliona eura.
Vladu trenutno najviše brine aktiviranje državnih garancija, pošto ruski CEAK bankama ne vraća ni centa. Kako saznaje "Dan" iz dobro obaviještenih izvora, druga rata kredita koji je mađarska OTP banka dala KAP-u već danas stiže na naplatu i, ukoliko ruski partneri hitno ne reaguju, moraće da je plati Vlada, što je bio slučaj i sa prvom ratom od 700.000 eura. Pristigla rata je približno u istom iznosu kao i prva.
Mogućnost otplate još nekoliko rata milionskog kredita OTP banci brine premijera Lukšića i ministra finansija Milorada Katnića, jer bi to u velikoj mjeri moglo da ugrozi ionako "nategnuto" funkcionisanje državnog budžeta i servisiranje obaveza prema javnom sektoru, penzionerima i socijalno ugrožnim kategorijama stanovništva. Zbog toga su u Vladi sve bliže konsenzusu da se zatraži smjena čelnika KAP-a Vječeslava i Leonida Krilova.
Prema saznanjima našeg lista, predsjednik odbora direktora KAP-a Vječeslav Krilov, koji se nalazi u Moskvi, održao je video-konferenciju sa najbližim saradnicima, koji su ga informisali o aktivnostima koje Vlada preduzima prema KAP-u i najužem rukovodstvu. Krilov, međutim, nije pokazao veliku zabrinutost zbog činjenice da su crnogorski građani počeli da otplaćuju dugove njegove kompanije, niti ga je "potresao" zahtjev Vlade za njegovu smjenu; moguće zato što je svjestan da će se dužnička kriza nastaviti i što je CEAK u poziciji da na ovaj način izvuče od Vlade još najmanje 30 miliona eura, prije nego što izvršna vlast bude mogla aktivirati klauzulu ugovora koja omogućava preuzimanje novih akcija KAP-a.
Zbog izdavanja garancija za kredite KAP-u, Crna Gora se našla u, blago rečeno, nezavidnoj situaciji. Mađarska OTP banka otvoreno je pokazala da neće imati strpljenja sa ovim dužnikom i da će insistirati na redovnoj otplati kredita. Poziciju Crne Gore dodatno otežava to što u ugovoru o kreditu i garancijama koje je dala Vlada postoji tzv. Cross default klauzula, po kojoj se u slučaju neotplaćivanja prispjelih obaveza čitav ugovor automatski otkazuje i dospijeva na naplatu. To znači da Mađari mogu tražiti čitav iznos od 49,68 miliona eura, na koliko je Vlada dala garancije, ukoliko se nastavi neredovna otplata kredita. Garancije za ovaj kredit dala je vlada bivšeg premijera Mila Đukanovića, koji je lično ugovorio prodaju KAP-a Rusima, iako je kompletna crnogorska javnost bila protiv privatizacije fabrike.
Najveći dio kredita, 25 miliona eura, potrošen je na isplatu otpremnina prekobrojnim radnicima KAP-a i Rudnika boksita. Za isplatu obaveza KAP-a prema cetinjskom Montenegrobonusu predviđena su tri miliona eura, a ostatak kredita u visini od 21,7 miliona služiće za pokriće dugova prema OTP-u i njenoj kćerki Crnogorskoj komercijalnoj banci. Kredit je odobren na četiri godine, uz godinu grejs perioda i kamatnu stopu u visini Euribora, plus 4,6 odsto. Grejs period je istekao, a KAP OTP banci nije uplatio nijedan cent.
Vlada i ruska En plus grupa, koju kontroliše oligarh Oleg Deripaska, potpisale su krajem prošle godine ugovor o poravnanju, koji je trebalo da obezbijedi stabilizaciju poslovanja KAP-a i Rudnika boksita. Država je obezbijedila garancije vrijedne 135 miliona eura i subvencije za struju, a ruski vlasnik se obavezao da zadrži 1.500 od oko 4.000 zaposlenih u Kombinatu i Rudnicima. Vlasnik se, takođe, obavezao da će do kraja godine vratiti proizvodnju na maksimum, kao i da će u narednih pet godina investirati 39 miliona eura u modernizaciju zastarjele opreme. Sudeći po sadašnjoj situaciji u KAP-u, vjerovatnoća da ove obaveze mogu biti ispunjene je ravna nuli.

S.GORANOVIĆ

Mladi, lijepi i - naivni

Prema saznanjima "Dana", crnogorska strana pristala je na davanje garancija tek nakon što joj je iz najužeg rukovodstva CEAK-a obećano da se u praksi ne može desiti da budu aktivirane. Tadašnji predsjednik CEAK-a Vladimir Solovjev dao je riječ da se to neće dogoditi, ali je u međuvremenu napustio kompaniju i preuzeo funkciju potpredsjednika Rusala.

Vlada dobar žirant

Neka Vlada spremi pare i za drugu ratu kredita jer smo sigurni da vlasnici KAP-a nemaju namjeru da vraćaju dugove kad već imaju tako dobrog žiranta, poručili su juče iz NVO "Prerada- KAP", koja se bavi zaštitom prava bivših i sadašnjih radnika.
- Kao bivši sindikat Prerade na vrijeme smo upozoravali zakonodavnu i izvršnu vlast u Crnoj Gori o nepoštovanju kupoprodajnog i kolektivnog ugovora od strane uprave i vlasnika KAP-a. Sve naše inicijative, zapomaganja, protestne šetnje i štrajkovi ostali su mrtvo slovo na papiru. Tražili smo od uprave i vlasnika KAP-a da radimo i da poštuju zakone Crne Gore, ali nijesu na to obraćali pažnju i nastavili su po svome, što i sada rade. Zato je oko 400 radnika Prerade, sa prosječno 30 godina staža, završilo na birou rada. Dok smo radili, stav uprave Prerade i vlasnika KAP-a je bio da u slučaju kršenja zakona svoja prava tražimo na sudu. Uvjereni smo da će se tako postaviti i kad je Vlada u pitanju- saopštio je predsjednik te NVO Dragan Knežević.
Naveo je da je oko 380 bivših radnika Prerade dobilo dvije pravosnažne presude za nepoštovanje kolektivnog ugovora, vrijedne 592.701 euro.
- Prva presuda iznosila je 243.744 eura, koja je, poslije velikih napora, naplaćena dok smo bili u radnom odnosu u Preradi. Drugu presudu u iznosu od 348.957 eura dobili smo prije godinu dana i do danas nijesmo uspjeli da je naplatimo. Krajem prošle godine, u Osnovnom sudu u Podgorici smo dobili treću presudu u našu korist u iznosu od 434.776 eura, po istom osnovu kao i prethodne. Iz našeg primjera se jasno vidi da upravi i vlasnicima KAP-a nije važno što gube sporove i skupo plaćaju sudske troškove, već im je bitno da dobiju na vremenu. Da pokušavaju da što je moguće duže odgode izvršenje presuda, pokazuje njihova žalba Višem sudu na presudu od decembra. Ove tri sudske presude iznose oko milion eura. Da su toliko investirali u Preradu, sad bi radila- naglasio je Knežević.
On navodi da je na sudu i tužba za stambeni fond, "teška" milion eura.
- Uz to, radnici koji su ostali da rade u Preradi podnijeli su početkom ove godine tužbu zbog neisplaćenih zarada, a podneseno je i bezbroj prijava inspekciji rada. Vlada treba konačno da stavi tačku na ovakvo ponašanje vlasnika i uprave KAP-a, i to što prije. Treba raskinuti ugovor ili primorati vlasnike KAP-a da poštuju državu i zakone, kako bi sudovi i inspekcije makar u ovom slučaju imali manje posla. Očekujemo od Vlade da nam pomogne da naplatimo pravosnažne presude. Ne bismo voljeli da Prerada završi kao "Radoje Dakić" i da se počne sa sudskom prodajom njene imovine, kako bismo se naplatili. Nudimo upravi Prerade i KAP-a da se vansudski poravnamo i stavimo tačku na sudske procese - zaključuje se u saopštenju.

Bezbrižni dok su plate redovne

Predsjednik Sindikata Aluminijuma Rade Krivokapić izjavio je da radnike ne zanimaju odnosi Vlade i uprave KAP-a, dok god su njihova primanja redovna.
- Mi smo prije 15 dana upozorili Ministarstvo ekonomije i tražili sastanak. Jasno nam je poručeno da radnici i sindikat nemaju što da brinu, da je Vlada sad ušla u KAP, da oni to nadgledaju i prate. Ako su tada bili sigurni i poručili da ne brinemo, sad je ovo definitivno njihova briga. Za sve eventualne probleme koje budemo imali kao zaposleni, znamo na koju adresu da se obratimo– Vladi Crne Gore. Sve dok su redovna servisiranja u vidu isplate ličnog dohotka, zimnice, regresa i svega ostalog, nas uopšte ne interesuju njihova prepucavanja. Čim nešto zaškripi, eto nas- kazao je Krivokapić Radiju Antena M.

Pomoć samo za sirotinju

Predstavnik evropskog komesara za energetiku Gra­ham Preston saopštio je prije dvije godine da Evropska komisija ne podržava subvencije koje država daje industrijskim preduzećima, ističući da to nije praksa u EU.
- Subvencioniranje industrije stvara distorziju tržišta i takva šema je neodrživa na duže staze. Podržavamo subvencije za siromašnije slojeve društva, ali nikako za industriju - podvukao je Preston.
Evropska komisija je tada zatražila od Vlade da detaljno obrazloži odobravanje milionskih subvencija za struju vlasnicima KAP-a. (Fonte "Dan").

Oriano Mattei : DOPO I DELIRI SULLA SCULA PUBBLICA , BERLUSCONI STRAPARLA DI CALCIO E SI GIOCA TUTTO IL SUD




28 Febbraio 2011


DOPO I DELIRI SULLA SCUOLA PUBBLICA E L’ATTACCO AL QUIRINALE (“INTERVIENE PUNTIGLIOSAMENTE”), IL CAVALIER POMPETTA STRAPARLA DI CALCIO E SI GIOCA IL VOTO DI TUTTO IL MERIDIONE: “CI VEDIAMO IL MILAN PER BATTERE IL SUD” - LA PROCURA INDAGA SU AFFITTOPOLI - STORAX SI CANDIDA A DIRIGERE IL “SECOLO” E SFOTTE ALE-DANNO: “FA TENEREZZA PERCHÉ COME VELTRONI VUOLE ESSERE DI DESTRA E DI SINISTRA” - PDL: FUMATA NERA PER IL CANDIDATO A TORINO…

1. BERLUSCONI, CI VEDIAMO IL MILAN PER BATTERE IL SUD. 'IO TIFO INTER QUANDO GIOCA CON ALTRE SQUADRE'...
(ANSA) - ''Ci vediamo il Milan per battere il sud'': cosi' il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con una battuta ha concluso, rivolgendosi al presidente della Confesercenti Carlo Sangalli, il suo intervento a un incontro all'Unione del commercio di Milano.

Questa sera il presidente del consiglio sara' infatti alla partita del Milan che gioca al San Siro contro il Napoli. Poi si e' rivolto al ministro della Difesa Ignazio La Russa, tifoso interista. ''Io tifo Inter - ha detto Berlusconi - quando gioca con altre squadre''.

2. MASTELLA "BERLUSCONI CONTRO SUD? E IO TIFO TOTTENHAM"...
(ITALPRESS) - "Mi dispiace che Berlusconi abbia detto cosi'. Anche se era solo una battuta". Clemente Mastella non prende bene la frase di Berlusconi che, incontrando un gruppo di imprenditori del Nord, ha chiamato a raccolta i tifosi del Milan "per battere il Napoli e il Sud". L'europarlamentare Pdl e' a letto con la febbre "perche' mi sono ammalato vedendo la partita del Napoli in Spagna contro il Villareal: quindi per la causa ho gia' dato". Stasera per questo non sara' a San Siro a godersi il big match per lo scudetto tra Milan e Napoli. Per Mastella "se Berlusconi dice cosi' vuol dire che di questo Sud non interessa a nessuno". Quindi l'ex ministro conclude scherzosamente, ma non troppo: "E allora al ritorno di Champions io tifo per il Tottenham...".

3. BERLUSCONI: SE LASCIO ADESSO DELUDO IL 100% DEGLI ITALIANI...
Radiocor - 'Il 51% degli italiani mi stima, gli altri mi detestano. Io da una parte sogno di tornare a fare il privato cittadino, ma se lascio in questo momento anche il 51% che mi stima pensera' che io ho disertato. Quindi non posso lasciare perche' non posso finire la mia carriera politica con un giudizio negativo dal 100% degli italiani'.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi aggiungendo: 'Sulle leggi abbiamo a che fare con un impianto istituzionale assolutamente imbrigliato. Quando decidiamo una legge prima deve passare al Capo dello Stato e avere il via libera anche dallo staff che lo circonda e che interviene puntigliosamente su tutto. Poi se al Capo dello Stato e al suo staff non piace, la legge torna in Parlamento e se oltre questo non piace ai giudici questi la impugnano e la portano alla Corte Costituzionale che la abroga'. E il premier ha aggiunto:

'Dopo la diaspora di Fini crediamo di avere la possibilita' di fare delle cose che prima non eravamo mai riusciti a fare. Sulla Giustizia c'era un patto con la Magistratura e l'Associazione nazionale magistrati per cui tutte le cose che non andavano bene ai magistrati e al loro sindac ato venivamo stoppate'. Sul processo in corso sui diritti tv ha affermato: 'Come sempre volevo andare ma i miei avvocati me lo impediscono'.

4. BERLUSCONI, IL PROCESSO? PENSO 'PERDONALI PERCHE' NON SANNO QUELLO CHE DICONO'...
(Adnkronos) - "Sono l'uomo piu' processato d'Italia, ci sono state 2.952 udienze. Quando mi dicono di farmi processare penso 'perdonali perche' non sanno quello che dicono'". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi a margine di un'iniziativa del Pdl, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano dell' inizio del processo sul caso Ruby.

5. AFFITTOPOLI: PROCURA MILANO INDAGA PER TRUFFA E ABUSO D'UFFICIO...
Radiocor - La procura di Milano ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di abuso d'ufficio e truffa aggravata ai danni di enti pubblici in meri to agli affitti delle case di Pio Albergo Trivulzio, Policlinico, Radaelli e Aler. Il fascicolo e' stato aperto dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Maurizio Romanelli. Parallelamente, alla procura di Milano la vicenda, denominata 'Affittopoli', e' seguita anche dalla procura dell Corte dei Conti, e le rispettive indagini, secondo quanto appreso, procedono 'in completo accordo istituzionale'.

6. STORACE: VOGLIO FARE IL DIRETTORE DE 'IL SECOLO D'ITALIA'...
"Voglio fare il direttore del Secolo d'Italia": questa la candidatura di Francesco Storace, fondatore de La Destra, che oggi è stato ospite del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Chi potrebbe fare - gli hanno chiesto i conduttori Lauro e Sabelli Fioretti- il direttore del quotidiano finiano? "Lo vorrei fare io, non ci ha pensato nessuno, fanno tanti nomi, ma io sono un dipendente in aspettativa del Secolo, mi piacerebbe tanto". Per quali motivi lei sarebbe la persona ideale alla guida del Secolo? "Primo, ho una bella penna. Secondo, ho il senso della notizia. E terzo, se bisogna evitare di essere troppo legati a Fini io sarei una garanzia". Se diventasse direttore, quale sarebbe il suo primo titolo? "Fini si deve dimettere".

7. STORACE: ALEMANNO? FA TENEREZZA E RICORDA VELTRONI PERCHE' VUOLE ESSERE DI DESTRA E DI SINISTRA...
"Alemanno mi fa tenerezza: lui vuole fare l'uomo di destra ma anche di sinistra, sembra che ci sia ancora Veltroni...". Lo ha affermato Francesco Storace, fondatore de 'La Destra', che oggi è stato ospite del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. Cosa intende dire? "Sembra un piccolo Veltroni, dice che bisogna essere duri ma anche morbidi, che dobbiamo portare qui i nomadi ma li dobbiamo anche cacciare". E allora chi potrebbe essere più di sinistra tra Alemanno e Veltroni? "A giudicare dagli incidenti che stanno accadendo in città, Alemanno mi sembra più 'sinistro'..."

8. TORINO; PDL, NO ACCORDO, SLITTA SCELTA CANDIDATO...
(ANSA) - Non c'é ancora accordo all'interno del Pdl sul candidato a sindaco del centrodestra alle Comunali della prossima primavera a Torino. In una riunione svoltasi stamani nel capoluogo piemontese, presieduta dal coordinatore regionale Enzo Ghigo, c'é stata una fumata nera. La decisione è slittata a sabato prossimo quando ci sarà un nuovo vertice, sempre a Torino. I candidati al momento sono tre: gli assessori regionali Michele Coppola e Barbara Bonino, e il capogruppo comunale Daniele Cantore.

"Non c'é ancora quella piena convergenza auspicabile per la difficile contesa - ha detto il coordinatore regionale, Enzo Ghigo, interpellato dall'ANSA - ma sono fiducioso che si possa trovare l'unanimità". Dopo la decisione del Pdl, è previsto un incontro con la Lega Nord e gli altri alleati per mettere a punto le strategie della campagna elettorale. E' fuori discussione, comunque, che il candidato sia in quota al Pdl, avendo la Lega già presentato il suo alle Regionali dell'anno scorso, vincendole con Roberto Cota.