
18 Gennaio 2012
Sembra di aver scoperchiato il vaso di Pandora. L’ultimo guaio giudiziario toccato a un politico lombardo del Popolo delle Libertà sembra la punta di un iceberg di un malaffare diffuso nella regione traino del Nord. Dove a quanto pare giravano anche parecchi soldi per la politica. L’articolo di Luigi Ferrarella sul Corriere:
«L’analisi del consulente Pireddu e gli accertamenti della GdF—rileva la gipMaria Rosaria Correro — hanno scoperto un importante e continuativo finanziamento di Duzioni sia per il coordinamento provinciale di Monza e Brianza del Pdl, all’epoca retto da Ponzoni per la relativa campagna elettorale per 295.000 euro, sia per la campagna di Ponzoni alle regionali lombarde del 2010 per nonmeno di 50.000 euro». E dalle intercettazioni è emersa «l’intermediazione di Duzioni nella compravendita dei voti in favore di alcuni candidati (e non solo Ponzoni) alle amministrative 2010»: lo indica la telefonata del 22 febbraio 2010 in cui l’imprenditore, «evasore totale dal 2004» e facilitatore di un centro commerciale Pam a Desio, spiega di stare «raccogliendo voti a favore di diversi personaggi politici» e «in un fuori cornetta parla del pagamento di 10.000 euro in cambio di voti». Al punto che «l’assoluta fungibilità dei politici asserviti ai suoi interessi» appare al gip testimoniata dal fatto che «proprio Duzioni, nella prospettiva di una mancata rielezione di Ponzoni, si attiva presso i vertici del Pdl» e «si prodiga con Paolo Berlusconi per sponsorizzare il nome di un candidato sostituto». Ed è ancora in una intercettazione del 22 aprile 2008 che Ponzoni «esalta all’on. Paolo Romani la collaborazione di Brambilla» (issato, nonostante condanne passate, prima ad assessore comunale a Desio e poi ad assessore provinciale a Monza) e «palesa chiaramente la strumentalità del rapporto con Brambilla alla gestione del piano di governo del territorio di Desio».
Anche in questa inchiesta, come in quella su Penati, si affaccia un nuovo tipo di tangente:
Il preliminare immobiliare con caparra alla quale non segue il rogito, prassi il cui vantaggio è che «giustifica l’immediato trasferimento del denaro» e «riserva la possibilità di dare o non dare esecuzione al contratto a seconda degli eventi». Così, ad esempio, per i pml’imprenditore «Rivoltella con il ricorso ai preliminari finanzia Ponzoni verosimilmente per conseguire utilità economiche rappresentate da appalti e forniture» (11 milioni nel 2006-2007) «presso l’ospedale Niguarda», il cui direttore generale Pasquale Cannatelli, ciellino di rito ortodosso formigoniano, «acquistava nel 2006 da società riconducibile a Ponzoni due appartamenti con uno sconto di 120.000 euro rispetto al valore». Certo Ponzoni non è stato felice nella scelta dei suoi sostenitori. Il peccato originale che ammette al telefono (seppure in chiave di smarcamento dopo il successo elettorale del 2010: «Mi son tolto la grande soddisfazione di arrivare primo… mi sono tolto i voti di certi personaggi affiliati a certi clan») assume contorni meno pittoreschi ma più corposi quando «risulta che Natale Marrone, indagato nel 2010 nell’operazione di ’ndrangheta Infinito, nel 2005 è stato finanziatore di Ponzoni, verosimilmente nell’imminenza di consultazioni elettorali, consegnandogli oltre 200.000 euro in contanti».
Poi utilizzati nell’interesse di una società:
Che componenti della «squadra » vantata da Ponzoni a Desio (come l’ex tecnico comunale e poi assessore provinciale Rosario Perri) non fossero immuni da ombre non era del resto un segreto di Fatima, almeno a giudicare da come la direttrice della Compagnia delle Opere aMonza, Angela Familiari, raccontava a Duzioni di aver salutato il neoeletto sindaco di Desio nel marzo 2010: «Io gli ho detto: non so se farti gli auguri o farti le condoglianze, con un cazzo di consiglio comunale così cosa governi? La ’ndrangheta? ». E non hanno giovato a Ponzoni, pur arrestato ora a 6 mesi dalla richiesta dei pm e benché avesse reso due interrogatori nel 2010 e 2011, l’«aver incontrato nel 2009 più volte in un motel di Cesano Moderno un brigadiere dei carabinieri di Seregno che gli ha riferito notizie riservate (coperte allora da segreto e apprese da un vigile in servizio alla Procura di Monza) sul Comune di Desio e la posizione di Perri, indagato nella maxi inchiesta Infinito».(Alessando D'Amato per "Giornalettismo.com")
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