yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Chi sarà il candidato del PdL nel 2013?. Le primarie per le Politiche incombono. E Alfano deve imporsi nella galassia del partito.

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lunedì 13 febbraio 2012

Chi sarà il candidato del PdL nel 2013?. Le primarie per le Politiche incombono. E Alfano deve imporsi nella galassia del partito.


13 Febbraio 2012


Le primarie per le Politiche incombono. E Alfano deve imporsi nella galassia del partito. Che crolla nei sondaggi


Chi sarà il successore di Silvio Berlusconi? E’ questa la domanda che scuoterà il Pdl nei prossimi mesi fino alla fine dell’anno solare 2012, termine entro il quale un candidato premier del centrodestra per le elezioni Politiche del 2013 dovrà necessariamente già essere stato individuato. La partita è aperta, ed anche parecchio complessa. Sostanzialmente per due ragioni. Innanzitutto perché le opzioni sullo scacchiere del partito berlusconiano sono tante ed ognuna di essere comporta strategie e risvolti diversi. In secondo luogo perché la situazione politico istituzionale del momento al Pdl non giova per nulla, e non fa altro, di conseguenza, che alimentare le ambizioni di successo di chi vuol diventare leader e minare alle basi della credibilità e della fiducia in chi al timone del partito si trova ora.

I PROBLEMI DI ALFANO – E’ inevitabile che chi dovrà sudare più di tutti per conquistare il successo è proprio il leader attuale, quell’Angelino Alfano che il Cavaliere di Arcore, attraverso una nomina a segretario politico, ha espressamente indicato come suo successore. Gli ostacoli appuntati sull’agenda dell’ex ministro della Giustizia sono molteplici: il Pdl, in primis, è il principale partito di governo che ha guidato l’Italia negli ultimi quattro anni e che ha dovuto abdicare alle pressioni che puntavano alle dimissioni di Berlusconi e a far salire a Palazzo Chigi un governo tecnico capace di condurre il Paese fuori dall’emergenza economico-finanziaria; i consensi del partito sono in netto calo, ai minimi storici; e le aspettitive sulle elezioni amministrative che si terranno in primavera, l’unico vero test prima delle Politiche del prossimo anno, non sono affatto positive.

LA SPERANZA DEL SEGRETARIO - Alfano, dunque, cerca di farsi scudo dall’assalto degli outsider attraverso la richiesta esplicita di elezioni primarie di partito per l’indicazione del candidato premier. E’ la mossa di chi sa di godere di un maggiore consenso negli apparati di partito e di una più solida rete sul territorio capace di garantire un voto in più sulle schede distribuite in gazebo e sezioni.

LA GALASSIA PDL – Le alternative all’onorevole siciliano non mancano. E non restaranno certo a guardare. La galassia di quel Pdl che all’esordio delle Politiche nel 2008 riuscì ad ottenere il 35 percento di consensi è ampia. Alfano rappresenta la componente siciliana, di cui fa parte anche il presidente del Senato Schifani. Ma ci sono anche gli ex An come Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno e Altero Matteoli. Gli ex forzisti di ferro come Franco Frattini, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e Stefania Prestigiacomo. Ci sono l’area di Scajola e quella di Pisanu, che poche settimane prima delle dimissioni di Berlusconi si unirono in un documento che chiedeva al Cavaliere un cambio passo per la formazione di un “nuovo governo”, un Berlusconi bis capace di riscrivere legge elettorale, rimettere sotto controllo i conti pubblici, stimolare la crescita economica. C’è l’ex ministro dell’Economia, più volte in passato indicato come possibile leader del partito, indubbiamente il miglior interlocutore per gli alleati della Lega. C’è un influente coordinatore come Denis Verdini. E, infine, di certo non ultimi in termini di influenza ci sono i ciellini, come Roberto Formigoni e Maurizio Lupi.

FORMIGONI FOR PASSERA - E’ stato proprio il presidente della Regione Lombardia, ieri, ad aprire il valzer delle proposte, indicando come possibile leader del Pdl e guida di coalizione l’attuale ministro Corrado Passera. “Se il ministro dello Sviluppo dicesse di condividere i nostri ideali e chiedesse di correre alle primarie, sarebbe un fatto positivo e credo che nessuno potrebbe impedirgli di partecipare”, ha detto Formigoni intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Il silenzio del destinatario della proposta non aiuta certo a compattare il partito introno alla figura del leader.

CANDIDATI E LEGGE ELETTORALE - Ma i nomi non sono solo espressione di una leadership e della relativa linea politica. Pesano nella determinazione delle alleanze e sulla legge elettorale che dovrà sostituire il Porcellum di cui oggi discutono, insieme, Pd e Pdl. La candidatura di Alfano è garanzia per un prosieguo dell’alleanza con la Lega Nord. La candidatura di un rappresentante del governo sostenuto da una larga maggioranza parlamentare, invece, è il segnale di una rottura degli attuali schemi e di apertura ad un’alleanza con i centristi dell’Udc. Nel primo caso si predilige una sistema di voto maggioritario o che, comunue, come l’attuale proporzionale, attraverso il primio di maggioranza, favorisce il bipolarismo. Nel secondo si rende possibile anche l’apertura al proprozionale puro con sbarramento alto gradito a Casini e in nome del quale l’ex presidente della Camera non ha intenzione di sedersi ad un tavolo con Pd e Pdl.

PRIMARIE TRANQUILLE? - I tasselli da incastrare nei prossimi mesi saranno determinanti. Se si sbaglia c’è al rischio la sopravvivenza stessa del Pdl. “Da come gestiremo i prossimi due anni dipenderanno i prossimi dieci anni”, diceva Alfano dieci mesi fa, quando ancora Berlusconi si imponeva come candidato per il 2013. “Nel 2013 – affermava a luglio al debutto da segretario – avremo ancora bisogno della leadership di Berlusconi, sarà lui a guidare la battaglia…”. Rimetteva ancora ogni decisione nelle mani del Cavaliere anche quando Pisanu cominciava a lanciare i primi segnali del malessere e a chiedere a Silvio un passo indietro. “Nessun altro governo, ma solo il voto”, faceva sapere ancora Alfano dopo l’estate, a sessanta giorni dalle dimissioni dell’ex premier. Già allora, nel mezzo di quel coro di dichiarazioni a sostegno della guida berlusconiana, Formigoni, però, non esitava a manifestare il proprio disappunto: “Alfano sarebbe un’ottima soluzione come candidato premier per il 2013 ma sarà il nostro popolo a sceglierlo. Non c’è spazio per una nomina dall’ alto”, sentenziava il governatore.

CROLLO NEI SONDAGGI – Le uniche cifre certe, per ora, sono le percentuali sulle intenzioni di voto degli italiani. E non sono certo incoraggianti. Le ultime rivelzioni parlano di un Pdl al 22% (sondaggio di Crespi ricerche del 30/31 gennaio) o al 24,7% (sondaggio di Lorien Consulting del 16/17 gennaio). I dati di un anno fa erano diversi. A cavallo tra il 2012 e il 2011 il partito di Alfano oscillava tra il 27 e il 31 percento: anche questo non aiuta a risollevarsi e a convincersi di potercela fare anche senza la guida di Silvio.(Donato De Sena per "Giornalettismo.com")

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