
24 Marzo 2012
Il caro benzina mette in pericolo la gita pasquale. Per lo meno per chi vuole spostarsi per forza con l’automobile. E sarà più costoso anche il cibo, tradizione per la festa, visto che i rincari del carburante si sono riversati sui prezzi dei materiali trasportati. Ne parla il Messaggero:
Se ne accorgeranno al primo pieno di benzina, che rispettoaunanno fa costerà 18 euro in più emagari decideranno di fermarsi primadellameta prefissa. Oppure non partiranno proprio, allarmati dai continui aumenti del prezzo del carburante che ieri ha segnato un nuovo record arrivando a un passo da 1,9 euro a litro dopo essere arrivato nei giorni scorsi a 2 euro nelle Marche. Ma anche se resteranno a casa, si accorgeranno che questa è una Pasqua molto salata per tutti: per stare a tavola con parenti e amici si pagherà il 25 per cento in più, con punte del 30 per cento per le uova di cioccolatodaregalareaibambini.
Se si vuole cercare il responsabile, spiegano le associazioni dei consumatori, dobbiamo rivolgerci alle pompe di benzina:
È lì che gli aumenti sono più consistenti e incidono su tutti gli altri settori che del trasporto si servono. Dopo gli ultimi rincari di ieridapartedi Eni,Esso, Ip e Q8, il Codacons è entrato neldettaglio: il salassocomplessivo dei viaggi nella settimana Santa sarà di 430 milioni di euro. I conti prendono in esame otto milioni di veicoli sulle strade tra spostamenti medi e lunghi e gite fuoriporta il giornodi pasquettaeper ognipieno di auto di media cilindrata si pagherannocirca18euroin più di carburante rispetto a un anno fa.
Al momento, dicono al Codacons, questa cifra non è ancora stata toccata, ma vista l’escalation dei prezzi e considerato che sotto le feste ci sono sempre rincari, un ulteriore aumento è dato per scontato:
Ilcaro-pieno inciderà drasticamente sulle vacanze pasquali. L’associazione dei consumatori considera una flessione del 10-15 per cento di veicoli in viaggio. Un assaggio in negativo di quanto accadrà in seguito, perponti eferie,apartiredal Primo Maggio che vedrà un calo del 20 per cento. Inoltre cambiano lemete: lunghi viaggi addio, le vacanze quest’anno di fanno vicino a casa e a risentirne saranno il divertimento e il relax.
Non risparmia chi vuole trascorrere la Pasqua a pranzo con i parenti:
Gli aumenti sui prodotti tipici della festa varieranno dal 5 al 30 per cento a seconda di dove si fanno gli acquisti. Non bisogna considerare i prezzi che si sono visti fino a questa settimana, gli aumenti li avremonei prossimi giorni, a ridosso delle festività, quando sarà praticamente impossibile rinunciare all’uovo di cioccolato o alla colomba con la glassa. Ormaii consumatori losanno e probabilmente c’è chi si è premunito per spendere meno. L’abbacchio, invece, si compra alla fine e sono previsti aumenti consistenti, oltre quel 4,5 per cento rilevato dall’Istat sul carrello della spesa rispetto al marzo del 2011. Stesso discorso per la Corallina e per le torte tipiche regionali. Più alti i rincari dei dolci, che subiscono l’aumentoa montedel prezzo dello zucchero e del cacao.
Nessun commento:
Posta un commento