yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: "Essere omosessuali in Ticino è un tabù"

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domenica 25 marzo 2012

"Essere omosessuali in Ticino è un tabù"


25 Marzo 2012


"In Ticino l'omosessualità è ancora un tabù". Marco Coppola non è abituato ai giri di parole. Ogni giorno, come responsabile ticinese del progetto nazionale Msm, si occupa dei problemi della comunità gay. "I ragazzi sono costretti ad andare lontano per divertirsi, per vivere liberamente la loro affettività. E questo non è un segreto per nessuno", aggiunge Coppola, che la settimana scorsa con un gruppo di amici è stato vittima di una aggressione in una discoteca di Germignaga, vicino Luino. Vittima dell'omofobia che alligna in provincia, nel Varesotto come nel cantone. Ma questo è stato solo l'ultimo dei tanti casi d'intolleranza verso i gay.
Per Vittorio Degli Antoni, coordinatore del servizio AiutoAids e Zonaprotetta di Lugano, resta sempre il problema della libertà di dichiarare e vivere liberamente la propria sessualità: "Ci sono ragazzi e ragazze che vanno a ballare e passare week end a Zurigo piuttosto che in Italia. Perché magari non ne hanno mai parlato in famiglia, come al lavoro, della loro omosessualità. E sono la maggior parte; pochi fanno coming out. È sempre una scelta personale dire o non dire, è una questione di coscienza che ognuno deve maturare dentro e molto dipende dalla società".
Certo, rispetto a dieci anni fa, nota Coppola, molto è cambiato: "Tuttavia ancora oggi in Ticino c'è un razzismo strisciante, meno rozzo sicuramente, ma esiste. È pur vero che i casi di violenza sono diminuiti, ma restano quelli di esclusione sociale, di bullismo e di discriminazione nel lavoro. Però c'è anche un fatto nuovo: tra i giovani è nata una nuova coscienza e questi fenomeni sono meno marcati". Dunque la situazione pian piano sta mutando. "Le nuove generazioni - continua Coppola - anche grazie a percorsi educativi, a scuola, nelle associazioni e in famiglia, non hanno pregiudizi per l'amico o l'amica omosessuale e questo ci fa sperare in una società più aperta e tollerante".
È d'accordo Donatella Zappa, coordinatrice dell'associazione Imbarco Immediato: "Noi siamo sempre in provincia, con tutte le difficoltà che questo comporta. Perciò abbiamo organizzato una festa alla settimana, e non negli scantinati, ma nei migliori bar del Ticino. Per creare intanto momenti di aggregazione, ma anche per una questione di visibilità, perché nascondersi non fa bene a nessuno". Secondo Zappa, "è preferibile l'ammissione della propria sessualità. Perché poi sei più forte, scatta un fattore di integrazione. Chi non conosce o ha un amico gay? Ormai è normale, l'omofobia è più nell'immaginario che nella realtà. Anche se io sono contro l'ostentazione, perché bisogna sempre mantenere una certa discrezione nella vita".
Degli Antoni non vede un aumento dei casi di violenza. "Oggi semmai - avverte - se ne parla di più, è cresciuto il coraggio". Aggiunge Zappa: "Io sono contro il vittimismo, se uno ci fa un torto bisogna reagire. E concordo sul fatto che è mutato l'atteggiamento. Prima si subiva, si stava zitti per evitare d'essere scoperti, oggi c'è una ribellione e sta nascendo una nuova coscienza".
"Ieri si andava nelle grandi città per essere più liberi - dice Coppola-. Perché lì, al contrario che in provincia, la gente giudica meno, è più abituata alle differenze. Oggi questa scelta è facilitata: le università sono a Berna, Basilea e Zurigo. Eppure una diffidenza intima resta. La prima domanda che ci fa un ragazzo quando si rivolge a noi è quasi sempre la stessa: sarò felice anche se sono omosessuale?".(da "Il Caffè.ch")

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