yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: La guerra arriva a Damasco . Nella Capitale l'azione dei ribelli viene fermata dalle forze dell'esercito

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giovedì 22 marzo 2012

La guerra arriva a Damasco . Nella Capitale l'azione dei ribelli viene fermata dalle forze dell'esercito


22 Marzo 2012


Global Post ci parla di un attacco portato dai ribelli siriani nella capitale del paese asiatico, Damasco.


ATTACCO - Si tratta dell’attacco più forte mai sferrato contro le forze lealiste. Ancora dubbi sull’esito della battaglia. Il Free Syrian Army, Libero esercito siriano (FSA) ha dichiarato di aver vinto lo scontro. Ad affermare la stessa cosa anche l’esercito leale ad Assad. Le forze in campo hanno usato granate, mitragliatori, razzi ed elicotteri. A confermarlo dei testimoni. La tv di stato siriana e il network Al Dunya ha spiegato che l’azione si è resa necessaria dopo che le forze di sicurezza hanno deciso di attaccare una “cellula terroristica” localizzata in un appartamento nel quartiere di Mezze, a Damasco, quartiere dove per altro hanno sede ambasciate straniere e residenze ufficiali della nomenklatura siriana”.

LUOGO - Mezze è il quartiere più sicuro della città. Guardie armate sono presenti a ogni porta, aiutate da telecamere di sicurezza. Gli abitanti del quartiere certo non potevano immaginare di trovarsi, nella notte tra domenica 18 e lunedi 19, in uno scenario di guerra. “Ho sentito degli spari, ho visto fuori dalla finestra e ho notato numerosi uomini della sicurezza con Kalashnikov e fucili appostati ovunque, anche sui tetti dei palazzi”, dichiara Mohammed, che continua così: “verso mezzanotte abbiamo sentito due esplosioni. E’ la prima volta nella mia vita che ho sentito una cosa simile”.

VITTIME - Secondo gli organi d’infomazioni ufficiali, l’attacco ha portato all’uccisione di tre “terroristi”, alla morte di un agente di sicurezza e alla distruzione dell’appartamento, devastato dalle fiamme. Secondo Rami Abdel Rahman, dell’osservatorio siriano per i dirtti umani, sono 18 i soldati morti. Il libero esercito siriano invece sostiene che il raid ha portato alla morte di 50 persone, equamente divise tra “ribelli” e “lealisti”. Oltrea alla confusione dei numeri, c’è quella relativa alla modalità e agli obiettivi dell’attacco. Secondo il maggiore Maher Nuaimi la battaglia si è concentrata nel palazzo della sicurezza e ha visto coinvolti decine di guardie che “non sapevano chi stavano affrontando”.

INSEGUIMENTI - Un secondo testimone ha detto che un’unità del Libero esercito siriano ha provato a raggiungere un disertore di alto rango. Il regime di sicurezza lo ha seguito e ha ucciso i presenti in un raid nell’appartamento. Syriandays, un sito siriano vicino al governo di Assad, ha parlato di un “tentativo di rapimento nei confronti di un alto ufficiale, ma le forze di sicurezza sono riuscite a sventare la minaccia”. Manca però il nome dell’ufficiale. Un membro dell’intelligence siriana poi fuggito e ora in contatto con membri della resistenza a Damasco ha detto che l’attacco è stata la risposta al tentativo di assassinio del fratellastro di Assad, Assef Shawkat. “10 ragazzi della FSA hanno attaccato casa sua con un Kalashnikov. Il regime è intevenuto con un elicottero illuminando le strade così da evitare la fuga dei ribelli. A quel punto sono entrati in una casa usata come covo, poi bombardata con gli RPG. Sono morti tutti e 10″.

VERIFICHE - Manca qualsiasi verifica, visto che al momento è vietato fare della cronaca indipendente nel Paese. Secondo alcuni, l’arrivo della battaglia a Damasco rappresenta un duro colpo per il regime. “Se i ribelli e i disertori dovessero attaccare la capitale e il cuore del potere di Assad, i giorni del regime cominceranno a essere davvero contati”, ha spiegato un analista politico siriano. Intanto le vittime odierne sono 42. Tra questi vanno contati sei tra bambini e adolescenti e tre donne. 18 sono morti nella provincia di Idlib. 10 le vittime a Homs, sette a Hama, tre a Deraa, una ad Aleppo e a Damasco.(Maghdi Abo Abia per "Giornalettismo.com")

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