
05 Marzo 2012
"Bistrattano l'italiano, bistrattano il francese, e in più pretendono che gli altri si adeguino allo schwytzertütsch, la loro lingua corrente. Mi pare un approccio non molto costruttivo". Marco Romano (Ppd) è il deputato più "arrabbiato" per la decisione del Nazionale di respingere le iniziative parlamentari del ginevrino Antonio Hodgers (Verdi) che chiedeva di imporre in Tv e nei discorsi ufficiali dei consiglieri federali l'obbligo dell'Hochdeutsch, il buon tedesco. Romano, come Ignazio Cassis si è ribellato all'acquiescenza del suo gruppo verso il dialetto svizzero-tedesco: "Pretendo che nei discorsi ufficiali si parli il buon tedesco. Noi mica facciamo dibattiti politici in dialetto".
Ma la maggioranza svizzero-tedesca ha imposto la sua "legge": negli uffici, nei dibattiti televisivi, anche in molti discorsi ufficiali si continuerà a parlare schwytzertütsch. Una barriera alla comprensione. "Ma provate ad immaginare di avere un consigliere federale che parla alla tv in dialetto ticinese", fa presente Marina Carobbio (Ps): "Credo che la Svizzera debba garantire la miglior comprensione fra le persone provenienti da diverse aree linguistiche e i nuovi immigrati: per questo occorre promuovere il buon tedesco".
Invece a riprova che il linguista Max Weinreich aveva più di una ragione a sostenere che "una lingua è un dialetto con alle spalle un esercito", lo schwytzertütsch domina nella tv e nei discorsi, oltre che negli uffici e nelle banche e società svizzero-tedesche. "Capisco l'irritazione e le prese di posizioni dei ticinesi - dice Claudio Generali, già presidente della Banca del Gottardo e membro del Cda della tv svizzera -, ma ormai agli alti livelli economici e finanziari, i documenti sono tutti in inglese e ai vertici si parla il buon tedesco. Io l'ho sempre preteso. È vero che tanti poi fra di loro discutono in schwytzertütsch, ma per loro è più di un dialetto, è una questione identitaria. Alla Srg-Ssr abbiamo affrontato il problema prendendo atto poi che lo schwytzertütsch rappresentava una barriera nei confronti della televisione tedesca". Una questione che il "senatore" Filippo Lombardi conferma: "Nella legge sulla radio-televisione abbiamo ottenuto che per le trasmissioni di informazione nazionale la lingua sia il tedesco ufficiale. Cosa che viene fatta al Tg , ma non ad Arena e alla meteo. Però ritengo faccia parte del compito delle autorità comunicare con tutti gli abitanti della Svizzera. Ciò per rispetto di romandi, ticinesi e immigrati che a scuola imparano con grande sforzo il tedesco e poi si vedono le autorità parlare in una lingua che non è quella ufficiale, quella studiata". Le proposte di Antonio Hodgers, bocciate al Nazionale, non saranno discusse agli Stati, ma per Fabio Abate (Plr) "è stata un'occasione persa per gli svizzero-tedeschi che dovrebbero prendere in mano una situazione che è seria e riguarda la loro identità come svizzeri. Come io mi sforzo di parlare nelle lingue nazionali, altrettanto dovrebbero fare gli svizzero-tedeschi".
Anche Fabio Regazzi, Ppd, pur ritenendo legittima la richiesta di usare il buon tedesco nei discorsi ufficiali si è astenuto: "Mi sembrava una forzatura rispetto alla loro cultura". Come lui i leghisti Lorenzo Quadri e Lorenza Pantani che hanno voluto così "rispettare l'identità svizzero-tedesca". Concetto che ha portato Pierre Rusconi (Udc) a votare contro: "Non mi è sembrato giusto imporre quest'obbligo".(Clemente Mazzetta per "Il Caffè.ch")
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