12 Maggio 2012
Roma - La procura di Genova la ritiene “sostanzialmente
attendibile” e per questo non esclude nuove azioni in futuro. Le
autorità inquirenti continuano a valutare la lettera con cui la Fai
(Federazione anarchica informale) ha rivendicato l’attentato all’ad di
Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, avvenuto lo scorso lunedì a Genova.
Una lunga missiva firmata dal Nucleo Olga e recapitata al Corriere della
Sera per posta ordinaria. Il timbro postale indica che la busta è stata
inviata da Genova. Il lungo testo – cinque pagine – si apre con una
citazione di Michael Bakunin e due frasi di Adinolfi, una sull’incidente
alla centrale giapponese di Fukushima - “diecimila morti, ma neppure
uno finora è dovuto agli incidenti nucleari” – e l’altra sull’impatto
ambientale del nucleare – “è limitato, considerato che non c’è
produzione di CO2”. Il titolo della rivendicazione è “Il marchio della
vita – Cercando una via immaginifica alla distruzione dell’esistente”.
Nel testo si legge: “Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti
stregoni dell’atomo dall’anima candida e dalla coscienza pulita”.
CAMPAGNA DI LOTTA CONTRO FINMECCANICA - Gli anarchici del Nucleo Olga
lanciano “una campagna di lotta contro Finmeccanica piovra assassina.
Oggi l’Ansaldo Nucleare domani un altro dei suoi tentacoli, invitiamo
tutti i gruppi e singoli FAI a colpire tale mostruosità con ogni mezzo
necessario”. In un altro punto si legge: “Finmeccanica vuol dire morte e
sfruttamento”.
“CON PIACERE ABBIAMO ARMATO LE NOSTRE MANI” - A colpire l’ad di Ansaldo
Nucleare, Roberto Adinolfi, “sono stati degli anarchici senza alcuna
esperienza ‘militare’, senza alcuno specialismo”, si legge nel
volantino. E in un altro passo: “Con una certa gradevolezza abbiamo
armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore”. Un
“passaggio obbligato” scrivono, “la logica conseguenza di un’idea di
giustizia, il rischio di una scelta e nello stesso momento un confluire
di sensazioni piacevoli”. Poi gli attentatori si rivolgono direttamente
ad Adinolfi: “Con questa azione ti restituiamo una piccolissima parte
delle sofferenze che tu uomo di scienza stai riversando sul mondo”.
BASTA CON ANARCHISMO DI CHIACCHIERE - Con l’agguato ad Adinolfi gli
attentatori del Nucleo Olga vogliono “segnare definitivamente un solco
tra loro e quell’anarchismo infuocato solo di chiacchiere”. È quanto si
legge nel volantino di rivendicazione. “Non siamo alla ricerca di
‘consenso’. Quella che cerchiamo è complicità” si legge in un altro
passaggio, in cui il gruppo esprime una forte critica all’anarchismo
cosiddetto sociale “sempre alla ricerca del consenso, senza mai
oltrepassare i limiti del ‘possibile’ e del ‘razionale’, disposti a
rischiare solo fino a un certo punto, sempre pronti a trovare infinite
giustificazioni ideologiche pur di non ammettere le proprie paure”.
Realizzare l’attentato di Genova è stata “l’unica soluzione per
abbattere il muro dell’oppressione quotidiana, dell’impotenza e della
rassegnazione che ci hanno visti fino ad ora come pedine di un
anarchismo insurrezionalista solo di facciata, che con la sua mancanza
di coraggio legittima il potere”. (ilVelino/AGV)

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