25 Maggio 2012
1- LE POSTE PREMIANO IL MANAGER DEL DISASTRO
BANCA DEL MEZZOGIORNO, IL NUOVO CAPO È REDUCE DAL TRACOLLO DI BARCLAYS ITALIA
La Banca del Mezzogiorno, istituto pubblico partorito due anni fa dalla
fervida fantasia dell'ex ministro Giulio Tremonti, ha da ieri un nuovo
amministratore delegato. Si chiama Pietro D'Anzi ed è approdato al
vertice su designazione delle Poste, che sono l'azionista unico della
banca. D'Anzi, 48 anni, si è appena lasciato alle spalle la brutta
avventura di Barclays Italia. Affari spericolati, finanziamenti sospetti
e un bilancio non proprio brillante, se è vero, come si vocifera in
ambienti finanziari, che il grande istituto britannico ha deciso di
vendere le sue filiali nella Penisola.
Il nuovo capo della Banca del Mezzogiorno era un manager di prima fila
del gruppo Barclays in Italia. Con i gradi di responsabile della rete
commerciale, D'Anzi era uno dei collaboratori più stretti di Vittorio De
Stasio, che nel settembre scorso è stato costretto ad abbandonare in
gran fretta la poltrona di amministratore delegato di Barclays Italia.
Nel giro di poche settimane si è capito il motivo del ribaltone.
De Stasio era indagato dalla procura di Catanzaro per truffa,
estorsione, concorso in associazione a delinquere e minaccia.
L'inchiesta era partita da una truffa milionaria all'Unione europea
orchestrata da imprenditori foraggiati con i prestiti della banca
inglese. Secondo la ricostruzione dei magistrati il manager della
Barclays ha dato via libera a finanziamenti per 12 milioni a un'azienda
di Pietro Bonaldi, che è ancora latitante all'estero. In cambio dei
prestiti De Stasio avrebbe ricevuto 250 mila euro su conti esteri. Nei
mesi scorsi un filone d'indagine è approdato alla procura di Milano dove
De Stasio, denunciato anche dalla banca inglese, questa volta è finito
nel mirino dei magistrati per infedeltà patrimoniale.
Nel frattempo D'Anzi ha fatto carriera. Nel senso che a settembre
dell'anno scorso ha preso il posto del suo ex capo De Stasio al vertice
di Barclays. E' durata poco: nel giro di qualche mese è arrivata la
chiamata della Banca del Mezzogiorno. Le Poste erano alla ricerca di un
nuovo amministratore delegato per l'istituto che, nei piani di Tremonti,
dovrebbe servire a finanziare le piccole medie imprese del Sud.
La poltrona di numero uno era vacante dopo le dimissioni di Piero
Montani. Nel consiglio della banca pubblica troviamo il presidente delle
Poste, Massimo Sarmi e anche un collezionista di poltrone del calibro
di Franco Carraro, già presidente del Coni e Federcalcio.
Sulla scelta di D'Anzi per la poltrona pubblica a quanto pare non hanno
pesato i suoi stretti rapporti con il suo amico De Stasio finito sotto
indagine. D'altra parte il nome di D'Anzi non figura nella lunga lista
degli indagati dell'inchiesta nata a Catanzaro e poi approdata a Milano.
E la stessa Barclays gli aveva confermato la sua fiducia promuovendolo
alla guida della sua controllata italiana.
Nel 2008 era stato proprio De Stasio a chiamare D'Anzi in Barclays
con il ruolo di general manager. I due si erano conosciuti qualche anno
prima quando De Stasio lavorava alla banca Bipop (gruppo Capitalia) di
cui D'Anzi era stato consulente. A partire dal 2009 la rete della
Barclays è cresciuta a gran velocità grazie a un'offerta commerciale
molto aggressiva. La banca inglese puntava a reclutare nuovi clienti
offrendo tassi da record ai propri depositanti. Una strategia che si è
rivelata fallimentare. Nel frattempo però, secondo quanto è emerso dalle
indagini di questi mesi, la Barclays di De Stasio si è conquistata a
suon di prestiti la fiducia di altri clienti eccellenti.
Per esempio lo stampatore Vittorio Farina, amico e socio in affari di
Luigi Bisignani, coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta P4. Farina,
indagato per appropriazione indebita, ha ricevuto un finanziamento di
250 mila euro. Altri soldi sono andati a Katsiarina Kushniarova (di
nazionalità bielorussa), nipote acquisita del banchiere Fabrizio
Palenzona. Circa 450 mila euro arrivavano da un conto estero del
latitante Bonaldi e per questa operazione la Kushniarova è indagata per
riciclaggio.
Kushniarova e Palenzona, che è stato sentito come testimone in
procura a Milano, hanno comprato insieme una casa a Roma. Un acquisto
finanziato dalla Barclays con un mutuo di 1,2 milioni.(Vittorio Malagutti per "il Fatto Quotidiano")
2- BARCLAYS DOPO L'USCITA DA BLACKROCK ESCE ANCHE DALL'ITALIA?
Barclays dopo aver ceduto l'intera partecipazione in BlackRock,
potrebbe cedere ora tutte le sue filiali in Italia nel tentativo di
concentrarsi sui mercati più redditizi, secondo voci rilanciate dal Wall
Street Journal.
Intanto a seguito del collocamento del 20% di BlackRock ottenuto nel
giugno del 2009 assieme a 6,6 miliardi in contanti in contropartita
della cessione delle attività di asset management al gruppo statunitense
(20% che era stato valutato all'epoca 6,9 miliardi di dollari), la
banca britannica, che aveva già svalutato la quota a 5,5 miliardi di
dollari circa, contabilizzerà una minima plusvalenza.
Infatti i 26,2 milioni di azioni sono state collocate a 160 dollari
l'una, 2,6 milioni di titoli sono ancora a disposizione per coprire
l'eccesso di domanda allo stesso prezzo, mentre 6,38 milioni sono stati
riacquistati dalla stessa BlackRock a 156,80 dollari l'una. Il totale fa
dunque poco meno di 5,61 miliardi di dollari.(Bluerating)
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
venerdì 25 maggio 2012
A CHI VA LA BANCA DEL MEZZOGIORNO, GINGILLO CREATO DA TREMONTI PER FINANZIARE (COI SOLDI DELLE POSTE) IMPRENDITORI DEL SUD? A PIETRO D’ANZI, FRESCO DI BARCLAYS ITALIA: AFFARI SPERICOLATI, FINANZIAMENTI SOSPETTI E UN BILANCIO NON PROPRIO BRILLANTE, TANTO CHE BARCLAYS VUOLE CHIUDERE LE FILIALI ITALIANE
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