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Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
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mercoledì 2 maggio 2012
Così lo sport di Ribot e Varenne si è autodistrutto perdendo le scommesse
02 Maggio 2012
L'ex ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali nel
2011 ha tagliato i fondi per l'ippica. Dei 370 milioni aggredibili
all'Agricoltura, Francesco Saverio Romano ne ha tolti 150 allo sport.
Poi, tra mille 'intoppi', ha istituito l'Agenzia per lo sviluppo del
settore ippico, levandole però il controllo delle giocate
Perché una disciplina storica è sull'orlo del crac? E per colpa di chi?
L'ippica di Ribot e Varenne, da gran premio e da esportazione, ci ha
messo vent'anni, gli ultimi, per autodistruggersi. Il penultimo
ministro, il Responsabile Francesco Saverio Romano, che a Palermo deve
difendersi dall'accusa di aver protetto la latitanza di Bernardo
Provenzano (è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e
corruzione aggravata), nel tardo 2011 ha pilotato contro la vecchia
ippica un taglio lineare tremontiano: 150 milioni, ossigeno puro.
In contemporanea ha chiuso l'Unire (Incremento razze) e l'ha sostituito
con l'Assi, Agenzia per lo sviluppo del settore ippico. Nove mesi dopo,
non avendole dato statuto né regolamenti, l'agenzia è un'istituzione
inerme.
GLI UOMINI DELL'EX MINISTRO Con la
sua opera demolitoria, Romano ha sottratto all'ippica anche il controllo
delle giocate. "La devoluzione dei compiti connessi all'organizzazione
delle scommesse", si legge nel decreto firmato, "va all'Aams". Tutto in
mano ai Monopoli di Stato e alle sue concessionarie (Snai, Sisal,
Lottomatica), che hanno contribuito alla crisi dello sport facendogli
crescere intorno giochi più remunerativi.
L'ex ministro, che
possiede un'immobiliare di famiglia e ha quote in altre due, ha nominato
un plotone di uomini fidati in punti cardine. Tre medici, un avvocato e
un commercialista a UnireLab srl, il laboratorio antidoping. Quaranta
legali, molti siciliani, tra la procura e le due commissioni
disciplinari. Per chiudere, Romano ha messo alla guida dell'Assi
Francesco Ruffo della Scaletta, altro sangue blu dell'ippica italiana.
Il
nuovo segretario generale ha organizzato la carriera di Varenne ed è
stato manager di lungo corso della Snai, "il concessionario". Infatti,
non ha lottato un minuto per mantenere le scommesse negli uffici
pubblici. Per 39 giorni Ruffo è stato dirigente Snai attività ippiche e
sub commissario Unire tenendo sullo stesso palmo la gestione privata
delle puntate e il controllo pubblico del carrozzone.
Dal 2003
al maggio 2011 è stato nel Consiglio d'amministrazione della Hippogroup
Roma Capannelle spa e presidente-amministratore-consulente della Trenno
spa. Ecco, la Trenno è la società che gestisce per conto Snai
l'ippodromo di San Siro, di cui abbiamo visto i progetti calcistici.
Hippogroup, invece, controlla cinque impianti pubblici e privati e sta
spingendo l'ippica agonistica nell'era degli ippodromi allestiti come
astronavi del gioco. Ruffo fino all'anno scorso è stato anche
consigliere dell'Alfea, ippodromo di Pisa (struttura salvata).
Il
nuovo segretario, sì, sembra realizzare il mandato dell'ex ministro
Romano: smagrire l'ippica italiana e consegnarla ai privati più forti,
gli amici Snai-Sisal. Il lavoro grosso, d'altronde, l'aveva fatto
l'amico Guido Melzi d'Eril, già commissario-presidente-segretario
dell'Unire. Smessi gli abiti pubblici, oggi amministra il ramo torinese
di Hippogroup. Controlla Capannelle, dove Ruffo è stato consigliere e
dove in quota c'è Snai. Le carriere imprenditoriali di Ruffo e Melzi
D'Eril si erano incrociate nella Lexorfin, cassaforte degli ippodromi
Hippogroup. Insieme, ora, stanno sfilando l'ippica dalle mani di
allevatori e driver per consegnarla deprezzata ai giganti del gioco. E
campare di rendita con il suo simulacro.
Il progetto "ippodromi
d'élite" era nato all'inizio del Duemila, con Gianni Alemanno ministro e
Franco Panzironi segretario Unire. E' in quegli negli anni che si
affina la possibilità d'intervento dei grandi scommettitori: Snai ha
sempre sostenuto l'uomo emergente della destra romana e ha finanziato la
sua campagna a sindaco. Sotto Alemanno-Panzironi sono avvenute le
letali transazioni sui minimi garantiti (850 milioni regalati alle
agenzie di scommesse) e sui canoni di diritti televisivi (120 milioni
persi sempre a favore di Snai e Sisal). Ancora, è questione recente, fra
le tre imprese del gioco concorrenti c'è stato uno scambio di manager e
amministratori che oggi rende le spa più vicine, meno conflittuali.
La
nuova Lega dell'ippica, ente di diritto privato, per gestire i nuovi
ippodromi-casinò chiede la defiscalizzazione della giocata e
l'esenzione dell'Iva. Chiede di raccogliere in proprio il 10 per cento
delle scommesse e progettare nuovi azzardi. Allo Stato lascerà
cassintegrati e animali zoppi: "Servono ammortizzatori per incentivare
l'uscita o la riconversione di uomini, cavalli, ippodromi non più
funzionali". E per gli ippodromi non funzionali sono pronte le betoniere
e le impastatrici.(Corrado Zunino per "La Repubblica.it")
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