28 Maggio 2012
«Mi ascoltò, poi mi disse: "Dei leghisti non ti devi fidare". Rimasi
sbalordito». Reazione prevedibile se a pronunciare quel giudizio è
Umberto Bossi. «Eravamo all'Hotel La Spiaggia di Alassio, 10 agosto
2010. Gli avevo chiesto un incontro per spiegargli cosa stava succedendo
coi soldi della Lega in Emilia» racconta Marco Lusetti, ex
vicesegretario del Carroccio regionale ed ex consigliere provinciale a
Reggio Emilia, ora ex tutto, come altri epurati padani.
«Ho raggiunto Bossi a mezzanotte, dopo Miss Padania, e sono rimasto
con lui fino alle sei di mattina, a parlare». Lusetti aveva scoperto e
documentato, con le fotocopie di tutta la contabilità del gruppo Lega in
Regione Emilia-Romagna, parecchie stranezze nell'uso dei fondi
pubblici, gestiti dall'allora capogruppo regionale Maurizio Parma (ora
vicepresidente della provincia di Piacenza).
«Tante cose strane. Veniva richiesto rimborso alla Regione per
dozzine di cene istituzionali, e invece scoprivamo che erano cene
politiche pagate spesso dai partecipanti. Dove andavano a finire i soldi
pubblici del rimborso, allora? Poi i rimborsi chilometrici, che
venivano gonfiati. Un consigliere regionale della Lega chiese per il
tragitto Medesano-Reggio Emilia (58 km) un rimborso per 752 km. Poi
decine di consulenze pagate dal gruppo Lega nord senza una prestazione
lavorativa chiara.
Portai tutto al direttivo nazionale, chiedendo il commissariamento e la
rimozione del capogruppo che autorizzava le spese. Ma Alessandri (capo
della Lega in Emilia, mentre ieri è stato eletto nuovo segretario il
maroniano Fabio Rainieri, ndr ) stoppò la mozione». Dalla denuncia è
invece partita l'inchiesta della Procura di Reggio Emilia.
Lusetti allora chiede udienza in via Bellerio per spiegare cosa
accade. Prova a contattare Calderoli, gli manda sms, ma non ha nessuna
risposta. Incontra Belsito, il tesoriere federale, che non mostra alcun
interesse al dossier di Lusetti, e possiamo immaginare perché (anzi
Belsito, come capo del personale, dieci giorni dopo gli manda una
lettera di licenziamento).
Poi prova con il capo, Bossi, che invece vuole sapere cosa succede.
Dopo aver sentito il racconto, Bossi decide il commissariamento della
Lega in Emilia, cosa che farà davvero qualche settimana dopo. «Io
spiegai la malagestione dei soldi dei rimborsi a livello regionale ma
anche federale. Lui capì la gravità della cosa. Mi disse, a me e ad
altri quattro, "dei leghisti non ti devi fidare"».
«Sono convinto che lui sapesse cosa stava succedendo anche a livello
federale. Ma non aveva più la forza di un tempo, prima della malattia li
avrebbe sbattuti fuori tutti a calci. Ma certi equilibri dentro la Lega
ormai lo avevano travolto» racconta Lusetti. «Chiesi a Bossi cosa
potevamo fare, visto che non ci si poteva più fidare dei leghisti.
Rispose con una domanda. Ci chiese: sapete cosa bisogna fare nel rugby
per andare avanti? La De Lorenzi, che ha il marito presidente di una
squadra, rispose: "Bisogna passare la palla indietro". "Bravi!" disse
Bossi. Voleva dire che per costruire una Lega sana e pulita bisognava
fare un passo indietro, tornare a come era prima. E infatti lui si è
dimesso». Ma forse la palla l'ha passata indietro troppo tardi.(Paolo Bracalini per "il Giornale")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
lunedì 28 maggio 2012
“DEI LEGHISTI NON TI DEVI FIDARE”: PAROLA DEL SENATUR - MARCO LUSETTI, EX VICESEGRETARIO DELLA LEGA IN EMILIA (POI EPURATO) RACCONTA: “SUCCEDEVANO TANTE COSE STRANE NELLA GESTIONE DEI FONDI. LO DISSI A CALDEROLI, A BELSITO, POI LO RACCONTAI A BOSSI” - “SONO CONVINTO CHE SAPESSE COSA STAVA SUCCEDENDO. MA NON AVEVA PIÙ LA FORZA DI UN TEMPO, PRIMA DELLA MALATTIA LI AVREBBE SBATTUTI FUORI TUTTI A CALCI”…
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