28 Maggio 2012
La ditttura di Zenawi continua a reprimere selvaggiamente le popolazioni somale dell’Ogaden
UN DISASTRO UMANITARIO - Dopo aver deciso di
sigillare la regione anni fa, il regime di Zenawi ha affidato i suoi
abitanti alla cura della “Liyu police”, la “polizia speciale” con
licenza di fare quel che vuole della popolazione locale. In Ogaden il
regime etiope non si comporta in maniera diversa da quella abbracciata
dallla dittatura sudanese in Darfur, eppure a denunciarlo sono in
pochissimi, tra questi HRW e alcuni governi del Nord Europa, su tutti
quello della Norvegia che ha visto il suo ambasciatore cacciato dal pese
per questo e la Svezia, che si batte per la liberazione di due giornalisti svedesi condannati a una lunga pena detentiva per “terrorismo”.
Una condanna che ha rappresentato un’ottimo deterrente per i colleghi
che volessero andare a ficcare il naso nella regione nonostante il
divieto del dittatore.
IL CARO LEADER ALLEATO - Notizie di massacri e abusi si sono susseguite negli anni nell’indifferenza
dei paesi esportatori di democrazia e nemici delle dittature, perché
Zenawi è un fedele alleato dell’Occidente, uno che in nome della War on
Terror non ha esitato a inveadere la Somalia su procura di Washington.
Secondo HRW solo nel mese di marzo la polizia speciale avrebbe ucciso a
sangue freddo una ventina di abitanti dell’Ogaden, persone prese a caso
dalle loro abitazioni e freddate sul posto, in rappresaglia per attacchi
subiti da parte di membri dell’ONLF (il Fronte di Liberazione
dell’Ogaden) o per le perdite subite per colpa della resistenza di
alcuni villaggi al saccheggio.
IL TEATRO - Si tratta di aree nelle quali molti sono
armati e quando la polizia speciale decide di darsi al saccheggio,
accade spesso che incontri una resistenza armata da parte di chi dopo i
loro furti sarebbe ridotto in miseria. Casi nei quali non manca
l’immediata rappresaglia più o meno a caso tra la popolazione civile,
che colpisce di preferenza i capifamiglia, a volte portati fuori dai
villaggi e uccisi nelle campagne, ma spesso freddati davanti a casa.
LA DENUNCIA - Leslie Lefkow,
vice direttrice per l’Africa di HRW ha denunciato la persistenza di
questo clima criminale e le stragi di cui una missione di HRW ha
raccolto testimonianza e che probabilmente non sono che alcune tra le
tante che vedono protagonisti gli uomini di una forza di “polizia” che
ha ricevuto chiaramente carta bianca dalla dittatura per infierire sulla
popolazione locale, che insieme al sogno di riunirsi agli altri somali,
comserva anche giacimenti petroliferi che negli ultimi anni sono
rivelati piuttosto interessanti .
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
lunedì 28 maggio 2012
Etiopia: licenza di uccidere. Human Rights Watch accusa il regime per la repressione sanguinosa in Ogaden
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