yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: FORMIGONI DICE DI AVERE RESTITUITO I SOLDI DELLE VACANZE AI CARAIBI A DACCO' :MA DOVE SONO LE PROVE? - DICE DI AVER SPESO 5 MILA €, MENTRE LA CARTA DI CREDITO DI DACCÒ HA SBORSATO 45 MILA € A SETTIMANA - NON PARLA DEI VIAGGI SUGLI YACHT E SUGLI AEREI DEL FACCENDIERE - LA TESTIMONIANZA DELLA SEGRETARIA DEL BRACCIO DESTRO DI DON VERZÉ (MORTO SUICIDA)…

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lunedì 7 maggio 2012

FORMIGONI DICE DI AVERE RESTITUITO I SOLDI DELLE VACANZE AI CARAIBI A DACCO' :MA DOVE SONO LE PROVE? - DICE DI AVER SPESO 5 MILA €, MENTRE LA CARTA DI CREDITO DI DACCÒ HA SBORSATO 45 MILA € A SETTIMANA - NON PARLA DEI VIAGGI SUGLI YACHT E SUGLI AEREI DEL FACCENDIERE - LA TESTIMONIANZA DELLA SEGRETARIA DEL BRACCIO DESTRO DI DON VERZÉ (MORTO SUICIDA)…

07 Maggio 2012


Per i magistrati di Milano non è un punto centrale né dirimente. Finora, però, è una certezza: tracce delle restituzioni di denaro da Roberto Formigoni a Pierangelo Daccò per i viaggi di piacere offerti da quest´ultimo, non ne sono emerse. Nessun bonifico indirizzato dal governatore lombardo al faccendiere, arrestato per il crac del San Raffaele e poi raggiunto da una nuova misura per aver distratto all´estero oltre 70 milioni della fondazione Maugeri. Magari potrebbe spuntare in futuro.

Domani l´avvocato di Daccò, Gian Piero Biancolella, si presenterà in Procura con tutti i conti correnti del suo assistito. Compresi, «altri, non richiesti», gestiti da un altro fiduciario svizzero, non quel Giancarlo Grenci che ha mostrato ai pm le ricevute dei viaggi pagati nei Caraibi a Formigoni e familiari dal gran cerimoniere ciellino. Ma neanche lì si troveranno conferme alla versione ripetuta in ogni salsa da Formigoni, il quale assicura di aver saldato i conti delle villeggiature pagate da Daccò.

Il presidente della Regione, intervistato dal Corriere della sera, si dice «pentito» per aver trascorso quelle vacanze, ritenendole un´offesa alla sobrietà in tempi di crisi. Nega, però, di essere stato ospite dell´uomo di pubbliche relazioni che aveva firmato, nel 2002, un contratto a provvigione con una società del gruppo Maugeri per «l´individuazione di una o più iniziative in ambito ospedaliero e sanitario»: quella stessa Maugeri che tra il 2003 e il 2008 vede crescere a dismisura - da 14 a 26,5 milioni di euro all´anno - il fondo destinato alla ricerca.

Formigoni non fornisce alcuna spiegazione su come ha restituito i soldi a Daccò. Non parla delle vacanze a Rio de Janeiro - da lui mai smentite - e riduce a due le trasferte ad Anguilla. Dicendo di aver speso appena 5mila euro, molto meno dei 45mila euro a settimana che rappresentano il costo normale dell´Altamer Resort, uno dei lussuosissimi hotel pagati da Daccò tra il 2008 e il 2010, come attestano le strisciate delle sue carte di credito.

Silenzio, da parte del governatore, anche sui viaggi negli yacht (documentati da foto) e negli aerei di Daccò. Della sua presenza nei jet privati del faccendiere, parla in un interrogatorio Stefania Galli, la segretaria di Mario Cal, il braccio destro di don Verzè morto suicida. Nell´intervista Formigoni minimizza anche la presenza di Comunione e Liberazione nella sanità lombarda. Ma a smentirlo ci sono numerosi casi. Tra i più clamorosi ce n´è uno a Melegnano, dove un ginecologo ha squarciato il velo di silenzio che tradizionalmente avvolge le nomine ai vertici delle strutture ospedaliere.

La vicenda, oggetto di un ricorso al Tar, riguarda un concorso per primario di ostetricia annullato per ampliare la rosa dei candidati, nonostante i concorrenti fossero già nove. Il bando viene rifatto ma il numero dei candidati è sempre lo stesso: il posto di un rinunciatario lo prende un feroce antiabortista ciellino, autore di testi sui metodi naturali di controllo delle nascite, Michele Barbato: alla fine, risulterà lui il vincitore.

Va avanti l´inchiesta sulla Maugeri dei pm Orsi, Pastore, Pedio e Ruta coordinati dal procuratore aggiunto Greco. Si sta accertando anche l´ammontare esatto delle cifre fatte sparire all´estero da Daccò. Per l´avvocato Biancolella, «i conti si fanno presto: Daccò prende una percentuale per ogni nuovo centro che viene aperto. Se per farlo ha pagato qualcuno, lo si dimostri: è corruzione. Altrimenti, niente di illegale».( Paolo Berizzi e Davide Carlucci per "la Repubblica")


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