19 Maggio 2012
La sentenza del giudice Katherine Forrest ha annullato ieri la previsione legislativa che consentiva l’arresto e la detenzione a tempo indeterminato di cittadini americani in nome della lotta al terrorismo. La norma resta pienamente in vigore per i cittadini di tutti gli altri paesi.
LA LEGGE - La norma era contenuta nel paragrafo §
1021 del National Defense Authorization Act (NDAA) che proprio nelle
stesse ore completava il suo cammino parlamentare. Si tratta di un
provvedimento omnibus sulla difesa, rinnovato di anno in anno nel quale
più di una volta è stato infilato di tutto. In questo caso, con la
maggioranza in mano ai repubblicani sono state introdotte diverse norme
che l’amministrazione Bush avrebbe sognato e che Obama ha avallato
dicendosi piegato nell’interesse della nazione e dei militari, che senza
NDAA sarebbero rimasti a corto di soldi e mezzi nel pieno delle diverse
guerre che li vedono impegnati.
LA CAUSA - Due settimane dopo la promulgazione di questa previsione di legge sette giornalisti/attivisti hanno
presentato una denuncia nella quale dicevano di sentirsi minacciati
dalla vaghezza del provvedimento (che include le persone che in
qualsiasi maniera aiutino i terroristi) e dalla possibilità per il
governo di nominare come “terroristi” platee enormi e ben poco definite
di cittadini americani, primi tra tutti i giornalisti che riferiscono
notizie nocive per gli interessi americani o che diffondono le
dichiarazioni dei terroristi. La migliore dimostrazione che non ci sia
bisogno di leggi particolari per disciplinare il sistema dei media e che
certe norme servono solo a zittire le voci dissonanti e quindi, in definitiva, solo la libertà d’espressione. Per questo molti difensori dei diritti civili hanno definito “monumentale”
la sentenza che restaura i diritti feriti, ma altrettanto monumentale è
stata l’offesa recata loro e nessuno di colpevoli di questa offesa
riceverà mai alcuna censura e penalità.
TUTTI DENTRO - Le possibilità di essere buttati in
galera senza sapere il perché e a tempo indeterminato
eranoall’improvviso diventate una realtà per qualunque giornalista o
attivista l’attività del quale potesse essere considerata ostile al
governo e agli interessi del paese. Nonostante l’evidenza i media sono
rimasti per lo più silenti e nessuno dei grandi network ha neppure
azzardato una protesta contro la norma, così tutta il processo si è
consumato lontano dall’attenzione del mainstream e la sentenza è
arrivata come una sorpresa per moti.
IL GOVERNO - Il giudice ha determinato che quella
parte del NDAA è incostituzionale, perché elimina il diritto a un giusto
processo e un’altra serie di diritti che la costituzione riconosce ai
cittadini americani, primo tra tutti quello d’espressione. Il giudice si
è detto rinforzato nella sua decisione dal comportamento in aula del
governo, che avrebbe potuto vincere la causa se solo avesse, ad esempio,
dichiarato in aula che la previsione di legge non sarebbe stata
applicata in contrasto con il diritto alla libertà d’espressione, ma che
invece ha preferito il silenzio di fronte alle accuse. Segno forse che
non era solo il giudice a ritenere impresentabile e impraticabile la
norma, che già aveva sollevato enormi dissensi tra tutti quanti non sono
ideologicamente intossicati dal fanatismo neo-conservatore.
I RISCHI - “Un individuo potrebbe correre il rischio
di sostenere direttamente o indirettamente un gruppo senza neppure
essere cosciente di quello che sta facendo”, ha scritto la signora
Forrest nelle motivazioni della sentenza, sottolineando la vaghezza di
un provvedimento che aveva fatto gridare al golpe e alla fine della
democrazia. Nessun problema invece per i cittadini di altri paesi, a
quelli la costituzione americana non promette niente.
SOLO UNA BATTAGLIA - Quella che potrebbe sembrare
una vittoria del buon senso e del fronte per la difesa dei diritti
civili, rischia però di essere solo un intermezzo controcorrente in una
storia che invece procede con decisione in direzione opposta. Proprio in
queste ore il Congresso sta combattendo per introdurre altre
discutibili novità, come l’inserimento nel NDAA di un articolo che abrogherebbe il divieto di propaganda governativa rivolto ai cittadini americani.
LA PROPAGANDA - Per capire il senso del
provvedimento bisogna partire dal fatto rappresentata a una spesa di
circa quattro miliardi di dollari all’anno che gli Stati Uniti impiegano
nella produzione di propaganda (definita proprio così) indirizzata ai
cittadini di altri paesi, anche a quelli italiani ovviamente. Secondo i
proponenti (repubblicani) il materiale di propaganda usato all’estero,
ad esempio contro al Qaeda, è così efficace che è un peccato non usarlo
anche negli States per combattere sul fronte interno quei nemici.
IL PERICOLO - Non è sfuggito a nessuno che il
significato ultimo è quello di autorizzare l’impiego di risorse
governative (i soldi degli americani) per influenzare i cittadini,
incidentalmente anche elettori di quello stesso governo. Ma anche qui
nessuno ha fatto una piega all’idea che che invece il governo spenda
fondi per foraggiare giornalisti e media in giro per il mondo perché
raccontino la sua versione dei fatti, che poi i media statunitensi
riprendono invariabilmente chiudendo comunque il cerchio della
propaganda, Come dimostra la storia dell’invasione dell’Iraq inoltre, i
fatti dicono che non ci sia affatto bisogno di un provvedimento del
genere, visto che l’amministrazione non ha mai avuto difficoltà a
produrre massicce campagne di disinformazione alle quali aderiscono
patriotticamente in massa quasi tutti i media statunitensi.
I GUAI - Chi poco patriotticamente non c’è stato, ha già avuto i suoi problemi, com’è capitato ad esempio a due giornalisti di USA Today che hanno realizzato l’inchiesta su quanto spende in propaganda il Pentagono. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta sono stati presi di mira da contractor del Pentagono, che hanno creato pagine Facebook e falsi account su Twitter nel tentativo di screditarli.
PATRIOTI CONTRO I POVERI - Patriotticamente invece , le ultime misure approvate nel NDAA hanno aumentato i fondi ai militari, ma senza sforare il budget. In parallelo sono stati infatti tagliati 80
miliardi dalle pensioni federali, 50 dal programma Medicaid e 36 dai
programmi per l’alimentazione dei poveri, i conti sono salvi, ancora una
volta a spese dei plebei. E poco importa se per “salvare l’economia” e
finanziare le banche gli americani si sono indebitati infinitamente di
più senza che nessuno al Congresso si disperasse.
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
sabato 19 maggio 2012
Giustizia preventiva. In USA una sconfitta per i nemici dei diritti civili. Un giudice boccia l'arresto a tempo inteterminato di cittadini americani per la lotta al terrorismo. Ma subito incalzano nuovi pericoli
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