05 Maggio 2012
Mercoledì scorso, a poco più di trenta minuti dall'avvio della 36°
giornata del torneo di calcio di serie A, un uomo di 52 anni che di
mestiere fa l'allenatore di calcio e che tutti dipingono come persona
solitamente perbene e a modo, Delio Rossi, ha perso la testa e dunque la
misura dei suoi atteggiamenti e delle sue reazioni. Sfottuto e irriso
da un suo giocatore che aveva appena sostituito, Rossi si è avventato
contro di lui, letteralmente avventato.
A mani nude lo ha colpito, più ancora ha tentato di colpirlo. Con
ferocia, completamente dimentico che il suo avversario era solo uno
stronzetto di vent'anni. La società di calcio che a Rossi pagava lo
stipendio, la Fiorentina di proprietà dei fratelli Della Valle, lo ha
subito licenziato e già sostituito con un altro allenatore, Vincenzo
Guerini.
Anche il giocatore che ha irriso il mister, uno che sino al momento
della sua sostituzione non aveva letteralmente toccato palla, sarà
punito e multato. I giornali di ieri erano compatti nel deprecare il
comportamento del mister, e figuriamoci se non siamo d'accordo nel
deprecare chi usa le maniere forti: chi pensa di vedere meglio
rappresentate le sue ragioni dai cazzotti e dai calci.
E a proposito di calci, resta memorabile nella storia del football
moderno l'episodio di quel grande giocatore francese che militava in una
squadra inglese, Eric Cantona, il quale all'uscita di una partita dove
forse non aveva brillato, si trovò di fronte un tifoso esasperato che
insultò e Cantona e sua madre.
Al che il grande giocatore francese (squisito protagonista più tardi
di un film che gli è stato dedicato) gli sferrò un gran calcione al
petto al modo delle arti marziali giapponesi. Un gesto acrobatico e
superplateale che gli costò non ricordo più quante giornate di
squalifica. Tante. Fossi stato al posto di Cantona, che cosa avrei
fatto?
Esattamente quel che fece lui e anche se non so nulla di arti marziali
giapponesi. Voglio dire con questo che ogni volta è giustificato e
giustificabile un "eccesso di legittima difesa"? Ma certo che no. Per
questa strada si finirebbe col giustificare l'automobilista che alcuni
anni fa uccise con un punterolo un altro automobilista reo di averlo
sorpassato.
Ma certo che Delio Rossi non doveva mettere le mani addosso allo
stronzetto, e per quanto si fosse comportato da stronzetto. No, non
doveva assolutamente. Epperò il discorso non finisce lì, se vogliamo
capire a fondo e i personaggi e le situazioni di cui ci stiamo
occupando. In fatto di reazioni di giocatori sostituiti, noi che amiamo
il calcio abbiamo a disposizione un intero album di ricordi e di
immagini.
Le tante volte che Fabio Capello sostituì Alex Del Piero, e da
quest'ultimo mai una parola, mai un ghigno. La volta che il mister della
nazionale italiana sostituì Giorgio Chinaglia durante una partita in
cui era stato pressocché nullo, e lui subito si esibì nel gestaccio. (E
basterebbe questo a dire la distanza fra due giocatori come Del Piero e
Chinaglia).
La faccia attonita di Roberto Baggio la volta che Arrigo Sacchi lo
mise fuori perché la nazionale era rimasta in dieci e a lui occorrevano
guerrieri prima che poeti: Baggio fece la faccia stupita ma nient'altro
che questo. Il giocatorino della Fiorentina di mercoledì sera, è invece
andato molto oltre.
A quanto mi riferiscono gli amici che curano le pagine sportive di
Libero, prima ha irriso Rossi e poi lo ha insultato "pesantemente". E
non che Rossi avesse fatto qualcosa di personale contro di lui, solo
aveva reputato che alla squadra occorresse uno migliore al posto di
Ljajic, il giocatore congedato. Ha agito da mister, non da kapo in un
lager.
Ha fatto quel che fanno Allegri o Conte, sostituire ora Pato ora
Vucinic. Che succederebbe in quei casi se Pato o Vucinic o chiunque
altro si mettessero a fare gestacci e pernacchie e allusioni alla
famiglia dei mister in questione? E poi, come dimenticare che stiamo
parlando di un ambientino che non somiglia all'Accademia dei Lincei ma
molto di più a un circo o a una corrida dove tutto è esasperato e fuori
misura?
Dalle curve di tutti gli stadi dove sono pronunciati ogni ora e ogni
minuto gli insulti più belluini ai giocatori di pelle nera, a quello
stadio di Genova dove orde di tifosi si sono precipitati giù in campo a
minacciare e ricattare i giocatori che in quel momento indossavano la
maglia del Genoa. Squisitezze su squisitezze, e chi più ne ha più ne
metta.(Giampiero Mughini per "Libero")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
sabato 5 maggio 2012
I CAZZOTTI DI UN GALANTUOMO A UNO STRONZETTO DI 20 ANNI - MUGHINI SMUGHINEGGIA IN DIFESA DELL’EX ALLENATORE DELLA FIORENTINA: “SOSTITUENDO L’INUTILE LJAJIC, DELIO ROSSI HA AGITO DA MISTER, NON DA KAPO IN UN LAGER
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