17 Maggio 2012
Scattano le prime denunce degli investitori contro Jp Morgan e il suo
amministratore delegato Jamie Dimon per la debacle sui derivati. Due
soci della banca hanno accusato la banca di aver ingannato gli azionisti
sull'entità dei rischi corsi nel trading, che hanno scavato perdite per
oltre due miliardi in due settimane. Al centro del ricorso per danni è
anzitutto la conference call del 13 aprile sul bilancio del primo
trimestre quando Dimon aveva minimizzato i sospetti di eccessive
scommesse.
Le denunce dovrebbero procedere di pari passo con le inchieste delle
autorità, Sec e Fbi, che esaminano possibili irregolarità finanziarie e
nella comunicazione al mercato. Sviluppi nelle indagini potranno
condizionare l'esito delle battaglie legali dei soci, tra i quali il
fondo Saratoga Advantage che ha proposto un'azione collettiva a nome di
tutti gli azionisti nel periodo tra il 13 aprile e il 10 maggio.
«Le scommesse sui derivati sono state terribilmente sbagliate -
afferma nel suo esposto al tribunale - risultando in miliardi di dollari
di perdite e altri miliardi persi in capitalizzazione di mercato».
Sotto esame delle authority sono la tempestività delle informazioni
sulle perdite, quando i vertici hanno saputo e quando l'hanno detto, e
le pratiche contabili. Al Chief investment office, la divisione delle
perdite, quest'anno era stato permesso di usare un Value at risk, misura
delle potenziali perdite quotidiane, meno rigido di quella del resto
della banca.
Tanto che quando con la scoperta delle perdite la divisione è tornata al
vecchio Var, l'indicatore di è impennato da una media di 67 milioni in
aprile a 129 milioni in maggio.
Dalla banca è filtrato ieri che un
altro dei protagonisti del disastro, il trader Bruno Iksil
soprannominato la "Balena" per le dimensioni delle sue puntate, lascia
la banca. Un accordo sarebbe ormai stato raggiunto. Nei giorni scorsi
era già uscita di scena Ina Drew, responsabile del Chief Investment
Office, e altri dirigenti di Londra sono in partenza.
Nuova luce è stata gettata anche sul labirinto delle loro scommesse.
Una ricostruzione del Wall Street Journal mostra un'operazione che ad
almeno tre livelli: un hedge iniziale, contro il rischio Europa, fatto
puntando su derivati legati a bond aziendali ad alto rendimento e che
rendevano in caso di crisi, vale a dire di cadute dei prezzi delle
obbligazioni. Davanti però ai miglioramenti in Europa a inizio d'anno,
la banca si è messa a vendere protezione, derivati Cds, su un indice di
corporate bond di alta qualità. Infine con la terza mossa ha anche
comprato Cds su bond di alta qualità, affiancandola con una manovra per
guadagnare dalla differenze sul costo della protezione in scadenza nel
2012 e nel 2017.
Modalità e tempi della strategia sono diventati sempre più complessi e
sono sfuggiti di mano, in un gioco funambolico di puntate su indici
diversi e hedge che spesso con coprivano le precedenti scommesse. Con il
dubbio che anziché motivata da prudenza la strategia fosse ormai
aggressivamente rivolta a cercare profitti. Non manca una paradossale e
imprevista mossa finale: uno degli stessi fondi comuni di Jp Morgan, lo
Strategic Income Opportunities Fund, ha scommesso oltre 300 milioni di
dollari contro le fallimentari posizioni della Balena di Londra. E ieri a
Wall Street i titoli della più grande banca americana hanno ancora
perso ancora qualche punto (circa l'1,5%) per scendere sotto quota 35,7
dollari.( Marco Valsania per "Il Sole 24 Ore")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
giovedì 17 maggio 2012
IL CASINO DI JP MORGAN È SOLO ALL’INIZIO - OLTRE ALLE INCHIESTE DI SEC E FBI, PARTONO LE PRIME DENUNCE DA PARTE DEGLI INVESTITORI CONTRO LA BANCA E L’AD JAMIE DIMON -
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