Il traffico di esseri umani coinvolge quasi un milione di persone all’anno nel continente americano, l’ottanta per cento sono donne.
LA ROTTA - Il grosso delle prostitute-schiave che nutrono il mercato nordamericano arriva a Città del Messico da tutta l’America Centrale e Meridionale e poi fluisce negli Stati Uniti e in misura minonre in Canada. BBC ha appena pubblicato un’inchiesta che ne traccia la rotta dai bordelli della capitale messicana al guinzaglio di spietati protettori nel ricco Norte, ancora oggi meta ambita e depositario del sogno di riscatto di milioni di più che poveri provenienti dal Sud.
L’ORRORE - Non stupisce che nel deserto messicano e nei pressi della frontiera si siano rinvenuti ormai migliaia di cadaveri di donne orendamente abusate, il loro brutale addestramento e addomesticamento comincia proprio in Messico, dove la grande pressione migratoria consegna nelle mani dei trafficanti un numero persino esuberante di giovani donne sole e per lo più straniere, per la scomparsa delle quali nessuno sarà mai chiamato a rispondere. Ancora meno in territori dominati da cartelli criminali famosi per la loro violenza sui migranti
LA FRONTIERA - BBC è andata anche a Tenancingo, meno famosa di Ciudad Juarez o di Tijuana, ma che sembra essersi specializzata in questo traffico, una ONG messicana afferma che su 10.000 abitanti 1.000 sarebbero dediti al traffico di schiave del sesso. Schiave che possono essere vendute a un ricco messicano che le terrà schiave o spedite oltre frontiera e vendute a bordelli clandestini come ai papponi più modesti. I numeri sono impressionanti
- 32 miliardi di dollari è il fatturato annuale di questa industria
- 9.8 milioni sono le donne (e pochi uomini) coinvolti nella prostituzione senza essere retribuite
- 800.000 le persone trafficate attraverso il confini americani ogni anno
- il 79% delle vittime è donna

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