21 Maggio 2012
L´allarme suona immediatamente. I pennini hanno appena iniziato a
ballare sul rullo di carta cerata che gira a velocità appena
percettibile. Nella sala sismica dell´Istituto nazionale di geofisica e
vulcanologia (Ingv), a Roma, la scena si è ripetuta più di cento volte
dall´una del mattino (primo tremore: 4,2 di magnitudo) alle cinque del
pomeriggio, passando per la scossa più violenta, di magnitudo 5,9 delle
4:03, e per l´allarme rosso alle 15:18, magnitudo 5,1.
A ogni suono della sirena un sismologo analizza la forma dell´onda
sismica, localizza l´epicentro, calcola la magnitudo, e un punto rosso
si aggiunge sul maxischermo che mette insieme tutte le scosse di
quest´ondata che non vuole saperne di scemare. Unendo gli epicentri
dello sciame appare una striscia di 30 km che corre da est a ovest. Lì,
nel sottosuolo, la placca adriatica si sta agitando.
Spostandosi verso nord-est alla velocità di 4 millimetri all´anno, e
sollevandosi nello sforzo di cavalcare la Pianura Padana, la faglia si è
spaccata. Ora, come una molla, sta rilasciando l´energia compressa. Il
tremore ieri notte è stato avvertito da Bolzano a Rieti e da Torino a
Trieste. Perfino il rombo si è fatto udire in tutta la Pianura Padana.
«Non è finita qui. Ci vorrà tempo prima che le scosse di assestamento
diminuiscano. Non escludiamo che si tocchino di nuovo magnitudo
elevate» mette in guardia Warner Mazzocchi, uno dei sismologi dell´Ingv
buttati giù dal letto ieri notte. A fine gennaio un altro sciame sismico
aveva scosso Parma e Reggio, raggiungendo magnitudo 5,4. «È evidente
che in quell´area c´è un´attività parecchio vivace» conferma Stefano
Gresta, che dell´Ingv è neopresidente.
«Ma non è la prima volta che accade» aggiunge Concetta Nostro. «Nel 1570
si registrò un sisma di magnitudo 5,5 sempre vicino a Ferrara, mentre
nel 1987 raggiungemmo magnitudo 5,4». E risalendo più indietro, nel 1117
tutto il Nord Italia fu squassato da un sisma monstre di 6,4 che fu
avvertito fino in Svizzera. Eppure nelle mappe ufficiali del rischio la
zona tra Ferrara, Modena, Rovigo e Mantova è classificata come
"medio-bassa".
Sotto accusa oggi c´è quell´"Arco di Ferrara" colpevole già del
terremoto disastroso del 1570. «La falda dell´Appennino avanza sotto
alla Pianura Padana, comprimendosi e rialzandosi lungo un fronte che ha
la forma di un arco e dove si concentra la pericolosità sismica» spiega
Claudio Chiarabba, funzionario di sala sismica. «Quando si rompe una
faglia - spiega il sismologo Luca Malagnini - gli epicentri delle scosse
si distanziano di una decina di chilometri l´uno dall´altro. Ma
stavolta le scosse coprono un fronte di oltre 30 chilometri. Segno che a
rompersi è stata più di una faglia».
In tutti i casi (come forse anche per i 6,2 gradi raggiunti
all´Aquila nel 2009), la colpevole è sempre lei: la placca adriatica che
dall´Africa preme verso nord-est. Questo blocco di roccia rigido e
frastagliato confina a ovest con l´Appennino e a nord con le Alpi di
Veneto e Friuli. Nella sala sismica dell´Ingv, quasi tutti i punti rossi
recenti sono concentrati lungo i suoi bordi.
Ma se si allarga lo sguardo del maxischermo sulla Terra intera,
un´altra zona molto calda compare in Giappone. «Sono ancora le scosse di
assestamento di Fukushima» spiega Alessandro Amato dell´Ingv. «In casi
di sismi così violenti, l´assestamento può durare anche anni». Ma gli
esperti assicurano che non sarà il caso della Pianura Padana.(Elena Dusi per "la Repubblica")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
lunedì 21 maggio 2012
"L´APPENNINO STA PREMENDO SULLE ALPI LA PIANURA PADANA STRETTA IN UNA TENAGLIA" - I SISMOLOGI E LA SORPRESA DEL NORDEST: "NON È PIÙ IMMUNE DAL RISCHIO"
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