yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Le donne che studiano muoiono. Avvelenate in Afghanistan 122 alunne di un istituto femminile: non è il primo caso

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mercoledì 23 maggio 2012

Le donne che studiano muoiono. Avvelenate in Afghanistan 122 alunne di un istituto femminile: non è il primo caso

23 Maggio 2012


La Cnn ci parla di un nuovo caso di avvelenamento nei confronti di giovani studentesse e delle loro insegnanti. Questa volta sono 122 le ragazze coinvolte, dall’età compresa tra 15 e 18 anni, oltre a tre maestre, le quali sono rimaste vittima di un attacco compiuto con un particolare spray nella provincia di Takhar.

SOSTANZA SCONOSCIUTA - L’attacco è avvenuto nella città di Talokhan nella scuola femminile di Bibi Hajera. Al momento sono ancora in ospedale quaranta ragazze. Tutte manifestano vertigini, vomito, mal di testa e perdita di conoscenza. I medici hanno spedito campioni di sangue a Kabul per determinare quale sia la sostanza usata per l’avvelenamento. Le ragazze hanno denunciato un forte trauma per quanto accaduto, come confermato dall’autorità sanitaria.

OPERA DEI TALEBANI - Khalilullah Aseer, portavoce della polizia della provincia di Takhar ha spiegato chi si nasconde dietro questo attentato: “la popolazione afghana sa che dietro questi atti si nascondono i talebani, i quali fanno questo per evitare che le ragazze vadano a scuola. Ormai lo sanno tutti, e ora che la democrazia sta prendendo piede in Afghanistan tutti noi vogliamo che le ragazze vengano educate. Ma non è quello che vogliono i nemici del Governo”.

CONTRO LE SCUOLE - Per quanto spesso questi atti riguardino scuole femminili, a inizio maggio sono stati avvelenati 400 ragazzi in una scuola della provincia di Khost dopo che questi hanno bevuto dell’acqua avvelenata. Questi atti s’inseriscono nel tentativo dei talebani di sopraffarre il potere del governo centrale attaccando le scuole. Il Governo per questo motivo ha scelto di chiuderne alcune nei distretti più problematici come nella provincia di Ghazni.

IL PRECEDENTE - Lo scorso 17 aprile avevamo parlato di un altro tentativo di avvelenamento avvenuto nella stessa provincia di Tahkar.  L’età delle vittime in questo caso andava dai 14 ai 30 anni.  Nessuna di loro ha perso la vita, ma molte hanno perso i sensi mentre altre hanno sofferto di vomito e capogiri. Il responsabile della salute dell’ospedale in cui sono state ricoverate le 140 vittime, Hafizullah Safi confermò che anche in quel caso non fu possibile stabilire subito cosa avesse avvelenato le ragazze.

L’APPOGGIO DELLE FAMIGLIE - Secondo gli analisti, in questo caso, così come in tutti quelli avvenuti alla caduta del regime talebano, questi attentati vengono “appoggiati” dalle famiglie, tradizionali e conservatrici, che si oppongono all’educazione femminile e accettano la violenza domestica. Nel gennaio 2011 il ministro per l’educazione Farooq Wardak confermò che i talebani tolsero la loro opposizione all’educazione femminile, senza però certificarla in via ufficiale. Al momento le regioni più pericolse per alunne e maestre sono quelle dell’Helmand e quella di Kandahar, mentre in tutto il Paese il tasso di alfabetizzazione è rimasto drammaticamente basso, anche dopo la cacciata al potere dei Talebani.

E DOPO IL 2014? - Ecco la realtà afghana a seguito dell’annuncio da parte alleata di voler abbandonare il Paese lasciando tutto il potere in mano all’esercito regolare a partire dal 2014. Durante il quinquennio talebano, dal 1996 al 2001, non veniva consentito alle ragazze afghane di andare a scuola. Queste si sono riaperte per le femminucce dopo l’arrivo degli americani nel 2001 ma il timore principale degli osservatori è che una partenza alleata possa portare a una riaffermazione dello status quo ante. Donne a casa, niente scuola, violenza diffusa, anche perché i Talebani non hanno mai detto di aver cambiato idea sull’educazione femminile.(Maghdi Abo Abia per "Giornalettismo.com")



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