yYAXssKCQaUWZcXZ79RJTBLvo-c;SfREtjZ9NYeQnnVMC-CsZ9qN6L0 Finance, Economics, Globus, Brokers, Banks, Collateral-Oriano Mattei: Mutui, quando la banca diventa assicurazione. La legge vieta agli istituti di credito la stipula di polizze sulla vita a tutela dei contraenti di un prestito per l'acquisto di una casa. Ma la pratica continua. Anche se non c'è nulla di illegale. Però un conflitto di interesse continua ad esserci.

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venerdì 11 maggio 2012

Mutui, quando la banca diventa assicurazione. La legge vieta agli istituti di credito la stipula di polizze sulla vita a tutela dei contraenti di un prestito per l'acquisto di una casa. Ma la pratica continua. Anche se non c'è nulla di illegale. Però un conflitto di interesse continua ad esserci.

11 Maggio 2012


Ho contratto un mutuo. Mi sto godendo casa. Pago le rate con regolarità. Niente sembra possa scalfire la mia oasi di felicità. A un certo punto un imprevisto: perdo il lavoro, accade un incidente o peggio ancora una disgrazia. Cosa fare?

COSA PENSA IL GOVERNO? - Il mercato immobiliare prevede ormai da anni una speciale polizza assicurativa sulla vita che protegge il contraente di un mutuo qualora questi si trovi in difficoltà. Niente da dire sull’idea. La sua applicazione, però, lascia alquanto sconcertati, specie se si dà ascolto all’interrogazione parlamentare presentata da Elio Lannutti, presidente dal 1987 dell’Adusbef, “Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Assicurativi” e senatore dell’Italia dei Valori il quale lo scorso 24 gennaio ha chiesto al governo, attraverso un’apposita interrogazione se per l’esecutivo fosse “liberale imporre un contratto di durata accessorio ad un prestito, come l’obbligo di subordinare ad una polizza vita un mutuo, offrendo a banche e compagnie d’assicurazione la licenza di “saccheggiare” le tasche dei consumatori per un controvalore di almeno 2,5 miliardi di euro all’anno”.

LE VARIE NORME - Tutto è partito da un emendamento all’articolo 36 del Decreto Salva Italia del 6 dicembre 2011, il quale recita testualmente:
E’ considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario
Quindi la banca non può, al momento della stipula del mutuo, obbligare un cliente ad assicurarsi con lo stesso istituto. A seguire, il decreto Legge 28 del 24 gennaio 2012 obbliga gli intermediari, qualora dovessero condizionare l’erogazione del mutuo alla stipula di un’assicurazione sulla vita
a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi
Non basta? L’Isvap, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo ha diffuso il sei dicembre 2011 il Provvedimento 2946, entrato in vigore lo scorso 2 aprile il quale, testuali parole,
stabilisce che gli intermediari assicurativi, ivi incluse le banche e altri intermediari finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari (o vincolatari) delle stesse.
Quindi una banca non può proporti un mutuo e allo stesso tempo una sua assicurazione che protegga l’istituto qualora il cliente fosse impossibilitato al pagamento della cifra pattuita. Inoltre sempre Lannutti cita la relazione del Garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà secondo il quale l’organismo da lui presieduto “stava indagando su istituti bancari sospettati di subordinare nei fatti la concessione dei mutui alla sottoscrizione di polizze vita particolarmente costose”.

UN RIASSUNTO - Quindi riassumiamo brevemente: il governo Monti attraverso il decreto Salva-Italia ha reso illegale la proposta da parte di una banca di un’assicurazione sulla vita che vada a coprire il capitale dal rischio che il contraente del mutuo non possa pagare per perdita di lavoro, malattia, morte. Un altro decreto del gennaio 2012 impone agli istituti di credito di sottoporre all’attenzione dei clienti due preventivi di altrettanti gruppi assicurativi, il tutto tenendo conto della posizione dell’Isvap la quale con apposito provvedimento ha stabilito che le banche non possono distribuire polizze essendone allo stesso tempo i beneficiari.

L’ASSICURAZIONE ANTISCOPPIO E INCENDIO - Cerchiamo ora di capire quali sono le assicurazioni previste al momento della stipula di un mutuo. Innanzitutto esiste un’assicurazione obbligatoria che copre l’incendio e lo scoppio del fabbricato. In questa maniera si tutela il contraente del mutuo dai danni all’abitazione a seguito di un sinistro ovviamente non doloso. In questo caso l’assicurazione prevede un rimborso pari alle spese necessarie per mettere a posto la casa, che dovrebbe estinguere il debito con la banca. L’altra assicurazione, volontaria per legge ma che viene spesso “estorta” è l’oggetto della nostra inchiesta, ovvero la cosiddetta “protezione mutui”, che in realtà non è altro di un’assicurazione sulla vita.

LA VERSIONE DI BNL - Al momento abbiamo questa situazione. Da un lato la normativa è abbastanza chiara: le banche non possono sostituirsi alle assicurazioni, quindi non possono stipulare polizze sui soldi che danno ai propri clienti. Dall’altro invece gli istituti continuano a proporre in maniera del tutto arbitraria delle popolazioni facendo leva sull’insicurezza nei confronti del futuro. A volte queste vengono pubblicate direttamente sui loro siti internet, come nel caso di Bnl-Bnp Paribas che propone addirittura tre diverse tipologie assicurative, la Serenity, la Serenity Premium e la Serenity Extra. Per completezza d’informazione è necessario dire che le tre polizze vengono stipulate in collaborazione con Cardif Assicurazioni S.p.A. e Cardif Assurances Risques Divers S.A, società del gruppo Bnp-Paribas come dimostrato dal foglio informativo, che si rifà all’autorizzazione del 27 febbraio 1989.

LA RICHIESTA - Certo non possiamo però limitarci a un testo scaricato dal web. Per una materia tanto complessa è necessario muoversi tastando con mano la situazione. Per questo motivo siamo andati in una filiale di banca Unicredit per avere informazioni circa la stipula di un nuovo mutuo. Questa la nostra situazione di partenza: cliente sotto i 30 anni, contratto con un discreto stipendio lordo che richiede un mutuo pari al 70 per cento del valore dell’immobile in oggetto, ovvero un monolocale nella periferia nord-est di Milano dal valore di 89.000 euro.


QUALE MUTUO - L’impiegato si dimostra assolutamente disponibile e dopo una rapida occhiata al contratto in questione mi propone un prodotto su misura dedicato all’acquisto della prima casa dalla durata compresa tra cinque e vent’anni a tasso fisso del 4,3 per cento. La somma erogata va a coprire il 70 per cento del valore dell’immobile con un minimo di 50.000 euro fino a un massimo di 200.000. A seguire estinzione anticipata senza alcun onere, copertura incendio e scoppio obbligatoria e contemplazione di altre forme assicurative a tutela della famiglia e dei richiedenti il mutuo non obbligatorie.

ASSICURAZIONE NON OBBLIGATORIA - Quest’ultimo punto attira la mia curiosità. Allora vuol dire che questa assicurazione non è obbligatoria? “No – risponde l’impiegato -, non è obbligatoria ma serve per venire incontro a quelli che possono essere gli incidenti di percorso durante la vita”. Sarà poi un argomento che ricalcherà varie volte e che non può lasciarmi totalmente indifferente per una semplice questione naturale: chi ha voglia di lasciare in eredità alla famiglia qualora succeda qualcosa un debito? Chi vuole finire sotto un ponte perché non riesce più a trovare un lavoro e non può pagare il mutuo?

PERCHE’ SCEGLIERE? - D’accordo, diciamo che va bene l’assicurazione. Sempre l’impiegato mi conferma che posso scegliere tra quella prevista dalla banca e una erogata da un altro istituto privato, fermo restando quella obbligatoria. Non avrei neanche l’obbligo di spostare il conto corrente venendo io da un’altra banca. Preferisco però fissarmi sulla storia dell’assicurazione. A questo punto mi converrebbe di più avere a che fare con un solo istituto anziché due. Posso scegliere, ma è vera comodità?


IL PREMIO - Altro dato importante. Per quanto riguarda la scelta dell’assicurazione mi si parano davanti tre possibilità: “o sceglie lei la compagnia, o attraverso la banca o è la banca stessa a finanziarsi l’importo dell’assicurazione. Il premio anziché sostenerlo al momento dell’erogazione con la compagnia, la banca le permette di aggiungerlo all’importo assicurativo spalmandolo sulle rate mensili”. L’importo, come vedremo più avanti, è pari a 31 euro al mese per 20 anni di mutuo.

C’E’ CHI OBBLIGA - Quindi l’assicurazione non è obbligatoria, ma vivamente consigliata. In questo caso Unicredit si differenzia rispetto ad altri gruppi (comportandosi correttamente e in modo conforme alla legge), come conferma l’impiegato: “Diciamo che alcuni istituti nonostante le delibere prevedono una polizza obbligatoria per determinate categorie a rischio perché è personalizzata con l’individuo. Da parte dell’utente è vissuta come una costrizione, ma parliamo di un contratto bilaterale, ognuno è libero di agire come meglio crede”. Eppure l’assicurazione mi proteggerebbe in caso di disoccupazione, d’incidente, di disgrazia colmando il debito con la banca senza attaccare i miei affetti.

 CALCOLO SENZA ASSICURAZIONE… - Fai quello che vuoi, ma forse è meglio se ti adegui a quanto richiesto dalla banca, per la tua sicurezza. Tanto dura quanto il mutuo e costa pochi euro al mese. La conclusione non fa una piega. A questo punto chiediamo due preventivi, uno con un mutuo senza assicurazione e uno con un mutuo assicurato, entrambi della durata di 20 anni. I risultati sono sorprendenti. Il primo preventivo prevede un importo di 52.710 euro, comprensivi di polizza incendio e scoppio pari a 210 euro. Il Tan, Tasso annuo nominale, ovvero la sommatoria tra indice di riferimento e spread è del 6.85 per cento, mentre il Taeg, ovvero il Tasso Annuo Effettivo Globale è del 7,3 per cento. La rata verrebbe così di 404 euro con spese di istruttoria di 750 euro. In sostanza per un mutuo di 52.500 euro per un immobile di 85 mila euro verremmo a pagare 96.960 euro.


…E CON PROTEZIONE - Se non siete svenuti andiamo a studiare il secondo preventivo, ovvero quello comprensivo di assicurazione: ai 52.710 euro vanno aggiunti altri 3.150 euro che rappresentano il “premio polizza facoltativa”. A questo punto l’importo del mutuo sale a 55.860 euro. Il Tan è pari al 7,05 per cento, perché lo spread è cresciuto di 0.2 punti percentuali, mentre il Taeg arriva a 7,51 per cento. La rata diventa così di 435 euro, ovvero 404 più l’assicurazione di 31 euro al mese. Moltiplichiamo per i 240 mesi del finanziamento e arriveremo a 104.400 euro. Sempre per un mutuo richiesto di 52.500 euro.

CHI E’ CREDITRAS - D’accordo, però la compagnia me la propone la banca, non è una cosa loro. Dal contratto vedo che l’istituto si appoggia a CreditRas, società del guppo Allianz. Eppure basta indagare un attimo andando a cercare sul sito di CreditRas per capire che si tratta di una società compartecipata. Il primo “socio” è Allianz, ma il secondo chi é? Esatto. Unicredit.
Essa è pariteticamente partecipata da Allianz S.p.A. (50%) e UniCredit Banca (50%) del Gruppo Bancario UniCredit.
Quindi mi è stato proposto un prodotto della banca che in caso di necessità andrebbe a coprire sé stessa. In spregio a quanto detto all’inizio della nostra inchiesta. Abbiamo quindi capito che nonostante le norme siano chiare le banche propongono dei prodotti assicurativi emessi da loro stessi o da società compartecipate, anche se questo non potrebbe essere fatto. Qualcuno obbliga il cliente alla stipula, ma anche in caso di libero arbitrio o per chiamarlo come l’ha definito l’impiegato della filiale alla quale mi sono rivolto “contratto bilaterale” la condizione è semplice: “noi offriamo questo servizio, poi sta a te accettare”. Nessuno mi ha obbligato, quindi non c’è stata violazione del decreto Salva-Italia. E’ pur vero però che nessuno mi ha proposto un’alternativa, e qui si potrebbe discutere se c’è o meno una violazione del decreto legge 28 del 24 gennaio 2012. L’Isvap infine aveva stabilito che:
le banche e altri intermediari finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari (o vincolatari) delle stesse.
Anche qui Unicredit non ha violato la legge, visto che si tratta di un’altra società in compartecipazione (ma anche sul punto si potrebbe discutere). Però lo stesso impiegato ci ha fatto sapere che le banche continuano a utilizzare in maniera del tutto scorretta la questione dell’assicurazione. E’ normale? (Maghdi Abo Abia per "Giornalettismo.com")

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