11 Maggio 2012
Circa 1 milione e mezzo di bambini nel Mezzogiorno vive in una
condizione di povertà relativa o assoluta (359mila sono privi del minimo
necessario per sopravvivere): più del doppio che nel resto del Paese.
LA DIFFICOLTA’ DI CRESCERE AL SUD - Una povertà non
solo economica, ma che interessa le relazioni e l’accesso ai servizi
come la scuola, lo sport o la salute. Crescere al Sud è ancora un
percorso ricco di ostacoli. Una situazione di forte disagio messa in
evidenza dall’indagine “crescere al Sud”, che nasce da un progetto
promosso da Save the Children e da Fondazione per il Sud alla quale
promossa da Save the Children e Fondazione per il Sud, di cui si è
discusso nella giornata conclusiva del Congresso nazionale della Società
italiana di Pediatria, a Roma. Le differenze cominciano alla nascita,
anzi ancor prima di nascere.
MORTALITA’ TRIPLICATA - Infatti un bambino del Sud
ha maggiori probabilità di nascere da taglio cesareo piuttosto che da
parto fisiologico. La media nazionale del 31,9% è infatti
abbondantemente superata da Campania (54,3%), Basilicata (46,5%) e
Sicilia (42%). Se è vero che la mortalità neonatale nel nostro Paese è
tra le più basse al mondo, è altrettanto vero che vi sono notevoli
differenze sul territorio. Così, se a Trento la mortalità neonatale è di
1,60 casi per 1.000 nati, a Reggio Calabria è di 4,82.
RISCHIO CRIMINALITA’ - Inoltre, secondo la Società
Italiana di Pediatria un bambino nato a sud ha maggiori difficoltà ad
accedere a servizi come sport e scuola. Ciò porta i ragazzi ad essere
preda della criminalità e dello sfruttamento lavorativo oltre a influire
sulla loro salute. Gli svantaggi tra bimbi del nord e del sud iniziano
già dal parto per poi passare all’accesso all’asilo nido, al passaggio
alle scuole dell’obbligo e nella difficoltà di praticare sport.
CATTIVE ABITUDINI - Antonio Correa, vicepresidente
della Società italiana di Pediatria ha confermato insieme a Paolo Siani,
Presidente dell’Associazione Culturale Pediatri che la povertà a cui
sono sottoposti i piccoli influenza anche il loro stato di salute. I
bambini provenienti da situazioni socio-economiche svantaggiate
incorrono in un rischio più alto di finire vittime di ricoveri sbagiati,
di mancate vaccinazioni e di abitudini quali il fumo, l’alcol, la
cattiva alimentazione, le cui conseguenze ricadranno nella loro vita
adulta. I bambini che vivono in strati della popolazione dalla bassa
cultura sono più soggetti, secondo gli esperti, a farsi ricoverare al
Pronto Soccorso dove vengono sottposti a numerosi test radiologici
nonostante il loro problema sia del tutto banale. (9colonne-Ansa)
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
venerdì 11 maggio 2012
Nascere povero, nascere al Sud. Secondo uno studio di Save the Children sono oltre un milione e mezzo i piccoli in condizioni difficili nel meridione
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