30 Maggio 2012
Nell'aula bunker di Venezia si sta svolgendo il processo alla Gomorra
del Nord-Est. Mario Crisci, il 34enne di Castevolturno, è ritenuto il
capo del gruppo. Crisci "O Dottore" stupisce tutti, il suo è un
atteggiamento da manager più che da mafioso di quartiere. In aula
ribadisce che il Clan non c'entra. Sì, ammette reati e violenze. Ma con
i mafiosi, dice, non ha legami.
Durante il suo interrogatorio,
sostiene, che tra quei cento imprenditori taglieggiato, le vittime in
realtà sarebbero poche. "Molti, grazie a me, hanno mandato i capitali
all'estero, e poi lavoravano in nero, la pratica della fatturazione
fasulla per abbassare i costi era costante". Ha tirato in ballo anche
commercialisti e consulenti delle "vittime": "Quando con la mia
società, la Aspide, prestavo i soldi spiegavo a tutti quale era il
tasso d'interesse, non è vero che lo scoprivano dopo, sapevano e
accettavano con l'avallo dei loro professionisti, che erano presenti
alle trattative".
La Dia di Padova gli contesta estorsione,
usura, intermediazione finanziaria illegale, estorsione, intimidazione,
detenzione di armi. Un lungo elenco di singoli reati che ha portato i
magistrati a contestare l'associazione mafiosa al gruppo guidato da
Mario Crisci. Un reato che nelle regioni del nord Italia di rado viene
scritto nero su bianco. I Pm preferiscono contestare i singoli reati
aggravati dalla modalità mafiosa, e quasi mai il 416 bis,
l'associazione mafiosa appunto.
Un organizzazione legata al
Clan di casalesi, quella raccolta attorno alla società finanziaria
Aspide, "in cui gli associati si avvalgono del vincolo associativo e
della condizione di assoggettamento e di omertà da esso derivante per
commettere delitti di ogni genere e principalmente delitti di usura,
estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti, sequestro di
persona, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, falsi in
scritture private, nonché per acquisire il controllo di attività
economiche, di concessioni, di autorizzazioni e per realizzare vantaggi
e profitti ingiusti e per finanziare persone detenute in Campania".
Succede anche questo nel ricco nord est.(Giovanni Tizian per "La Repubblica.it")
Crediamo di morire per la patria, ma moriamo per le Banche! Ci sono eroi sconosciuti che hanno dato la vita, e sono ricordati nei cuore di poche persone. Poi ci sono eroi che sono ricordati solo per un mese, perche hanno combatuto guerre sbagliate con nemici sbagliati. Questi sono gli assassini dei nostri veri eroi. (Michele Altamura)
mercoledì 30 maggio 2012
"O Dottò" e il suo Veneto Crisci, il boss del Nord-Est. Nell'aula bunker di Venezia si sta svolgendo il processo alla Gomorra del Nord-Est stupisce tutti. Dicono abbia un atteggiamento più da manager che da mafioso. Gli contestano evasione fiscale, riciclaggio, usura
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento