E’ stata depositata nella commissione Affari costituzionali la proposta di legge di riforma dei rimborsi elettorali ai partiti e sul loro controllo a cui hanno lavorato in tandem i relatori Peppino Calderisi, Pdl, e Gianclaudio Bressa, Pd.
I TAGLI - “Il ritardo rispetto alle 15, che era la prima scadenza, si deve ad alcuni problemi tecnici per rendere operativa la sua entrata in vigore”, ha dichiarato la coppia. La proposta di legge, che entrerebbe in vigore nel 2013, “dal momento che non si può intervenire – spiega Calderisi – su bilanci compilati con vecchie norme”, prevede il dimezzamento dei fondi a disposizione per i rimborsi: da 192 milioni si passa a 91. Il 70% di quella cifra sarà destinata ai rimborsi, mentre il 30% sarà erogata a titolo di cofinanziamento con cinquanta centesimi in più per ogni euro raccolto autonomamente dai partiti. Spiega Bressa: “Si integreranno i fondi che i singoli partiti raccoglieranno da soli”
PARTITO SCIOLTO, CIAO RIMBORSI - Invece dei 182 milioni previsti i partiti ne porteranno a casa 122 con il taglio del 33 per cento proposto dal Pdl. Se il taglio fosse quello proposto dal Pd porterebbe i fondi dai 182 milioni di euro a 91 milioni annui. ”Ci sono ipotesi diverse da parte dei singoli partiti”, sottolineano Calderisi e Bressa. Molto rigido e con pesanti sanzioni, che possono portare all’annullamento, il dispositivo per i controlli dei bilanci. Si prevede che in caso di scioglimento di un partito i rimborsi vengano automaticamente annullati.
SOLO PER GLI ELETTI - Il fondo per il rimborso è
riservato a tutti quei movimenti che avranno avuto almeno un
rappresentante eletto. Per quanto riguarda il senato, invece, su base
regionale e verrà diviso tra le regioni in proporzione alla popolazione.
La cifra quindi diventa fissa e scritta per legge. Di 91 milioni, il 70
per cento (pari a 63.700.000) è corrisposto come “rimborso delle spese
per le consultazioni elettorali e quale contributo per l’attività
politica”.
NIENTE SOLDI ALLE FONDAZIONI - Il restante 30 per cento (pari a 27.300.000) è erogato, a titolo di cofinanzimanto, legato cioè alla capacità di raccolta da parte dei partiti. Si tratta quindi di un modello misto, per la maggior parte però (il 70 per cento) è sostenuto direttamente con erogazioni dello Stato. Nessun finanziamento alle fondazioni. Il finanziamento pubblico diventa così definito per legge e varrà non più solo come rimborso delle spese elettorali ma anche in generale “per l’attività politica”. Bressa spiega: “Così togliamo finalmente la cappa ideologica che ai partiti non si puo’ dare finanziamento pubblico. Per cancellarlo occorrebbe abrogare l’articolo 49 della Costituzione. Finché ci sara’ l’articolo 49 il finanzimento pubblico è un diritto costituzionalmente condiviso”.
E PER QUEST’ANNO? - La proposta di legge entrerebbe
in vigore nel 2013, “dal momento che non si puo’ intervenire – spiega
Calderisi – su bilanci compilati con vecchie norme”. Per quanto riguarda
la quota dell’ultima tranche di finanziamento per questa legislatura,
che sarà elargita a luglio, la decisione viene demandata al confronto in
commissione che inizierà mercoledi.(da "Giornalettismo.com")
NIENTE SOLDI ALLE FONDAZIONI - Il restante 30 per cento (pari a 27.300.000) è erogato, a titolo di cofinanzimanto, legato cioè alla capacità di raccolta da parte dei partiti. Si tratta quindi di un modello misto, per la maggior parte però (il 70 per cento) è sostenuto direttamente con erogazioni dello Stato. Nessun finanziamento alle fondazioni. Il finanziamento pubblico diventa così definito per legge e varrà non più solo come rimborso delle spese elettorali ma anche in generale “per l’attività politica”. Bressa spiega: “Così togliamo finalmente la cappa ideologica che ai partiti non si puo’ dare finanziamento pubblico. Per cancellarlo occorrebbe abrogare l’articolo 49 della Costituzione. Finché ci sara’ l’articolo 49 il finanzimento pubblico è un diritto costituzionalmente condiviso”.
E PER QUEST’ANNO? - La proposta di legge entrerebbe
in vigore nel 2013, “dal momento che non si puo’ intervenire – spiega
Calderisi – su bilanci compilati con vecchie norme”. Per quanto riguarda
la quota dell’ultima tranche di finanziamento per questa legislatura,
che sarà elargita a luglio, la decisione viene demandata al confronto in
commissione che inizierà mercoledi.(da "Giornalettismo.com")

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